Warhammer 40,000: Dawn of War – Definitive Edition Recensione | L’occasione perfetta

Chi è appassionato di certo lo saprà, Warhammer 40.000: Dawn of War è uno degli RTS più influenti e ben riusciti non solo nel parco titoli che fanno utilizzo dell’IP di Warhammer, ma anche dell’intero ecosistema videoludico, per la sua importanza in termini storici ma soprattutto per il merito di essere un’eccellenza in quasi ogni aspetto.

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Nell’agosto del 2025, a più di 20 anni dalla pubblicazione originale, Relic Entertainment ha finalmente deciso di pubblicare una riedizione che riunisce il gioco e tutte e le tre espansioni (Winter Assault, Dark Crusade, Soulstorm) in un unico enorme pacchetto. Il risultato è un’esperienza completa di oltre cento mappe, nove fazioni giocabili e ben quattro campagne, il tutto rifinito e reso compatibile con l’hardware odierno.


Gameplay – Tra vecchie formule e contenuti

Nella sua formula datata ma sempre divertente, Dawn of War adotta meccaniche RTS peculiari, distanziandosi dal modello classico di raccolta risorse continuo.
Il fulcro di ciascuna partita è il controllo del territorio: i giocatori conquistano e difendono punti strategici sulla mappa per generare risorse, muovendo squadre di unità in scontri frenetici e talvolta sorprendentemente dinamici.

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Fondamentali per la vittoria risultano la gestione delle abilità speciali degli eroi, l’uso del sistema di morale (che può far fuggire o indebolire i nemici) e le coperture difensive sul terreno, che richiedono tattiche complesse e movimento costante delle truppe. Questa filosofia di gameplay, diversa da quella di molti strategici moderni, si rivela ancora brillante: un attacco coordinato di un plotone di Space Marine, una carica improvvisa di Orki o un’incursione elusiva degli Eldar trasmettono nitidamente la ferocia che ci sia aspetterebbe da uno scontro di Warhammer 40k su larga scala… qualcosa che ancora oggi si fatica a replicare in termini videoludici.

Come anticipato, la Definitive Edition dimostra senz’altro di tenere fede alla sua nomenclatura: include tutti e quattro i capitoli originali (principale+DLCs) con le rispettive campagne e modalità skirmish dedicata. In dettaglio troveremo:

Nove eserciti giocabili, ognuno con identità uniche e varianti caratteristiche.
Inclusi sono gli Space Marine, gli Orki, gli Eldar, i marine del Caos, la Guardia Imperiale (Astra Militarum), i Tau, i Necron, gli Eldar Oscuri e le Adepta Sororitas. Ciascuna fazione dispone di meccaniche peculiari (eroi speciali, unità volanti o abilità uniche) e di una propria combinazione di armi e potenziamenti da sfruttare sul campo.

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Fanno ritorno le quattro campagne single-player, adeguatamente remasterizzate per avvinarsi agli standard generazionali. Si parte dalla campagna originale (La Caduta di Tartarus) con protagonista Gabriel Angelos e la sua quarta Compagnia dei Blood Ravens.
Seguono Winter Assault (battaglie su Lorn V tra Eldar/Guardia Imperiale contro Orki/Caos), Dark Crusade (mappa strategica non-lineare su Kronus con numerose fazioni controllabili) e Soulstorm (campagna stellare sul sistema Kaurava, giocabile con tutte e nove le armate disponibili).
Ogni campagna offre una grande varietà di missioni ed un finale dedicato, garantendo storie coerenti con l’ambientazione dark-fantasy e una rigiocabilità potenzialmente infinita.

La raccolta comprende inoltre 100 mappe sviluppate per divenire teatro di schermaglie offline e online. Il multiplayer competitivo supporta partite da 2 a 8 giocatori (in squadre o tutti contro tutti) con diverse modalità di vittoria, mentre è presente anche la cooperativa online contro l’AI.
Infine per chi avvertisse una certa vena creativa, esiste un editor di mappe che permette di creare e caricare nuove mappe personalizzate, oltre al supporto totale ai contenuti della community attraverso il mod manager integrato.

L’AI – Nuova edizione, vecchi problemi

Uno degli aspetti su cui Relic aveva promesso degli importanti cambiamenti è il pathfinding e l’intelligenza artificiale di alcune unità che rischiano molto spesso di incastrarsi fra loro durante il caos della partita.
Un esempio molto discusso è quello degli Orki, forse i più soggetti in assoluto a questa tipologia di problematica, adesso come allora.
Infatti, questi cambiamenti non sembrano aver avuto alcun effetto sui nostri gameplay, che permangono nella loro caoticità e sporadica goffaggine.


Comparto tecnico e considerazioni

Dal punto di vista tecnico, questa edizione apporta modernizzazioni visibili anche se ben lontane dal potersi considerare rivoluzionare. Relic ha implementato l’illuminazione globale basata su immagini, con riflessi, ombre, luci emissive e materiali speculari di qualità superiore rispetto alla versione originale. Inoltre, le texture di tutte le unità sono state upscalate, rendendo i modelli più nitidi e dettagliati, specie se inquadrate da vicino. Viene offerto pieno supporto alle risoluzioni moderne fino al 4K, con camera di gioco migliorata: la visuale si può ampliare per vedere più campo di battaglia (riducendo la “nebbia” che limitava il draw distance), e l’aspect ratio 16:9 viene finalmente sfruttato a dovere grazie ad un’interfaccia HUD ottimizzata.

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Il cambio più profondo in termini tecnici è il passaggio a un’architettura a 64 bit: il motore aggiornato sfrutta meglio la memoria e l’hardware recente, migliorando stabilità e fluidità soprattutto in multiplayer o con grandi eserciti sul campo di battaglia.

Nonostante le premesse, il gioco mantiene un’estetica ben lungi dall’essere al passo con i tempi, con modelli poligonali che rimangono tutt’ora squadrati e mostrano il passare degli anni. Da segnalare anche che le cutscenes sono rimaste in formato 4:3 esteso (con inevitabili distorsioni su schermi moderni), e che l’audio non è stato ritoccato affatto in occasione di questa riedizione.
Insomma, questa riedizione assume un valore maggiore se inquadrata nel suo essere un enorme contenitore di esperienze più che una vera e propria operazione di svecchiamento, che per quanto svolta rimane comunque piuttosto pigra se paragonata al trattamento dedicato ad altri titoli dello stesso genere.


Ringraziamo Keymailer per averci fornito una chiave del gioco in anteprima per realizzare questa recensione.

Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

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Warhammer 40,000: Dawn of War - Definitive Edition (PC)
In conclusione...
A più di vent’anni dalla sua uscita, Dawn of War conferma il suo status di classico intramontabile, capace ancora oggi di regalare battaglie spettacolari e un RTS dallo stile unico. Questa Definitive Edition è un contenitore ricchissimo, che riunisce campagne, fazioni e mappe in un pacchetto mastodontico, pur senza risolvere alcune storiche problematiche tecniche né osare davvero sul piano del restauro audiovisivo.
Pregi
Contenutisticamente enorme
Gameplay ancora solido e divertente
Difetti
AI e pathfinding rimasti problematici
Remaster piuttosto pigra sul piano tecnico
7.8
Voto