Splatoon Raiders Recensione | Molto più che un semplice spin-off

splatoon box
Data di uscita
Luglio 23, 2026
Piattaforme
Nintendo Switch 2
Il nostro Punteggio
9.3

Chiunque segua Nintendo da anni sa bene quanto la sua forza risieda nelle sue IP, e soprattutto come ha eretto un vero e proprio castello costruito mattone dopo mattone, sorretto da serie che ne hanno contribuito a definirne l’identità e l’eredità nel corso dei decenni.

E forse proprio per questo, nonostante quanto siamo felici di rivedere sempre gli stessi volti come fossero vecchi amici, è al contempo sempre entusiasmante assistere alla nascita di una nuova IP capace di ritagliarsi un posto accanto ai colossi dell’azienda.. com’è successo con Splatoon.

Forse oggi sembrerà quasi assurdo parlarne come una serie partita da zero e che ai tempi non era altro che un enorme punto interrogativo, ma in effetti, quando approdò su Wii U nel 2015, Splatoon non era altro che un esperimento dal dubbio potenziale, uno sparatutto multiplayer con un concept originale ma difficile da immaginare come futuro successo commerciale.

Eppure eccoci qui ora a parlare di quella scommessa che, nel giro di pochi anni, si è trasformata in uno dei franchise più importanti di Nintendo.

Con un possibile Splatoon 4 che sembra ormai solo questione di tempo, Nintendo ha deciso di saziare la nostra fame infinita di contenuti con un nuovo spin-off di Splatoon 3 che presenta però un twist inaspettato. Parliamo di Splatoon Raiders che, contro ogni aspettativa, abbandona il multiplayer competitivo che ha reso celebre la serie per mettere al centro un’esperienza quasi interamente single-player.

il trio triglio in Splatoon Raiders

La domanda, quindi, rimane se questo nuovo titolo sperimentale sia soltanto un piacevole passatempo in attesa del prossimo capitolo o se, invece, dimostrerà di riuscire a reggersi anche da solo sulle proprie gambe.
Per scoprirlo, non possiamo che invitarvi a leggere la nostra recensione approfondita di Splatoon Raiders! 


Una nuova direzione per la serie 

Come si è potuto comprendere dall’introduzione, non ci troviamo quindi davanti alla tipica “esperienza Splatoon” con una forte componente online e solo un piccolo spazio dedicato alla campagna in singolo.
Se nei capitoli principali, infatti, la modalità storia ha spesso ricoperto un ruolo secondario e di semplice introduzione alle meccaniche di gioco, con qualche importante eccezione soprattutto nei DLC, Splatoon Raiders dimostra che l’universo di Nintendo ha tutte le carte in regola per funzionare anche in un setting prevalentemente narrativo.

La campagna propone infatti una scrittura decisamente più curata e cinematografica rispetto al passato, e lo notiamo fin dai primi minuti con una regia, inquadrature e cutscene realizzate con un’attenzione e un peso scenico mai visti prima nella serie e che evidenziamo proprio questo cambio di rotta.

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La trama alla base, tuttavia, non intende reinventare la serie o distaccarsi eccessivamente dalle sue radici, rimanendo piuttosto molto semplice e lineare: insieme al Trio Triglio, ci ritroviamo naufraghi su un misterioso arcipelago dopo un incidente in elicottero di cui noi stessi eravamo il pilota. Il nostro avatar, personalizzabile sia come Inkling che come Octoling, si troverà a riempire anche il ruolo di meccanico e costruttore, trasformando poco alla volta un semplice accampamento improvvisato in una vera e propria base operativa da cui partire per esplorare le isole.

E dopo il ritrovamento di una sorta di robot esploratore che potrà essere pilotato da uno dei membri del trio, avremo finalmente la possibilità di catapultarci nelle varie isole dell’arcipelago alla ricerca di tesori nascosti, affrontando gruppi di Salmonoidi che ne presidiano la superficie e le profondità del terreno.
Pur scegliendo un approccio decisamente più cinematico e ricco di dialoghi rispetto a qualsiasi altro capitolo della serie, Splatoon Raiders non rinuncia mai al tono leggero e scanzonato che ha sempre contraddistinto il franchise, rimanendo volutamente semplice ma comunque intrattenente grazie a personaggi carismatici e a situazioni ironiche.

