The Sinking City 2 Recensione | Quando l’investigazione lascia spazio all’incubo

Di tanto in tanto fanno capolino produzioni che si affacciano sul mercato con una grande storia alle spalle, e The Sinking City 2 è senza dubbio una di queste. Parliamo di un progetto sviluppato da Frogwares, storico studio con sede a Kyiv che negli anni ha costruito la propria identità quasi interamente attorno all’universo investigativo di Sherlock Holmes, un marchio di fabbrica tanto datato quanto riconoscibile. Quando nel 2019 quella stessa filosofia venne trapiantata nell’immaginario lovecraftiano con il primo The Sinking City, il risultato fu un’opera interessante ma molto acerba, capace di convincere per atmosfera e ambizione, salvo poi inciampare proprio nelle fasi più action.

20260808110012 1

Ben 7 anni più tardi, fra controversie legali con l’editore Nacon risolte finalmente in proprio favore, una campagna Kickstarter necessaria a portare a termine lo sviluppo e le difficoltà quotidiane di lavorare in un paese sconvolto dal conflitto, Frogwares torna sulle rive allagate del proprio immaginario con un’operazione tutt’altro che banale: abbandonare quasi del tutto l’anima investigativa che l’ha resa celebre per abbracciare a piene mani il survival horror più puro, ispirandosi ai classici del genere ma guardando con decisione a produzioni contemporanee come Resident Evil 4 Remake, Silent Hill 2 Remake e Alan Wake 2.

Un cambio di genere così drastico avrebbe potuto rivelarsi un azzardo;
sarà riuscita Frogwares a reinventarsi senza perdere per strada la propria identità?
Scopriamolo in questa recensione!


INCIPIT E NARRAZIONE

La vicenda ci porta nella città di Arkham, sprofondata negli anni ‘20 sotto una tempesta incessante di natura paranormale, dove vestiremo i panni di Calvin Rafferty, un esperto dell’occulto le cui scelte hanno condannato sua moglie Faye a rimanere intrappolata in un sonno innaturale dopo un rituale fallito. Da qui prende il via una discesa negli abissi più letterali e simbolici dell’immaginario lovecraftiano, fra culti misteriosi, entità aliene alla comprensione umana e un’intera cittadina ridotta a rovina brulicante di orrori.

20260809123707 1

L’approccio scelto da Frogwares abbandona le sfumature più intimiste dell’orrore psicologico di riferimento per abbracciare un registro di orrore cosmico dichiaratamente più fumettoso e spettacolare, in linea con le atmosfere più celebrate dell’opera di Lovecraft. Ciò che sorprende piacevolmente è la capacità dell’intreccio di nascondere alcuni interessanti colpi di scena: senza voler rovinare la sorpresa a chi deciderà di acquistare il gioco, possiamo dire che la sceneggiatura riesce spesso a sovvertire le aspettative del giocatore, sfruttando con intelligenza proprio le caratteristiche dell’horror lovecraftiano, un territorio ideale su cui costruire i propri twist narrativi.

20260808122049 1

Il legame fra Calvin e Faye rappresenta senza dubbio il cuore pulsante di questa narrazione.
The Sinking City 2 non possiede la profondità psicologica di un Silent Hill, e sarebbe fuori luogo paragonarlo sotto questo aspetto a un capolavoro dalla scrittura tanto tagliente, ma in un certo senso riesce comunque a evocarlo, complice un rapporto simbiotico e a tratti sfumato fra i due protagonisti che accompagna l’intera avventura, rendendo Faye una presenza costante anche quando fisicamente assente dalla scena. Le cutscenes e il lavoro svolto sulle animazioni, sia facciali che corporee, offrono nel complesso un risultato convincente, anche se non tutto risulta sempre all’altezza.
Alcune sequenze mostrano compromessi evidenti che stridono con la cura riservata ai momenti più importanti della trama, ma niente riesca a scalfire la buona qualità della produzione.

