Siamo stati abituati a osservare, all’interno del panorama videoludico odierno e passato, diverse trasposizioni interattive tratte da opere magne dell’animazione come Naruto e Dragon Ball.
Recentemente, gli studi d’animazione hanno iniziato ad abbracciare franchise nuovi e molto popolari, portando alla nascita di serie come quella dedicata al celebre webtoon coreano Solo Leveling, un evento molto atteso dalla community globale, seppur accompagnato da un certo scetticismo.
In questo contesto si inserisce Solo Leveling: ARISE OVERDRIVE, un titolo che non si limita a essere un mero e pigro porting, ovvero una conversione diretta della versione mobile su un’altra piattaforma, bensì rappresenta un tentativo di elevare l’esperienza originale.
L’obiettivo è quello di raggiungere uno standard qualitativo più alto, promettendo sulla carta di staccarsi dalle meccaniche gacha e delle microtransazioni che, troppo spesso, finiscono per compromettere la fruizione di questo genere di prodotti.
Tuttavia, questa operazione condotta dagli sviluppatori di Netmarble Neo rivela ben presto una natura duale. Il titolo, pur configurandosi come un Action RPG apparentemente orientato al single player e alla narrativa personale, richiede comunque una connessione internet permanente e inviolabile, spingendo con insistenza il giocatore verso dinamiche cooperative online.
Ci troviamo di fronte a un ibrido piuttosto curioso: un prodotto che cerca di bilanciare la sua genesi da gioco mobile con le aspirazioni da titolo premium. Il risultato è un evidente distacco tra quella che è la promessa di un’avventura epica e lineare e la realtà di barriere tecniche e scelte di design che continuano a mantenerlo ancorato al mondo online.

In questa recensione, cercheremo di capire se questa nuova versione sia riuscita a preservare l’anima dell’opera coreana o se, al contrario, gli elementi tipici del suo passato free-to-play siano ancora troppo ingombranti per permettere al gioco di aprire le ali verso la vetta.
TRAMA
La narrazione di Solo Leveling: ARISE OVERDRIVE si configura come un’arma a doppio taglio capace di esaltare i fan con sequenze di pura adrenalina visiva e, contemporaneamente, di confondere chiunque si avvicini per la prima volta all’universo creato dall’autore Chugong. Il ritmo frammentario e la gestione discontinua degli eventi, infatti, rendono il titolo poco adatto a chi desidera seguire la storia originale in maniera completa.
L’incipit dell’avventura getta il giocatore immediatamente all’interno di uno scontro contro il re demone Baran, mostrando il protagonista Sung Jinwoo già ad uno stato di potenza altissimo, chiamato Monarca delle Ombre, supportato da una legione di servitori non morti. Solo dopo questo prologo la storia riavvolge il tempo per raccontare le origini del protagonista, considerato l’“Hunter più debole dell’umanità”.

Tuttavia, superato questo prologo, si entra nel vivo della progressione narrativa ed emerge chiaramente come la sceneggiatura abbia subito un forte processo di sintesi, eliminando gran parte della vita quotidiana che dava profondità ai personaggi.
Non si tratta solamente di scene facilmente sacrificabili, ma di elementi cruciali per comprendere le motivazioni di Jinwoo: la malattia della madre, le dinamiche sociali e familiari che lo spingono a rischiare la vita nei dungeon di basso rango.
Questi aspetti vengono trattati con una superficialità disarmante, introdotti in un secondo momento o addirittura omessi, rendendo difficile per lo spettatore di empatizzare con l’eroe. Di conseguenza, la narrazione sembra pensata principalmente per chi ha già familiarità con l’opera originale: i neofiti si troveranno catapultati da uno scenario all’altro senza continuità, costretti a subire un racconto che dà per scontati concetti fondamentali che riguardano i Gate e il Sistema, pilastri dell’universo di Solo Leveling.

