The Mermaid Mask Recensione | Un mistero sommerso, da risolvere senza pressioni

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Data di uscita
Luglio 16, 2026
Piattaforme
PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PC
Sviluppatori
SFB Games
Il nostro Punteggio
8.9
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Nonostante il fascino dei giochi investigativi sia innegabile, tra delitti misteriosi, enigmi da risolvere e personaggi eccentrici, giocarci non è quasi mai un’esperienza rilassante.

Tra atmosfere cupe e tensione costante, molte di queste opere trasformano le indagini in sfide talvolta frustranti, in cui orientarsi tra gli indizi non è sempre semplice e diventa facile per il giocatore sentirsi impotenti davanti al mistero.

Se invece, in queste calde giornate estive, cercate un giallo da vivere con la leggerezza con cui leggereste un romanzo di Agatha Christie sotto l’ombrellone, allora The Mermaid Mask potrebbe essere il gioco che fa per voi.

The Mermaid Mask è un gioco investigativo dai toni sorprendentemente rilassati: il mistero c’è ed è al centro dell’esperienza, ma viene raccontato con dialoghi ironici e da personaggi sopra le righe, in ambientazioni splendidamente illustrate che ci ricordano il mondo fiabesco del Professor Layton.

Sviluppato dallo studio britannico SFB Games, The Mermaid Mask è il quarto gioco della serie del Detective Grimoire (il precedente, Tangle Tower, è uscito nel 2019) e il secondo ad avere come protagonisti Grimoire e la sua collega Sally, che tornano con un caso ancora più ambizioso e confermano una chimica che li rende una delle coppie investigative più riuscite del panorama indipendente.

Nonostante qualche legame con gli episodi precedenti, il gioco si presenta comunque come un caso autoconclusivo che risulta pienamente godibile anche senza aver giocato ai capitoli che lo hanno preceduto. Dopo il successo di Tangle Tower, The Mermaid Mask prometteva di espandere la formula della serie con un’indagine più ampia, più ricca di personaggi e più densa di segreti. Ma sarà davvero riuscito nell’intento?


TRAMA E PERSONAGGI

I protagonisti del gioco sono il Detective Grimoire e la sua partner Sally, impegnati a risolvere l’omicidio di Magnus Mortuga, capitano dell’omonimo sottomarino ancorato nelle acque di Silkwirm-on-Sea, una piccola cittadina portuale.
Il gioco si struttura in sei diversi capitoli con una narrazione che intreccia giallo e surreale, e comincia all’interno della Locanda Stonetop, sulla terraferma, per poi spostarsi sott’acqua, dove hanno luogo gli avvenimenti più importanti.

Qui, qualche giorno prima dell’arrivo di Grimoire e Sally, si è consumato uno strano delitto: il capitano Mortuga è stato ucciso in una stanza chiusa dall’interno, e viene ritrovato con una profonda ferita alla gola. Dell’arma del delitto non c’è traccia, e ad alimentare il mistero c’è il calderone aperto davanti al suo cadavere; lo stesso che Mortuga aveva gelosamente mantenuto chiuso per molto tempo. 

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L’interno della Locanda Stonetop, il primo scenario del gioco

I sospettati dell’omicidio sono i residenti del sottomarino Mortuga, e capiamo presto che non si tratta tanto di un vero e proprio equipaggio, quanto di un rifugio per personalità stravaganti o in cerca di una direzione nella propria vita. Tra loro troviamo, ad esempio: il Dottor Zephyr, un chimico-alchimista impegnato nello studio dei sogni; Symmetry Silkmoth, una giovane illusionista con un passato turbolento; Godrick Gripp, uno strambo riparatore di bussole con la passione per la navigazione; Madame Tadpole, un’ex atleta metà umana e metà sirena.

Esplorando il sottomarino e interagendo con i sospettati, capiremo di più sulla loro personalità e sulle relazioni che li collegano a Magnus Mortuga. Alcuni di loro lo conoscevano già da tempo, da molto prima che diventasse il capitano di un sottomarino, mentre altri lo hanno conosciuto solo poco prima che venisse ucciso.

