Il medium videoludico sta attraversando una fase di maturazione intellettuale, in cui i videogiochi smettono di essere percepiti esclusivamente come strumenti di svago e si elevano a opere capaci di veicolare messaggi storici e sociali per le generazioni presenti e future.
All’interno di questo scenario si collocano i cosiddetti “walking simulator”, ovvero esperienze narrative in cui l’azione viene sacrificata a favore della contemplazione e della storia, consentendo al fruitore di immergersi in realtà lontane con un’intensità incredibile, difficile da riscontrare in altri media.
Proprio qui si posiziona il debutto di Unreliable Narrators, che ha scelto di esordire nel mercato globale con Two Falls: Nishu Takuatshina. Il progetto è ambizioso, poiché non vuole solo intrattenere il pubblico, ma desidera pure educarlo su una delle pagine più complesse e drammatiche della storia nordamericana: il primo incontro tra le popolazioni native e i coloni europei.

Attraverso questa recensione, cercheremo di comprendere se l’ambiziosa scommessa dello studio canadese sia effettivamente riuscita a bilanciare la componente educativa con quella più ludica.
TRAMA
L’approccio scelto dagli autori è quello di una narrazione interattiva che pone domande esistenziali anziché fornire risposte preconfezionate. La struttura è affascinante, in quanto alterna i punti di vista di due protagonisti diversi, le cui esistenze finiscono per intrecciarsi inesorabilmente.
Il giocatore è così costretto a vestire una duplice identità, che percepisce l’ambiente circostante come ostile o sacro, a seconda del bagaglio culturale di appartenenza.
Da una parte incontriamo Jeanne, una giovane donna francese appartenente alle “Figlie del Re”, donne inviate dal sovrano nelle colonie della Nuova Francia con lo scopo di trovare marito e contribuire all’espansione demografica dei nuovi insediamenti europei.

La sua avventura inizia in modo alquanto traumatico: la nave su cui viaggiava, l’Intrépide, naufraga lungo le coste canadesi e lei ne è l’unica sopravvissuta, assieme al suo fedele compagno a quattro zampe, Capitaine, ultimo legame affettivo con il mondo civilizzato che si è lasciata alle spalle. Infatti, per Jeanne la foresta è un labirinto minaccioso, un territorio ignoto dove ogni ombra può nascondere un predatore e dove la sua fede cristiana viene messa a dura prova dalla solitudine.
Parallelamente, il giocatore assume il controllo di Maikan, un giovane cacciatore appartenente alla comunità indigena degli Innu, cresciuto in armonia con la terra e portatore dell’eredità spirituale del suo bisnonno. La missione di Maikan scaturisce da una scoperta inquietante, il cadavere scuoiato di un raro lupo bianco, che lo spinge a mettersi sulle tracce dei responsabili, identificati subito nei misteriosi “visi pallidi” che hanno iniziato a infestare le sue terre.

Lungo il percorso, i due incontreranno figure secondarie, come il cacciatore Pierre, catalizzatore fondamentale per l’evoluzione di Jeanne.
Pur visitando spesso i medesimi luoghi in momenti differenti, i due protagonisti percepiscono la realtà in modo completamente diverso, influenzati dai loro pregiudizi, dalle loro credenze religiose e dalla loro diversa comprensione del concetto di proprietà e di spirito.
L’intreccio non è mai banale, evita di dipingere una fazione come puramente buona o malvagia e preferisce esplorare le zone grigie dell’animo umano.
GAMEPLAY
Dal punto di vista delle meccaniche di gioco, Two Falls si configura come una narrazione estremamente lineare, in cui l’esplorazione è guidata lungo sentieri predefiniti che lasciano poca libertà al giocatore, una scelta stilistica pensata per mantenere sempre alto il ritmo del racconto.
Il cuore del gameplay risiede nel sistema di dialoghi e nelle decisioni che il giocatore è chiamato a prendere nei momenti chiave della vicenda, poiché hanno il potere di modellare la personalità e l’attitudine psicologica dei due protagonisti. Scegliere di rispondere con fermezza o con empatia, di fidarsi di uno sconosciuto o di mantenere un atteggiamento sospettoso modifica il modo in cui Jeanne e Maikan si relazionano con l’ambiente circostante e le future opzioni di dialogo.
Non sono presenti combattimenti né complessi enigmi ambientali da risolvere, poiché l’interazione è limitata alla raccolta di oggetti, alla consultazione di documenti storici e alla partecipazione a brevi sequenze di inseguimento in cui basterà premere un tasto per scattare lungo corridoi naturali ben delimitati.

