Star Wars, come tutti i più grandi brand, ha dovuto cogliere l’inevitabile sfida di reinventarsi e ridefinire la propria identità per inseguire i gusti e sensibilità dei fan, vecchi e nuovi, che di certo non si trovano sulla stessa linea d’onda. Ed così che fra qualche scivolata e qualche azzardo quasi revisionistico, Disney è riuscita a trovare in Andor un faro di salvezza con cui doversi confrontare in merito ai futuri progetti della saga.
E chiariamoci, la serie di Tony Gilroy non è la prima produzione che negli ultimi anni è riuscita ad incantare i fan con l’inaspettata profondità dei suoi personaggi e del suo intreccio: Clone Wars, storico reboot della miniserie di Tartakovsy, ha finalmente raggiunto il brillante finale che meritava dopo tantissimi anni di attesa.

Star Wars: Maul – Shadow Lord è il figlio di queste due correnti opposte ma vincenti, una che guarda nostalgicamente al passato ed ai suoi personaggi intramontabili, mentre l’altra guarda con entusiasmo al futuro.
Dopo aver visto in anteprima la quasi totalità della prima stagione (8 episodi garantiti alla stampa di 10), siamo pronti a dire la nostra nella nostra recensione dedicata.
L’incipit e intreccio narrativo
Sin dal primo momento, la serie di Maul ci mette faccia a faccia con una metropoli futuristica dominata da altissimi grattacieli e luci al neon. Quella che a più riprese ci era sembrata l’ennesima (ma non in senso negativo) rappresentazione dell’iconica città di Coruscant, è in realtà il cuore del pianeta Janix , una new-entry situata nel Middle Rim che si rivela ben presto essere l’ambientazione perfetta per un poliziesco.

Gli eventi narrati si posizionano poco dopo Star Wars Episodio III, con la rapida e incontrollata diffusione dell’Impero nel sistema e la ricerca ininterrotta delle rimanenze dell’Ordine dei Jedi. Nonostante il titolo della serie lasci intendere un protagonista ben specifico, in realtà i primi episodi sono dominati dalla figura del detective Brander Lawson e del suo compagno droide-poliziotto Two Boots.
I due, guidati da uno spirito combattivo tipico degli eroi della saga, indagano sulla corruzione che vede scontrarsi le gang rivali insite nelle viscere della società cittadina. La situazione non può che tracollare con l’arrivo di Maul, deciso a raggiungere in qualche modo il suo maestro Sidious, per vendicarsi del suo tradimento e dell’uccisione del fratello Savage. Maul, che avevamo visto conquistare Mandalore nelle vecchie puntate di Clone Wars, si trova al comando di un nutrito contingente di mercenari, che guida con sorprendente ingegno fra inganni e manipolazioni.

Nel frattempo, il maestro Eeko-Dio Daki e la sua padawan Devon Izara, reduci dall’Ordine 66, si ritrovano a nascondersi nelle viscere della città, apparentemente lontani dagli occhi indiscreti. Questo finchè, esattamente a metà serie, l’impero non fa capolino con l’intenzione di affrontare il ritorno di Maul con il lockdown dell’intero sistema. Maul, riconoscendo le potenzialità di Devon come possibile apprendista, decide di aiutarla a modo suo, proteggendola ed al contempo avvicinandola al lato oscuro.
Ci sono diversi aspetti secondari di quest’ennesima opera targata Star Wars che assumono un ruolo di sfondo che fatica ad emergere nell’incedere vorticoso degli eventi, primo fra tutti il dramma familiare del detective e suo figlio. Del resto Star Wars è sempre stata una storia corale, un agglomerato di personaggi le cui storie si intrecciano e si dilatano raggiungendo uno scope di volta in volta sempre più ampio, e questo Maul non fa la differenza. Il succo, ad ogni modo, denota un’opera che sa esattamente cosa fare per coinvolgere ogni tipo di fan di Star Wars, assicurandosi che nessuno venga lasciato a bocca asciutta, pur non scadendo in generalizzazioni, forzature o spiacevoli buchi di trama.
i personaggi fra new entry e ritorni
Star Wars è sempre stato fortemente legato ai suoi personaggi, e questa nuova serie targata Dave Filoni segue questa traiettoria con il migliore dei risultati. Le numerosissime new entries di cui questa serie si fa carico sono tutte aggiunte eccellenti all’universo ideato di Lucas, chi più e chi meno, ed i pochi personaggi ricorrenti trovano in questo screentime delle occasioni perfette per brillare e venire approfonditi.
Lo stesso Maul viene decostruito, umanizzato e poi mostrato nuovamente nella sua follia incontrollabile, vittima delle proprie voci che continuano a spingerlo verso un’improbabile vendetta. Nella serie che il personaggio di Maul ha sempre meritato, sin dalla sua mitologica “rinascita“ in Clone Wars, il suo ruolo non è quello del villain, bensì quello dell’antieroe ed assassino spietato, ben lontano da qualsiasi ideale di salvezza e bene archetipico, ma comunque impegnato in una battaglia personale che infrange i tradizioni schieramenti.

