
La nostra vita è per la maggior parte dettata da regole e avvenimenti sui quali noi non abbiamo controllo alcuno, a partire dalla nostra nascita: in quale famiglia capiteremo, dove vivremo, quali saranno le nostre condizioni economiche, sono tutti fattori sui quali non possiamo avere voce in capitolo e che incideranno pesantemente sulla traiettoria della nostra esistenza.
Nonostante ciò, soprattutto nelle persone più volenterose vi sarà sempre il desiderio di provare a cambiare le cose nella speranza che queste trasformazioni cambino la traiettoria del nostro futuro, ma, anche in questi momenti, non possiamo essere sempre padroni del nostro fato.
Oggi vi parleremo di Pathologic 3, sviluppato da Ice-Pick Lodge, un titolo che ci presenterà un protagonista afflitto proprio dalla mancata possibilità di controllare il proprio destino e quello di una piccola cittadina afflitta dalla peste.
Riusciremo ad scoprire definitivamente la cura per la morte? Scopriamolo insieme!
Trama
In Pathologic 3 prenderemo i panni di Daniil Dankovsky, un medico che da anni incessantemente studia un metodo per sconfiggere la morte all’interno del Thanatica, un avanzato laboratorio di ricerca posto nella capitale, una città tanto bella quanto lontana per le persone più semplici.
Proprio questo suo desiderio di trovare la ricetta per l’immortalità lo porterà nella città dove sarà ambientato il titolo, essendo che si dice vi abiti un uomo che è stato capace di sconfiggere la morte, Simon Kain.
Una volta arrivati in città, dopo poco arriveremo a scoprire una serie di informazioni non tra le più rassicuranti: l’uomo che cercavamo è morto così come il nostro collega che ci ha consigliato di venire e l’intera città è afflitta da un’epidemia di peste apparentemente inarrestabile.

Dopo aver tentato la fuga, fallendo miseramente, e aver scoperto che anche il nostro collega che ci chiamò in città è stato brutalmente ucciso, l’unico barlume di speranza ancora in noi si estinguerà e ci daremo alla morte, premendo il il grilletto della nostra pistola senza rimorso.
Una volta compiuto il tanto estremo gesto, dinanzi a noi vi sarà una figura lugubre che, con in mano uno specchio ci illustrerà i segreti dell’amalgama, una strana sostanza che ci consentirà di viaggiare indietro e avanti nel tempo e, di conseguenza, cambiare le nostre sorti e quelle della città intera.
Che sia possibile cambiare il fato della città, svelarne i segreti ed estinguere la peste? Solo il futuro potrà dircelo.

Pathologic sarà sin da subito capace di rapirci all’interno del suo malato universo narrativo, questo grazie a personaggi enigmatici e la presenza di un gran numero di misteri che avvolgono la città e la sua popolazione che non aspettano altro che essere svelati.
Uno dei punti di forza maggiori di Pathologic sarà proprio il suo World Building: noi giocatori, assieme a Daniil, piomberemo in un mondo alternativo in cui l’esoterismo e la superstizione le faranno da padrone, ma che a poco a poco saremo capaci di comprendere o, perlomeno, di accettare.

Uno dei fattori che più ci farà affezionare al mondo di gioco sarà proprio il suo protagonista, sempre con una tagliente battuta pronta anche nei momenti più drammatici e capace di veicolare al meglio anche i pensieri del giocatore, soprattutto verso i terribili bambini che abitano le vie del paese. Questo, combinato anche ad una generale scrittura del dialoghi ottima e mai seccante, contribuirà a costruire un titolo dal quale difficilmente avremo modo di staccarci.

