Recensione Senua’s Saga: Hellblade II su Playstation 5 | Il raro brivido della “Next” Gen

Quando Hellblade 2 uscì originariamente in esclusiva console Xbox e su PC, non si poteva far altro che riconoscergli un importante merito da ritrovare negli aspetti più tecnici ed estetici.
Il team di Ninja Theory ha infatti dimostrato di saper incanalare pienamente la potenza computazionale della next-gen (ormai “current” gen da almeno 4 anni) per realizzare uno dei titoli visivamente più impressionanti della storia del medium, sfiorando spesso e volentieri un fotorealismo che originariamente era raggiunto soltanto dall’integrazione ingegnosa di filmati in sovraimpressione.

Fast forward al 2025 ed Xbox ha dato via ad una delle manovre di marketing più coraggiose e inaspettate che un giocatore della sesta/settima generazione di console avrebbe potuto immaginare, portare le sue esclusive sull’ammiraglia dell’eterna avversaria PlayStation.
È in questo contesto che oggi ci troviamo a recensire Hellblade 2 su Ps5, pienamente convinti che questa apertura ritrovata alle altre piattaforme non possa che rivelarsi positiva per Microsoft e le sue software house sussidiarie.

Siete pronti ad uccidere qualche gigante?
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Trama

La sfumata narrazione di Hellblade 2 riprende dal finale del suo capitolo precedente, reintroducendo una Senua che combatte ancora con i suoi istinti e le voci che le abitano la testa, fra sensi di colpa e qualche sporadica intuizione positiva.
Fatti prigionieri da un temibile schiavista, ci schianteremo sulle coste di un nuovo territorio, combattendo strenuamente per la nostra libertà e sopravvivenza.
Riuscendo inaspettatamente a ribaltare la situazione, ci faremo guidare dal figlio del tiranno alla volta dei paesini più vicini alla costa, dilaniati dalla minaccia crescente dei giganti. Le popolazioni locali, ormai allo stremo, sono arrese all’idea di non poter sconfiggere in alcun modo queste creature mitologiche, finché la nostra protagonista, già reduce dell’uccisione di un dio durante la sua discesa agli inferi, non si presenterà alla loro porta con una soluzione.

Apprendendo il vero nome dei vari giganti e facendoci aiutare dall’elusivo e misterioso piccolo popolo, arriveremo in fine a scoprire la verità dietro alla nascita di questa minaccia, ponendole fine una volta per tutte… si spera.

Nel corso della storia di Hellblade 2, faremo conoscenza di vari personaggi secondari che assumono una importanza crescente man mano che incorreremo in nuovi ostacoli.
Non tutti sono stati esplorati nel migliore dei modi, ma la loro presenza rimane un’aggiunta di livello da accompagnare alla sopraffina caratterizzazione di Senua ed all’esplorazione delle sue turbe psicologiche, da sempre cavallo di battaglia di Hellblade.
In questo senso, continua a stupire la profondità e soprattutto l’inarrivabile espressività del suo personaggio, per merito delle tecnologie all’avanguardia del motion capture quanto delle doti attoriali della meravigliosa Melina Jurgens.

Nelle sue circa 7 ore di durata, Hellblade ci è sembrato rallentare e prendere ritmo a fase alterne, senza però mai annoiarci completamente, ed anzi lasciandoci con il desiderio di scoprire cos’altro ha in serbo per noi la saga dedicata al personaggio di Senua.


Gameplay

Il gameplay di Hellblade 2 è difficile da dipingere a parole senza che gli venga fatta un’ingiustizia. Buona parte del gameplay viene spesa a camminare mentre paesaggi dalla bellezza straordinaria si stagliano sui nostri schermi, almeno finché non incappiamo in una sequenza di combattimento.
Il combat system di questo secondo capitolo esiste come esaltazione del concetto di cinematografia applicata al medium del videogioco, sacrificando per buona parte la profondità “pad alla mano” per rincorrere il sogno di un’incredibile litania di spadate, mazzate e scudate nei denti che sembrano parte integrante delle cutscenes.
Non fraintendete, nel gioco esistono due tipi di attacco (per una maggiore varietà di animazioni), il dash, il roll, il parry e persino una meccanica “di ulti” che ci permetterà di rallentare il tempo nel momento del bisogno, ma, una volta terminata la vita del nostro nemico ci troveremo ad effettuare una sanguinosa esecuzione per poi passare immediatamente al successivo, in un free flow impressionante ma che ha ben poco da offrire a chi cerca un’esperienza impegnativa.