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E laddove la trama principale non punta a raccontare una storia particolarmente complessa o profonda, sono ancora una volta l’insieme di documenti, registrazioni e altri collezionabili disseminati nelle isole che approfondiscono la lore dell’universo di gioco.
Abbiamo quindi tra le mani un’avventura che mantiene intatto lo spirito della serie ma che al tempo stesso osa fare un passo avanti dando un maggiore spazio ai dialoghi e ai suoi personaggi. Sicuramente non qualcosa che potremmo definire una rivoluzione narrativa, ma è senza dubbio un’evoluzione che abbiamo apprezzato e che speriamo possa rappresentare un punto di partenza anche per le future campagne della saga.


Il primo vero looter shooter di Nintendo 

Per certi versi, il discorso fatto per la narrativa vale anche per il gameplay: così come la storia mantiene il tono leggero tipico della serie adattandolo però a un’esperienza principalmente single-player e più cinematografica, anche il sistema di gioco riprende quasi interamente quello di Splatoon 3, rielaborato però per sostenere una campagna molto più ampia e strutturata.
Le basi di gioco sono infatti rimaste pressoché invariate, dovendo ricoprire il terreno con il nostro inchiostro, trasformarci in calamaro per muoverci rapidamente oltre che ricaricare il serbatoio, e affrontare orde di Salmonoidi per avanzare nell’esplorazione delle isole.

Anche le armi rimangono quelle che i fan conoscono ormai alla perfezione, con gran parte dell’arsenale che torna direttamente da Splatoon 3. Movimenti, abilità e controlli restano praticamente identici, compreso l’immancabile sistema di mira tramite giroscopio diventato ormai uno dei marchi di fabbrica della serie e ancora oggi uno dei migliori esempi di implementazione di questo sistema.
Ciò non significa, però, che Splatoon Raiders si tratti semplicemente della stessa esperienza riproposta in un nuovo setting.

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Tra le novità più importanti troviamo senza dubbio il già citato robot esploratore, destinato a stare sempre al nostro fianco, che può essere richiamato ovunque con l’apposito tasto rivelandosi una delle meccaniche più versatili che la serie abbia mai visto.
Durante gli scontri ci affianca infatti combattendo contro i nemici, mentre nelle fasi esplorative diventa fondamentale per superare ostacoli e raggiungere aree sopraelevate grazie alla possibilità di lanciarci in aria in qualsiasi momento. Questa capacità può inoltre essere sfruttata anche durante i combattimenti più caotici, permettendoci di riposizionarci e sfuggire a situazioni particolarmente pericolose.

Il robot esploratore sostituisce inoltre i classici attacchi speciali con potenti abilità che variano in base al membro del Trio Triglio scelto come pilota. Per utilizzarle sarà necessario raccogliere le uova di Salmonoide lasciate dai nemici sconfitti, che per fortunatamente non tarderanno ad arrivare vista l’enorme quantità di avversari presenti sullo schermo.
Anzi, uno degli elementi che ci ha più stupito è proprio quanto Splatoon Raiders non ha alcun rimorso nel mettere davvero alla prova il giocatore, con sezioni in cui l’elevata densità di nemici e il loro livello di resistenza possono trasformare anche gli scontri più ordinari in vere sfide degne di portare questo nome. 

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Alcune aree richiedono persino un livello minimo del personaggio, che potrà essere aumentato semplicemente giocando, e affrontarle troppo presto significa andare incontro a una sconfitta quasi certa.
Se in un primo momento questa direzione ci aveva fatto temere di dover affrontare un’esperienza eccessivamente punitiva e al limite del frustrante, sono bastate poche ore per renderci conto come la difficoltà sia ben calibrata e, una volta padroneggiate le meccaniche offerte dal gioco, ogni combattimento risulta davvero appagante quanto divertente.

Ciò è reso anche grazie a un gameplay loop semplice ma estremamente efficace, costruito attorno a due principali tipologie di missione: la prima, più lineare, ci chiede di recuperare dei tesori individuati dal robot esploratore, alternando brevi sezioni platform e combattimenti contro gruppi limitati di Salmonoidi. La seconda, invece, ci porta nelle profondità delle isole all’interno di caverne suddivise in più livelli, dove dovremo eliminare un determinato numero di nemici entro un limite di tempo per poter proseguire fino ad arrivare allo scontro finale con il boss dell’area. 

