Recensione MIO: Memories in Orbit | Metroidvania sci-fi, onirico e convincente

Data di uscita
Gennaio 20, 2026
Sviluppato da | Pubblicato da
Douze Dixièmes | Focus Entertainment
Disponibile per
PC | Nintendo Switch & Switch 2 | PS4 & PS5 | Xbox Series S/X
Il nostro Punteggio
8
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Negli ultimi anni, complice soprattutto la distribuzione di un autentico capolavoro come Hollow Knight, il genere metroidvania ha saputo ritagliarsi uno spazio decisamente importante nel panorama videoludico.
Il gioco di Team Cherry non è ovviamente l’unico titolo ad aver catturato l’attenzione del pubblico; altre software house infatti sono state in grado di sviluppare giochi che ne riprendono, almeno in parte, le medesime caratteristiche.

Se l’anno appena trascorso ha visto dominare Silksong , che ha fatto incetta di premi e riconoscimenti, l’inizio del nuovo vede arrivare sulla scena un altro esponente di questo genere.

Parliamo di MIO: Memories In Orbit, gioco sviluppato dal team francese Douze Dixiemes e disponibile dal 20 gennaio su PC, Nintendo Switch 1/2, PlayStation 4/5 e Xbox One Seies S/X.

Come avrete modo di leggere nelle prossime righe, siamo rimasti piacevolmente sorpresi da quello che il team di sviluppo è stato in grado di proporre; nonostante qualche difetto o carenza, MIO ha parecchi spunti assolutamente degni di nota che siamo certi potranno cogliere anche la vostra attenzione.

Se volete saperne di più non vi resta che addentrarvi nel suo misterioso mondo e seguirci nella nostra recensione completa!


UNO SCI-FI POETICO

La storia vede la protagonista Mio, un esemplare di piccola automa bionica e di cui non conosciamo le origini, che si ritroverà all’interno delVascello, un enorme base spaziale contraddistinta da biomi diversificati tra di loro e strutture fantascientifiche.
Essa è stata colpita da un entità maligna, che ne ha scalfito e danneggiato le cinque parti vitali che la compongono e che permettono la sopravvivenza dei propri abitanti.

Il Sangue, il Respiro, l’Occhio, la Spina e la Mano (questi i loro nomi) stanno lentamente “morendo”, e sarà compito della nostra eroina riportarli all’equilibrio esistenziale iniziale.
Per fare questo sarà necessario esplorare, sconfiggere i boss che precludono ed ostacolano l’accesso alle varie aree del Vascello e ritrovare i Pellegrini, entità umane disperse e necessarie alla sussistenza del luogo.

Uno degli aspetti più interessanti del gioco è sicuramente il tratto narrativo, decisamente originale e che ha saputo mantenere viva la nostra attenzione per tutta l’avventura.
Attraverso aforismi, frasi poetiche e una cura scritturale decisamente sopra la media, Mio apprenderà non solo la storia del Vascello ma avrà modo anche di comprendere cosa deve fare per poterlo salvare.

Ogni personaggio, robot o umanoide riveste un ruolo ben preciso nel complesso network del pianeta.
La percezione che la protagonista non si stia rivolgendo solo ad esseri senzienti ma a creature che stanno soffrendo per quello che sta’ accadendo al loro mondo, è percepibile e molto ben rappresentata.


GAMEPLAY E PROGRESSIONE

Dal punto di vista prettamente ludico ci troviamo di fronte ad un classico metroidvania con grafica bidimensionale, ma caratterizzato da un sistema di parallasse che dona più profondità agli ambienti di gioco.
I punti in comune con i grandi classici del genere come Ori o Ultros sono ovviamente tanti ed in alcuni casi sembrerà di trovarsi di fronte a qualcosa di già visto e giocato.

