Recensione Wheel World | Una corsa sul Grande Cambio

Ci sono opere che, anziché nascere dall’esigenza di una gratificazione immediata, rappresentano una vera e propria costruzione su tutti i livelli, scegliendo una via coraggiosa per esprimere il vero potenziale.
È in questi progetti che emerge la visione creativa degli sviluppatori, pronti a plasmare esperienze videoludiche profonde e diversificate, capaci di raccontare storie attraverso percorsi non convenzionali. Con queste modalità, propongono una ruota di emozioni accompagnata a una narrazione originale, costruendo un’identità unica e che resta impressa nel giocatore.

È in questo flusso irrefrenabile di creatività che si trova Wheel World, l’ultimo prodotto di Messhof. Lo studio, noto per la brutalità in pixel di Nidhogg, si immerge in un mondo totalmente diverso, scegliendo di mettere al centro della propria opera un elemento quotidiano: la bicicletta. Quella che ci troviamo ad affrontare, però, non è una semplice gara, ma una vera e propria lotta per salvare il mondo. In questa corsa contro il tempo, il gioco riesce a trasmettere con forza il legame speciale tra il personaggio e la sua bici.

Wheel World

È il momento di addentrarci tra le strade e i sentieri di questo mondo sommerso dalla tranquillità, in perfetto contrasto con un’imminente catastrofe.


Un’anima leggendaria e una ciclista

Per trasmettere su schermo il susseguirsi degli eventi, Wheel World sceglie un approccio narrativo semplice e diretto, concentrandosi su un singolo obiettivo principale, quello di salvare il mondo. Il giocatore veste i panni di Kat, una ragazza che, esplorando una rovina, trova una vecchia bici malconcia. Questa fatiscente vettura a due ruote è la dimora di Skully, uno spirito che si risveglia dopo un sonno profondo solo per scoprire che la sua compagna di avventure è stata smantellata ed i suoi componenti sono ora sparsi per la cittadina di Tramonto e nelle sue regioni circostanti.

Questi preziosi pezzi sono necessari per compiere il “Grande Cambio” e cavalcare il flusso celeste, prevenendo così una serie di catastrofi che porterebbero alla fine del mondo. La missione iniziale si trasforma quindi in una grande caccia al tesoro ambientata nelle lande piene di antiche rovine; un percorso dove la protagonista, scelta da Skully come sua nuova pilota, dovrà trovare e sconfiggere i quattro capibanda locali che si sono appropriati di questi componenti leggendari. Questa premessa serve ad introdurre un argomento più centrale a circa metà del titolo, rivelando una minaccia che potrebbe essere causa della fine del mondo.

Wheel World

Una volta assemblata la bici di Skully e tentato il Grande Cambio, qualcosa non va per il verso giusto a causa della Cyclorps, una mega-corporazione specializzata nella creazione di mezzi a due ruote di ultima generazione che richiama alla mente diversi colossi reali del mercato, introducendo la parte importante della storia dal sapore più urbano e intossicante.

Se è vero che la trama principale agisce come una struttura solida, il cuore dell’esperienza risiede pienamente nelle diverse culture che comprendono il mondo di Tramonto. In questo universo, ciascun collettivo di ciclisti non rappresenta soltanto un ostacolo da superare, ma una comunità con una propria identità e un codice d’onore.


Oh, questo mi serve!

Il gameplay di Wheel World rappresenta il suo aspetto più rilevante, con una meccanica di base capace di intrattenere e sostenere l’intera esperienza di gioco. Si parte dalla fisica della bicicletta, che punta a restituire una sensazione realistica, tenendo conto di elementi fondamentali come il peso del veicolo e la sua aderenza al terreno. Questo approccio garantisce un feeling particolarmente gratificante, che richiede al giocatore un livello di comprensione più elevato, portandolo a padroneggiare la gestione di accelerazione e frenata. Di conseguenza, non si tratta semplicemente di premere un tasto, ma di compiere una gestione accurata del peso per ottenere le massime prestazioni.

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Nonostante i controlli di base si rivelino semplici, la loro applicazione in gara richiede molta tattica. Un esempio è la meccanica legata al turbo, la cui ricarica non si ottiene solo attraverso salti da rampe o sfiorando auto e ostacoli con precisione millimetrica — in un sistema che può ricordare alla lontana quello della serie Burnout (ovviamente senza la distruzione) — ma trova la sua efficacia nello sfruttamento strategico della scia degli avversari, manovra fondamentale anche per accumulare velocità.

