Per molte persone, la prima esperienza lavorativa si consuma dietro un bancone, magari di un ristorante, di un supermercato o anche di una semplice gelateria, un lavoro in grado di dare molte soddisfazioni ma anche parecchi problemi, soprattutto legati a chi ci si ritroverà a servire.
Se c’è qualcosa in comune a ogni persona che ha lavorato come commesso, quello è l’odio che si riserva per alcune persone fuori dal mondo incontrate durante il proprio turno, che sono, sfortunatamente quasi una sicurezza in questo tipo di luoghi.
Allora cosa c’è di meglio che tornare a casa e interpretare a nostra volta un commesso alle prese con clienti assurdi, proprietari fastidiosi e drammi tra i colleghi?
Oggi vi parleremo di Wax Heads, un piccolo indie simulativo con una forte componente narrativa che ci porterà nei panni di un giovane dipendente di un negozio di vinili.
Riusciremo a salvare il Repeater e la scena della nostra città? Scopriamolo insieme!
Trama
Alla ricerca disperata di un lavoro che non ci sfrutti e che paghi decentemente, finiremo alle porte del Repeater, un vecchio negozio di vinili dove la scena punk della città si riunisce per conoscersi, scambiare opinioni o semplicemente scoprire nuova musica.
La peculiarità del posto, però, non sta nella sua capacità di riunire le persone più disparate, ma nella sua emblematica padrona Morgan, ex frontman dei Becoming Violent, una band che ha fatto la storia della musica goth, ma i quali membri si sono divisi per delle “divergenze creative”.
Accompagnati dai nostri stravaganti colleghi e alle prese con clienti altrettanto peculiari, arriveremo a conoscere sempre di più la storia del luogo e delle persone che lo visitano, facendo di tutto per proteggerlo da una fine apparentemente certa. Wax Heads ci presenterà una storia capace di coinvolgere sin dai primi minuti di gioco, grazie alla scrittura vivace e divertente dei personaggi e non solo.

Una scrittura curata con molta attenzione, sia per quanto riguarda i protagonisti sia i numerosi clienti che incontreremo, specialmente quelli ricorrenti.
Servendoli e riuscendo a completare ottimamente le loro richieste, arriveremo a conoscere sempre più la loro storia e a notare in loro una crescita personale o, ancora, delle relazioni che hanno con gli altri frequentatori del negozio, dando a ognuno di loro una meritata importanza.
Tuttavia, la stessa cura nella scrittura non verrà riservata al nostro protagonista che, in favore di una maggiore immedesimazione del giocatore nei suoi panni, finisce con l’apparire piuttosto monodimensionale e non sempre pienamente coinvolto nell’azione, arrivando anche ad alcuni momenti in cui non ci verranno date le solite scelte ma in cui verremo confinati a una singola opzione.

Inoltre, non tutti i personaggi riescono a essere pienamente convincenti in ogni momento, specialmente in diversi casi in cui arriveremo a leggere dialoghi che appariranno alquanto stereotipati e di personaggi dai tratti piuttosto banali, tuttavia non saranno una parte troppo prevalente nel gioco e il resto della storia sarà ben curato.
Infatti, uno dei fattori più interessanti della storia dell’opera è l’amore degli sviluppatori per la loro scena locale, che traspare in ogni dialogo e dettaglio del gioco oltre che in alcuni elementi del gameplay di cui vi parleremo in modo più approfondito successivamente.
Gameplay
Sin dal primo attimo in cui varcheremo la soglia del Repeater avremo un singolo compito che ci rimarrà affibbiato per l’interezza del gioco: ascoltare i nostri clienti e soddisfare le loro richieste, cercando nelle loro parole quante più informazioni possibili sull’album che vorranno e ricercando indizi all’interno del negozio o al di fuori di esso.
L’idea del gameplay alla base è estremamente semplice, e così sarà anche per i primi capitoli del gioco, ma con il procedere nella storia le richieste dei nostri clienti si faranno sempre più contorte e peculiari, arrivando a momenti in cui sarà alquanto complicato riuscire a trovare il vinile giusto per avere il grado di soddisfazione più alto.

