È inutile nasconderlo, tutte le componenti che hanno a che fare con la memoria stanno diventando una rarità in questo 2026 all’insegna dell’AI, e con i ritmi del lavoro e della quotidianità sempre più caotici e pressanti, lo spazio virtuale on-the-go è qualcosa a cui non possiamo assolutamente rinunciare.
È in questo contesto che PNY lancia il suo RP60, un’unità a stato solido esterna costruita attorno allo standard USB 3.2 Gen 2×2 e pensata per chi necessita di trasferimenti rapidi in qualunque contesto. Un prodotto che, sulla carta, promette molto e che abbiamo voluto mettere alla prova sul campo per capire se le premesse vengono effettivamente mantenute.

Senza ulteriori indugi, ecco la nostra analisi completa!
SPECIFICHE TECNICHE E PREZZO
La confezione include l’unità SSD, il cavo USB-C piatto e la documentazione essenziale comprensiva del codice per il software Acronis. Nulla di superfluo, nulla di mancante per un approccio minimale ma completo, che non lascia spazio a critiche particolari.
| Specifica | Dettaglio |
|---|---|
| Modello | PNY RP60 Portable SSD |
| Tagli disponibili | 1 TB / 2 TB |
| Interfaccia | USB 3.2 Gen 2×2 (20 Gbps) |
| Connettore | USB Type-C |
| Controller | Silicon Motion SM2320 (USB nativo) |
| Velocità sequenziale in lettura | Fino a 2.000 MB/s |
| Velocità sequenziale in scrittura | Fino a 1.800 MB/s |
| Certificazione IP | IP65 (polvere e getti d’acqua) |
| Resistenza alle cadute | Fino a 3 metri |
| Dimensioni | Circa 96,5 x 71 x 12,7 mm |
| Peso | ~54 grammi |
| Software incluso | Acronis True Image |
| Garanzia | 3 anni |
| Prezzo indicativo (1 TB) | ~85-100 € – ? |
Nel complesso, il rapporto qualità-prezzo dell’RP60 si attesta su livelli buoni ma non eccezionali.
Il prezzo di partenza è competitivo e giustificato dalle prestazioni offerte, tuttavia la concorrenza riesce spesso a proporre pacchetti più completi, fra garanzie più lunghe, certificazioni più elevate e capacità superiori a cifre comparabili. Queste sarebbero state le nostre considerazioni se il dispositivo fosse stato contestualizzato in un periodo migliore per il mercato hardware… ma la verità è che in questo momento non possiamo far altro che accontentarci. Al netto del prezzo originale di poco meno di 100 euro, l’RP60 da 1TB risulta introvabile sotto la soglia dei 165 euro anche se ricondizionato.
DESIGN E COSTRUZIONE

Il primo impatto con l’RP60 è decisamente positivo. PNY ha optato per una scocca rivestita in materiale gommato dalla finitura opaca, arricchita da una trama a linee diagonali in rilievo sulla superficie superiore che, oltre ad offrire un’estetica gradevole, garantisce un certo grip rassicurante durante la manipolazione. In generale, il dispositivo trasmette una sensazione di solidità non indifferente, anche se va detto che non raggiunge i livelli di indistruttibilità offerta da alcune soluzioni concorrenti dal profilo più compatto e dal peso superiore.
La certificazione IP65 assicura una protezione totale contro la penetrazione di polvere e una resistenza ai getti d’acqua diretti, pur non coprendo l’immersione completa. A questo si aggiunge la resistenza certificata alle cadute fino a 3 metri di altezza (non provateci a casa!), un valore più che adeguato per scongiurare danni da cadute accidentali durante l’utilizzo quotidiano.
La porta USB-C è collocata centralmente su uno dei lati più corti e risulta ben protetta dall’involucro circostante. Un dettaglio che abbiamo apprezzato particolarmente è la presenza di un foro triangolare su uno degli angoli, pensato per agganciare un moschettone o un laccetto e fissare l’unità a zaini, cinture o altro. Una scelta progettuale che non implica chissà quale impegno ma che denota attenzione verso chi utilizza questo tipo di dispositivi in piena mobilità.
PORTABILITÀ
Se c’è un aspetto in cui l’RP60 riesce a distinguersi con particolare merito, quello è senza dubbio la portabilità. Con i suoi circa 54 grammi di peso e dimensioni che lo rendono paragonabile ad un vecchio lettore mp3, questo SSD portatile si presta facilmente ad essere trasportato senza il minimo ingombro. Nella nostra esperienza quotidiana, l’RP60 ha trovato posto con estrema semplicità nelle tasche dei pantaloni, negli scomparti laterali dello zaino e persino agganciato alla tracolla di una borsa per laptop. La leggerezza è tale che, dopo qualche minuto, ci si dimentica completamente di averlo con sé, con tutte le considerazioni positive e negative del caso.
Il cavo USB-C in dotazione presenta un design piatto, una soluzione che facilita l’avvolgimento e riduce l’ingombro complessivo nel trasporto, evitando quei fastidiosi grovigli che affliggono i cavi tradizionali. La retrocompatibilità con gli standard USB precedenti fino al 2.0 amplia enormemente lo spettro di dispositivi con cui è possibile interfacciarsi, dalle console di ultima generazione agli smartphone, dai PC desktop ai portatili meno recenti.
Per chi lavora frequentemente in mobilità, che si tratti di videomaker in trasferta o semplicemente professionisti che necessitano di avere i propri dati sempre a portata di mano, l’RP60 si candida come un compagno di viaggio estremamente affidabile. Noi ci siamo fidati a tal punto da utilizzarlo per trasportare in comodità la nostra tesi di laurea alla discussione, mica male!
PRESTAZIONI
Il cuore pulsante dell’RP60 è il controller Silicon Motion SM2320, una soluzione USB nativa che rappresenta uno degli aspetti tecnicamente più rilevanti di questo prodotto. L’assenza di un chip bridge per la conversione da protocollo NVMe a USB si traduce in diversi vantaggi concreti: minore generazione di calore, consumi energetici ridotti e una compatibilità universale che non necessita di driver dedicati. Connettendo l’unità ad una porta USB 3.2 Gen 2×2 effettiva, i valori dichiarati da PNY si dimostrano sostanzialmente attendibili. In lettura sequenziale abbiamo riscontrato velocità che superano senza troppe difficoltà i 2.000 MB/s, mentre in scrittura sequenziale ci si attesta nell’intorno dei 1.800 MB/s. Valori che, è opportuno sottolinearlo, posizionano l’RP60 ai vertici della categoria per quanto riguarda le operazioni su file particolarmente impegnativi.

