Recensione Rue Valley | Riprendiamoci la nostra vita, un loop temporale alla volta

L’ampio mondo dello sviluppo videoludico è, soprattutto al giorno d’oggi, molto competitivo e complesso. Per un piccolo sviluppatore, entrare a far parte di una grande compagnia può significare sia la possibilità di lavorare su progetti più importanti, sia l’abbandono della propria individualità e creatività a favore della realizzazione di un prodotto che risponde unicamente a ciò che viene richiesto dai propri superiori.

Queste limitazioni creative, insieme ai sempre frequenti licenziamenti, soprattutto nelle grandi case di sviluppo, spingono spesso gli sviluppatori a lasciare il proprio lavoro per fondare studi indipendenti e continuare così a esprimere la propria arte.

Logo di Rue Valley

Se siete fan di Disco Elysium, avrete sicuramente sentito parlare della storia dell’azienda che lo ha realizzato e di come abbia trattato i suoi dipendenti. Se invece non ne sapete nulla, vi invitiamo a leggere questo articolo.

Il titolo di cui vi parleremo oggi, realizzato da Emotion Spark Studio, è un CRPG creato da alcuni degli sviluppatori che hanno contribuito a rendere l’opera di ZA/UM così speciale.
In Rue Valley vestiremo i panni di un giovane affetto da depressione che, all’improvviso, si ritrova intrappolato in un loop temporale apparentemente senza fine.
Riusciremo a svelare il mistero che avvolge Rue Valley? Scopriamolo insieme!


TRAMA

Nello sterminato deserto del Nevada, in una cittadina di nome Rue Valley, assisteremo alle disavventure di Eugene Harrow, un giovane scrittore freelance caduto in depressione che, contro la sua volontà, è stato mandato nella sperduta cittadina per prendere parte a una cura con l’enigmatico Dr. Finck, uno psicologo noto per la sua terapia alternativa. Arrivati in città e conosciuto lo strizzacervelli, entreremo nella nostra camera, futura casa, e inizieremo ad ammazzare il tempo, fino a quando non vedremo un lampo aprire il cielo, creando una gigantesca esplosione che inevitabilmente ci travolgerà.

Ci troveremo nuovamente immersi nelle stesse situazioni che avevamo vissuto prima del lampo, con ambienti e azioni che si ripetono in modo identico.
Dopo qualche ciclo di ripetizione, ci renderemo conto di essere intrappolati in un loop di 48 minuti senza apparente via d’uscita, e da qui inizieremo a esplorare più a fondo ciò che ci circonda alla ricerca non solo di un modo per spezzare il ciclo temporale, ma anche per uscire dal nostro stato depressivo.

La storia che ruota attorno al protagonista è avvincente e, con il suo mistero tanto grande quanto difficile da afferrare, cattura il nostro interesse già nei primi minuti di gioco. La gestione del loop temporale è centrale per lo sviluppo della trama e grazie a questa meccanica potremo interagire liberamente con l’ambiente, pur restando entro i limiti imposti dal gioco. Ciò significa poter parlare con i personaggi sbloccando nuovi dialoghi in base a ciò che scopriamo e compiere azioni insolite per il nostro protagonista, con l’obiettivo di raccogliere più informazioni possibili sul mistero che avvolge la cittadina di Rue Valley e la nostra stessa identità.


GAMEPLAY

Data la sua natura di CRPG, Rue Valley pone una grande enfasi sui dialoghi, che diventano la base principale del gameplay. Ogni scelta o azione sarà compiuta tramite un dialogo, condotto sia con un personaggio sia con la nostra coscienza interiore.
Tuttavia, Rue Valley non sfrutta al meglio, a differenza di altre opere dello stesso genere, il suo sistema di distribuzione delle statistiche. Inizialmente, questa meccanica è centrale nel gameplay e le viene data grande importanza, ma nel corso dell’opera quasi ogni scelta non produce un risultato tangibile nella storia.

Anche i check decisionali, che potremo fallire o superare in base alla suddivisione delle statistiche, sono pochi e spesso superflui, data la possibilità di affrontare successivamente la stessa azione in modo analogo, anche dopo un eventuale fallimento.

Per proseguire nel gioco, oltre a esplorare i dintorni del motel nel quale alloggiamo, dovremo avere forza di volontà. Questa è resa sotto forma di punti che potremo spendere nella ricerca di specifici obiettivi e, avviando tali obiettivi, potremo iniziare l’effettiva “quest”. Il sistema è studiato per fornirci tutte le informazioni necessarie a portata di mano e per farci concentrare su una o al massimo due missioni alla volta, evitando così confusione nel gameplay.

La gestione del loop temporale è resa molto bene anche a livello di gameplay, specialmente nel momento in cui dovremo ripetere la stessa azione più volte. In questi casi, il gioco ci permetterà di saltare le lunghe fasi iniziali, dal ritorno nello studio del Dr. Finck fino all’arrivo nel luogo desiderato, rendendo il gameplay più rapido e meno prolisso.


