Se c’è una cosa che ha sempre attirato l’attenzione del pubblico, anche senza richiedere chissà quale sforzo creativo, sono i crossover.
L’idea di mettere insieme in una stessa storia personaggi molto amati funziona praticamente da sempre: vedere protagonisti di mondi diversi incontrarsi è qualcosa che incuriosisce e diverte il pubblico da secoli.
Come ben sappiamo, questo escamotage funziona tutt’ora, con titoli come Fornite o film del Marvel Cinematic Universe, i quali raggruppano decine dei nostri personaggi preferiti all’interno di storie pensate proprio per raccogliere quanto più pubblico possibile.
Nel 2010, dalla ormai defunta Telltale Games esce sul mercato Poker Night at the Inventory, un’opera che raggruppa 5 personaggi provenienti da IP diverse per giocare tra di loro a Poker scambiandosi battute taglienti.
Il titolo ha da sempre avuto modo di ritagliarsi una sua fetta di pubblico con entrambe le sue installazioni, sia attraendo i fan dei personaggi rappresentati che offrendo ambiti premi (almeno per i fan di Team Fortress 2) sbloccabili all’interno del gioco.
Quest’anno Skunkape Games, un team formato da ex dipendenti di Telltale Games e già creatori dei remake di Sam and Max, ha deciso di rimettere mano sul progetto per portarlo sui nostri schermi in una veste completamente rinnovata.
Riusciremo a battere i nostri avversari e ad intascarci le loro ambite Chips? Scopriamolo insieme!
Gameplay
Il gameplay è di quanto più semplice ci possa essere: giocheremo una normalissima partita di Poker abbellita però dalle battute dei protagonisti presenti, il tutto mentre si scommettono cifre da capogiro e i loro amati cimeli.
La motivazione principale per giocare Poker Night at the Inventory risiede nella presenza di personaggi provenienti da IP diverse e nel vedere le interazioni che questi hanno fra di loro: abbiamo Max dalla serie di avventure grafiche Sam and Max, Strong Bad dalla web series Homestar runner, Heavy dall’ancora giocatissimo Team Fortress 2 e Tycho dal webcomic Penny Arcade.

La modalità di Poker prediletta dal titolo è Texas Hold ‘em, con 2 carte che vengono distribuite a ciascun partecipante e un massimo di 5 carte che verrà distribuito sul tavolo.
Uno dei fattori più apprezzabili che possiamo vedere è il quasi totale rifacimento dell’AI dei personaggi, dal momento che nell’opera originale questi avevano la tendenza ad andare all-in o prendere decisioni che non sempre avevano un senso logico.
Qui questa componente appare completamente rivista, offrendo al giocatore partite più realistiche e difficili, anche in modalità normale.
Tuttavia, lo stile di gioco di ogni personaggio riflette molto la sua personalità: di conseguenza, se li conosciamo già bene o giochiamo più partite, i loro bluff rischiano spesso di diventare prevedibili.
Nonostante la difficoltà aumentata, il titolo è assolutamente adatto anche ai neofiti del poker e, anzi, può rappresentare un’ottima porta d’ingresso per chi vuole avvicinarsi a questo genere.
Qualcosa che invece manca decisamente sono alcune features presenti nella seconda installazione ma che qui non fanno ritorno: in Poker Night at the Inventory 2 veniva data la possibilità di giocare anche a Omaha, un’ulteriore variante del gioco che donava al gameplay una maggiore varietà.
Inoltre, vi era anche un counter della probabilità di vincita dei nostri avversari, che si poteva vedere una volta svelate le carte.
Sebbene questi due elementi non fossero necessari, sarebbero state delle aggiunte decisamente apprezzate all’interno della remastered, anche solo per rendere l’opera più completa.

