Sono passati sette anni dall’ultimo film di Star Wars sul grande schermo e ora, il momento tanto atteso è arrivato: The Mandalorian and Grogu è uscito nelle sale. Nel frattempo, ovviamente, la saga non ha smesso di andare avanti su Disney+, tra serie tv, spin-off e progetti più o meno riusciti.
E con questo, lo “scettro” dell’universo creato da George Lucas è passato definitivamente nelle mani del suo pupillo Dave Filoni, oggi nuovo presidente e direttore creativo di Lucasfilm. Insieme a lui c’è Jon Favreau, creatore di The Mandalorian e mente dietro una delle serie più importanti della nuova era di Star Wars.
Insieme, i due sono riusciti a far rinascere l’interesse attorno alla saga dopo una trilogia sequel che ha diviso parecchio il fandom. Proprio per questo motivo, vedere Din Djarin e Grogu finalmente sul grande schermo era qualcosa di importante: non solo il debutto cinematografico del duo, ma anche il primo vero ritorno di Star Wars sul grande schermo dopo anni. La domanda perciò resta una sola: Jon Favreau e Dave Filoni sono riusciti a portare The Mandalorian al cinema?
Dopo aver visto il film in anteprima, ecco la nostra recensione!
TANTA AZIONE, POCA STORIA
Il film, dopo la classica introduzione testuale (che va detto, un po’ ci mancava sul grande schermo), mette subito in chiaro il tono dell’avventura: esplosioni, sparatorie, jetpack e la coppia Mando e Grogu che entrano in scena senza perdere tempo. Din Djarin ormai lavora come “collaboratore esterno” della Nuova Repubblica e, insieme al suo piccolo compare, passa il suo tempo a dare la caccia ai superstiti imperiali, come fossero figurine da collezione (letteralmente).

Il problema è che il film costruisce quasi tutta la sua struttura narrativa attorno a questo schema: missione, combattimento, spostamento su un nuovo pianeta e nuova missione. È una formula che nella serie funziona bene, ma che al cinema finisce per dare la sensazione di guardare tre episodi di The Mandalorian montati insieme, semplicemente con un budget più alto. E per carità, quel budget si vede tutto nelle scene d’azione e funziona perfettamente.
Tra esplosioni gigantesche, inseguimenti tra le strade, stormtrooper che volano da una parte all’altra e AT-AT che tornano finalmente a dominare in sala, il film riesce spesso ad avere quella scala cinematografica che la serie tv poteva solo sfiorare. Anche l’anima da space western di The Mandalorian continua a funzionare alla grande tra duelli, sparatorie e combattimenti sempre molto dinamici. E sì, anche Grogu partecipa molto di più all’azione, regalando alcune delle sequenze più divertenti del film.

Proprio per questo, però, The Mandalorian and Grogu sembra spesso più interessato a correre verso la prossima esplosione che a fermarsi davvero sui suoi momenti emotivi. Persino le scene che dovrebbero lasciare il segno finiscono per essere liquidate un po’ troppo in fretta. Anche i protagonisti sembrano bloccati in una zona narrativa già conosciuta.
Din Djarin ormai è lontano dalla figura fredda e ambigua delle prime stagioni. È diventato più umano e protettivo, praticamente uno dei papà più efficienti della galassia. Anche se quando c’è da menare le mani… Mando resta sempre Mando. Il problema è che il film sembra fermarsi lì, senza aggiungere nuovi conflitti o sfumature al suo percorso. E persino Grogu, che dovrebbe essere il cuore emotivo della storia, resta spesso relegato a mascotte adorabile più che a protagonista vero, senza esplorare il vero potenziale della sua connessione con la Forza. Di certo le lezioni con Luke sono servite, ma The Mandalorian and Grogu sembra utilizzare Grogu con il contagocce, senza mai spingersi davvero oltre qualche momento isolato.