COMPARTO ARTISTICO E TECNICO

Lo stile grafico dell’opera, valorizzato dall’uso di una telecamera a volo d’uccello, si ispira molto a Disco Elysium, ma riesce comunque a mantenere una propria unicità.
L’impiego di un tratto molto stilizzato per le ambientazioni, caratterizzato da splendidi colori ad acquerello, unito a dettagli e ritratti dei personaggi che richiamano le caratteristiche dei fumetti americani, permette al titolo di distinguersi. Inoltre, grazie al passaggio tra sera e notte all’interno del loop, ogni ambientazione assume l’aspetto di un quadro, risultando sempre piacevole da esplorare.

La colonna sonora è sicuramente il punto più alto del gioco ed è stata decisamente una piacevole sorpresa che veicola perfettamente i diversi stati mentali in cui si trova il protagonista, senza bisogno di linee di dialogo per farceli comprendere.
Questa alterna ost dinamiche per le scene più movimentate a tracce malinconiche per alcuni dialoghi o per le nostre passeggiate nel vasto deserto, aumentando l’immersione e la comprensione della situazione del protagonista.

Tuttavia, ci sono momenti in cui il silenzio domina la scena, un silenzio totale in cui gli effetti sonori sono i protagonisti assoluti e, se in alcune occasioni questa scelta rispecchia il significato della scena, in altre rischia di ridurre l’interesse verso i dialoghi che stiamo seguendo.
Grazie al comparto grafico leggero, il titolo risulta giocabile tranquillamente e senza cali di frame su qualsiasi configurazione. Nel nostro test non abbiamo riscontrato problemi legati a bug o crash improvvisi, e l’esperienza è rimasta stabile per tutta la durata.


PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZE

Nonostante il titolo ponga molta enfasi sulla gestione delle statistiche del nostro personaggio e sulle scelte che potremo fare all’interno dei dialoghi, sempre dettate da come avremo suddiviso i punti abilità, queste finiranno per avere praticamente sempre il medesimo risultato. Inoltre, il titolo ci darà relativamente poca libertà decisionale, sia nei dialoghi che nelle azioni da svolgere.

Ogni scelta non avrà grandi conseguenze sulla trama, se non linee di dialogo differenti ma tranquillamente trascurabili, risultando in un’esperienza monotona quando, sfruttando una meccanica interessante come il riavvolgimento del tempo, avrebbe potuto fare molto di più.

Nel corso della storia incontreremo pochi NPC che riescono davvero a catturare la nostra attenzione, anche tra quelli che hanno un ruolo importante nell’evoluzione della trama e nel gameplay. Questo succede perché il gioco spinge il giocatore a raccogliere indizi e dettagli sulle storie dei personaggi attraverso l’esplorazione e l’osservazione, più che attraverso lunghe interazioni faccia a faccia, il che può rendere alcuni NPC meno coinvolgenti o memorabili.

Sebbene questo sia un modo creativo di far avanzare la trama, non raggiunge la profondità di un dialogo classico, risultando in scene spesso lunghe e tediose.
Dopo poche ore di gioco, sembrerà quasi che il vasto deserto e i suoi abitanti non abbiano più nulla da raccontare, un effetto ulteriormente accentuato dal fatto che, quando arriveremo alla risoluzione dei misteri, questi non ci colpiranno quanto dovrebbero.

Harrow, a differenza di molti protagonisti di opere che pongono centralità ai loop temporali, sembra sempre avere paura di agire in modo inconsueto, pur sapendo di non poter vedere le conseguenze di ciò che farà. Se questo può avere senso nelle fasi iniziali del gioco, dove vedremo il nostro protagonista come una persona distrutta dalla vita e priva del desiderio di andare avanti, con il suo progressivo cambiamento questa caratteristica perde di credibilità.

Quest’ultimo aspetto è però anche uno dei più riusciti dell’opera. La crescita morale di Harrow è assolutamente realistica e porta il giocatore a sostenerlo e ad affezionarsi ai suoi tentativi di riprendere in mano le redini della propria vita e ai suoi traguardi. Questo si traduce in una scrittura ottimamente riuscita del personaggio principale.


Ringraziamo Pow Pixel Games per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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In conclusione
Rue Valley è un buon titolo che sicuramente incontrerà il favore dei fan di Disco Elysium e dei CRPG in generale, grazie a uno stile artistico raffinato, una colonna sonora coinvolgente e una scrittura del protagonista impeccabile, capace di creare un forte legame emotivo con il giocatore. La meccanica di riavvolgimento temporale è ben implementata, aggiungendo profondità al gameplay e stimolando l’esplorazione e la sperimentazione. Tuttavia, il gioco può deludere per la scarsa profondità delle scelte, che raramente incidono sulla trama, e per l’apparente inutilità del sistema di abilità. A questo si somma una storia che, dopo un avvio promettente, e personaggi secondari poco sviluppati, sembrano esaurire rapidamente il loro potenziale narrativo. Tutto questo rende l’opera, nonostante i suoi meriti, un’occasione sprecata soprattutto sul piano della narrazione dinamica e del coinvolgimento attraverso le scelte.
Pregi
Protagonista ben scritto, capace di coinvolgere ed emozionare
Splendido stile artistico e colonna sonora
Meccanica di riavvolgimento temporale ben integrata e funzionale al gameplay
Difetti
… ma non reso al meglio all'interno della trama
Scelte che non influenzano particolarmente la storia
Personaggi secondari meno incisivi e carismatici rispetto al protagonista
6.5
Voto