La meccanica del viaggio nel tempo sarà perfettamente implementata a livello di trama, essendo che quasi ognuna delle nostre scelte graverà notevolmente sullo scorrere degli eventi, su come i personaggi ci vedranno e parleranno di noi, e anche e soprattutto sulla vita di loro stessi.
In caso ci pentiremo di qualcosa fatto precedentemente, grazie alla possibilità di tornare indietro tramite l’amalgama potremo ritornare sui nostri passi e svolgere al meglio le missioni o trovarne di completamente nuove, anche grazie alle informazioni che acquisiremo nel corso del gioco.
Una dei fattori migliori è il mancato obbligo di dover ripetere tutto ciò che abbiamo fatto dato che, in caso volessimo provare a trovare un risultato diverso per una delle missioni, dovremo solamente selezionarla senza che questa abbia effetto sul resto della giornata, permettendoci di focalizzarci su pochi incarichi alla volta.
Gameplay
Il gameplay di Pathologic 3 è principalmente guidato dai suoi lunghi dialoghi che dovremo svolgere obbligatoriamente con la maggior parte dei personaggi che troveremo ma, nonostante questi impegneranno la maggior parte del nostro tempo, la scrittura curata e sempre interessante non renderà queste sezioni tediose e anzi ci darà modo di scoprire ancora di più sull’affascinante lore che avvolge l’universo.
I dialoghi inoltre non saranno mai fini a sé stessi, dato che avranno un effetto impattante anche sulla nostra salute mentale, che oscillerà costantemente fra mania e apatia.

Determinate scelte di dialogo influenzeranno uno dei due parametri e dovremo dare il giusto peso alle nostre parole per evitare di avere un ammontare eccessivo di uno delle due cose perché nel caso accumuleremo troppa apatia, il nostro protagonista finirà per darsi la morte con poche possibilità di fuggirne e, nel caso della mania inizieremo progressivamente a perdere sempre più vita, motivo per cui saper utilizzare le droghe e il paesaggio circostante sarà necessario per poter sopravvivere.
Questa meccanica sarà ben implementata all’interno del titolo, fornendo al giocatore la giusta dose di ansia che è sempre stato un elemento centrale della serie, diventando così una valida alternativa alla ricerca senza sosta di cibo all’interno dei distretto che faceva da padrone al gameplay di Pathologic 2, pur non presentando le medesime difficoltà e diventando molto più gestibile con il progredire del gioco.

Un altro fattore essenziale all’interno del gameplay di Pathologic 3 sarà l’esplorazione, dato che dovremo costantemente muoverci da una parte all’altra della città per trovare missioni che ci permetteranno di progredire, oltre che ai vari venditori e NPC con i quali potremo interagire e, nello svolgere i nostri compiti, una buona gestione delle ore sarà essenziale per garantirci di completare ogni missione prevista ed evitare di sprecare l’amalgama, la risorsa più preziosa del titolo.
Tramite quest’ultima infatti, potremo viaggiare nel tempo ogni qualvolta vorremmo, questo significherà quindi avere una seconda chance per provare a rifare qualsiasi missione fallita o anche solo passare alla giornata successiva, essendo che non sarà possibile dormire per avanzare nelle giornate.
Nel caso ci trovassimo le tasche vuote, potremo trovare l’amalgama distruggendo gli specchi che troveremo in giro per la mappa, completando missioni, parlando con determinati personaggi o anche dando una fine indolore ai poveri appestati che troveremo per le vie della città.

Ogni missione sarà ben costruita e molto interessante, anche in quelle poche occasioni in cui avranno un tono più leggero del solito, dato che saranno alquanto elaborate e non ci chiederanno solamente di spostarci da una parte all’altra della mappa, ma ciò che ci ha lasciati alquanto amareggiati è stata la scarsa presenza di altri elementi in ciascuna zona.
Fatta eccezione per i nostri compiti e per qualche elemento di scenario con i quali interagire, non vi saranno tante cose da fare all’interno della città e ci troveremo spesso a correre da una parte all’altra per poi tornare allo Stillwater, l’hub di gioco, a fine giornata, finendo per prestare poca attenzione all’altrimenti stupendo mondo di gioco.

All’interno delle nostre grigie giornate, sarà essenziale per noi condurre delle autopsie sui pazienti malati, essendo che, dopo l’apertura dell’ospedale, ogni giorno verranno diverse persone proveniente da tutta la città e dalle steppe, la parte campestre della città, che si dice abbiano un qualche tipo di immunità alla peste.
Il nostro obiettivo sarà quello di analizzare a fondo i problemi che presentano, come tosse o ematomi sulla pelle, segnarli sul nostro taccuino e attribuirgli la diagnosi che più consideriamo corretta, dopodiché, ogni giorno alle 18 ci verranno forniti i risultati delle analisi e, se saranno interamente corretti, ci permetteranno di sviluppare un prototipo di vaccino per abbassare il livello generale dell’infezione.
In caso le nostre supposizioni si rivelassero errate, potremo sempre ricominciare la giornata e provare a ricondurre i test per trovare nuove risultati, fattore che diventerà presto essenziale perché condurre correttamente ogni diagnosi significherà poter controllare la malattia e poter proseguire in altre giornate, ma spesso il vaccino non sarà abbastanza e dovremo attuare misure più drastiche e pericolose.