Questo è normale, soprattutto per un titolo che punta molto sul combat system e che non può poi differenziarsi così tanto dagli altri esponenti del genere.
Mio potrà usufruire del classico doppio salto, la planata o di un rampino che le permetterà di sfruttare appigli per raggiungere zone sennò inaccessibili. Inoltre, ogni volta che colpirà un avversario, potrà effettuare nuovamente acrobazie in volo.
La precisione dei comandi è essenziale, non solo nelle fasi platform e d’esplorazione ma soprattutto in quelle di combattimento per non essere sopraffatti dall’avversario.

Chip e potenziamenti

Come ogni buon metroidvania che si rispetti, anche Memories In Orbit mostra una quantità di potenziamenti di tutto rispetto: oltre alle abilità già citate nei paragrafi precedenti, la nostra eroina potrà migliorare anche le proprie capacità rigenerative.
Inoltre, le acrobazie in volo sono vincolate da una barra che si consuma in base a quella utilizzata e che si ricarica automaticamente una volta tornati al suolo.

Nello specifico saranno due le soluzioni che permetteranno a Mio di migliorarsi. La prima riguarda i chip installabili, ognuno dei quali occuperà uno degli slot disponibili e che renderanno la protagonista più potente in battaglia, più veloce nel rigenerarsi o più abile nelle acrobazie.
La seconda soluzione è quella dell’attivazione di aiuti come scudi aggiuntivi o il progressivo abbassamento dell’energia dei boss, elementi consumabili che possono venire in aiuto nelle fasi di combattimento più ardue.

Chip e potenziamenti, dopo essere stati sbloccati nei livelli o acquistati nel laboratorio della base spaziale, potranno essere gestiti, attivati e migliorati tramite una hub molto ben strutturata e disponibile in ogni punto di salvataggio.

Mappa ampia ed esplorazione complessa

Il Vascello risulta discretamente ampio e articolato, oltre che diversificato in base alla porzione di bioma che dovremo attraversare.
Come già scritto in precedenza Mio potrà raggiungere determinate zone soltanto una volta che avrà acquisito una specifica abilità, e a tal riguardo abbiamo apprezzato la procedibilità con cui la nostra protagonista potrà avanzare nel gioco.

Nulla può essere lasciato al caso e sarà necessario esplorare a fondo e minuziosamente ogni angolo alla ricerca di zone e anfratti ancora da rivelare.

Dobbiamo però qui menzionare i due, e probabilmente unici, veri difetti di questo titolo: il primo riguarda il posizionamento dei checkpoint, che si trovano a volte molto distanti l’uno dall’altro e che costringono il giocatore, in caso di game over, a dover rigiocare lunghe porzioni di mappa.

Il secondo interessa invece il dislocamento dei  punti di rigenerazione dell’energia che, esattamente come i checkpoint, spesso si trovano distanti da un determinato boss o di una fase platform particolarmente complessa.
Inoltre, ma questo non lo definiremmo un difetto, se arriveremo in una zona non ancora scoperta la potremo visualizzare sulla mappa solo una volta che saremo morti e la riaffronteremo; questo ci costringerà a volte a vagare un po’ “alla cieca” lungo i livelli.


LONGEVITÀ

Il livello di sfida (non selezionabile) che il titolo propone è medio/alto; in questo senso non ci troviamo di fronte ad Hollow Knight (a nostro avviso molto complesso), ma ci si avvicina abbastanza.
Sia le sezioni platform, che quelle relative agli scontri con i boss, risultano impegnative ma mai troppo frustranti (se non in rarissimi casi) anche se decisamente sfidanti.

Sarà fondamentale, soprattutto negli scontri con determinati nemici, imparare i loro pattern di attacco per capire quale tecnica possa essere più efficace per abbatterli: provare, riprovare e riprovare ancora fino a quando non avremo appreso le sequenze corrette.
Anche la fase di esplorazione induce il giocatore a prestare attenzione e riflettere su come muoversi, utilizzando i movimenti e le abilità giuste.