A infittire la trama c’è la presenza di alcuni elementi soprannaturali, in particolare quello della sirena, un essere di cui si sa poco o nulla ma la cui aura aleggia nell’atmosfera di gioco fin da subito. Il soprannaturale è forse l’aspetto più intrigante della narrazione, anche perché dosato con attenzione: non è mai il gioco a rincorrerlo, ma è lui a inserirsi con naturalezza nella struttura del racconto. 

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Il Dottor Zephyr racconta la leggenda della misteriosa Maschera della Sirena

La scrittura dei personaggi è curata fin nei minimi dettagli, a partire da quello che, paradossalmente, non incontriamo mai: il capitano Magnus Mortuga. La vittima dell’omicidio emerge progressivamente come un personaggio estremamente complesso e affascinante, con un alone di mistero che traspare non solo dalla sua morte, ma anche dalle sue azioni in vita come, ad esempio, dal fatto che non volesse affatto essere il capitano del sottomarino che porta il suo nome. 

Anche i vari comprimari godono della medesima profondità: possiamo interagire con loro per interrogarli sul loro passato, per chiedere spiegazioni sulla loro presenza nel sottomarino e per avere la loro versione sugli attimi in cui si è consumata l’uccisione. Possiamo anche presentare loro i vari indizi e oggetti che troviamo sparsi qua e là per il sottomarino o chiedere delle opinioni sui propri compagni sospettati.

Queste interazioni, insieme all’esplorazione degli ambienti e alla risoluzione di alcuni enigmi, permettono di scoprire a poco a poco i dettagli sugli avvenimenti del sottomarino. Ma non è tutto: emergono anche le vicende del più ampio mondo esterno, tra i misteri di Silkwirm-on-Sea e dei suoi abitanti, oltre che qualche collegamento qua e là con i precedenti capitoli della serie; particolare che verrà sicuramente apprezzato dai fan di lunga data del Detective Grimoire.

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L’interpretazione di Sally, a opera di Amber Lee Connors, è tra le più riuscite del gioco

Nota particolarmente piacevole, in continuità con il predecessore Tangle Tower, è l’eccellente doppiaggio riservato ai vari personaggi, in particolare ai due protagonisti, doppiati rispettivamente da Edwyn Tiong (Grimoire) e Amber Lee Connors (Sally). Anche i personaggi secondari godono di un’ottima caratterizzazione vocale, un elemento che contribuisce in modo significativo all’immersione del giocatore nel mondo di gioco.

Lo scorrere della narrazione procede in modo efficace lungo i sei capitoli, anche se non mancano alcuni cali di ritmo, soprattutto nel secondo capitolo, in cui si concentra la maggior parte dell’investigazione e dell’esplorazione del sottomarino, con una fase di raccolta indizi che talvolta rallenta il passo della storia.
Una volta raccolti tutti gli indizi e interrogati tutti i sospettati, potremo finalmente iniziare a tirare le somme e far luce su un omicidio che – non c’è bisogno di dirlo – si rivelerà ancora più complesso di quanto sembrasse in origine.


GAMEPLAY

The Mermaid Mask è un’avventura grafica punta e clicca che basa gran parte del suo gameplay sull’osservazione degli ambienti del sottomarino Mortuga. Durante le fasi investigative, infatti, non controlliamo direttamente gli avatar di Grimoire e Sally (che non compaiono mai a schermo) ma ci troviamo davanti a delle ambientazioni illustrate, come camere da letto, saloni o altri luoghi dell’imbarcazione.

Possiamo interagire con ogni punto dell’immagine ma, a differenza delle classiche avventure punta e clicca, l’interazione non serve a muovere i protagonisti all’interno della scena, bensì ad attivare un commento dei due detective sull’elemento selezionato, che può rivelarsi un semplice scambio di battute oppure fornire indizi e oggetti utili all’indagine.

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Lo scenario che raffigura la cabina del capitano Mortuga

Quando incontriamo i personaggi secondari possiamo chiedere loro informazioni sugli altri residenti del sottomarino, sugli indizi raccolti e sugli oggetti osservati durante l’esplorazione. Come anticipato, però, soprattutto nel secondo capitolo ascoltare l’opinione di ogni singolo personaggio su ogni indizio che abbiamo raccolto si rivela, a lungo andare, un po’ ripetitivo.

