Uno sguardo al passato: Sherlock Holmes contro Jack lo squartatore

In questa rubrica abbiamo parlato di ogni tipo di videogioco, alcuni dei quali hanno fatto la storia del medium ed altri che invece sono passati in sordina, eppure nessun titolo affrontato fino ad adesso si è rivelato essere radicato a tal punto nel nostro mondo.
Un vero e proprio Cross-Over tra la mente più brillante della letteratura e il serial killer più famoso mai esistito, un connubio tra finzione e realtà che difficilmente possiamo trovare in opere simili e che stuzzica innegabilmente la fantasia dei giocatori.

Siate onesti, non vi attira forse la prospettiva di indagare sul caso irrisolto più eclatante mai accaduto e di poterlo fare nei panni di una leggenda come Sherlock Holmes?
Ebbene è proprio questo concetto tanto semplice quanto efficace ad aver spinto Frogwares a creare questa piccola perla che, nonostante gli evidenti difetti di cui parleremo, trasuda una cura dei dettagli non indifferente… ma partiamo dal principio e poniamoci la domanda giusta.


Chi è Frogwares?

Frogwares è una software house ucraina fondata nei primi anni duemila da espatriati francesi, lo stesso nome infatti deriva da “Froggies” cioè un termine dispregiativo con cui venivano chiamate le persone di origini francesi ma che la casa di sviluppo invece ha trasformato invece im un fregio da portare con orgoglio.
Anche se Frogwares non ha mai raggiunto la fama che forse meritava, e molti dei suoi videogames sono stati pubblicati solo in versione digitale, sono comunque riusciti ad accaparrarsi una certa notorietà adattando alcune delle avventure del famoso detective londinese.

Sfruttando lo slancio fornitogli dalla loro serie di giochi su Sherlock Holmes (si parla di più di sette milioni di copie vendute) non hanno mai smesso di sperimentare con risultati altalenanti ma spesso ammirevoli.
Gli ultimi esempi delle loro fatiche sono per esempio The Sinking City e Sherlock Holmes The Awakened, due avventure a stampo lovecraftiano che nonostante delle evidenti limitazioni sono riuscite a conquistare una certa fetta di pubblico.

Ad ogni modo, il titolo di cui parleremo oggi è stato sviluppato praticamente al picco della loro rapida ascesa e rappresenta per certi aspetti una delle opere più interessanti sviluppate da Frogwares, nonostante non abbia lo stesso production value dei loro giochi più recenti, proprio perché incuneato in avvenimenti davvero accaduti e ben documentati.
Per poter affrontare il gioco in questione però,dobbiamo prima accennare ai suoi protagonisti e a ciò che rappresentano perché si tratta di un’accoppiata davvero geniale.


La mente più brillante contro il caso più famoso.

Introdurre Sherlock Holmes non ha alcun senso visto che si tratta del personaggio della cultura occidentale più conosciuto al mondo, escludendo forse Gesù, i suoi romanzi sono leggenda e gli adattamenti sia sul grande schermo che sul piccolo sono tanto numerosi da perderne il conto.
Parliamo di libri che quando furono vergati nel 1887, da Sir Arthur Conan Doyle, cambiarono il modo di approcciarsi al lavoro investigativo e resero famoso lo studio della scienza forense, avvicinando il pubblico di massa a concetti che prima venivano considerati astrusi.

La rappresentazione del personaggio fornita da Frogwares è tra le più amate dai fan delle sue avventure scritte e nonostante qualche scivolone, come per esempio la sua caratterizzazione in Sherlock Holmes Chapter One, viene guardata con una certa nostalgia.
Più o meno nello stesso periodo in cui le storie del detective di Baker Street cominciavano ad affacciarsi al pubblico, nel 1888 Londra venne terrorizzata da uno dei serial killer più efferati della storia umana cioè Jack lo Squartatore.

Un caso che ha affascinato e terrorizzato così tante persone da finire col diventare una parte integrante della cultura di massa, venendo adattato in parecchie opere di finzione. È incredibile in tal senso scoprire quante persone non sappiano che si tratti di omicidi davvero accaduti, è ovvio quindi che due avvenimenti storici tanto vicini e congruenti potessero dare vita ad una delle prime opere di Cross-Over per come lo intendiamo oggi.
Sherlock Holmes infatti è stato sulle tracce di Jack lo squartatore più di una volta, sia su pagine scritte che in famosi sceneggiati come l’acclamato lungometraggio del 1979 “Assassinio su commissione”; era ovvio che prima o poi quindi questa rivalità raggiungesse anche il mondo videoludico.

Fortunatamente Frogwares era la scelta più indicata visto che, al contrario di alcuni adattamenti moderni che romanticizzano la figura di Jack lo Squartatore in modo squallido, è riuscita a trattare con rispetto e tatto gli omicidi delle cinque donne di Whitechapel nel modo più accurato possibile.


La partita è aperta!

Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore si presenta come un titolo ovviamente più cupo in confronto ai giochi della serie che lo hanno preceduto; le strade di Londra sono scure e squallide con malati in preda al dolore sui marciapiedi e urla nella notte, il tutto presentato con uno stile grafico ovviamente datato ma che cattura discretamente l’atmosfera che si voleva ricreare.
In fin dei conti quelli sono stati tra gli anni più bui che il popolo inglese abbia mai affrontato per via del degrado, povertà e sovrappopolazione dei quartieri periferici, il gioco non manca quindi di un certo coraggio nell’affrontare questi temi con una sottile verità storica di fondo.

Ci vengono messi davanti infatti argomenti scottanti come contrabbando di vite umane, prostituzione e sifilide, facendoci capire come quest’opera non si trattenga dal mostrarci le condizioni pietose del tenore di vita del tempo.
La trama segue ovviamente le indagini di Sherlock Holmes, che si dipanano partendo dalla prima vittima per poi seguire i successivi quattro omicidi collegati in una struttura concentrata e dal ritmo incalzante, arricchita inoltre da innumerevoli citazioni ad alcuni dei casi più famosi affrontati sulle pagine di Sir Arthur Conan Doyle.

Nonostante alcuni avvenimenti si concentrino su personaggi secondari di poca importanza (si tratta di piccole sezioni di gameplay parecchio brevi e trascurabili), tutte le piste seguite dal detective sono incentrate su veri sospettati che all’epoca vennero indagati per un motivo o per un altro.
È innegabile infatti che Frogwares abbia fatto delle ricerche certosine sugli omicidi di Whitechapel, visto che le scene del crimine si basano in tutto e per tutto sulle ricostruzioni originali, evitando però di far entrare in contatto in modo diretto Sherlock Holmes coi cadaveri delle vittime per mantenere un giusta dose di rispetto, e molti dei giornali del tempo sono stati ricostruiti in estratti brevi che servono come guida durate le indagini.

Visto che Jack lo Squartatore non venne mai smascherato, il titolo ci illustra tutte le teorie più accreditate sulla sua identità ed il movente, optando poi per introdurci ad uno dei migliori climax e colpi di scena che non solo offre una conclusione degna in questa lotta tra menti, ma che riesce anche ad essere estremamente convincente per quanto poco veritiera.

Investigazioni sul campo

Il punto forte del gioco è ovviamente la pletora di scenari investigativi che ci vengono offerti, un buon equilibrio di libertà lasciata al giocatore e narrazione da parte di Holmes, che non scade quasi mai nell’eccessivo, fanno sentire estremamente coinvolti con le indagini in corso.
Whitechapel poi è stata ricreata minuziosamente ed è lo scenario principale in cui si svolgono le vicende del gioco, è completamente esplorabile e considerando il periodo in cui il titolo è stato sviluppato, si tratta di una mappa di tutto rispetto che possiamo apprezzare in prima o terza persona.

Purtroppo però il gioco non è tutto esplorazione e deduzione, un’altra componente principale del gameplay sono gli ovvi puzzle derivati dallo scheletro di avventura punta e clicca della maggior parte dei giochi di Frogwares.
Nonostante molti degli enigmi presentati siano coerenti e avanzino effettivamente le indagini, altri invece risultano fuori luogo o con soluzioni estremamente ridicole non troppo diverse da quelli che potremmo incontrare in un titolo della buon vecchia LucasArt.

In ogni caso, nessuna delle sfide presentate è davvero ostica se non un paio di eccezioni evidenti e, anche se la scarsa difficoltà si avverte davvero poco in un titolo narrativo come questo, è giusto farlo presente a giocatori che si aspettano di essere messi a dura prova dagli enigmi presentati.
Altra nota dolente sono il doppiaggio non proprio stellare, persino in lingua originale, e una OST che fa il suo lavoro ma che risulta leggermente ripetitiva nonostante la durata contenuta del titolo.


Conclusioni

Questo piccolo esperimento che ha aiutato Frogwares a farsi un nome è di sicuro il titolo videoludico incentrato sullo Squartatore di maggior successo, non che la competizione fosse ferrata… ma sorprende scoprire quanti adattamenti del caso esistano anche in questo medium, se poi consideriamo l’amore con cui viene trattato il personaggio di Holmes allora è chiaro che siamo davanti ad una piccola perla.
Si tratta del classico titolo che è più della somma delle sue parti, perché se preso per quello che è si tratta solo di un gioco investigativo con elementi da puzzle qui e lì, infatti i nomi trattati e le vicende storiche che lo circondano sono presentate con tale cura da spingere il giocatore ad informarsi su tutto ciò che circonda la ormai famosa e terrificante storia di Whitechapel.

Al contrario di molti altri titoli affrontati in “Uno sguardo al passato”, siamo contenti di potervi informare che la saga di Sherlock Holmes, coi suoi alti e i suoi bassi, è completamente disponibile su Steam e su alcune console della corrente generazione.
La frequenza con cui vengono scontate le avventure del famoso detective londinese è parecchio alta (lo è persino durante la stesura di questo articolo), quindi non possiamo fare altro che consigliarvi di provare a risolvere il caso di persona.


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