Il nostro provato di Saw: Genesis | La genesi di Jigsaw

Durante la nostra permanenza alla Gamescom, ci è stata data la possibilità di giocare il nuovo titolo di Bloober Team, il team polacco che recentemente si è distinto per il suo remake di Silent Hill 2 e per il suo altrettanto acclamato survival horror Cronos: The New Dawn.
Si tratta niente di meno che di Saw: Genesis, multiplayer survival horror 3 contro 1 sullo stile di Dead By Daylight e basato sulla saga di film horror omonima.

Gli sviluppatori hanno promesso un’esperienza diversa a quelle a cui ormai i fan del genere sono abituati, intavolando un gameplay in cui i sopravvissuti si troveranno dinanzi a numerose prove mirate a far risalire il loro lato più disumano.

Sarà riuscito Saw: Genesis a sorprenderci? Scopriamolo insieme!


Il nostro provato 

All’inizio della partita, vedremo il nostro personaggio e quelli di altri due giocatori liberarsi da delle catene e ritrovarsi in un maniero a loro sconosciuto: il nostro obiettivo sarà quello di capire come muoverci assieme ad i nostri compagni e fuggire dalla nostra trappola, il tutto mentre un misterioso killer farà di tutto per metterci i bastoni fra le ruote e con uno stretto tempo limite a darci ulteriormente filo da torcere.
Per poter fuggire, dovremo metterci alla prova prima raccogliendo gli oggetti necessari per passare alla seconda fase e successivamente, raggiunta quest’ultima, affrontando un intricato enigma che potrebbe potenzialmente portarci alla nostra salvezza

Una delle peculiarità dell’opera che sicuramente stupirà il pubblico già amante della saga è il suo setting, questo sarà infatti un prequel dei film ambientato agli inizi del 1900, in piena seconda rivoluzione industriale, e questo interessante aspetto si rivedrà in ogni aspetto del gioco.
Dalle storie dei personaggi ai loro vestiti e persino nel design delle mappe e degli enigmi, tutti basati sull’utilizzo del vapore, da ogni parte del gioco si può rivedere il suo tema, creando un’atmosfera capace di avvolgerci completamente.

sawgenesisbette

Il nostro incontro con gli sviluppatori dell’opera è iniziato con una breve presentazione sul titolo e su cosa questo promette di fare per differenziarsi dagli altri: ogni modifica al gameplay generale è stata fatta per avvicinare ulteriormente il gioco alla sua saga di provenienza, fondata più sul mettere ansia nello spettatore che non sa se i protagonisti del film sopravviveranno o meno e sulla creatività delle trappole, piuttosto che su un’entità che va ad uccidere delle persone comuni.
Il primo cambiamento apportato alla formula è stato quello di fare in modo che il killer fosse vulnerabile e che, in ogni momento in cui i giocatori lo avrebbero visto uscire alla luce, questo avrebbe potuto essere allontanato, picchiato o addirittura ucciso.

Questo è stato fatto sia per dare una maggiore possibilità di sopravvivenza ai personaggi, questa volta messi al medesimo piano del killer, sia per mettere quest’ultimo nelle stesse condizioni in cui si trovava l’iconico Jigsaw, presentandosi sempre come una persona malata e incapacitata ad uccidere di suo pugno le vittime, quindi tendente a sfruttare molto di più l’astuzia rispetto alla forza bruta.
Allo stesso modo dovranno agire i giocatori che vestiranno i panni del killer, azionando trappole e sfruttando l’ambiente circostante per poter vincere sui sopravvissuti, ma soprattutto stando attento a non venire uccisi da questi.

Ad aiutare il gameplay di Jigsaw, vi sarà un set di corridoi e leve segrete alle quali i giocatori non potranno avere accesso e che rimarrà celato ai loro occhi per tutta la durata della partita, ma allo stesso tempo anche le vittime avranno i loro assi nella manica.
Tramite una serie di Quick-time event, i sopravvissuti che verranno catturati potranno liberarsi, oppure chiedere ai loro compagni di essere aiutati o sfruttare le armi non convenzionali che potranno trovare sparse per la mappe, arrivando spesso a uscire dalla partita anche completamente illesi.