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Quale che sia la sfida da affrontare, gli stage mantengono una durata media attorno ai dieci minuti, perfetta per garantire un gameplay divertente e dall’elevata rigiocabilità che non ha mai il tempo di diventare ripetitivo. Questa struttura a missioni brevi si rivela inoltre estremamente adatta anche a sessioni di gioco più rapide, aumentando al tempo stesso la voglia di affrontare subito un’altra spedizione. 

Alla ricerca della build perfetta 

Ma ciò che rende Splatoon Raiders davvero unico, persino all’interno dello stesso franchise, è la sua forte impronta da looter shooter, diventando di fatto il primo vero esponente del genere mai realizzato da Nintendo.
Nel corso delle spedizioni, infatti, non ci limiteremo a completare gli obiettivi della missione ma raccoglieremo continuamente materiali per la costruzione, nuove armi, gadget e modificatori da riportare alla base. La struttura delle missioni, proprio per questo così breve e altamente rigiocabile, incentiva così a tornare più volte negli stessi scenari alla ricerca del bottino perfetto.

Oltre all’arma principale, potremo infatti equipaggiare diverse categorie di gadget che sostituiscono di fatto le tradizionali bombe e le altre abilità secondarie. Alcuni sono pensati per infliggere ingenti danni mentre altri privilegiano la mobilità, offrendo numerose possibilità per adattare il gameplay al proprio stile, potendo anche migliorare ulteriormente ogni gadget attraverso modificatori ottenibili durante le spedizioni.

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Attenzione però, perché ogni potenziamento possiede un costo in punti e spetterà al giocatore trovare il giusto equilibrio senza superare il limite massimo disponibile, che tuttavia a sua volta aumenterà gradualmente nel corso dell’avventura. Questa meccanica apparentemente semplice e banale, aggiunge in realtà una notevole componente di personalizzazione e di profondità al gameplay senza precedenti, rendendo ogni spedizione diversa dalla precedente e contribuendo a mantenere il gameplay fresco nonostante la ripetitività delle missioni. 

L’unico vero rammarico riguarda invece la personalizzazione estetica del protagonista, che delude proprio considerando quanto l’identità di Splatoon sia sempre stata legata alla possibilità di creare un personaggio unico attraverso un’enorme quantità di capi d’abbigliamento. Durante la campagna si sbloccano infatti soltanto pochi completi predefiniti, che non possono essere combinati tra loro né modificati, riducendo sensibilmente la libertà espressiva a cui la serie ci ha da sempre abituato.

Una componente online da non sottovalutare

Nonostante Splatoon Raiders sia un titolo fortemente incentrato sull’esperienza single-player, questo non significa che Nintendo abbia trascurato la componente online e, al contrario, ogni missione può essere affrontata anche in cooperativa insieme ad amici o a giocatori provenienti da tutto il mondo.
Sarà persino possibile richiedere l’aiuto di un altro giocatore nei momenti in cui ci troviamo in difficoltà oppure, al contrario, unirsi alla partita di qualcuno che sta avendo problemi in una determinata missione.

Se il gioco riesce a reggersi perfettamente sulle proprie gambe anche giocando da solo, dobbiamo ammettere che alcuni dei momenti più divertenti li abbiamo vissuti proprio in compagnia di altri giocatori.

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Affrontare insieme le spedizioni rende infatti il combattimento ancora più caotico ed entusiasmante, e aiuta notevolmente a spezzare quella naturale ripetitività derivante dalle sessioni di farming.

A sorprenderci è stata soprattutto la qualità della componente online. Durante le nostre prove non abbiamo infatti riscontrato alcun problema di connessione, niente lag, rallentamenti o stuttering, con un’esperienza talmente stabile da dare quasi l’impressione di giocare in locale. Un risultato tutt’altro che scontato e che rappresenta un netto passo avanti per il franchise, soprattutto agli occhi dei fan di lunga data che ricorderanno bene come anche solo qualche anno fa un risultato del genere se lo si poteva solo sognare.


Comparto artistico e tecnico

Arriviamo ora a uno degli aspetti a nostro parere più interessanti che può uscire da una qualsiasi discussione su Splatoon Raiders, perché è inevitabile a un certo punto chiedersi: se il gameplay è così simile a quello di Splatoon 3, cosa giustifica la sua esclusività su Nintendo Switch 2? Beh, la risposta la troviamo soprattutto nel comparto tecnico e artistico del gioco.

