
I videogiochi sportivi sono da sempre stati etichettati come titoli di bassa lega e considerati come opere giocate da chi, di videogiochi, non se ne intende davvero. Inoltre, chi li produce viene tacciato di pigrizia, in quanto tali opere continuano a riutilizzare la medesima formula.
Tuttavia, questo non ha mai fermato gli sviluppatori dal pubblicare titoli basati su ogni tipologia di sport, anche sfruttando il medium per raccontare storie completamente nuove.
Questo è il caso di Skate Story, in cui interpreteremo un demone che viaggerà all’interno di un universo psichedelico e che non si fermerà dinanzi a nulla, pur di raggiungere il suo obiettivo.
Riusciremo a divorare ogni singola luna? Scopriamolo insieme!
Trama
La trama di Skate Story è volutamente strana e complessa da comprendere, siccome ci presenta un universo basato su concetti talmente lontani dalla nostra realtà da risultare assurdi.
Come già accennato, interpreteremo un demone chiamato semplicemente Skater che, grazie a un patto con il diavolo, riesce a ottenere un corpo di vetro dopo aver abbandonato la sua forma originale.
Così, armato di tavola a ruote e tanta forza di volontà, si avventurerà per i vari piani dell’aldilà inseguendo un singolo obiettivo: divorare tutte le lune dell’oltretomba e attendere alla tavola del diavolo che, si spera, sarà sorpreso e gli restituirà la sua anima.

La storia, seppur parecchio strana, ci terrà sempre interessati, in quanto non mancheranno le sorprese e le risposte sul nostro obiettivo finale e sulla natura di alcuni esseri che abitano l’oltretomba.
Tuttavia, la trama sarà fino alla fine fortemente interpretativa e molti dei suoi aspetti non avranno mai una spiegazione chiara e concisa; il giocatore, però, potrà elaborare le proprie ipotesi e comprendere da sé quanto il titolo intenda comunicargli.
Le interazioni con i diversi personaggi sono sicuramente una delle parti più piacevoli di Skate Story: i dialoghi saranno sempre particolari, al limite del comprensibile, ma riusciranno ogni volta a strapparci un sorriso o a farci riflettere. Ciononostante, nessuna delle creature che incontreremo avrà una storia sufficientemente illustrata, per quanto possa risultare lo stesso interessante.

La parte più debole, invece, è il suo finale, rappresentato dall’epilogo della storia, ovvero l’ultimo capitolo giocabile. Questo, seppur rimanga perfettamente in tema con i toni psichedelici dell’opera, è eccessivamente frettoloso e lascia il giocatore alquanto interdetto e privo di risposte su molti degli aspetti del gioco.
Skate Story ci presenta anche un fattore unico che ha sicuramente deliziato il nostro gameplay: alla fine di ogni capitolo ci verrà presentata una breve poesia che narrerà le nostre gesta in modo peculiare. Questo, seppur sia un elemento totalmente secondario, è stato sicuramente una scelta accurata e molto affascinante.
Gameplay
Il gameplay, dal sistema di movimento al level design, mostra la passione di Sam Eng, lo sviluppatore, per i giochi di Skate, tanto che alcuni dei titoli più famosi vengono frequentemente citati al suo interno.
Tuttavia, Skate Story non è una pura imitazione, la struttura stessa dei livelli differisce dai classici gameplay: non saranno mai delle singole macro-aree zeppe di missioni da completare.
In ogni capitolo, infatti, vi sarà un hub principale caratterizzato da incarichi, sezioni dove fare trick per ottenere valuta in game e anche negozi dove poter acquistare gadget.
Una volta che avremo concluso quanto ci serve per poter andare avanti, dovremo superare una serie di lunghi corridoi colmi di insidie che ci condurranno dal boss finale della zona.

E parlando proprio delle boss fight, queste sono sicuramente la parte migliore e più spettacolare, splendide sia a livello di stile che di giocabilità. Infatti grazie anche al limite di tempo impostici dal titolo, ogni battaglia sarà veloce ed estremamente dinamica e, seppur le lune non saranno mai eccessivamente complesse da abbattere, ci catapulteranno in scontri mozzafiato.
Questo perché Skate Story prevede un combat system basato sulla nostra capacità di eseguire quanti più trick nel minor tempo possibile e, più avremo successo, più faremo sanguinare i nemici che si alzano imponenti sopra di noi.
Il sistema di movimento inoltre sarà estremamente semplificato rispetto ad altri Skate game, dandoci la possibilità di terminare lunghe combo senza dover studiare assiduamente la lista dei trick, creando un’esperienza aperta a ogni giocatore.

Seppur la formula dei livelli sia ripetitiva, le differenze che vi saranno fra ogni incarico renderanno il tutto estremamente piacevole. Infatti, ogni stage avrà delle missioni uniche, spesso inaspettate, e di conseguenza interessanti da giocare, creando un gameplay dinamico che raramente annoierà il giocatore.
Un fattore bonus, ma molto delizioso, è l’ampia customizzazione dello skate disponibile, dove potremo modificare la nostra tavola, le ruote e anche i truck sfruttando la valuta in game all’interno dei gift shop. Ognuno avrà i propri oggetti unici e sarà sempre divertente ottenerli tutti, nonostante si senta la mancanza della customizzazione dello skater con maglie, felpe o anche delle sciarpe differenti.
Comparto artistico e tecnico
Sin dai primi trailer mostrati al Summer Game Fest, ciò che è saltato all’occhio è lo stile schizzoide di Skate Story, caratterizzato da un grande uso di colori al neon contrapposti a sfondi scuri, spesso vuoti e capaci di regalare una visione dell’oltretomba molto interessante e diversa dal solito.
Anche il protagonista, presentatoci come un demone, non è nient’altro che un essere umanoide fatto di vetro, per quanto facilmente identificabile.
Si può dire che Sam Eng ha così creato un universo che fa trasparire tutta la gloria della sua creatività, pur utilizzando personaggi dai tratti fortemente semplici.
Tuttavia, più dello stile, ciò che senz’altro rimarrà impresso nel giocatore è la splendida soundtrack, curata dalla band indie pop Blood Cultures.

Questa apparirà sin da subito semplicemente perfetta, meravigliosamente capace di racchiudere in sé lo spirito del titolo in tutta la sua follia, oltre a farci desiderare che ogni livello e ogni boss fight possano durare per sempre. La soundtrack sarà anche favolosa da ascoltare al di fuori del contesto di gioco: con i suoi ritmi frenetici e idilliaci, sarà capace di infonderci le sensazioni provate da Sam Eng quando sfrecciava di notte fra le strade di New York con il suo skate.
Nel corso del nostro gameplay, non abbiamo riscontrato alcun problema inerente a bug o glitch, e l’esperienza è stata fluida nella sua interezza. Inoltre, il titolo è in grado di girare tranquillamente su ogni configurazione grazie alla semplicità del suo stile.
Ringraziamo Cosmocover per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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