20260809115257 1

Un ultimo aspetto che merita senza dubbio una menzione riguarda la mole di lore disseminata negli scenari, che fa riferimento diretto e continuo all’immaginario creativo di Lovecraft. Proprio in questo senso, l’ambientazione quasi lagunare e per sua stessa natura ripetuta non permette a The Sinking City 2 di raggiungere le vette immaginative che un’opera con queste premesse potrebbe teoricamente toccare, ma in compenso porta alle estreme potenzialità tutto ciò che riguarda Innsmouth, ridotta ormai a un cumulo di macerie dopo l’intervento del governo statunitense narrato nel primo capitolo, sfruttando al meglio quella branca di contenuti tanto amata dagli appassionati di Lovecraft.


GAMEPLAY

ARKHAM, FRA ESPLORAZIONE E CAOS

Sotto il profilo puramente ludico, Frogwares dimostra di aver assimilato con criterio le lezioni dei survival horror più moderni. L’ambientazione di Arkham si rivela ancora una volta interessante, densa di dettagli e coerente, anche se la sua esplorazione resta vincolata entro limiti abbastanza rigidi rispetto alle ambizioni open world del capitolo originale.

20260806231513 1

Le sezioni più marcatamente action si dimostrano valide nella sostanza, sorrette da uno shooting semplice ma funzionale e da nemici che, con i loro comportamenti diversificati, sanno mettere pressione, ma capita a tratti che diventino fin troppo caotiche: quando gli scontri si moltiplicano sullo schermo, la carica orrorifica tende inevitabilmente ad scemare per lasciare spazio a un ritmo action un po’ troppo frenetico, con il rischio di disperdere quella tensione che dovrebbe essere il vero collante dell’esperienza.

SOPRAVVIVERE CON POCO

La gestione dell’inventario si conferma la sfida più incisiva dell’intera produzione. Lo spazio a disposizione è cronicamente insufficiente per portarsi dietro tutte le armi disponibili, costringendo così il giocatore a scelte continue su cosa tenere e cosa lasciare indietro, in perfetto stile survival horror. Certo, gli sviluppatori hanno disseminato dei potenziamenti per lo spazio, per lo più all’interno di speciali casse di cui dovremo cercare la chiave all’interno degli scenari, ma molto difficilmente ci ritroveremo a trasportare più di 3 armi assieme.

Peccato che, almeno nella build da noi provata, l’algoritmo che regola la comparsa delle munizioni si comporti in maniera sorprendentemente in controsenso rispetto a questa filosofia progettuale, incrementando proprio il numero di drop relativi alle armi lasciate da parte, anziché premiare quelle effettivamente equipaggiate e utilizzate sul campo: un dettaglio che abbiamo segnalato prontamente e che potrebbe essere stato corretto nella build disponibile al lancio.

20260808133519 1

Sul fronte dell’arsenale, va detto che le armi risultano tutte molto valide ed egualmente utili, ciascuna con un approccio abbastanza diverso dalle altre. Colpire i punti infetti dei nemici si conferma la scelta migliore per concludere in fretta gli scontri più insidiosi, mentre non tutti gli scontri sono obbligatori, anche se alcuni lo sono e vanno affrontati di petto. Il sistema di shooting si rivela rapido e responsivo, di certo sopra la media del genere, e la schivata assume un ruolo fondamentale nella sopravvivenza, affiancata da un uso puntuale dei Quick Time Event nel momento in cui subiremo una presa.

Il sistema di potenziamento tramite rune, che permette di rafforzare progressivamente Calvin lungo il proprio percorso, viene approfondito solo in superficie durante la prima run. È infatti nella modalità Ex Oblivione, il New Game+ di The Sinking City 2, che questa componente assume un ruolo davvero centrale, offrendo una progressione più stratificata e ricompense pensate per chi desidera approfondire ulteriormente gli abissi di Arkham.

