Recensione Perennial Order | Insieme contro gli orrori vegetali

Dopo aver seguito con attenzione lo sviluppo di Perennial Order da parte della piccola ma talentuosa software house Gardenfiend Games, è giunto finalmente il momento di confrontarci con uno dei boss rush più originali degli ultimi anni. Pubblicato da SOEDESCO lo scorso settembre, questo particolarissimo horror botanico 2D promette un’esperienza unica nel panorama indie, mescolando elementi provenienti da più generi videoludici in un unico impasto dal sapore hardcore.

Riuscirà questo viaggio attraverso una terra infestata da orrori vegetali a mantenere le sue promesse iniziali?
Scopriamolo in questa recensione!


Incipit e narrazione

Come spesso accade nei migliori soulslike, anche Perennial Order ci catapulta immediatamente in un universo criptico e minaccioso, dove la natura stessa è diventata il nemico più temibile.
Interpreteremo un Cavaliere Perenne, un essere artificiale creato da una misteriosa entità nota come “Il Monarca”, la cui voce guida ci accompagnerà attraverso il viaggio.

La narrazione si sviluppa principalmente attraverso le interazioni con NPC dal design memorabile quanto sorprendentemente inquietante, ognuno dei quali contribuisce a costruire un mosaico narrativo che privilegia l’atmosfera rispetto alla chiarezza dell’esposizione. Il mistero della nostra esistenza, la natura del conflitto tra l’umanità e regno vegetale, e soprattutto il ruolo del nostro Monarca all’interno dell’universo di gioco costituiscono gli elementi portanti di una trama che richiede un approccio interpretativo tipico del genere.

Particolarmente interessante è la maniera in cui il gioco gestisce la narrazione in cooperativa: alcuni personaggi non giocanti appaiono esclusivamente quando si gioca in due, riconoscendo esplicitamente la presenza di una coppia legata da un unico destino. Questi piccoli dettagli narrativi dimostrano l’attenzione degli sviluppatori nel rendere l’esperienza cooperativa non solo meccanicamente diversa, ma anche narrativamente coerente.


Gameplay

Il cuore pulsante di Perennial Order risiede senza dubbio nel suo sistema di combattimento one-hit-kill, una scelta progettuale coraggiosa che ribalta completamente l’esperienza di gioco, ma che assume sfumature completamente diverse se affrontata in co-op.

Il sistema di controllo si basa su una configurazione twin-stick semplicissima ma nostro avviso sorprendentemente innovativa: la totalità del nostro arsenale consiste in una lancia innestata permanentemente sul braccio del protagonista, controllata attraverso lo stick analogico destro. Gli attacchi vengono eseguiti rilasciando lo stick al momento opportuno, con una meccanica di timing che richiede una buona prontezza di riflessi per ottenere colpi critici. Questa meccanica, inizialmente ostica, diventa estremamente naturale dopo appena una manciata di minuti di gioco.

La gestione della stamina avviene attraverso i fuochi fatui che ruotano costantemente attorno al nostro personaggio, rappresentando sia la nostra riserva di energia per le schivate che per l’utilizzo delle varie abilità speciali che sbloccheremo attraverso l’esplorazione.

La co-op

L’elemento più innovativo dell’esperienza cooperativa è senza dubbio il sistema Vestige, una meccanica che trasforma la morte del nostro cavaliere da una semplice causa di frustrazione in una vera e propria opportunità strategica. Quando uno dei due giocatori viene eliminato, non rimane semplicemente spettatore passivo; diventa invece uno spiritello in grado di supportare attivamente il compagno sopravvissuto attraverso abilità speciali uniche.

Durante il nostro playtrough, abbiamo sperimentato diverse tipologie di vestigio, con meccaniche che includono attacchi spettrali sincronizzati, protezione temporanea e amplificazione del danno. Una maniera sorprendentemente intelligente di tenere impegnati entrambi i giocatori in un ritmo di gioco altrimenti eccessivamente punitivo.

I boss e il bilanciamento

L’esperienza di Perennial Order ruota attorno a quindici boss fight progettate nei minimi dettagli, ognuna con meccaniche distintive e pattern comportamentali unici. La varietà del bestiario è impressionante, spaziando da creature relativamente semplici fino a veri e propri incubi multi-fase che ci terranno impegnati per 5-10 minuti di azione non stop.

In modalità cooperativa, i boss presentano barre della salute significativamente aumentate per bilanciare la presenza di due giocatori. Questa scelta, pur essendo comprensibile dal punto di vista del game design, può occasionalmente rendere alcuni scontri eccessivamente lunghi, soprattutto quando uno dei due giocatori viene eliminato nelle fasi iniziali. Non di meno, l’assenza di una vera struttura RPG (che non sia il semplice potenziamento dell’aculeo) spinge i giocatori ad imparare i pattern e sperimentare in una gara di sopravvivenza dal sapoe trial and error.

Preparatevi quindi ad un’esperienza senza dubbio gratificante, ma che spesso e volentieri riuscirà a portarvi alla frustrazione più totale, complici alcuni movesets e sbilanciamenti non troppo chiari o particolarmente punitivi.


Comparto artistico e tecnico

Dal punto di vista artistico, Perennial Order rappresenta indubbiamente uno dei titoli più intriganti della produzione indie degli ultimi anni. Lo stile pittorico 2D contribuisce alla costruzione di un’atmosfera unica del suo genere, che riesce a fondere elementi fiabeschi con un horror viscerale particolarmente efficace, creando un contrasto visivo che amplifica costantemente la sensazione di inquietudine.

La palette cromatica, dominata da toni scuri e terrosi punteggiati da accenti di verde acido e rosso sangue, sottolinea la natura corrotta del mondo di gioco senza mai risultare troppo monotona.
Il design dei boss rappresenta senza dubbio il punto più alto della direzione artistica: ogni creatura è un concentrato di macabra creatività, con animazioni realizzate tramite tecnica Spine 2D che si traducono in movimenti fluidi ma distorti, oscillanti (letteralmente) tra il grottesco e l’elegante.

Anche la colonna sonora di Perennial Order merita una menzione speciale per il suo impatto emotivo: ogni boss è infatti accompagnato da un tema musicale distinto che ne riflette le caratteristiche chiave, contribuendo significativamente alla memorabilità di scontri che altrimenti potrebbero risolversi in delle ostiche prove di abilità.


Ringraziamo Keymailer per averci fornito le chiavi del gioco per realizzare questo articolo.
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Perennial Order (PC)
In conclusione...
Perennial Order si conferma come un'esperienza profondamente convincente che riesce a distinguersi nel saturato mercato dei soulslike indie grazie a scelte progettuali coraggiose e una realizzazione tecnica molto particolare. La modalità cooperativa, in particolare, trasforma completamente l'esperienza di gioco, elevando quello che potrebbe essere un semplice boss rush ad una esperienza estremamente gratificante.
Pregi
Incipit interessante
Sistema di combattimento immediato e responsivo
Artisticamente grandioso
Difetti
Vari sbilanciamenti nelle bossfights
Il sistema one-shot-kill si traduce spesso in sessioni frustranti di trial & error
7.8
Voto