Nel mercato ormai estremamente longevo dei twin-stick shooter, trovare un’opera capace di distinguersi attraverso un’identità precisa e una direzione artistica inconfondibile rappresenta una rarità che non poteva non catturare la nostra attenzione. Sektori, frutto dell’impegno quadriennale del solo dev finlandese Kimmo Lahtinen (Conosciuto per aver lavorato in Housemarque a titoli come Resogun), si inserisce in questo panorama con una proposta che fonde la frenesia arcade classica ad un’estetica ipnotica e ad una colonna sonora techno pulsante, costruendo un’esperienza audiovisiva a tutto tondo.
Rilasciato lo scorso novembre su PC, PlayStation 5 e Xbox Series, il titolo si propone come erede spirituale di capisaldi del genere quali Geometry Wars, pur introducendo meccaniche distintive che lo allontanano il giusto dalle sue fonti d’ispirazione.
Siete pronti ad immergervi in questo vortice di colori e proiettili?
Scopritelo in questa recensione!
IL GAMEPLAY
La struttura ludica di Sektori si articola attorno ad una campagna principale suddivisa in sei distinti settori, ciascuno dei quali introduce gradualmente nuove tipologie di nemici, configurazioni ambientali e infine culmina in un confronto contro un boss randomizzato.
L’arena di gioco costituisce un elemento tutt’altro che statico: la sua conformazione muta costantemente nel corso delle ondate, espandendosi, contraendosi o trasformandosi completamente, costringendo il giocatore ad una continua rilettura dello spazio a sua disposizione. Trovarsi nella posizione sbagliata durante una di queste transizioni conduce ad un game over istantaneo, non che stare fermi in un punto sia una vera opzione quando ci si trova totalmente circondati da un numero così elevato di entità ostili.

Il sistema di controllo risulta immediato e reattivo: oltre al tradizionale fuoco principale, la nave dispone di uno scatto con invulnerabilità denominato “strike”, che permette sia l’elusione dei proiettili che l’eliminazione diretta degli avversari nelle immediate vicinanze. I nemici abbattuti rilasciano “glimmer”, una risorsa che genera token utilizzabili per sbloccare una sequenza ascendente di potenziamenti riguardanti velocità di movimento, cadenza di fuoco, potenza dello strike e persino l’aggiunta di missili secondari. La particolarità di questo sistema risiede nella sua natura progressiva: gli upgrade devono essere sbloccati seguendo un ordine prestabilito, introducendo un elemento strategico nella gestione delle risorse che richiederà delle buone capacità di multitasking al giocatore.
Del resto parliamo di un titolo dichiaratemente difficile, che non proverà alcuna pietà per l’utente novizio che non si è mai approcciato al genere.
Boss e modalità alternative
I confronti contro i boss rappresentano momenti di rottura nel ritmo adrenalinico delle ondate standard, proponendo sfide più ragionate che richiedono la comprensione dei pattern d’attacco e una gestione prudente dello spazio. Ciascun boss può manifestarsi in versioni differenti denominate “generazioni”, ciascuna più potente e imprevedibile della precedente. Un esempio calzante è rappresentato da The Architect, un colosso meccanico che attraversa molteplici fasi disgregandosi progressivamente in componenti più piccole, ciascuna capace di generare schemi balistici sempre più fitti e difficili da evitare. La realizzazione visiva di questi scontri risulta indubbiamente spettacolare, tuttavia alcuni di essi tendono a rallentare eccessivamente il ritmo generale dell’esperienza, privilegiando approcci cauti che contrastano con l’adrenalina incontrastata delle sezioni standard.

Oltre alla campagna principale, Sektori propone diverse modalità di sfida che amplificano la longevità complessiva del prodotto.
Ciascuna modalità dispone di classifiche online dedicate, incentivando il perfezionamento delle proprie abilità e il confronto con una community di giocatori molto attiva. Le variazioni proposte si discostano sufficientemente dalla formula base da offrire stimoli differenti, sebbene la campagna standard rimanga probabilmente l’esperienza più soddisfacente dell’intera offerta.
L’elemento roguelike introdotto attraverso il sistema di upgrade randomizzato conferisce ad ogni sessione una personalità distinta, permettendo di sperimentare costruzioni differenti della propria nave e adattare le strategie in base ai potenziamenti disponibili nel nostro mazzo.
Questo, come anche la natura randomizzata dei livelli, mostra un gioco che occuperà facilmente un ammontare impressionante di ore a tutti i giocatori che si lasceranno catturare dai suoi ritmi frenetici.
COMPARTO ARTISTICO E TECNICO
Dal punto di vista audiovisivo, Sektori rappresenta un’opera dalla personalità spiccata e piuttosto divisiva. La palette cromatica vivida e quasi psichedelica, unita ad effetti particellari abbondanti e ad una geometria in costante mutazione, si amalgama in un’esperienza visivamente talmente travolgente che può risultare eccessivamente stimolante in determinate concitate.
La colonna sonora techno hardcore costituisce l’altro pilastro portante dell’identità del titolo, sincronizzandosi perfettamente con l’intensità dell’azione e contribuendo a generare quello stato di flusso ipnotico a cui lo sviluppatore sembra puntare.
Durante le sessioni prolungate ci siamo presto accorti che è l’insieme fra il ritmo pulsante, gli stimoli visivi e il gameplay frenetico ad averci immerso completamente.

Sul fronte tecnico, il titolo si dimostra ottimizzato e accessibile anche su configurazioni non troppo recenti, richiedendo hardware modesto per funzionare adeguatamente. La reattività dei comandi e la fluidità generale risultano impeccabili aspetti fondamentali per un genere in cui la precisione millimetrica può determinare la differenza fra successo e fallimento. Consigliamo in questo caso di utilizzare un controller, utile per muoversi con precisione ed avere i tasti di potenziamento sempre a portata di mano.
Ringraziamo PressEngine per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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