A svolgere questo compito abbiamo invece l’Impero inteso come entità unitaria, onnipresente ed invasiva, le cui personificazioni più feroci sono i primissimi inquisitori con la loro freddezza e assoluta pericolosità, fino ad ora in parte inespressa. Niente di particolarmente rivoluzionario ed eccitante per quanto concerne i tradizionali “buoni”, che seppur ben scritti rimangono piuttosto statici o in altri casi prevedibili. Abbiamo il padre dedito al lavoro che si riavvicina alla sua famiglia inseguendo i suoi pericolosi ideali di libertà (tanto cari alle serie di Star Wars post-guerra dei cloni), il droide che riesce a superare i limiti fisici della sua programmazione, così come una giovane ed inesperta padawan alle prese con la nozione del chiaroscuro fra bene e male. La serie dedica anche un minimo spazio ai tipici droidi “da marketing” per non farsi mancare assolutamente nulla, affidando a Maul una spalla irriverente e curiosamente malvagia che sicuramente farà la gioia di chi ama collezionare merchandise.
In sostanza, la sapiente e ormai matura regia di Filoni continua ad alternare ed incastrare un susseguirsi eccezionale di personalità ed eventi chiave, senza finire per trascurare nessuno e permettendo allo spettatore di immedesimarsi nell’azione e affezionarsi ai personaggi ben prima dell’arrivo delle conclusioni.
Star Wars fra ricerca estetica e sonora
Maul: Shadow Lord è, fra le tante cose, il prossimo step evolutivo di un percorso che vede LucasArts aggiornare la sua direzione artistica per rimanere al passo con i tempi. I fondali appaiono disegnati con utilizzo di pennellate acquerellose, schizzate ed estremamente artigianali, ispirate nel dettaglio quanto nell’impatto d’insieme. C’è poi un ampio utilizzo della grafica 3D, anch’essa mascherata da un sapiente utilizzo delle texture hand-painted, come “Arcane” insegna. L’unico aspetto in cui l’innovazione non sembra aver avuto effetto, a conti fatti, sono i personaggi che mantengono il caratteristico stile delle vecchie produzioni di Clone Wars… ancora troppo squadrato e sproporzionato per permettere a certi character design di brillare.

E proprio di design dobbiamo parlare nel tessere le lodi di alcune fra le migliori e più terrificanti apparizioni on-screen degli Inquisitori imperiali.
Chi era rimasto insoddisfatto per l’assoluto spreco che aveva visto il personaggio del “Corvo” venire liquidato in una manciata di minuti, non potrà che gioire per l’attenzione che viene data a lui e al suo collega in questa ultima riproposizione. Per quanto riguarda invece le animazioni, LucasArts ha il merito di aver composto un’opera fluida in ogni situazione, colma di scene visivamente suggestive e soprattutto di coreografie interessanti, assolutamente degne dei climax che vogliono rappresentare.
Infine, vorremmo spendere qualche parola anche sull’arrangiamento musicale, centrale di ogni buon opera appartenente all’universo narrativo di Star Wars. La serie di Maul si fa meno problemi del solito a riutilizzare i leitmotiv che hanno contribuito a rendere la saga immortale, riuscendo ad accompagnare degnamente una regia sempre dinamica e in movimento. A noi recensori sono stati affidati soltanto 8 episodi dei 10 che definiranno l’intera prima season, ma riponiamo delle buone speranze nell’utilizzo ben calcolato della celebre “Duel of Fates” negli episodi conclusivi.
Il primo e il secondo episodio della prima stagione di Star Wars: Maul – Shadow Lord è già disponibile su Disney+, con i seguenti in arrivo nelle prossime settimane.
Ringraziamo Disney per averci permesso di vedere la serie in anteprima al fine di realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