L’humor randomico tipico dei primi del 2000 di Strong Bad e le avanche di Tycho a diverse specie animali potrebbero non essere adatte a tutti i palati (o meglio, orecchie), quindi vi consigliamo di tenere in causa questo fattore nel caso vogliate acquistarlo.
Va però spezzata una lancia a favore delle aggiunte che sono state fatte ai loro dialoghi, essendo che in questa remastered sono state introdotte diverse linee di dialogo che all’epoca non riuscirono a entrare nella release finale del gioco. Questo fornisce sicuramente del contenuto nuovo a chi già ha passato ore a giocare alle versioni precedenti.
Nel caso vogliate dedicarvi completamente al poker senza sentire i personaggi blaterare o al contrario cerchiate più interazioni, è possibile modificare nelle impostazioni la frequenza con la quale questi parleranno, per poter avere un’esperienza più tranquilla o caotica a seconda delle vostre preferenze.
Inoltre, tornano anche quelli che, per molti giocatori, sono stati il vero motivo che li ha spinti ad avvicinarsi al titolo, ovvero gli oggetti di Team Fortress 2.

Durante alcune partite, infatti, uno dei personaggi potrebbe ammettere di non avere abbastanza soldi per continuare a giocare, decidendo quindi di mettere in palio un oggetto proveniente dal proprio universo narrativo.
Per ottenere l’oggetto, e aggiungerlo alla nostra collezione, dovremo necessariamente far perdere quel personaggio nella partita in corso. In caso contrario, sarà un altro dei presenti al tavolo ad aggiudicarselo, ma nonostante questo potrà comunque comparire in una partita successiva e, una volta vinto, lo troveremo direttamente nel nostro inventario di Steam.
Oltre ai premi per i fanatici dell’FPS di Valve, ci saranno anche diversi elementi sbloccabili all’interno del gioco: con ogni vittoria, potremo ottenere dei nuovi mazzi di poker e arrivare persino a sbloccare nuovi tavoli, i quali spesso avranno effetto anche sul look dei nostri personaggi.
Inoltre, sono stati aggiunti diversi contenuti sbloccabili che sfruttano il setting in modi più creativi, offrendo sempre nuove sorprese anche a chi conosce già bene l’opera.
Comparto artistico e tecnico
I cambiamenti più evidenti della remastered si notano soprattutto nel comparto artistico.
Gli sviluppatori non hanno optato per una rivoluzione totale, intervenendo solo dove davvero necessario e migliorando l’aspetto generale senza snaturare lo stile originale del gioco.
La prima cosa che salta all’occhio sono i modelli dei personaggi, ora decisamente più rifiniti: Sam utilizza lo stesso modello già visto nei remake di Sam & Max pubblicati da Skunkape, Heavy presenta una versione aggiornata del design a cui siamo abituati, mentre Tycho e Strong Bad sono stati ricreati completamente da zero con modelli del tutto nuovi.

Se a primo impatto possono risultare abbastanza diversi (e forse anche non completamente riusciti nel caso di Tycho) è innegabile che presentino una qualità maggiore, fattore che si può notare soprattutto nelle animazioni, fatte completamente da zero e per questo molto più fluide e naturali.
Il doppiaggio dei personaggi è rimasto lo stesso della versione originale: tornano anche diversi dei doppiatori ufficiali per dare nuovamente voce ai rispettivi personaggi, affiancati da alcune nuove entrate che si dimostrano comunque perfettamente all’altezza del ruolo.
Un altro aspetto che ritorna immutato è la splendida soundtrack che caratterizzava il gioco originale, con riarrangiamenti in chiave jazz delle ost più famose legate alle IP presenti che si integrano perfettamente al contesto dell’inventory.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, l’opera introduce diverse novità pensate per rendere l’esperienza ancora più personalizzabile, come la possibilità di aggiungere la grana, attivare il motion blur e regolare la luminosità generale.

Sono stati inoltre corretti alcuni piccoli problemi tecnici presenti nella versione originale, ma nonostante questo vi è ancora qualche problema minore visibile, come alcuni bug grafici o la scomparsa totale della musica in più momenti.
Tuttavia, questi piccoli problemi non compromettono mai davvero l’esperienza di gioco e anzi, grazie alla sua grande semplicità, il titolo gira senza difficoltà su praticamente qualsiasi configurazione ed è anche completamente supportato su Steam Deck.
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