Resonance: A Plague Tale Legacy | Recap e tutto quello che dovete sapere

Il 27 agosto verrà rilasciato Resonance: A Plague Tale Legacy, terzo capitolo della saga di Asobo Studio distribuita su PC e console di ultima generazione, che nel tempo ha saputo conquistare pubblico e critica di settore.
Stiamo provando per voi la versione PC del gioco in modo da potervi dare, per la data di uscita, la nostra opinione ed esprimere anche un giudizio con voto.

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Nel frattempo potrebbe essere utile fare un breve recap, il canonico “riassunto delle puntate precedenti“, utile anche per comprendere come Resonance andrà ad inserirsi nella serie.
Per coloro che non hanno mai avuto la possibilità di giocare ai primi due titoli, oggi è possibile recuperarli anche a un costo relativamente contenuto.

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INNOCENCE: DOVE TUTTO HA AVUTO INIZIO

Ambientato in Francia, precisamente nel 1348 durante la Guerra dei Cent’anni, Innocence segue le vicende della nobile quindicenne Amicia de Rune ed il suo fratellino Hugo.
I due in realtà si conoscono a malapena; Hugo ha vissuto infatti segregato in una stanza nella dimora di famiglia a causa di una malattia del sangue, curato solo dalla madre alchimista Beatrice.

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Saranno purtroppo costretti a fuggire dall’Inquisizione che distruggerà la loro famiglia e si troveranno così a lottare per sopravvivere, braccati e in fuga da sciami letali di topi portatori di peste (calamità di quel tempo).
Durante il loro viaggio verrà rivelata la verità su Hugo; la malattia che perseguita il bambino è la Prima Macula, un’antica e oscura maledizione legata al sangue che attrae i ratti e che l’Inquisizione vuole sfruttare per i propri scopi.

Gameplay solido ma lineare

Il gioco si presenta come un titolo caratterizzato da una forte componente narrativa, che cerca di tenere alta la tensione del giocatore attraverso un gameplay in cui le fasi stealth ricoprono un ruolo predominante.
Amicia è fragile e non può combattere corpo a corpo contro i soldati corazzati; la sua unica arma è la fionda necessaria per eliminare i nemici senza elmo con una pietra alla testa o per colpire elementi dello scenario e distrarre così gli avversari.

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Inoltre i fratelli dovranno prestare attenzione a colonie di topi che divorano istantaneamente qualsiasi essere vivente si trovi nell’oscurità.
È necessario imparare a manipolare la luce; imparare a orientare torce, bracieri e lampade risulta indispensabile per creare passaggi sicuri tra le orde di ratti.

Un buon risultato

Alla sua uscita, nel 2019, A Plague Tale: Innocence ha convinto la critica internazionale incassando una buona media voto; lodato per l’intensità narrativa e la direzione artistica, ha ricevuto qualche critica per un gameplay ritenuto piuttosto lineare, tradizionale e un IA migliorabile.
Nonostante Asobo Studio fosse al suo primo progetto della serie, riuscì comunque a fare centro, mettersi in mostra e ritagliarsi il suo spazio tra gli appassionati del genere.

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Era necessario però alzare l’asticella e cercare di limare gli aspetti di una produzione che aveva tutte le carte in regola per potersi prendere un posto di prim’ordine nel panorama videoludico.
Il team non ha perso tempo e così, dopo anni di lavoro e sviluppo, ha visto la luce il secondo capitolo della serie, Requiem.


REQUIEM: UN SEGUITO CON I FIOCCHI

A tre anni dall’uscita di Innocence, nel 2022, viene rilasciato il seguito diretto che vede ancora come protagonisti principali Amicia ed Hugo.
Requiem non solo ha cercato di proseguire e approfondire la trama del primo episodio, ma ha cercato di migliorare i suoi punti di forza (narrativa, immersività e comparto tecnico) e correggere un po’ i difetti (IA e gameplay ridondante).

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Dopo essere riusciti a fuggire dall’Inquisizione i fratelli cercano una nuova vita in una regione del sud della Francia, ma la malattia del piccolo (la Prima Macula) si risveglia con una forza devastante.
Si passa dalla perdita dell’innocenza a una maturazione forzata e dolorosa; il legame viscerale tra Amicia ed Hugo diventa il vero motore trainante di tutta la produzione.

L’atmosfera risulta ancora più cupa e disperata rispetto al primo episodio, con pochissimo spazio per la speranza, culminando in un epilogo fortemente drammatico.
La componente emotiva e la narrazione vengono spinti ai massimi livelli e rendono Requiem uno dei migliori giochi nel panorama videoludico recente.