La narrazione si ferma bruscamente dopo lo scontro con Baran e il drago Kaisellin al centesimo piano del Castello dei Demoni, troncando di netto l’arco narrativo ed escludendo completamente una parte dell’isola di Jeju, con lo scontro contro le formiche mutanti, che invece viene affrontato nell’anime.
Si presume che gli ulteriori archi narrativi verranno aggiunti in futuro sotto forma di DLC, ma la mancanza attuale di figure iconiche e la storia interrotta lasciano l’amaro in bocca, restituendo l’immagine di un prodotto incompleto.
GAMEPLAY
Analizzando il cuore dell’esperienza di gioco e le meccaniche che lo guidano, emergono contraddizioni tanto affascinanti quanto frustranti: il combat system è fluido, divertente e appagante, mentre la struttura di progressione e la gestione delle risorse risultano poco curate.
Il combattimento brilla grazie a una responsività eccellente dei comandi e alla possibilità di alternare diverse classi e stili di lotta, dalla furtività dell’Assassino alle magie ad area del Mago Elementare, sfruttando meccaniche come l’Overdrive e l’evocazione delle Ombre più iconiche, come Igris, per dominare le battaglie.
La schivata di un colpo diretto all’ultimo secondo è ben realizzata e sorprendentemente soddisfacente, attivando un rallentamento temporale che concede al giocatore di effettuare un contrattacco efficace, riproducendo azioni spettacolari e rappresentando uno dei punti più alti del combattimento. Tuttavia, questa meccanica viene limitata da dungeon troppo lineari e ripetitivi, che non offrono alcuna esplorazione fuori dai binari, e si riducono a corridoi spogli dove l’unico obiettivo diventa eliminare ondate di nemici o puntare direttamente ai boss.

Purtroppo, il sistema di reclutamento dei personaggi di supporto a Jinwoo sostituisce la componente gacha con una meccanica di negoziazione che risulta più tediosa della semplice casualità delle pull. Ottenere dunque nuovi personaggi da aggiungere alla squadra, come il mago Choi Jong-in, non è legato alla trama, ma a minigiochi in cui il giocatore deve fare offerte usando la valuta di gioco (Hunt Coins), accumulabile solo dopo moltissime ore di gioco.
Come nelle sezioni gacha, il successo nel reclutamento non è garantito e dipende da fattori come la generosità dell’offerta, costringendo spesso il giocatore a rifare le stesse zone per accumulare abbastanza risorse, con conseguente frustrazione.
Inoltre, sebbene il gioco supporti la cooperazione online fino a quattro giocatori, l’intelligenza artificiale di nemici e boss non è calibrata per più minacce contemporanee, rendendo gli scontri confusionari e privi di strategia.
La componente RPG, pur includendo alberi di abilità, crafting delle armi e gestione degli artefatti, soffre di una semplicità disarmante. I numeri aumentano insieme alle statistiche, ma spesso servono solo da specchietto per le allodole, giustificando la ripetizione di contenuti identici per superare barriere che bloccano l’avanzamento nella storia principale.
COMPARTO ARTISTICO E TECNICO
Dal punto di vista artistico e tecnico, Solo Leveling: ARISE OVERDRIVE alterna momenti di grande qualità a cali di stile. I modelli dei personaggi principali sono curati nei dettagli, dalle texture di abiti e armature alle animazioni fluide, riuscendo a replicare lo stile dinamico delle illustrazioni e rendendo ogni mossa spettacolare agli occhi del giocatore.
Gli effetti, soprattutto durante le abilità speciali, sono realizzati in maniera impeccabile, con colori vibranti che trasmettono una sensazione di potenza enorme. Tuttavia, questa estetica di alto livello si scontra con ambienti spesso vuoti, poco ispirati e riciclati in maniera ripetitiva, definiti solo da piccoli dettagli che ne cambiano lievemente la connotazione.

La dicotomia presente nello stile artistico si riflette anche nell’audio: il doppiaggio, disponibile in inglese, coreano e giapponese, è di alto livello, mentre la colonna sonora risulta monotona e poco reattiva all’azione sullo schermo, a differenza di quanto avviene nell’anime. Durante le boss fight, non si percepisce alcun crescendo, ma un loop privo di energia che toglie l’epicità tipica dell’opera originale.
Purtroppo anche la componente tecnica presenta diversi problemi, a partire da bug grafici che fanno duplicare o incastrare i modelli, errori che avrebbero dovuto essere risolti prima del rilascio. Solo Leveling: ARISE OVERDRIVE soffre inoltre di cali consistenti di frame nelle aree più affollate di nemici, interrompendo il flusso del combattimento.
Ringraziamo Keymailer per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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