Col passare degli anni, sempre più generi videoludici che un tempo dominavano le classifiche e il mercato sono andati sempre più a scomparire dai riflettori, in parte per via di un cambio generale dei gusti del pubblico. L’esempio perfetto di questo fenomeno sono le avventure grafiche vecchio stampo che, seppur tuttora siano molto presenti, soprattutto nel panorama indie, si sono ridotte ad essere un argomento prettamente di nicchia.
Tuttavia, vi è sempre chi cerca di cavalcare l’onda dei classici mettendoci anche del proprio stile, portando così una, spesso inaspettata, ventata d’aria fresca. Quest’oggi parleremo di The Drifter, titolo sviluppato da Powerhoof, creatori dell’acclamato Crawl, che ci porterà nei panni di un uomo distrutto alle prese con una complessa riunione di famiglia e con un mistero che aleggia per le vie della sua città natale.

Riuscirà The Drifter a farci appassionare al suo mistero? Scopriamolo insieme!
Trama

Una volta iniziata la nostra avventura, prenderemo i panni di Mick Carter, un uomo distrutto dai suoi problemi che si ritroverà a dover tornare nella sua città natale per assistere al funerale della madre. Nonostante la voglia di presentarsi come una versione migliorata di sé e di chiudere un capitolo della sua vita, tutto finisce per andare per il verso sbagliato. Appena sceso dal treno, il nostro protagonista assisterà all’esecuzione di un uomo, apparentemente innocente, ritrovandosi poi a fuggire nelle fogne abitate dai senzatetto. Ma il peggio non finisce qui, dato che verremo inavvertitamente rapiti da un gruppo di misteriosi militari e, dopo esser stati torturati, arriveremo a scoprire un’inquietante segreto sulla nostra natura: siamo infatti in grado di tornare indietro nel tempo ogni qualvolta moriremo.
Ora in fuga da una minaccia sconosciuta e senza possibilità di contattare i suoi cari, Carter si ritroverà a vagabondare per una città cambiata, ma soprattutto lacerata da un temibile killer senza volto e dalla dilagante pazzia che accomuna molti degli abitanti.
La trama è senza alcun dubbio il pilastro di The Drifter, essendo che, oltre ad essere sapientemente costruita e perfettamente in grado di tenere il giocatore sempre incollato allo schermo, riesce anche a non risultare mai banale.
Essendo il titolo un tipico thriller fondato su un crescendo di tensione e sulla soluzione di un mistero, la presenza di Plot twists era quantomeno scontata. Questi saranno sempre ottimamente costruiti e mai scontati, e ci porteranno spesso ad interrogarci sulla realtà delle cose che vediamo e sentiamo dagli altri protagonisti, questo fino all’arrivo di due capitoli finali brillanti che ci terranno sulle spine per tutta la loro interezza. La storia di Carter e del rapporto con suo figlio ci verrà mostrata man mano che procederemo nella trama e che approfondiremo il suo personaggio, senza mai abbandonarsi a lunghi spiegoni soporiferi e futili e dando invece la possibilità al giocatore di scoprire naturalmente il background dei personaggi .

Una grande nota di merito và data anche ai protagonisti, sempre magistralmente caratterizzati e quindi capaci di farci affezionare o intrigare dopo soli pochi minuti a schermo. L’intreccio tra le vicende di ogni figura, che culmina nei due capitoli finali, è ottimamente realizzato in modo da non lasciare assolutamente nulla al caso.
Nonostante il tono generale della storia sia molto serio e non poche volte si arriverà a trattare di argomenti pesanti, come ad esempio il divorzio o la perdita di un figlio, non saranno pochi i momenti comici che non appariranno mai forzati e saranno ottimamente inseriti anche nelle scene in cui meno ce li aspettiamo.