Infine, abbiamo alcune sezioni puzzle che fanno un utilizzo costante della medesima meccanica di capovolgimento della realtà per essere superate, risultando alla lunga anche piuttosto ridondanti. Spezzando una lancia a favore di questi inserimenti, la loro soluzione si rivelerà quasi sempre piuttosto intuitiva, e difficilmente ci troveremo a fare avanti e dietro più del dovuto.
Da segnalare anche la presenza di alcune brevi sezioni esplorative in cui sarà possibile espandere la nostra conoscenza in termini loristici, consultando steli e alberi mitologici sparsi qui e lì lungo strade secondarie.


Comparto tecnico e artistico

Giungiamo infine a quello che è senza dubbio il fiore all’occhiello di questa esperienza next-gen; la grafica e, più in generale, l’estetica.
Da un punto di vista artistico è difficile definire Hellblade come una rappresentazione realistica da un punto di vista antropologico, seppur vi sia indubbiamente un importante studio dietro il suo concepimento anche in termini stilistici; parliamo piuttosto di una versione estremamente brutale e quasi spaventosa della cultura norrena, più macabra che mai nei costumi e nelle usanze rappresentate.

Altrettanto d’impatto è la colonna sonora, a tratti brillante ma spesso trattenuta da un ritmo di regia che non gli permette mai di esplodere come avremmo voluto. Di grandissimo livello sono invece i doppiaggi, talmente espressivi da far rabbrividire a più riprese, specialmente quando a prendere la scena sono le molteplici voci che albergano nella testa della nostra protagonista; la loro posizione avvolgente all’interno del palcoscenico sonoro riesce ancora una volta a dimostrarsi il perfetto ingrediente segreto per la riuscita di un’esperienza videoludica che mette l’immersione prima di ogni altra cosa.

Nel rincorrere questo stile estremamente realistico ed al contempo spiccatamente creativo, Hellblade 2 ci riempie gli occhi di scenari di bellezza indimenticabile e di sequenze in grafica di gioco al limite del fotorealismo. Merito anche e soprattutto dell’Unreal Engine 5, motore di casa Epic Games che qui dimostra pienamente le sue mai troppo discusse potenzialità.
Il porting su PlayStation 5 (versione liscia) offre due modalità, una “qualità” indirizzata ai 30FPS stabili ed una risoluzione maggiorata, e “performance”, per chi desiderasse sacrificare parte della nitidezza per raggiungere i più godibili 60FPS.

Nel nostro provato, entrambe le modalità hanno dimostrato di funzionare secondo gli standard descritti da Microsoft, ma abbiamo preferito tenere i 30FPS per godere al massimo dello spettacolo visivo offerto dal titolo.
Nessun bug o calo di framerate ha minato il nostro playthrough, che siamo riusciti a completare senza dover attendere neppure un singolo caricamento grazie all’SSD performante della nostra PS5.


Senua’s Saga: Hellblade II è attualmente disponibile per: PCPs5 ed Xbox Series S /X .
Ringraziamo Microsoft per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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Senua's Saga: Hellblade II (PS5)
In conclusione...
Senua’s Saga: Hellblade II non è un titolo adatto a tutti: rinuncia consapevolmente a un gameplay profondo e variegato per offrire un’esperienza che vive di immagini, suoni e interpretazioni, costruendo passo dopo passo un viaggio lento ma assolutamente memorabile. Non tutti sapranno apprezzarne le scelte, ma chi vorrà abbandonarsi alla sua natura cinematografica troverà in Hellblade II una delle esperienze più visivamente potenti e suggestive di questa generazione dal potenziale (ancora) inespresso.
Pregi
Senua rimane un personaggio splendidamente caratterizzato
Sequenze di gameplay estremamente cinematografiche
Visivamente nell'olimpo del medium
Utilizzo dell'audio direzionale e doppiaggio fuori di testa
Il porting è privo di qualsivoglia difetto tecnico
Difetti
I ritmi a tratti letargici del gioco potrebbero allontanare alcuni giocatori
Puzzle ripetitivi per un titolo dalla durata contenuta
9
Voto