Un elemento importante è il Codex, un’enciclopedia estremamente dettagliata che si arricchisce man mano che i personaggi scoprono nuovi elementi della flora, della fauna o delle tradizioni locali, offrendo al giocatore un contesto storico ricco di dettagli.
Le descrizioni cambiano a seconda del personaggio utilizzato: Jeanne descriverà una pianta o un manufatto attraverso la lente della sua cultura europea e religiosa, mentre Maikan fornirà una spiegazione basata sulle conoscenze millenarie e spirituali del suo popolo.
Si tratta di un buon espediente per invitare il giocatore a riflettere su quanto la percezione della realtà sia un costrutto culturale e su quanto la conoscenza stessa possa essere interpretata diversamente a seconda del proprio punto di vista.
Naturalmente, l’opera ha i suoi limiti e chi cerca una profondità paragonabile a quella di un gioco di ruolo o di un’avventura grafica classica potrebbe rimanere deluso dalla scarsa libertà di esplorazione, poiché il titolo si comporta più come una “novel” tridimensionale che come un videogioco.

Nonostante ciò, Two Falls riesce a coinvolgere l’utente grazie alla sua capacità di rendere ogni interazione unica come, per esempio, accarezzare il piccolo Capitaine, piccoli dettagli che rafforzano il legame empatico tra il giocatore e gli npc.
COMPARTO ARTISTICO E TECNICO
Il comparto artistico presenta un forte impatto visivo: adotta uno stile pittorico e stilizzato per privilegiare l’atmosfera e il potere evocativo dei paesaggi naturali. L’utilizzo dell’Unreal Engine 5 permette di mettere in scena foreste lussureggianti, radure innevate e corsi d’acqua cristallini che sembrano usciti direttamente da un quadro, in cui i colori svolgono un ruolo fondamentale nel definire lo stato d’animo dei protagonisti e la pericolosità dell’ambiente circostante.
Un dettaglio particolarmente efficace è la differenziazione cromatica delle sequenze di gioco: il mondo visto dagli occhi di Maikan è vibrante, ricco di tonalità calde e contrasti che sottolineano la sua connessione vitale con la terra. Le fasi dedicate a Jeanne, invece, sono caratterizzate da una tavolozza più cupa e pallida, che traduce visivamente il suo senso di smarrimento e la sua paura dell’ignoto.

Anche il comparto sonoro di Two Falls rappresenta uno dei punti forti dell’intera produzione, grazie a un design meticoloso che avvolge il giocatore in una coperta di suoni naturali e realistici, tra il fruscio del vento tra le fronde e i richiami lontani degli animali selvatici che popolano la valle. La colonna sonora è colma di melodie tradizionali indigene e di brani ambientali più tesi e malinconici, capaci di enfatizzare i momenti di massima tensione narrativa.
Un plauso particolare va anche al doppiaggio, che restituisce reazioni credibili da parte dei protagonisti, sebbene sia necessario segnalare l’assenza della localizzazione in lingua italiana, sia per quanto riguarda il doppiaggio sia per i testi presenti nel Codex.
Purtroppo, non tutto il comparto tecnico brilla per la medesima cura, poiché si riscontrano alcune lacune nella modellazione poligonale dei personaggi secondari e nelle relative animazioni facciali, talvolta inquietanti e poco rifinite.

Inoltre, su PC di fascia alta talvolta si riscontrano ritardi nel caricamento delle texture o una certa rozzezza in alcuni dettagli ambientali meno centrali, difetti che tuttavia non compromettono in modo catastrofico la godibilità complessiva del titolo.
Ringraziamo PressEngine per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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