Nel panorama degli strategici in tempo reale moderni, pochi nomi colpiscono i fan con la stessa forza di Warhammer 40.000: Dawn of War.
Debuttata nel lontano 2004 grazie al lavoro di Relic Entertainment, la serie ha ridefinito il genere degli RTS focalizzandosi sul controllo dei punti di risorsa sul campo e su scontri viscerali a squadre, introducendo novità anche dal punto di vista visivo, con le celebri ed emblematiche sync kills.
Se il primo storico capitolo e le sue espansioni (come Dark Crusade) rimangono pietre miliari insuperate, il secondo capitolo ha virato con successo verso una formula più tattica, priva di gestione della base e accompagnata da una campagna in single player con cui innumerevoli giocatori hanno iniziato a scoprire l’universo narrativo di Warhammer 40k.
Tuttavia, dopo il passo falso del terzo capitolo nel 2017, che aveva tentato una controversa fusione con elementi in stile MOBA allontanando la fanbase storica, il franchise è rimasto in silenzio per anni, lasciando gli appassionati orfani di un vero pilastro degli RTS fantascientifici.
IL PROGETTO DAWN OF WAR IV
Il silenzio è stato finalmente interrotto quando l’editore Deep Silver e lo studio di sviluppo KING Art Games (già noti nel genere per l’iconico Iron Harvest) hanno annunciato ufficialmente Warhammer 40.000: Dawn of War IV. Sviluppato nativamente per PC e previsto per il prossimo 17 settembre 2026, il progetto si propone come un deciso ritorno alle origini e una vera e propria lettera d’amore ai puristi della saga.
Ritorniamo, infatti, sul pianeta Kronus, su cui già ci eravamo scontrati ai tempi di Dark Crusade, con una mastodontica struttura single-player suddivisa in quattro distinte campagne non lineari (una per ciascuna fazione), ricche di snodi narrativi e decisioni a lungo termine che influenzeranno la storia complessiva.
Il tutto è distribuito su oltre 70 missioni epiche e impreziosito da introduzioni in CGI e oltre 40 minuti di filmati di intermezzo interamente animati.

Il cuore dell’esperienza strategica ripristinerà gli elementi classici più amati come la gestione delle risorse, la ricerca tecnologica e la costruzione della base, mettendo a disposizione già al lancio oltre 110 unità e strutture potenziabili, mentre le quattro macro-fazioni presenti sul campo di battaglia presenteranno filosofie di gioco profondamente asimmetriche.
Avremo gli Orki che punteranno sul volume numerico e sullo slancio aggressivo; gli immortali Necron sfrutteranno la loro “Power Matrix” per opporre una pressione inarrestabile; gli iconici Space Marines faranno dell’eclettismo d’élite il loro punto di forza; infine, l’inedito debutto degli Adeptus Mechanicus introdurrà uno stile difensivo e tecnologico incentrato sull’espansione della rete “Noosphere”.
Oltre a una gigantesca campagna narrativa in singolo, va segnalato anche il ritorno del Painter Tool per la personalizzazione estetica delle armate, e i giocatori saranno felici di sapere che la progressione sul campo premierà le squadre dei nostri soldati con upgrade visivi e buff specifici attraverso il sistema delle Unità Veterane. Inoltre, le modalità di gioco nella versione finale di DOW IV non si limiteranno solo al single player e al comparto competitivo online, ma includeranno anche missioni in modalità Schermaglia e l’apprezzatissimo ritorno dell’iconica modalità cooperativa di sopravvivenza The Last Stand.
UN ASSAGGIO DEL COMPARTO MULTIPLAYER
Con Dawn Of War IV in arrivo a settembre, l’attenzione viene tenuta alta tramite l’ultimo dei tanti diari di sviluppo, i Battlefield Report, che stanno accompagnando i giocatori lungo un percorso che condurrà al rilascio del gioco completo.
Infatti, il video-gameplay è focalizzato interamente sul comparto multigiocatore: al suo interno viene mostrato uno scontro tra il Creative Director di KING Art Games, Jan Theysen, e il Senior Game Designer, Elliott Verbiest, che si sono sfidati in un match 1v1, offrendoci una panoramica approfondita e ravvicinata di quello che attende i giocatori nelle arene competitive.
Le sequenze mostrate confermano l’abbandono definitivo delle meccaniche ibride del terzo capitolo a favore del feeling tattico e brutale che ha reso celebre la saga, ma si assiste anche a intensi scontri di massa in cui spicca il rinnovato sistema rinominato Battle Command, pensato per valorizzare il corpo a corpo e le spettacolari animazioni di uccisione sincronizzata.
Grande rilevanza viene data pure all’accumulo delle risorse e all’utilizzo degli Stratagemmi, abilità d’alto livello capaci di ribaltare le sorti di un match, come il devastante bombardamento orbitale degli Space Marines.
Il video mette inoltre in mostra il bilanciamento asimmetrico delle fazioni: da un lato l’inarrestabile superiorità dei Necron, dall’altro la velocità e la potenza dei Cavalieri Imperiali in forza ai tecnopreti dell’Adeptus Mechanicus.
Si può dire che questa anteprima multiplayer non fa che confermare la solidità di un progetto che ha già superato il milione di wishlist su Steam e che punta a riportare il franchise sul trono degli strategici moderni.
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