Recensione Marvel Zombies | Un evento Avengers in chiave post-apocalittica

Sulle nostre pagine vi abbiamo già raccontato di quanto turbolenta sia stata la recente storia dei Marvel Studios, oggi impegnati in quello che sembra un vero e proprio rebranding per riconquistare quel pubblico che, negli ultimi anni, sembra essersi progressivamente allontanato.
Ne abbiamo già osservato i primi segnali con “Thunderbolts*” e “I Fantastici 4 – Gli inizi” che, pur non avendo sbancato al botteghino, hanno conquistato il plauso unanime di critica e pubblico alimentando la speranza di una ritrovata centralità del brand.

Parallelamente, un ruolo sempre più importante all’interno di questa nuova fase è stato affidato ai progetti animati e, nonostante qualche incertezza iniziale, il successo è arrivato rapidamente come dimostrato da X-Men ’97 che ancora oggi viene considerata una delle migliori produzioni Marvel di sempre.
A seguire, anche Your Friendly Neighborhood Spider-Man e il più recente Eyes of Wakanda hanno ricevuto un’accoglienza tutto sommato positiva, innalzando inevitabilmente le aspettative verso il prossimo Marvel Zombies che adatterà uno degli universi alternativi più celebri dei fumetti.

Marvel Zombies riprende direttamente dall'episodio 5 di What If...?

Noi abbiamo avuto l’immenso piacere di vedere in anteprima questo mini–evento da quattro episodi e siamo pronti a raccontarvi tutto ciò che dovete sapere per capire se si tratta della serie giusta per voi, che siate fan di lunga data dell’MCU o semplici spettatori curiosi.


 Le basi narrative

La trama di Marvel Zombies riprende direttamente gli eventi dell’episodio 5 della prima stagione di What If…?, che funge da perfetto punto di partenza per questa nuova avventura. Allo stesso tempo, però, è evidente come quell’episodio fosse stato concepito come una storia autoconclusiva, senza alcuna prospettiva di un sequel e tantomeno di un’intera serie che ne riprendesse le premesse, e questa scelta si fa certamente sentire.

Molti degli eroi più iconici già impiegati nell’episodio originale rimangono così “fuori dai giochi”, costringendo di conseguenza la serie a concentrarsi principalmente sui personaggi introdotti a partire dalla Fase 4 e 5 del Marvel Cinematic Universe.
In più, essendo collegata a What If…? e quindi indirettamente alla cosiddetta “Sacra Linea Temporale” (ovvero la linea narrativa principale dell’MCU), la serie non può prendersi troppa libertà nell’introdurre nuovi volti mai visti prima, risultando un po’ più “contenuta” di quanto magari i fan si aspetterebbero da un progetto così particolare.

Nonostante questo forte legame con la canonicità, non tutto il male viene per nuocere e Marvel Zombies riesce infatti a sfruttare al meglio i pochi elementi narrativi a disposizione per costruire un’ottima storia di zombie inserita in un mondo che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni o introduzioni.
A tal riguardo, va assolutamente detto che la serie, pur restando godibile anche per chi non è un fan accanito, si appoggia molto sul worldbuilding già visto al cinema. Per questo motivo chi non ha familiarità almeno con Avengers: Infinity War e Ant-Man & The Wasp potrebbe trovarsi un po’ spaesato, visto che diversi dettagli e situazioni si collegano direttamente a quei film.

Lo stesso discorso vale anche per i nuovi eroi della Fase 4, come Shang-Chi o Kamala Khan (Ms. Marvel), dato che la serie dà per scontato che si conoscano già e non si prende mai il tempo di spiegare le loro origini o i loro poteri.
In poche parole, Marvel Zombies si presenta più come se fosse un grande film evento (diviso tuttavia in quattro episodi), proprio quello che molti fan speravano di vedere da tempo: un’occasione per osservare i nuovi personaggi unire le forze e affrontare insieme una minaccia apocalittica che rischia di travolgere il mondo intero.

Chi è ormai stanco dei grandi universi condivisi o mal sopporta l’idea di dover “fare i compiti” prima di guardare una serie, potrebbe restare deluso nello scoprire che anche Marvel Zombies, pur essendo tecnicamente scollegata, richiede comunque una minima conoscenza dell’MCU per essere apprezzata appieno.
D’altro canto, però, non si può negare il piacere di vedere finalmente i nuovi eroi avere lo spazio che meritano, osservandoli interagire non solo tra di loro ma anche con alcune figure iconiche del passato, dandoci un assaggio di ciò che con ogni probabilità ci aspetta nel prossimo e tanto atteso Avengers: Doomsday.