Per terminare Memories In Orbit abbiamo impiegato circa trenta ore ma, se si vorranno scoprire tutti i segreti e sbloccare le abilità del protagonista, si supereranno tranquillamente le quaranta.
Un titolo che possiamo consigliare assolutamente agli appassionati che risultano avvezzi ai metroidvania; coloro che invece si avvicinano per la prima volta a questo genere, complice soprattutto la dislocazione dei checkpoint e punti di rigenerazione prima menzionata, potrebbero trovarlo particolarmente ostico.


COMPARTO TECNICO

Chiudiamo la recensione analizzando uno dei veri punti di forza dell’opera di Douze Dixièmes, ovvero la realizzazione tecnica. Sotto questo aspetto non possiamo che fare un plauso agli sviluppatori per la rappresentazione stilistica sia degli ambienti che dei vari personaggi e nemici che lo abitano.

Non neghiamo che siamo rimasti a bocca aperta più di una volta mentre ci spostavamo con la nostra protagonista lungo il Vascello.
Le varie aree, molto ben caratterizzate, ci hanno colpito per il tratto che ricorda gli schizzi di un disegno a matita mentre i colori a volte più tenui e altre più vivaci, ma che sembrano sempre derivare dalla tavolozza di un pittore.

Sia gli ambienti esterni, con le mega strutture fantascientifiche che si mescolano ad una natura quasi primordiale, che gli spazi interni, denotano la grande creatività degli sviluppatori.
Mio, i vari personaggi, i nemici e soprattutto i boss ci  hanno convinto, oltre che per la resa visiva, anche per le movenze, animazioni ed interazioni che risultano molto fluide e d’impatto.

Anche l’effettistica riguardante gli eventi atmosferici o la rappresentazione di elementi come l’acqua ed il fuoco viene promossa a pieni voti. Il gioco, non troppo esoso a livello di specifiche, risulta perfettamente fruibile sia su console di nuova e vecchia generazione che su PC non particolarmente performanti; ottime anche le prestazioni su Nintendo Switch e dispostivi portatili.

Musiche e atmosfera immersiva

Menzione particolare infine per il comparto audio decisamente immersivo grazie a musiche ed effetti sonori che aiutano il giocatore ad addentrarsi nel suo articolato mondo.
Le tracce audio, a volte “oniriche” altre decisamente più sci-fi, si mescolano e seguono la nostra protagonista, cambiando in base agli ambienti ed alla situazione in cui essa si viene a trovare.

Il tutto sembra muoversi in perfetta armonia: si ha la costante sensazione che grafica e audio si sposino alla perfezione per una rappresentazione visiva ed uditiva di grande impatto.
Abbiamo anche apprezzato la presenza dei sottotitoli in italiano, sia per quello che concerne tutti i menù e hub di gioco che dei tanti dialoghi utili a comprendere la storia e missione.


Ringraziamo Focus Entertainment per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

MIO: Memories in Orbit (PC)
In conclusione
MIO entra di diritto a far parte delle migliori produzioni indie per ciò che concerne il genere metroidvania. Come scritto nella recensione non ci troviamo di fronte ad un titolo senza difetti ma, nell'insieme, l'opera di Douze Dixièmes ci ha convinto appieno. Ottimo sotto il profilo tecnico e narrativo e anche nel gameplay, pur non aggiungendo o rinnovando nulla sia per il platforming che per il combat system. Consigliatissimo per gli amanti del genere, un po' meno per i neofiti che, considerata la difficolta medio/alta e i difetti sopra elencati, potrebbero trovarlo abbastanza ostico.
Pregi
Comparto tecnico pregevole
Trama e narrazione accattivante
Platforming e combat system convincente
Longevo e con tanti segreti da rivelare
Difetti
Dislocazione di checkpoint e punti rigenerativi non sempre azzeccata
I neofiti del genere potrebbero trovarlo abbastanza difficile
8
Voto