Ci troviamo infatti davanti al capitolo visivamente più impressionante dell’intero franchise, con quella inconfondibile esplosione di colori tipica della saga ma questa volta arricchita da un’illuminazione e texture molto più dettagliate.
È impossibile non rimanere a bocca aperta davanti a certe ambientazioni che sfiorano in alcuni punti il fotorealismo, pur mantenendo intatto quello stile cartoon ed estremamente espressivo dei personaggi, rendendo evidente fin dai primi minuti perché un progetto di questo tipo sarebbe stato difficilmente realizzabile sull’hardware della prima Switch.

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A completare questa tela di colori troviamo anche l’immancabile colonna sonora in puro stile Splatoon, colma di brani energici che accompagnano i momenti più caotici, e un voice over completo durante i dialoghi, pur sempre nell’ormai iconico linguaggio immaginario della serie. Sotto questo aspetto specifico, dobbiamo poi notare come ogni personaggio recita le proprie battute con un’espressività vocale decisamente superiore rispetto al passato, dando ancora più carattere alle scene e rafforzando il coinvolgimento nella componente narrativa.

Si potrebbe comunque obiettare che la soundtrack di Splatoon Raiders risulti leggermente meno iconica e orecchiabile rispetto a quella dei capitoli precedenti. Dobbiamo in effetti ammettere che questa volta non ci sono stati brani che ci siano rimasti davvero impressi o che ci siamo ritrovati a canticchiare anche a console spenta.
Di contro, è impossibile non elogiare lo straordinario lavoro svolto dal sound design, dove ogni effetto sonoro contribuisce a rendere il gameplay ancora più appagante, dai colpi delle armi agli schizzi d’inchiostro, fino alle esplosioni dei Salmonoidi che restituiscono un feedback estremamente soddisfacente.

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Ma l’aspetto artistico è soltanto uno dei motivi che giustificano l’esclusività del titolo, con l’altro che emerge soprattutto dal comparto tecnico e in particolare dalla straordinaria quantità di nemici, effetti e personaggi che il gioco riesce a gestire contemporaneamente senza mai subire cali di framerate.
Anche nelle situazioni più “complicate”, e vale la pena ricordare che ciò vale sia in singolo che in multiplayer, Splatoon Raiders mantiene una fluidità di gioco estremamente stabile, senza rallentamenti o problemi di prestazioni, dimostrando ancora una volta quanto potenziale ancora inespresso avesse il nuovo hardware.

E non parliamo soltanto delle frenetiche stanze gremite di nemici, effetti particellari e schizzi d’inchiostro, ma anche alcuni degli scontri contro i boss raggiungono una scala talmente immensa e spettacolare al punto da mettere in scena creature gigantesche e scenari ricchi di elementi interagibili. Splatoon Raiders offre così un’evoluzione naturale del gameplay che difficilmente avremmo potuto immaginare sulla prima Nintendo Switch (senza farla letteralmente implodere) e che rappresenta, forse più di ogni altra cosa, il miglior esempio del salto tecnico compiuto dalla serie con questo nuovo capitolo.


Ringraziamo Nintendo per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

Key art di Splatoon Raiders, il nuovo looter shooter Nintendo
SPLATOON RAIDERS (SWITCH 2)
IN CONCLUSIONE
Splatoon Raiders dimostra che uno spin-off non deve necessariamente vivere all'ombra della serie principale e al contrario, riesce a dimostrarsi un’esperienza valida di reggersi sulle proprie gambe e capace di funzionare perfettamente anche senza i capisaldi che hanno reso celebre il franchise in primo luogo. Con una narrazione più curata e cinematografica, un gameplay loop estremamente coinvolgente e una struttura da looter shooter sorprendentemente riuscita e che rischia di creare dipendenza, il gioco diventa facilmente qualcosa di molto più che un semplice passatempo in attesa di Splatoon 4. Insomma, Splatoon Raiders è divertente, sorprendentemente profondo, e uno dei migliori titoli disponibili su Nintendo Switch 2, e possiamo affermare con sicurezza che sarà uno dei giochi che ci accompagneranno per tutta l'estate.
Pregi
Una campagna single-player ricca e coinvolgente
Ottima varietà di armi e modificatori per i gadget
Gameplay loop appagante e divertente
Difficoltà ben bilanciata anche per chi cerca una sfida
Comparto tecnico eccellente e frame rate sempre stabile
Direzione artistica tra le migliori della serie
Difetti
Personalizzazione estetica del protagonista molto limitata
Colonna sonora poco memorabile
9.3
Voto