Quando nemmeno gli eroi possono salvarci

La storia segue principalmente due gruppi di sopravvissuti, guidati rispettivamente da Kamala Khan e Shang-Chi, già pienamente consapevoli dei loro poteri e pronti a sfruttarli per affrontare le orde di zombie che dilagano nel mondo.
Seguiremo i protagonisti dall’inizio della contaminazione fino alla loro lotta per la sopravvivenza, osservandoli mentre si uniscono e incontrano altre figure iconiche dell’MCU, tra cui sorprendentemente anche Blade. Il celebre cacciatore di vampiri torna infatti ad assumere un ruolo centrale come avatar del Dio Khonshu, andando di fatto a sostituire la figura di Moon Knight.

La trama si mantiene semplice e diretta, perfetta per una miniserie di quattro episodi in modo che risulti scorrevole, intrattenente e capace di regalare persino qualche colpo di scena inaspettato.
Non aspettatevi tuttavia la solita esperienza da “film di zombie”: Marvel Zombies riprende molti dei cliché classici delle storie apocalittiche, ma li rielabora con quel mix di magia e scienza assurda tipico del mondo Marvel, pieno di trovate eccentriche che in altri contesti potrebbero sembrare esagerate ma che qui funzionano sorprendentemente bene.

Marvel Zombies è più una battaglia epica per la salvezza del mondo, in cui i protagonisti non hanno alcuna remora a sfoderare i propri poteri in tutta la loro potenza e annientare in pochi secondi intere centinaia di morti viventi.
Tuttavia, paradossalmente, dobbiamo constatare come le scene maggiormente riuscite siano proprio quelle che mostrano come tutto è iniziato, posizionate cronologicamente persino prima dell’episodio What If…? da cui prende le basi.

Osservare questo mondo, che siamo abituati a vedere costantemente protetto dalle più grandi minacce, crollare sotto il peso di un’infezione sconosciuta.. è un’esperienza tremendamente inquietante. Per la prima volta, i nostri eroi si ritrovano impotenti di fronte a un nemico che non sanno come fermare, e questo senso di vulnerabilità si trasmette subito allo spettatore: la serie racconta una storia di disperazione, dove l’intera società viene distrutta senza che nessuno possa davvero impedirlo, ma anche di speranza, incarnata dai pochi sopravvissuti disposti a lottare contro avversari fuori dalla loro portata pur di riconquistare un briciolo di normalità.

D’altro canto, quando cerca di omaggiare i classici del genere apocalittico con scenari tipici delle più grandi produzioni, il risultato appare meno incisivo con alcune situazioni che cadono nella banalità, incapaci di portare sul piatto davvero qualcosa di nuovo e sorprendente.
Fortunatamente si tratta di un difetto marginale, perché la serie riesce comunque a bilanciare questi momenti con un gran numero di sequenze d’azione spettacolari, fatte di superpoteri e combattimenti corpo a corpo coreografati con grande cura. Per la prima volta, si avverte davvero quanto ogni azione porti a una conseguenza, e come possa bastare un solo errore per decretare la fine dei nostri eroi preferiti.

Un ottimo cast intrappolato in una narrazione frettolosa

Appare quindi evidente come una storia di questo tipo abbia bisogno, per funzionare, di un cast di personaggi capace di dare spessore anche agli eventi più lineari, ed è proprio qui che Marvel Zombies trova il suo maggiore punto di forza.
Oltre ai due protagonisti principali, caratterizzati da un’innocenza e da un ottimismo quasi contagiosi, troviamo anche molte altre figure decisamente degne di nota come lo stesso Blade, già citato in precedenza, e Red Guardian, entrambi capaci di regalare alcuni dei momenti più memorabili dell’intera serie.

Senza entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, possiamo comunque anticiparvi che i fan dell’MCU potranno godere di diverse apparizioni inaspettate e team-up imprevedibili, con interazioni sempre naturali e spontanee che renderanno difficile non affezionarsi alle sorti di queste versioni alternative dei nostri eroi.
Persino sul fronte dei villain, e quindi degli zombie, non mancano le sorprese: da un Namor completamente inarrestabile fino a una Wanda Maximoff più terrificante che mai, pronta a tutto pur di fermare il gruppo guidato da Kamala e ottenere così il potere assoluto.