Nei distretti ormai caduti nelle mani dell’infezione, non verremo seguiti dal male della peste, bensì da un arteficio della nostra mente: la Shabnak.
Questa ci seguirà senza sosta lungo le nostri escursioni delle aree appestate, catturandoci e dandoci la morte senza rimorso qualvolta ci avvicineremo troppo. L’unico modo per sconfiggerla sarà attraverso la creazione di uno speciale proiettile ricavato da dei fiori che, una volta perforato il corpo dell’entità non solo ci libererà dalla sua presenza, ma diminuirà drasticamente la presenza della peste all’interno della città.
Queste sezioni sono sicuramente la parte più debole del gioco, essendo che saranno rese inutilmente frustranti anche più del necessario: L’idea di venire inseguiti da un’entità paranormale si lega bene al contesto del mondo di gioco, ma viene implementato in maniera seccante e l’essere obbligati ogni volta a tornare allo Stillwater al solo scopo di caricare il proiettile non fa altro che rendere il tutto più lungo e fastidioso, oltre che a farci perdere tempo prezioso all’interno della partita.

Sfortunatamente, per quanto lo si cerchi di evitare, svolgere queste sezioni almeno una volta ogni giornata sarà quantomeno necessario, essendo che porta i livelli di peste generali molto più in basso di quanto la scoperta dei vaccini possa fare.
Perlomeno, l’uso dell’intuizione ci porterà presto a capire la posizione dei fiori e anche la presenza di specchi e persone malate che potremo sopprimere in cambio di amalgama, quest’ultime presenti solo nelle zone afflitte dalla peste.

Date le sue meccaniche più semplici e la componente survival meno impattante, Pathologic 3 si pone anche come un’ottima introduzione alla serie per chiunque non abbia mai giocato agli originali, dato che il non dover badare alla fame renderà l’esperienza generale molto meno ansiogena, permettendoci inoltre di sbagliare senza ripercussioni.
Tuttavia, il titolo non avrà assolutamente pietà di noi qualvolta moriremo una seconda volta sprovvisti di amalgama: essendo lo strano liquido necessario per il viaggio nel tempo, finirlo completamente e morire significherà avere i propri salvataggi completamente eliminati senza la possibilità di recuperarli, obbligandoci a ripetere la nostra run da 0.
Comparto artistico e tecnico
Pathologic 3 ha un comparto grafico improntato verso il realismo , tuttavia il livello qualitativo dei modelli, specialmente quello dei volti di molti dei personaggi, non sarà dei migliori, visto che alcuni volti sembreranno più curati di alti, mentre altri appaiono vuoti e senza vita.
Tuttavia, il comparto artistico del titolo compensa nella costruzione del suo mondo e dei suoi design, fortemente ispirati ed unici nel loro genere, che più volte ci lasceranno a bocca aperta.

La cupa cittadina di Pathologic 3 viene accompagnata anche da una deprimente ma affascinante soundtrack che sicuramente ci avvolgerà all’interno del suo contesto generale, oltre che ad avere delle OST sorprendentemente orecchiabili, per esempio all’interno del bar.

Il problema che però più affliggerà il titolo è la grande presenza di bug che pullulano soprattutto nella gestione delle missioni: con alcune di questi che non si attiveranno ricaricando la giornata o altre che non appariranno proprio, spesso il titolo diventa complesso da gestire per ragioni che vanno al di fuori del suo gameplay spietato.
Tuttavia, gli sviluppatori sono costantemente al lavoro sulla correzione di ogni problema e la sua qualità generale migliora di giorno in giorno.
L’opera inoltre è ben ottimizzata e potremo giocare tranquillamente senza cali di frame anche su configurazioni di qualità medio bassa.
Ringraziamo HypeTrain Digital per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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