Gameplay diversificato e migliorato

Il sistema di gioco migliora le già discrete basi del predecessore, inserendo mappe decisamente più ampie e una maggiore varietà di approcci.
Amicia è ora più pronta, aggressiva… una violenza “matura” al solo scopo di difendere il fratello, introducendo anche armi balistiche oltre alle opzioni corpo a corpo.

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Hugo, dal canto suo, può percepire i nemici vicini o guidare brevi sciami di ratti per attaccare, rischiando però di perdere il controllo se lo stress aumenta.
È in questo episodio che farà la sua comparsa Sophia, una ragazza che avrà un ruolo da comprimaria ma che sarà la protagonista del successivo terzo episodio della serie.

Un successo meritato

La critica e pubblico hanno accolto questo secondo capitolo con grande interesse (accompagnandolo con giudizi elevati), pur evidenziandone alcuni limiti strutturali intrinsechi alla produzione.
La direzione artistica superba, il comparto grafico di alto livello, le musiche memorabili e una sceneggiatura capace di emozionare profondamente, sono stati in grado di superare ampiamente i pochi difetti.

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Nonostante le notevoli migliorie rispetto ad Innocence, Requiem ha portato Asobo Studio al punto in cui sarebbe stato necessario non solo fare un ulteriore step qualitativo, ma anche indirizzare i propri sforzi verso un prodotto a più ampio respiro.
Era arrivato il momento di un vero e proprio titolo action/adventure che, anche se sottovoce, gli appassionati del genere reclamavano con grande forza.


RESONANCE: LA NUOVA SFIDA DI ASOBO

Eccoci quindi arrivati a Resonance, il terzo capitolo della saga che non seguirà più le vicende di Amicia e Hugo, ma intraprenderà un percorso tutto nuovo.
Un prologo ambientato quindici anni prima di Requiem, in cui cambieranno location, storia, protagonisti, ma non solo; l’approccio che il team di sviluppo vuole dare al gameplay è di un gioco in cui il combattimento e la risoluzione degli enigmi hanno un ruolo centrale, oltre ovviamente alla narrazione.
A detta degli sviluppatori non sarà necessario aver giocato ai precedenti capitoli della serie, in quanto la storia seguirà un filone narrativo differente.

Una nuova eroina

Vestiremo i panni di Sophia, una ragazza cresciuta all’interno di un monastero di suore e successivamente inserita in una banda di predoni nella periferia di Venezia.
Un passato difficile e misterioso avvolge la vita della nostra protagonista che, con l’aiuto di una fedele alleata, partirà alla ricerca di un tesoro nascosto all’interno dell’Isola del Minotauro.

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Nel corso della storia scopriremo che Sophia entra spesso “in contatto” con una manifestazione oscura legata alla stessa malattia di Hugo, scoprendo non solo una maledizione antica ma anche il proprio destino legato ad essa.
Non vogliano svelare altro di una trama e story-line decisamente differenti dai precedenti episodi della serie e che vuole dare nuova linfa e spunti narrativi alla saga.

Più azione ed enigmi ambientali

Il titolo evolve e amplifica le meccaniche tradizionali dei primi due capitoli, virando verso un genere che strizza l’occhio proprio agli action/adventure.
La protagonista, abile combattente, può usare la spada con attacchi base e caricati, o sferrare calci per rompere la postura nemica, superando l’approccio puramente stealth soprattutto di Innocence.

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L’esperienza resta sempre abbastanza lineare ma più aperta a percorsi alternativi per raccogliere risorse, guidati da un taccuino dinamico e da un sistema di aiuti opzionale.
Insomma, Asobo ha deciso di fare delle modifiche profonde al combat-system per renderlo più dinamico, profondo, ma senza rinunciare comunque agli enigmi ambientali e a un minimo di furtività, comunque presente.

Resonance, in attesa della review

Dopo aver fatto un breve riassunto e dato qualche utile informazione non ci, e vi, resta che aspettare la recensione completa di un titolo che, oltre essere stato oggetto di radicali cambiamenti, vuole rinnovare l’IP.
Una sfida che il team ha accolto a braccia aperte, nel tentativo di raccogliere tutto ciò che di buono era stato fatto con Innocence e Requiem, per riproporlo in una veste differente.

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L’anima e la passione della produzione restano assolutamente le medesime, ma cambiano gli attori, le location e anche il gameplay è stato rivisto profondamente.
Sarà stata la mossa vincente? Basterà a rinnovare e rilanciare la serie? Per scoprirlo vi diamo appuntamento al 27 agosto… Stay tuned!


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