Sul fronte dell’esplorazione, il mondo di gioco trae evidente ispirazione da titoli affermati come The Legend of Zelda: Breath of the Wild, riprendendo la meccanica dei “santuari” che, una volta attivati, svelano intere sezioni della mappa con i relativi punti d’interesse, offrendo come ricompensa un aumento permanente della barra del turbo. Come prevedibile in questo genere di titoli, alla lunga le attività proposte tendono inevitabilmente a ripetersi, pur restando funzionali all’accumulo di Reputazione e alla raccolta di oggetti per la personalizzazione della propria bici.

La progressione del giocatore è infatti legata proprio a questo sistema di Reputazione, che non si ottiene unicamente con la vittoria nelle gare, ma anche completando obiettivi secondari: dal battere i record sui tracciati alla raccolta delle lettere K-A-T sparse lungo il percorso.

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Passando al sistema di personalizzazione, si scopre una componente molto importante, le cui modifiche non si limitano al solo lato estetico della bicicletta ma ne influenzano direttamente le prestazioni in gara. Ogni veicolo a due ruote è definito da quattro statistiche fondamentali: potenza, aerodinamicità, manovrabilità e aderenza al terreno. Il giocatore può cambiare ogni singolo componente, dal telaio alle ruote, per plasmare un mezzo che risponda alle proprie esigenze, decidendo se privilegiare la potenza pura a discapito della manovrabilità o se optare per un assetto più bilanciato e versatile.

Ogni componente installabile introduce un sistema di compromessi, offrendo specifici vantaggi e svantaggi a livello statistico. A questo si aggiunge un ulteriore livello di personalizzazione dato dai perk: abilità passive uniche legate a determinati pezzi, che conferiscono bonus significativi, come l’aggiunta di marce extra o una lenta ma costante ricarica del boost, anche in assenza di scie o rampe.

L’unica vera pecca risiede nel livello di sfida offerto dall’intelligenza artificiale, che si dimostra eccessivamente semplice persino nelle fasi finali, delineando una curva di apprendimento piuttosto blanda. Di conseguenza, la difficoltà principale non deriva tanto dagli avversari in gara, quanto piuttosto dalla complessità dei tracciati e dai numerosi ostacoli presenti.


Comparto tecnico e artistico

Il comparto artistico di Wheel World si distingue per uno stile morbido e semplice, esaltato da un uso esemplare del cel-shading, che valorizza in modo concreto l’atmosfera di relax trasmessa dal titolo. Questa sensazione si estende anche all’esplorazione del mondo di gioco, che offre una notevole varietà di scenari: si passa da campagne e vigneti che ricordano paesaggi mediterranei a trafficate strade urbane, piene di smog e veicoli. Il passaggio tra ambienti così diversi rende l’attraversamento di ogni zona un’esperienza davvero appagante.

Un altro indiscutibile punto di forza è il comparto sonoro, curato dall’etichetta discografica “Italians Do It Better”. Le musiche si fondono perfettamente con il ritmo di gioco, offrendo una selezione di tracce che spazia tra generi come synthwave e pop elettronico, capaci di infondere energia e dinamismo durante le corse.

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Tuttavia, a fronte di un comparto artistico e sonoro di ottimo livello, non si può dire lo stesso per il lato tecnico. Sebbene le performance generali siano per lo più solide, in diverse aree del mondo di gioco si notano episodi di scarsa ottimizzazione, accompagnati da una fisica che, in determinate circostanze, risulta imprecisa ed esilarante.
Fortunatamente, non sono presenti glitch o bug gravi in grado di compromettere l’esperienza complessiva offerta da Wheel World.


Ringraziamo Annapurna Interactive per averci fornito una chiave del loro gioco per realizzare questa recensione.
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Wheel World
Wheel World (PC)
In conclusione
Wheel World si distingue come un’esperienza capace di offrire ore di intrattenimento rilassato, diversa da gran parte dei titoli attualmente sul mercato. La sua forza risiede nell’estetica curata, nell’ottimo comparto sonoro e in un sistema di guida piacevole, arricchito da una personalizzazione efficace. A penalizzarlo, però, sono una certa ripetitività nelle attività proposte e alcune criticità tecniche che gli impediscono di raggiungere l’eccellenza. Lo consigliamo a chi cerca un’avventura leggera ma con un pizzico di sfida.
Pregi
Ottima fisica della bicicletta
Sistema di personalizzazione accurato
Direzione artistica gradevole
Trama semplice ma che non risulta essere di contorno
Difetti
Ottimizzazione da rivedere
Comparto Tecnico non all'altezza
Rischio di un senso di ripetitività
7.8
Voto