Qui arriva forse la più grande occasione sprecata del film. Dopo sette anni lontano dal grande schermo, Star Wars aveva l’occasione di lasciare il segno o aprire una nuova direzione per la saga. Invece il film gioca costantemente sul sicuro, senza riuscire davvero a sorprendere lo spettatore.
Come blockbuster del sabato sera funziona anche bene, ma raramente dà la sensazione di star assistendo a qualcosa di davvero importante per il futuro della saga. Se questa è la via… forse è il caso di ricalcolare il percorso.
TANTI RITORNI, MA POCHI PERSONAGGI MEMORABILI
Il film gioca molto con la nostalgia, disseminando piccoli cameo, ritorni e riferimenti che i fan storici noteranno subito. Rivedere Zeb Orrelios in live action farà piacere ai fan di Rebels, anche se purtroppo la “reunion” si limita solo a lui.
Tornano anche i Droidsmith (quei piccoli mostriciattoli meccanici già visti nella serie) e riescono a strappare più di una risata, anche se il loro umorismo risente parecchio dello stile Disney.
Tra i volti nuovi, invece, troviamo Sigourney Weaver come colonnello Ward, che però finisce per incarnare l’ennesimo comandante ribelle generico: assegna missioni, dà ordini e ripete il classicissimo “riportamelo vivo”. Uno stereotipo visto e rivisto che, dopo un po’, finisce inevitabilmente per stancare e stona ancora di più considerando che stiamo parlando della stessa attrice che in Alien sembrava prendere a pugni uno xenomorfo senza battere ciglio.

Più curioso, invece, è il ritorno di Rotta The Hutt, doppiato in inglese da un insolito Jeremy Allen White. Chi se lo ricorda dal film animato di The Clone Wars probabilmente noterà subito una piccola differenza: da piccolo “adorabile” cucciolo, è diventato praticamente Jabba sotto steroidi che combatte nelle arene clandestine. L’idea generale di riportare gli Hutt poteva essere interessante e Rotta è probabilmente una delle poche novità intriganti del film, che finalmente non ripropone il solito Hutt brutto e cattivo.
Peccato che attorno a lui i personaggi si muovano nella solita comfort zone: gangster spaziali, criminali stereotipati e personalità potenzialmente intriganti che però sembrano entrare in scena solo per fare il loro compitino. Il film continua ad accumulare eventi e spostarsi da un pianeta all’altro, ma raramente dà la sensazione che i suoi personaggi stiano cambiando lungo il percorso.
COMPARTO AUDIOVISIVO: QUI STAR WARS TORNA GIGANTESCO
Se però c’è una cosa che The Mandalorian and Grogu fa benissimo, è ricordarti quanto Star Wars funzioni ancora sul grande schermo. Visivamente il film è spettacolare. La CGI delle creature è molto più convincente rispetto ad altre produzioni recenti e, dopo alcune rappresentazioni decisamente discutibili viste in passato, questa volta gli Hutt riescono finalmente a lasciarsi guardare decisamente più volentieri. E sì, di creature nel film ce ne sono tante. Forse anche troppe. Ma alcune funzionano alla grande e si vede chiaramente quanto Favreau e Filoni si siano divertiti con il creature design. Persino Dragonsnake, già visto nella serie Clone Wars, torna con un redesign molto più dettagliato e minaccioso.

Le ambientazioni sono probabilmente l’aspetto migliore dell’intero film: pianeti innevati, giungle tropicali e città futuristiche illuminate da neon che sembrano uscite da Blade Runner. Ed è proprio lì che il film trova la sua identità migliore: nell’atmosfera.
Anche la colonna sonora di Ludwig Göransson, già tre volte premio Oscar, è facilmente uno degli elementi migliori del film. Riprende il tema ormai iconico di The Mandalorian, espandendolo con sonorità elettroniche e sintetizzatori che riescono a dare una forte identità alla pellicola senza perdere il feeling classico di Star Wars. Affidare la colonna sonora a Göransson è stata probabilmente una delle scelte migliori fatte, soprattutto considerando quanto la musica sia sempre stata fondamentale per la saga. Infatti, in alcune scene è proprio la musica a dare epicità a momenti che altrimenti, narrativamente, non avrebbero avuto lo stesso peso.
Perché se a livello narrativo The Mandalorian and Grogu fatica spesso a sorprendere, dal punto di vista audiovisivo riesce comunque a ricordare quanto Star Wars sappia ancora essere gigantesco al cinema. Insomma, Favreau e Filoni confermano di sapere ancora intrattenere e creare ottime atmosfere nell’universo di Star Wars, ma questa volta manca qualcosa di fondamentale: una storia che abbia il coraggio di osare.
Star Wars: The Mandalorian and Grogu è disponibile al cinema in tutte le sale italiane!
Ringraziamo Disney per averci permesso di vedere il film in anteprima al fine di realizzare questa recensione.
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