Recensione Pragmata | Capcom non smette di stupire

68786aaa7bcabc9572412a681e42a9e6
Data di uscita
Aprile 17, 2026
SVILUPPATORE
Capcom
PUBLISHER
Capcom
PIATTAFORMA
PC (Steam), PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2

C’è una inconfondibile differenza fra un publisher che si adagia sulle certezze consolidate dei propri franchise e uno che decide, pur consapevole di non averne bisogno, di “rischiare” tutto su un’idea fresca ed ancora vergine.

Capcom ha dimostrato sempre più spesso di appartenere alla seconda categoria, e il suo percorso negli ultimi anni lo sottolinea con una costanza disarmante: dal rilancio monumentale di Resident Evil alla riscoperta di Monster Hunter come fenomeno commerciale, passando per la resurrezione dei brand di Street Fighter e Devil May Cry, la casa di Osaka ha attraversato una delle fasi creative più fertili della sua storia trentennale.

Eppure, fra un successo e l’altro, serviva un titolo disposto a seguire la strada già spianata dall’ottimo Kunitsu-Gami; un’IP originale, del tutto nuova, capace di dimostrare che la voglia di sperimentare non si è esaurita nell’instancabile opera di restauro dei propri classici.
Pragmata, in questo senso, è esattamente ciò che attendevamo con trepidazione.

Annunciato per la prima volta nel giugno del 2020 con un trailer criptico e visivamente impressionante, il progetto ha attraversato un ciclo produttivo lungo e tormentato, costellato di rinvii che hanno alimentato tanto la curiosità quanto lo scetticismo di chi temeva l’ennesimo caso di ambizione mal calcolata.
Dopo aver portato a termine la nostra avventura sulla superficie lunare, possiamo finalmente condividere le nostre impressioni. Scopriamole insieme in questa recensione!


INCIPIT E NARRAZIONE

L’universo narrativo di Pragmata si colloca in un futuro prossimo nel quale l’umanità ha finalmente esteso la propria presenza oltre l’atmosfera terrestre, stabilendo una gigantesca stazione di ricerca sulla Luna destinata a rappresentare il culmine del progresso scientifico.
L’installazione, gestita da un’intelligenza artificiale battezzata con il nome di IDUS, opera indisturbata in qualità di cervello dell’intera infrastruttura, coordinando sistemi di supporto vitale, difese automatizzate e protocolli di comunicazione con la Terra.
Quando il collegamento con il nostro pianeta si interrompe bruscamente e IDUS assume il controllo totale della struttura, la stazione si trasforma da un gioiello tecnologico a prigione inespugnabile.

Al centro di questo scenario si collocano due figure a prima vista del tutto incompatibili, eppure destinate a completarsi a vicenda. Hugh è un membro della squadra investigativa inviata per ripristinare le comunicazioni: un uomo pragmatico, silenzioso e apparentemente privo di quell’eroismo a cui siamo stati abituati da altri titoli Capcom.
Al suo fianco si ritrova Diana, un’androide dall’aspetto di una bambina di 7 anni, la cui origine e il cui scopo rimangono avvolti nel mistero per la maggior parte dell’avventura.

PRAGMATA SS PV5 15 GL

È proprio dalla relazione fra questi due personaggi che Pragmata costruisce il proprio cuore pulsante, e lo fa con una sensibilità che sorprende per quanto risulta genuina ed emotivamente approfondita. La narrazione procede per strati sovrapposti accuratamente, disseminando indizi attraverso documenti ambientali, registrazioni audio e brevi sequenze che il giocatore raccoglie esplorando i settori della struttura lunare.

Questa scelta conferisce all’intreccio un ritmo costante che si sposa con efficacia all’atmosfera claustrofobica degli ambienti, pur richiedendo al giocatore una certa pazienza nell’assemblare i tasselli del mosaico complessivo. Chi cerca risposte immediate potrebbe trovarsi inizialmente spaesato, ma la ricompensa narrativa arriva con una tale forza emotiva da giustificare ogni secondo di esplorazione.

PRAGMATA SS PV5 09 GL

Il rapporto fra Hugh e Diana rappresenta, senza ombra di dubbio, l’elemento più riuscito dell’intera produzione dal punto di vista della scrittura. La dinamica fra i due si evolve con naturalezza, passando dalla diffidenza iniziale ad una forma di affetto paterno che il gioco riesce a trasmettere senza mai scivolare nel sentimentalismo più becero e prevedibile.

I momenti di interazione quotidiana all’interno del rifugio, l’area sicura che funge da base operativa fra una missione e l’altra, aggiungono uno spessore emotivo non indifferente: osservare Diana giocare con gli oggetti recuperati durante le escursioni o ascoltare le conversazioni opzionali fra i due protagonisti restituisce una dimensione umana che eleva il racconto ben oltre i limiti tradizionali.