Tuttavia, in caso si venisse rapiti e non si riuscisse a fuggire, avremo due possibilità per salvarci prima di decidere di darci la morte: cercare aiuto da parte dei nostri compagni, che potranno anche decidere di negarcelo o non arrivare in tempo, o sacrificare un nostro arto per poter proseguire nella nostra fuga verso la salvezza.
Nel caso in cui decidessimo di accettare di convivere senza una parte di noi, il corso del nostro gameplay subirà le conseguenze della nostra scelta e saremo impossibilitati ad eseguire alcune azioni o arriveremo ad eseguirne alcune con molta più lentezza.

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Un altro punto su cui gli sviluppatori si sono soffermati molto è la resa delle mappe, tutte generate proceduralmente, che mirano a creare un’esperienza sempre unica per il giocatore.
Il focus della realizzazione di queste è stato infatti il voler evitare che un giocatore sapesse già come andare avanti all’interno della partita, così che vi fosse sempre in lui quella sensazione di terrore a guidarlo come nelle prime run.

Siamo alquanto scettici su quanto questa meccanica funzionerà nel concreto, essendo che, basando l’interezza del gameplay sulla risoluzione di enigmi già prestabiliti, le possibilità possano mostrarsi alquanto ridotte, inoltre le mappe sembrano avere tutte puzzle alquanto limitati che potrebbe essere difficile rendere unici per ogni gameplay.
Tuttavia, in merito a questi, possiamo affermare che ci sono sembrati divertenti, soprattutto da affrontare con un team molto affittato: infatti, più di altri titoli del genere, risolvere questi ha richiesto un grande lavoro di squadra e sarebbero stati risolvibili con molte più difficoltà se non ci fosse stata comunicazione fra i giocatori, visto soprattutto il fatto che tutto va fatto entro un limite di tempo alquanto stretto.

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Nonostante le diverse meccaniche interessanti aggiunte nel titolo e i vari dettagli che lo distinguono, la nostra prova non è stata esente da difetti: quello che più ci ha colpiti e che tende ad abbassare la qualità generale del titolo è stata la mancanza di animazioni nel fare certe azioni e la presenza di suoni che sembravano essere dei placeholder, più che facenti parte del titolo finale.
Queste potrebbero sembrare piccolezze, ma in un titolo che promette di essere una decostruzione del genere che sta venendo così tanto portato avanti dal suo team, errori come questo tendono a stupire molto un giocatore.

Lo stesso problema si vede nelle animazioni generali dei personaggi che, soprattutto se viste in terza persona, sembrano essere molto legnose e non convincenti per un titolo finito.
Un ulteriore problema sta nella costruzione degli enigmi che, per quanto spesso si siano mostrati semplici, non sempre è stato intuitivo comprendere cosa fare, soprattutto visto lo stretto tempo limite dato ai giocatori, ma questo potrebbe anche essere dovuto ad una difficoltà di comunicazione di noi giocatori visto il contesto, molto caotico, in cui ci trovavamo.

saw steam valve room

Tuttavia, siamo sicuri che, soprattutto nel caso delle animazioni, si tratti di problemi minori e facilmente risolvibili e siamo fiduciosi in una loro probabile risoluzione prima dell’uscita del gioco, prevista per l’autunno del 2026.

In conclusione, siamo certi che Saw: Genesis potrà essere un titolo molto allettante per i fan della serie cinematografica e anche del genere videoludico a cui appartiene, ma in noi risiedono comunque alcune preoccupazioni in merito alla longevità dell’esperienza e se effettivamente sarà in grado di mantenere le promesse date ai giocatori in merito alla struttura del gameplay, ma soprattutto se sarà effettivamente in grado di distinguersi nella marea di opere simili già presenti sul mercato.


Ringraziamo Bloober Team per averci dato l’opportunità di provare in anteprima Saw: Genesis in occasione della Gamescom 2026.
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