Dove il dispositivo mostra un comportamento meno brillante è nella scrittura prolungata e continuativa. Quando si sottopone l’unità a trasferimenti particolarmente lunghi le prestazioni tendono a calare in maniera sensibile rispetto ai picchi iniziali. In scenari di copia intensiva con blocchi di dati nell’ordine delle decine di gigabyte, la velocità effettiva di scrittura si assesta su valori considerevolmente inferiori, un comportamento peraltro comune a numerosi dispositivi della medesima fascia.
Per quanto concerne l’utilizzo in ambito videoludico, l’RP60 si comporta più che dignitosamente come unità di archiviazione esterna per console e PC. I tempi di caricamento risultano perfettamente in linea con quelli offerti dai migliori SSD portatili della sua generazione, rendendo l’esperienza di gioco da dispositivo esterno assolutamente fruibile. Un aspetto che merita menzione è senza dubbio la gestione termica: complice il controller nativo USB, l’RP60 non manifesta surriscaldamenti preoccupanti nemmeno durante sessioni prolungate di trasferimento dati, mantenendosi sempre entro temperature di esercizio ragionevoli al tatto.
COMPATIBILITÀ E SOFTWARE
L’RP60 viene fornito preformattato in exFAT, una scelta ragionevole che garantisce la compatibilità immediata sia con sistemi Windows che macOS, oltre che con console PlayStation, Xbox e dispositivi mobili iOS e Android. Questa versatilità è certamente un punto a favore per chi opera in ambienti eterogenei e necessita di un’unità che funzioni senza configurazioni aggiuntive su piattaforme differenti. Nella confezione troviamo inoltre una licenza per Acronis True Image, un software di backup e clonazione che aggiunge un valore aggiuntivo al pacchetto complessivo, permettendo di creare immagini di sistema e pianificare operazioni di salvataggio automatiche.
Ciò che invece non troviamo è una qualsiasi forma di cifratura hardware AES. In un’epoca in cui la sicurezza dei dati dovrebbe rappresentare una priorità per qualsiasi produttore di dispositivi di archiviazione, l’assenza di questa funzionalità rappresenta una lacuna non indifferente, specialmente per un prodotto orientato alla mobilità e quindi intrinsecamente più esposto al rischio di smarrimento o furto. Va inoltre segnalato che la garanzia offerta da PNY si ferma a 3 anni, un periodo inferiore rispetto ai 5 anni proposti da diversi concorrenti diretti come ADATA o Crucial sulle rispettive soluzioni Gen 2×2. Non si tratta di un difetto in senso stretto, ma di un aspetto che incide inevitabilmente sulla percezione del rapporto qualità-prezzo nel lungo periodo.
Infine, è doveroso dedicare qualche riga a quella che rappresenta, a nostro avviso, una considerazione importante per chi valuta l’acquisto dell’RP60: lo standard USB 3.2 Gen 2×2 resta ancora oggi una specificità di nicchia. La stragrande maggioranza dei computer attualmente in commercio, compresi modelli recenti e di fascia alta, non dispone di porte compatibili con questo protocollo. Ciò significa che, collegando l’RP60 ad una comune porta USB 3.2 Gen 2 (10 Gbps), le velocità massime raggiungibili si dimezzeranno rispetto al potenziale del dispositivo. L’unità funzionerà comunque egregiamente, ma non potrà esprimere pienamente le proprie capacità.
È possibile dotare un PC desktop di una porta Gen 2×2 tramite schede di espansione PCIe acquistabili per poche decine di euro, ma si tratta pur sempre di un passaggio aggiuntivo che l’acquirente deve tenere in considerazione.
Ringraziamo PNY per averci fornito il prodotto per la realizzazione di questa recensione.
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