Tuttavia, la progressione della difficoltà non sarà artificiale e raramente ci troveremo di fronte ad un personaggio con una richiesta assolutamente incomprensibile, ma arriveremo a dover accuratamente sfruttare ogni mezzo a nostra disposizione, vale a dire il social media interno al titolo, i vari magazine che ci verranno regalati dai nostri colleghi ma anche recensioni o alcune frasi specifiche pronunciate nei capitoli precedenti.
Questo è sicuramente uno dei fattori più meritevoli del gioco, poiché riesce a presentare dei puzzle molto interessanti con il solo uso della scrittura, dando una grande importanza al giocatore e alla sua abilità nel ricordare le parti più essenziali della storia o anche nel ricercare le informazioni necessarie.
Non tutti gli enigmi sono eccelsi, ci ritroveremo più di una volta di fronte a richieste quantomeno indecifrabili che ci hanno preso troppo tempo per essere risolte o che non siamo proprio riusciti a comprendere.
Per ovviare a questo problema, un semplice sistema di suggerimenti all’interno del titolo non sarebbe assolutamente guastato, magari legato alla possibilità di parlare con i nostri colleghi e chiedere loro consiglio, ma sfortunatamente non verrà mai implementato.
Oltre a un’ottima costruzione dei puzzle, molto divertenti da risolvere, Wax Heads vanta anche un gameplay variegato: non mancheranno infatti momenti in cui dovremo consigliare drink, leggere zine o personalizzare poster per gli eventi locali, rompendo di tanto in tanto il ritmo del titolo e sorprendendoci.

Oltre alla presenza di nuove attività, ciò che senza dubbio riuscirà a rendere il gioco sempre interessante e a non farci annoiare è la cura che è stata data alla resa del negozio: partendo da un negozietto semplice e con poche stanze, arriveremo a vedere il Repeater crescere sempre di più di fronte ai nostri occhi, arrivando a doverci avventurare tra 4 piani differenti.
Questo è stato inserito alla perfezione all’interno del gioco, perché, grazie all’implementazione progressiva e il numero ridotto di stanze totali, non risulterà mai confusionario o noioso passare da un piano all’altro, anzi garantirà una nuova sfida al giocatore e un gameplay diversificato.
Ad arricchire la nostra esperienza di gioco ulteriormente, ci saranno anche tanti contenuti bonus che potremo sbloccare mano a mano che andremo avanti o facendo delle specifiche azioni. In un angolo del nostro negozio, vi sarà un enigmatico sgabuzzino al quale otterremo accesso solo inserendo uno specifico codice nello scontrino di alcuni personaggi, riconoscibili da una spilletta, aprendo così un’area completamente nuova, colma di video registrati ai concerti di alcune band locali.

Inizialmente quest’aggiunta ci ha lasciati un po’ sorpresi, specialmente perché la sua utilità non ci è stata molto chiara, ma la sua aggiunta e i diversi modi attraverso cui ottenere tutti gli elementi per sbloccare gli altri video è stata molto gradita.
Oltre allo strano ripostiglio, ci sarà anche un intero minigioco roguelike completamente giocabile (e anche dannatamente difficile) e un gran numero di cosmetici da comprare con la valuta in game, che otterremo in base al grado di soddisfazione dei nostri clienti, così da abbellire ulteriormente il nostro spazio; entrambe delle aggiunte assolutamente perfette per il gioco.
Comparto artistico e tecnico
Il comparto artistico è il pilastro su cui si erge l’intero titolo, ma ciò non è un fattore negativo.
Infatti, lo stile cartoon che mostra una grande influenza dalle graphic novel contemporanee esploderà in ogni angolo del gioco, immergendo il giocatore in un mondo coloratissimo che sfrutterà ogni secondo per mostrarsi in tutta la sua creatività.
Questo si vede non solo nel design dei personaggi, tutti perfettamente riconoscibili e dai tratti che rispecchiano il loro gusto musicale e ciò che andranno poi a chiederci, ma anche nella costruzione del mondo di gioco. Il Repeater esprime il distintivo caos che si può ritrovare nei tipici negozi di vinili vecchio stampo, grazie a tutti gli sticker, poster e gli stessi dischi che adornano ogni spazio che visiteremo.

Attraverso il nostro gameplay, non potremo fare a meno di notare la cura che è stata posta nel design delle copertine di ogni vinile, dato che ognuna è resa in maniera credibile riprendendo lo stile tipico delle cover legate a determinati generi, anche ricreando nello stile del gioco alcuni album realmente esistenti.
Ma la cosa più interessante legata al comparto artistico è la grandissima presenza di musica creata da veri artisti indipendenti legati agli sviluppatori: di quasi ogni album che venderemo sarà disponibile una traccia da ascoltare, ognuna creata da musicisti che sfruttano il genere di riferimento per creare canzoni che si adattano perfettamente al contesto del gioco.
Dal punto di vista tecnico, il gioco non ha avuto problemi durante l’intera partita e non abbiamo riscontrato alcun tipo di bug o glitch. Inoltre, il gioco potrà essere giocato dall’inizio alla fine sia su steam deck che su configurazioni di fascia bassa e senza perdere nulla dell’esperienza complessiva.
Ringraziamo Pressengine per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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