Gli indizi sono numerosi – circa una quarantina – e rispetto ai giochi precedenti possono essere analizzati in modo molto più approfondito: è possibile ruotarli, leggerli, aprirli e, in alcuni casi, perfino smontarli per scoprire altri oggetti nascosti al loro interno. Dalle bussole alle bambole, passando per strumenti scientifici, lettere misteriose e strani manufatti, anche un elemento apparentemente inutile finisce, prima o poi, per trovare una propria utilità nel corso della narrazione.

Il reperimento degli indizi più importanti è spesso legato alla risoluzione di alcuni enigmi, generalmente leggeri e coerenti con il tono rilassato dell’avventura, ma che risultano probabilmente tra le parti meno memorabili del gioco. Se, infatti, alcuni enigmi richiedono una buona dose di osservazione e ragionamento, altri sembrano inseriti un po’ forzatamente, sia nel design sia rispetto al contesto narrativo: davvero scambiare i contagocce di alcune boccette di profumo può aiutare a risolvere un omicidio? A quanto pare sì.

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Il Sospetto di J.D. Wirman, uno scrittore in cerca di ispirazione nel sottomarino Mortuga

Per spostarsi attraverso i vari scenari, è disponibile una pratica mappa del sottomarino Mortuga, che diventa accessibile dopo aver seguito gli indizi principali nelle prime fasi di gioco. Da qui in poi, l’indagine si apre la fase di esplorazione più libera, in cui l’ordine con cui si raccolgono informazioni e si affrontano i sospettati dipende in buona parte dal giocatore. Il percorso verso la soluzione resta però sostanzialmente lineare, con gli indizi che sono sempre gli stessi e la conclusione che non cambia, ma lascia spazio a percorsi investigativi differenti.

Una volta raccolti indizi e informazioni a sufficienza su un determinato personaggio, possiamo sottoporlo a una vera e propria fase di interrogatorio, ponendogli domande mirate sul delitto e sugli elementi che hanno alimentato i nostri sospetti. Questa meccanica viene chiamata proprio “Sospetto” ed è utile sia per approfondire il passato dei personaggi sia per avvicinarsi sempre di più alla soluzione del caso.

In certi momenti, invece, dopo le scoperte più importanti, Grimoire e Sally si fermano a riflettere da soli sulle informazioni appena scoperte. A livello ludico questo si traduce nell’incasellare nomi di personaggi, azioni ed eventi in una frase, una meccanica simile a quella resa celebre da The Case Of The Golden Idol, altro celebre titolo investigativo del panorama indipendente, ma che era in realtà già presente anche in Tangle Tower.

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Una delle prime riflessioni di Grimoire e Sally sul delitto Mortuga

I momenti di gameplay vengono intervallati, oltre che dai dialoghi con i vari personaggi, anche da alcuni momenti in cutscene, che presentano una messa in scena particolarmente efficace e creano scene animate capaci di mantenere bene ritmo e coinvolgimento, aiutate anche dal doppiaggio e dalle animazioni dei personaggi. Piccola nota a margine, ma non poco importante: il gioco è completamente localizzato in lingua italiana.

La longevità è un altro elemento in crescita rispetto a Tangle Tower: The Mermaid Mask richiede circa 10-12 ore per essere completato, quasi il doppio del predecessore. In una recente intervista a Game Reactor, lo sviluppatore Adam Vian ha spiegato che l’aumento non era un obiettivo dichiarato in fase di sviluppo, ma piuttosto una conseguenza della maggiore densità di ogni scenario, con più oggetti da analizzare, più indizi da raccogliere, più dettagli da approfondire per ciascuno di essi.


COMPARTO ARTISTICO E TECNICO

Il comparto artistico è senza dubbio uno dei maggiori punti di forza di The Mermaid Mask, che oltre a essere molto piacevole da giocare risulta davvero bello anche da vedere e da ascoltare. L’impressione è quella di trovarsi davanti a una sorta di libro illustrato interattivo, in cui ogni ambiente e ogni personaggio contribuisce a costruire l’identità del mondo di gioco.

Ogni stanza del Mortuga ha una propria identità visiva, e in quasi tutti i casi contribuisce a denotare la personalità del proprio residente. Ne sono un esempio la Camera onirica del Dottor Zephyr, con i suoi strani esperimenti dalle tinte viola; la coloratissima e caotica filiale subacquea dell’Emporio Gripp; o la Grotta della camera stagna in cui soggiorna Madame Tadpole, ricca di decorazioni a tema marino.

