Negli inverni più rigidi, non c’è assolutamente niente di meglio che rimanere a casa, magari con una calda coperta e qualche buon dolce, e giocare ai videogiochi nel comfort delle nostre quattro mura. Seppur questo non sia il periodo migliore per parlare dell’inverno e, soprattutto, di freddo, oggi vi portiamo la nostra recensione di Moomintroll: Winter’s Warmth.
Seguito spirituale di Snufkin: Melody of Moominvalley (qui la nostra recensione) e sviluppato da Hyper Games, l’opera sarà sempre ambientata nell’universo ideato da Tove Jansson, autrice svedese e creatrice dei romanzi e dei fumetti omonimi, ma questa volta non vestiremo più i panni dell’intrepido Snufkin, bensì del suo tenero amico bianco Moomin.
Riusciremo a riunire la radura e riportare la primavera? Scopriamolo insieme!
Trama
L’inverno è alle porte e, come ogni anno, la famiglia Moomin si sta preparando per il letargo, chiudendo man mano tutte le finestre e rifornendo di legna il suo caminetto.
Dopo aver dormito per alcuni giorni, Moomin verrà svegliato da dei forti rumori provenienti dalla sua soffitta: scoprendo che si trattava solo di uno scoiattolo, tornerà a letto ma senza riuscire a prendere sonno.
Completamente solo e accompagnato solamente dal gelido freddo della sua casa, Moomin deciderà di uscire per provare a cercare qualcuno dei suoi amici, ma si troverà di fronte ad una temibile tempesta. Incontrando e provando ad aiutare le creature rimaste intrappolate nella neve, ci faremo strada per la radura cercando di invitare quante più persone possibile al falò di fine inverno, la festa che si dice sia in grado di allontanare la “signora del freddo” e far ritornare la primavera.

Come nel suo predecessore, la trama di Moomintroll: Winter’s Warmth è estremamente basilare ma non per questo non riuscirà nel suo intento di immergerci nel suo soffice mondo.
La peculiarità della serie, sia nei videogiochi che nelle storie originali, sta nella caratterizzazione dei suoi personaggi: invece di trovare delle persone dolci e apprensive nei nostri confronti, la maggior parte di questi saranno sarcastici, strani, incomprensibili o addirittura semplicemente antipatici. Questo però non è da vedersi come un difetto, anzi contribuisce a dare una netta distinzione al titolo rispetto ad altre opere dello stesso genere, oltre che a creare dei dialoghi spesso veramente divertenti.
Oltre che nei dialoghi, anche nella storia in sé ci saranno momenti alquanto cupi che sono difficili da trovare in altri cozy games, aiutando ulteriormente nella creazione di una storia accattivante e che difficilmente non ci farà legare ai personaggi (tranne a Fillyjonk).
Inoltre, i fan di Moomin saranno felici di sapere che, nel corso della storia, arriveremo a trovare molti altri personaggi provenienti dalle serie originali e che non erano stati portati nel primo capitolo, come Joxter, il padre di Snufkin, Misabel e l’Antenato.
Gameplay
Il gameplay non si discosterà molto da quello del suo predecessore, riprendendo il suo loop essenziale basato sul ricevere delle commissioni dagli NPC per poterli poi invitare alla festa e, eventualmente, anche per farci dare qualche oggetto utile al proseguimento.
Gli obiettivi saranno sempre molto facili ed elementari: la maggior parte delle volte ci verrà chiesto solo di sfruttare gli strumenti a nostra disposizione per raccogliere degli elementi sparsi per la mappa e poi darli al personaggio giusto.
Vi saranno alcuni casi in cui dovremo affrontare delle missioni diverse dal solito e anche molto divertenti, come le sanguinose battaglie con le palle di neve con Little My, ma queste saranno alquanto rare e il gameplay dopo poche ore di gioco tende a diventare molto ripetitivo.
All’inizio della nostra avventura, non avremo nessuno strumento a nostra disposizione e avventurarsi nel bosco sarà complicato per via della mole di elementi ad ostruire il passaggio, ma proseguendo nel gioco riusciremo ad ottenere diversi oggetti: con questi non solo potremo farci strada dove prima trovavamo ostacoli (apparentemente) insormontabili, ma riusciremo anche a guadagnare i collezionabili diffusi nella mappa grazie alle loro abilità.

L’esplorazione, però, non è il punto più forte del titolo e ha fatto dei decisi passi indietro rispetto al titolo precedente: Infatti, al contrario di Snufkin: Melody of Moominvalley, l’opera si presenta molto più lineare e tende quasi a non favorire l’esplorazione, confinandoci a dover sempre seguire le missioni principali e non dandoci la possibilità di vedere altri luoghi e altri personaggi.
Nonostante ci sia un gran numero di collezionabili che non sempre sarà sotto i nostri occhi, i paesaggi appaiono spogli di NPC e missioni secondarie che invece erano molto più valorizzate nella precedente installazione, vedendosi qui quasi completamente assenti al di fuori delle interazioni con le creature dell’inverno.
Tuttavia, nella sua semplicità, il gameplay riesce ad intrattenerci e soprattutto a rilassarci, pur non ponendo mai delle sfide complicate al giocatore e mantenendosi sulla difficoltà tipica che ci si potrebbe aspettare da un gioco per bambini o un semplice cozy game.
Comparto artistico e tecnico
Come di consueto, l’opera presenta uno stile delizioso e molto ispirato: questo è un netto rimando alle storie illustrate per bambini, con colori tenui e forme molto semplici e stilizzate, ma allo stesso tempo riprende alla perfezione anche molti tratti dello stile classico della serie di fumetti di Moomin, replicando l’aspetto quasi inquietante di molti personaggi pur adattandoli a un tratto più “moderno”.
Ma oltre ai design, ciò che più catturerà il nostro occhio saranno gli sfondi, realizzati con grande cura nei dettagli e capaci di farci desiderare di essere assieme a Moomin a correre per la neve.

Per l’interezza del nostro gameplay, saremo accompagnati da un’incantevole soundtrack ambientale dalle tracce che rispecchiano in ogni loro nota il freddo che avvolge il nostro protagonista.
Seppur questa non sia molto particolare o memorabile, il comparto audio del gioco si rifà rendendo in maniera molto realistica l’ambiente circostante, attraverso i suoni della neve, del ghiaccio, e reagendo ad ogni nostro movimento.
Parlando del comparto tecnico, possiamo dire che il titolo è molto leggero e per tutta la sua durata si è mostrato stabile, girando anche alla perfezione su Steam Deck. Inoltre sarà possibile giocarci anche su configurazioni di fascia medio-bassa senza alcun problema.
Ringraziamo popagendaPR per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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