ENIGMI E INVESTIGAZIONE

20260808111540 1

Le radici investigative di Frogwares non sono state del tutto abbandonate, e tornano a farsi sentire soprattutto negli enigmi, che spaziano dal semplice al decisamente ostico, richiedendo a volte un’interpretazione linguistica fin troppo sottile per risultare sempre equilibrati. Alcuni fra questi si dimostrano particolarmente stratificati, accompagnando il giocatore per intere sezioni e trovando spazio in una vera e propria schermata delle investigazioni. Qui è possibile collegare e raccogliere gruppi di indizi a mo’ di board, in un richiamo evidente al passato dello studio. Peccato solo che questa schermata non risulti accessibile mentre si sta interagendo con un oggetto, una scelta di design che spezza inutilmente il ritmo della ricerca.

Vien da sè che ritrovandoci a scorrazzare oggetti chiave in giro per le diverse aree di gioco, ci ritroveremo presto a fare backtracking, fino a memorizzare la struttura della mappa in tutte le sue diverse diramazioni.


COMPARTO ARTISTICO E TECNICO

Dal punto di vista visivo, The Sinking City 2 si dimostra un prodotto all’avanguardia, mosso da Unreal Engine 5.8 e capace di sfruttare tecnologie come il DLSS4 e il Framegen per raggiungere framerate elevati nelle configurazioni moderne di fascia medio-alta. Va detto però che il gioco, di per sé, non risulta particolarmente pesante da gestire: anche una scheda video di fascia media come la nostra PNY RTX 5060 Ti non ha avuto alcun problema a garantire un’esperienza fluida durante le 13 ore necessarie al completamento.

20260809114851 1

In termini artistici, la varietà cromatica non è invece il punto di forza della produzione: la palette resta quasi sempre la stessa, scura e melmosa, quella di un’Arkham quasi completamente sommersa. Anche il bestiario non brilla di certo per varietà, limitandosi a un numero contenuto di nemici che finiscono per ripetersi instancabilmente lungo la totalità dell’avventura.

La colonna sonora, dal canto suo, non risulta particolarmente memorabile, ma svolge comunque il proprio lavoro di accompagnamento con dignità, senza mai risultare fuori luogo. Completa il quadro uno shop dedicato a vestiario e modifiche di gameplay, sbloccabile attraverso il completamento di una serie di sfide e achievements, un’aggiunta gradita per chi desidera personalizzare ulteriormente la propria run.


Ringraziamo Frogwares per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

16eeead1ea60cef9dee4c79905fa8c62 original
The Sinking City 2 (PC)
In conclusione
The Sinking City 2 rappresenta la classica scommessa vinta in un'industria che si è dimostrata spesso inospitale. Frogwares dimostra coraggio nell'abbandonare gran parte della propria identità investigativa per abbracciare un survival horror ispirato ai classici del genere ma decisamente più orientato all'azione, riuscendo nella maggior parte dei casi a portare a casa il risultato sperato. L'intreccio narrativo sa sorprendere, e il comparto tecnico dimostra una scalabilità encomiabile anche su hardware datati. Restano alcune sbavature, un ritmo action non sempre calibrato e a un bestiario fin troppo risicato, ma nel complesso ci troviamo davanti a uno dei survival horror più riusciti dell'anno, capace di rendere giustizia all'ingegno creativo di Lovecraft senza mai perdere di vista il divertimento.
Pregi
Cambio di genere coraggioso che dona nuova identità alla saga
Intreccio capace di sorprendere
Fan service e cura verso la mitologia di Lovecraft, su tutti Innsmouth
Shooting rapido e responsivo, sopra la media del genere
Ottima scalabilità tecnica anche su hardware di fascia media
Difetti
Ambientazione ripetitiva che limita le vette immaginative del progetto
Fasi action a tratti troppo caotiche a scapito della tensione
Alcune sbavature di bilanciamento
Bestiario poco variegato
Alcuni enigmi richiedono un'interpretazione eccessiva
8
Voto