Oltre alla barra degli oggetti raccolti, essenziale per ogni avventura grafica, vi sarà anche un’altra schermata in cui potremo consultare dei brevi riassunti su ogni plot point principale della trama. Ciò si rivelerà essere molto utile ogni qualvolta che vorremmo risolvere un nostro dubbio per quanto riguarda l’andamento della trama o ci troviamo bloccati senza sapere dove andare.
Gameplay

L’opera è in tutto e per tutto un tradizionale punta e clicca che prende chiaramente ispirazione dai classici del genere, come la serie di Monkey Island. Infatti, ci ritroveremo ad esplorare singole parti della mappa alla ricerca di oggetti e indizi sul come proseguire, affrontando enigmi e sfruttando al meglio le nostre risorse per avanzare nella storia. Seppur dovremo rivisitare i medesimi luoghi più volte per poter avanzare nella nostra investigazione, questo non arriverà mai a pesare particolarmente sul giocatore, dato che ogni luogo sarà colmo di elementi con cui interagire e aspetti da scoprire man mano che si procederà nel gioco.
Il modo in cui ci approcceremo all’ambiente circostante sarà molto classico, ma la risoluzione della maggior parte degli enigmi sarà ugualmente molto creativa e spesso soddisfacente. Questo avviene anche grazie all’intuitività, mai eccessiva, di quest’ultimi, realizzati per essere più scorrevoli e semplici in modo da non spezzare mai eccessivamente la narrazione. Proprio per questa motivazione, il gioco è privo di qualsiasi tipo di sistema d’aiuto integrato, ma nel nostro caso non si è mai rivelato necessario.
Contrariamente a quanto comunemente ci si aspetterebbe da un’avventura grafica, The Drifter presenta molte sezione veloci e frenetiche che richiederanno al giocatore di agire e pensare molto velocemente. Queste risultano un’ottima aggiunta all’opera e non esiteranno a coglierci alla sprovvista, creando il contesto per degli ottimi climax emotivi. Fallire queste fasi non comporterà mai alcun cambiamento nella trama grazie all’abilità del nostro Carter di tornare in vita, dandoci un’ampia possibilità di sperimentare utilizzando ogni oggetto a nostra disposizione.
Unico difetto sostanziale del titolo, seppur di poca importanza, si riscontra nella sua gestione dei menù. Infatti, quello degli oggetti che dovremo utilizzare e quello per consultare i riassunti dei vari snodi della trama saranno posti molto vicini l’uno all’altro, portandoci spesso ad aprire la pagina sbagliata e a perdere qualche secondo di tempo. Ciò diventa un problema nel momento in cui saremmo obbligati a prendere delle decisioni in fretta e a dover fare diverse combinazioni tra oggetti velocemente.
Comparto artistico e tecnico

Lo stile grafico di The Drifter, pur prendendo una pixel art molto classica e a tratti elementare, si concretizza in un tripudio di colori che formano uno scenario unico e favoloso da vedere, con grandissima espressività. Inoltre gli ambienti, seppur piccoli, saranno un piacere da esplorare grazie alla cura nei dettagli che è stata posta nella loro realizzazione.
Anche il comparto audio è assolutamente curato, dato che presenta una soundtrack synthwave dai toni sempre molto catchy che si adatterà perfettamente al tono generale della storia. Inoltre, è d’obbligo spendere qualche parola in merito ai doppiatori, tutti assolutamente perfetti per le personalità assegnategli e capaci di donare un’ottima caratterizzazione a qualsiasi personaggio, portandoci inevitabilmente ad apprezzarli.
Quanto al comparto tecnico, non sono stati riscontrati problemi come bug o crash lungo tutto il nostro provato, ed il titolo si è rivelato stabile nella sua interezza. In più, grazie allo stile grafico elementare e leggero, sarà facilmente giocabile su qualsiasi configurazione o console handheld.
The Drifter è disponibile per: PC (su Steam e GOG ) e Nintendo Switch.
Ringraziamo Strange Signals per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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