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La Grotta della camera stagna di Madame Tadpole

Anche gli oggetti e gli indizi risultano estremamente curati, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale, con un design che rende spesso intuitivo capire quali elementi meritino un’osservazione più attenta rispetto ad altri (anche se, come detto, tutti gli oggetti meritano comunque un’occhiata in più). Questo avviene comunque senza rinunciare a uno stile decisamente riconoscibile, che spazia dal gusto steampunk (come la pipa-dittofono di Marianna Moon) a oggetti più tipici dell’immaginario piratesco (come il timone del sottomarino o la mappa del tesoro).

Il design dei personaggi è più essenziale rispetto a quello degli ambienti, ma non per questo meno efficace: ogni sospettato possiede una silhouette e una palette cromatica ben definite, anche se alcuni design, come quello di Dirk Dansom, risultano leggermente meno ispirati rispetto agli altri. 
A compensare questo aspetto ci pensa però l’animazione dei personaggi durante i dialoghi che, insieme all’ottima interpretazione da parte dei doppiatori, fa sembrare molte interazioni delle vere e proprie scene animate.

L‘artista dietro alle illustrazioni di The Mermaid Mask è Catherine Unger, che si è occupata sia del design degli ambienti e dei personaggi che di quello di indizi e oggetti. Piccola nota di merito: una volta completata l’avventura è possibile consultare una ricca galleria di concept art e bozzetti preparatori realizzati dall’artista e relativi a ogni elemento di gioco, che permettono di approfondire il processo artistico dietro alla realizzazione dell’opera.

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Il design di Dirk Dansom è forse il meno ispirato, ma comunque ben caratterizzato

Menzione d’onore anche per la colonna sonora, realizzata dal compositore Raphael B. Meyer ed eseguita interamente dalla Budapest Art Orchestra, con la partecipazione del Budapest Art Choir. Il tappeto sonoro dell’opera funziona in modo eccellente, con ogni ambiente del sottomarino (e quindi ogni personaggio) che viene accompagnato da un brano unico e riconoscibile in cui i cori, sia maschili che femminili, aggiungono quell’aspetto incalzante e di moderata tensione che si sposa perfettamente con l’atmosfera dell’opera.

SFB Games ha quindi lavorato sì sul piano quantitativo, aumentando la densità di elementi rispetto ai capitoli precedenti, ma ha soprattutto portato a casa un risultato impeccabile dal punto di vista qualitativo. La cura per il comparto artistico traspare da ogni elemento del gioco: ambienti, oggetti, personaggi e colonna sonora lavorano insieme per costruire un‘identità visiva coerente e semplicemente bellissima da vedere.


Ringraziamo SFB Games per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione. 
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni!

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The Mermaid Mask (Switch)
IN CONCLUSIONE
The Mermaid Mask è un'ottima avventura investigativa dai toni cozy, capace di coinvolgere il giocatore in una narrazione avvincente senza mai volerlo mettere eccessivamente alla prova. Oltre a una scrittura eccellente, sia nella progressione degli eventi (elemento imprescindibile per un buon giallo) sia nella caratterizzazione dei personaggi, il titolo conquista anche grazie a uno stile visivo riconoscibile e a un comparto artistico di primissima qualità. Qualche calo di ritmo nella parte centrale non compromette il risultato complessivo, che riesce comunque a mantenere alta l’attenzione fino all'ottimo finale del gioco, aspetto che in Tangle Tower aveva lasciato più di qualche perplessità. Un’esperienza consigliata a chi cerca un mistero da vivere con leggerezza, ma anche a chi vuole scoprire uno degli indie più riusciti e godibili dell’anno.
Pregi
Narrazione intrigante, con un finale soddisfacente
Personaggi ben scritti, profondi e memorabili
Comparto artistico eccezionale: dallo stile visivo, alle animazioni, alla colonna sonora
Gameplay leggero, coerente con il tono cozy dell'opera
Completamente localizzato il lingua italiana
Difetti
Leggeri cali di ritmo, soprattutto nella lunga fase di raccolta degli indizi
Enigmi non sempre ispirati, sia sul piano tecnico sia su quello narrativo
8.9
Voto