PRAGMATA SS PV5 21 GL

Nonostante tutto, l’intreccio non è immune da sbavature: l’antagonista IDUS, per quanto funzionale al contesto, è il contrario di Diana, una banale AI dalla voce robotica in un gioco che fino ad un momento prima fa di un androide il fulcro emotivo dell’esperienza. Le motivazioni che guidano il suo comportamento, pur coerenti con la logica interna del racconto, risultano piuttosto banali agli occhi di chiunque abbia una certa familiarità con le narrazioni a tema intelligenza artificiale.
Si avverte inoltre una certa fretta nella risoluzione di alcuni archi secondari, come se la sceneggiatura avesse sacrificato qualche approfondimento in favore di un ritmo più incalzante.

La campagna principale si sviluppa nell’arco di circa 12 ore, estendibili anche oltre le 20 per chi decide di esplorare a fondo ogni settore e completare le sfide opzionali. Un minutaggio più che adeguato, che lascia il giocatore ancora profondamente interessato nell’avventura sino ai crediti finali.


GAMEPLAY

L’HACKING COME FULCRO DELL’ESPERIENZA

Se esiste un elemento capace di definire l’identità ludica di Pragmata e di distinguerlo nettamente da qualsiasi altra opera in terza persona presente sul mercato, quello è senza alcun dubbio il sistema di hacking che si accompagna alla perfezione alle fasi shooter più tradizionali.
Capcom ha costruito l’intero impianto di combattimento attorno all’interazione simbiotica fra i due protagonisti: mentre Hugh fa uso di un variegato arsenale di armi da fuoco, Diana opera come specialista nell’infiltrazione nei sistemi nemici, disattivando le corazze protettive degli automi ostili e creando finestre di vulnerabilità che il giocatore è chiamato a sfruttare con un certo tempismo.

Questa meccanica, confusionaria su carta, si concretizza attraverso una serie di pannelli divisi in tiles che il giocatore attiva durante il combattimento in tempo reale: un cursore deve essere guidato lungo un percorso continuo fino al nodo obiettivo, disabilitando le difese del bersaglio e rivelandone il punto debole.

PRAGMATA SS PV5 04 GL

Mentre ci si concentra sul tracciato del pannello, i nemici non restano certo immobili, costringendo il giocatore ad individuare il momento opportuno per avviare la procedura e la posizione migliore per completarla subendo meno danni possibili. La brutalità dello scontro e del bullet hell si fonde con la precisione chirurgica dell’hacking, generando un ritmo elevato ma costante che alterna fasi di pura adrenalina a momenti di pura concentrazione.

È una formula nuova, che funziona in maniera eccellente per la stragrande maggioranza dell’avventura e che trova il suo apice negli scontri in cui dovremo fronteggiare avversari più grossi e pericolosi, contro cui la sequenza di operazioni necessarie diventano un vero e proprio esercizio di coordinazione e pianificazione.
Quello di Pragmata è un equilibrio di gameplay di difficilissima esecuzione, e non sarebbe sbagliato considerare la sua riuscita il risultato delle nostre menti ormai sovrastimolate dai format dei moderni contenuti audiovisivi fra TikTok ed altre piattaforme social.

ARSENALE E PROGRESSIONE

L’equipaggiamento a disposizione di Hugh si compone di un arsenale variegato che il giocatore sblocca e potenzia nel corso dell’avventura attraverso un sistema di stampa e potenziamento accessibile dal rifugio. Le armi spaziano da soluzioni a corto raggio, ideali per gli scontri a strumenti di precisione pensati per eliminare bersagli a distanza, in un mix fra il convenzionale e lo sci-fi più divertito.

Ogni strumento possiede inoltre un albero di miglioramenti dedicato che ne modifica gradualmente il comportamento, consentendo al giocatore di adattare il proprio stile di combattimento alla sfida sempre crescente.

PRAGMATA SS PV5 27 GL

Il sistema di progressione, pur solido nella sua struttura, non aspira mai a raggiungere la profondità di altri titoli del genere… e questo non è necessariamente un difetto. Le risorse necessarie per i potenziamenti sono ovunque e si ottengono esplorando gli ambienti e completando le sfide secondarie delle Sim Pod, simulazioni accessibili che propongono scenari di combattimento e di platforming a difficoltà crescente.

Una menzione particolare la merita la modalità New Game+, sbloccabile al termine della campagna insieme alla difficoltà Lunatica, che aggiunge non soltanto la possibilità di rivivere l’avventura con l’equipaggiamento ottenuto ma introduce anche potenziamenti inediti per le armi. A questo si affianca la modalità Segnale Sconosciuto, un contenuto post campagna che estende l’avventura con sfide e ricompense esclusive senza dover ricominciare l’intera esperienza.

ESPLORAZIONE E LEVEL DESIGN

La struttura dell’avventura si articola attraverso una serie di settori della stazione lunare, ciascuno caratterizzato da un’identità visiva e da sfide specifiche che ne definiscono la personalità. Il level design privilegia una linearità “modulare”, soprattutto nelle fasi iniziali, per poi aprirsi gradualmente a percorsi opzionali e aree secondarie che premiano l’esplorazione con risorse, log narrativi e componenti necessari al potenziamento.

I settori più avanzati compensano ampiamente questa limitazione iniziale, proponendo ambienti articolati e interconnessi che richiedono un approccio più ragionato tanto nel combattimento quanto nell’orientamento se non si vuole rimanere incastrati.
Il rifugio, dal canto suo, funziona come “luogo altro” in cui scaricare la tensione accumulata negli scontri.

pragmata ss 02.jpg

Lo spazio si arricchisce progressivamente di elementi interattivi, colonne sonore selezionabili dal jukebox e oggetti recuperati durante le missioni, trasformandosi da semplice safezone a luogo con una propria identità e calore. È una scelta di design che riflette chiaramente la volontà di Capcom di porre il legame fra i due protagonisti al centro dell’esperienza, e il risultato è semplicemente fantastico.


COMPARTO TECNICO E ARTISTICO

Da un punto di vista meramente tecnico, Pragmata rappresenta l’ennesima dimostrazione della straordinaria capacità del RE Engine, motore proprietario di Capcom introdotto più di 10 anni fa che ancora una volta si conferma fra le tecnologie più efficienti e performanti dell’intera industria. In un periodo storico in cui la quasi totalità delle produzioni di rilievo si affida a soluzioni terze come Unreal Engine e Unity, assistere all’ostinazione con cui Capcom continua a investire sul proprio strumento interno è genuinamente rincuorante.

La direzione artistica colpisce senza dubbio per la cura riposta in ogni ambiente, permettendoci di esplorare lo scheletro deturpato di una stazione spaziale realizzata ad hoc per far sentire a casa gli esploratori della luna. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nella costruzione dell’atmosfera: le zone d’ombra e gli ampi spazi illuminati si alternano intrecciando momenti di genuina paura e malinconia adrenalinica.

wallpapersden.com pragmata

Anche il design dei personaggi e dei nemici robotici merita un’analisi dedicata. Diana, in particolare, è stata realizzata con un livello di espressività facciale e corporea che conferisce alla sua natura di androide un viscerale senso di umanità.
Le animazioni che accompagnano le sue reazioni durante i dialoghi e le sequenze esplorative testimoniano un lavoro di motion capture e animazione di incredibile fattura.

Hugh, dal canto suo, comunica attraverso un linguaggio corporeo più contenuto che si adatta perfettamente alla sua caratterizzazione di uomo gentile e premuroso ma riservato. Per quanto riguarda invece gli abomini meccanici che ORDIS ci lancerà contro, questi sono perlopiù molto ispirati e visivamente piacevolmente complessi.

pragmata ss nsw2 06 gl

Su PC, il livello di ottimizzazione tecnica è davvero eccezionale, specialmente in virtù di un utilizzo esperto e maturo dell’engine in-house. In un periodo storico in cui troppi titoli arrivano sul mercato in condizioni tecniche discutibili, Pragmata si distingue per una stabilità e una scalabilità che meriterebbero di rappresentare lo standard di riferimento più recente.
Attivando il path tracing, funzionalità che porta l’illuminazione globale e i riflessi ad un livello di fedeltà visiva agli apici tecnologici attuali, le prestazioni calano inevitabilmente ma rimangono pienamente gestibili grazie all’integrazione nativa con le tecnologie di upscaling e generazione del framerate sia Nvidia che AMD.

La colonna sonora, firmata da Yasumasa Kitagawa, accompagna l’avventura con una sensibilità compositiva che alterna brani orchestrali a sonorità elettroniche perfettamente inquadrate all’interno del contesto. I 46 brani che compongono la colonna sonora, distribuiti su oltre due ore di musica, costituiscono un corpo sonoro di tutto rispetto che non rischia mai di annoiare il giocatore.

Infine, il mai troppo scontato doppiaggio in lingua italiana è stato realizzato con una cura davvero apprezzabile, restituendo perfettamente la profondità caratteriale che i personaggi necessitavano di esprimere per far breccia nei nostri cuori.


Ringraziamo Capcom per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

pragmata
Pragmata
In conclusione...
Pragmata è il canto del cigno di una Capcom che dimostra di possedere ancora il talento necessario per dare vita a qualcosa di completamente inedito senza appoggiarsi alle certezze dei suoi franchise più blasonati. La scommessa di costruire una nuova proprietà intellettuale attorno ad un sistema di combattimento così peculiare e rischioso si rivela, nella quasi totalità dei casi, vincente, potendosi avvalere inoltre di una realizzazione tecnica esemplare e da una direzione artistica d’impatto. Il legame fra Hugh e Diana rappresenta il vero motore emotivo dell'esperienza, costruito con una delicatezza e una sincerità che elevano il racconto al di sopra delle convenzioni del genere. Restano, a conti fatti, alcune sbavature che impediscono al titolo di raggiungere la perfeziona. Nulla che comprometta la solidità complessiva di un'opera che merita di essere vissuta e che si candida, con pieno merito, fra le esperienze più significative di questo promettente 2026.
Pregi
Sistema di combattimento originale e appagante
Relazione fra Hugh e Diana scritta con grande sensibilità
Ottimizzazione su PC di livello esemplare
Contenuti post campagna che prolungano sensibilmente la longevità
Difetti
L'antagonista IDUS è un controsenso narrativo
Inevitabile sovraccarico cognitivo negli scontri più affollati delle fasi avanzate
Level design non sempre cristallino
9.2
Voto