Purtroppo non tutto è rose e fiori, e uno dei limiti più evidenti della serie è infatti il mancato sfruttamento di alcuni personaggi che i fan più attendevano di vedere, come nel caso di Spider-Man che, pur essendo tra le figure più attese, finisce relegato a due sole scene di combattimento peraltro già mostrate quasi per intero nei trailer. E non solo lui, ma la sensazione generale è che molti protagonisti avrebbero potuto offrire molto di più e invece restano spesso confinati a ruoli marginali.

Il problema principale risiede in un ritmo narrativo spesso altalenante, che sacrifica lo sviluppo dei personaggi e delle loro emozioni per privilegiare l’avanzamento rapido degli eventi, come se la serie fosse costretta a condensare troppo materiale nei soli quattro episodi previsti. Di conseguenza, alcune delle sequenze che avrebbero dovuto trasmettere maggiore impatto emotivo appaiono affrettate e prive delle basi necessarie per colpire davvero lo spettatore.

Il tutto culmina poi in un finale che, pur ben realizzato e arricchito da un colpo di scena inaspettato, manca delle basi necessarie costruite negli episodi precedenti e sembra esistere più per giustificare l’arrivo, praticamente scontato, di una seconda stagione.
Eppure, trattandosi di un “mini-evento” così come è stato definito e promosso dai Marvel Studios, sarebbe stato più sensato produrre una storia autoconclusiva magari con qualche episodio in più, con quindi una chiusura solida e soddisfacente.

Così com’è, invece, il finale non dà la sensazione di vera conclusione ma piuttosto quella di un episodio interrotto a metà, in un goffo tentativo di generare hype che però lascia lo spettatore più confuso che incuriosito, con addosso un forte senso di incompiutezza.


Splatter, tensione e scenari mozzafiato

È innegabile che l’episodio di What If…? da cui questa serie prende origine non fosse affatto in grado di trasmettere l’atmosfera orrorifica che ci si sarebbe aspettati da una storia sugli zombie, preferendo restare ancorato alle classiche gag leggere e a quell’umorismo tipico dell’MCU, spesso criticato per spezzare momenti che avrebbero meritato maggiore serietà.
Ebbene, si nota immediatamente come i Marvel Studios hanno scelto fin dai primi istanti di imboccare la strada opposta con Marvel Zombies, costruendo una perfetta atmosfera che non ha nulla da invidiare alle più angoscianti produzioni apocalittiche.

Abbiamo persino alcune sequenze che si collocano senza ombra di dubbio tra i momenti più inquietanti mai visti in un progetto Marvel, merito soprattutto di un intelligente utilizzo del sound design, capace di creare suspense quando serve, e di una scrittura che finalmente rinuncia alla battuta facile ogni dieci secondi.
Naturalmente, tuttavia, non mancano i personaggi con una vena più leggera, e la serie non ha mai l’intento di porsi come un horror puro pensato per spaventare il pubblico.

Se quindi vi aspettavate una storia dell’orrore cupa o psicologica, è bene chiarire fin da subito che la serie si avvicina molto di più a un violento splatter ricco di sangue, mutilazioni e morti improvvise con un livello di brutalità che raramente, se non mai, avremmo immaginato in una produzione targata Marvel Studios.
Pertanto, le battute e i momenti più leggeri non mancano ma sono dosati con attenzione e ben integrati nella storia, accentuando persino l’impatto emotivo quando quei personaggi goffi e simpatici a cui ci eravamo affezionati vengono improvvisamente uccisi.

Impossibile inoltre, parlando di atmosfera, non citare l’enorme ruolo assunto dallo stile grafico che rappresenta un’evoluzione naturale di quello visto nelle tre stagioni di What If…?, con i suoi punti di forza ma anche con le stesse debolezze.
L’aspetto meno riuscito riguarda sicuramente la realizzazione dei personaggi, con delle espressioni facciali spesso rigide e poco convincenti, che sacrificano l’emotività in favore di una somiglianza più fedele possibile agli attori originali con risultati non sempre soddisfacenti.

Questa scelta stilistica purtroppo rovina diversi momenti che avrebbero potuto avere un impatto ben maggiore, dato che la scarsa espressività dei volti rende difficile trasmettere emozioni autentiche e finisce per stonare soprattutto nei passaggi più drammatici. Un contrasto evidente rispetto agli zombie, sui quali invece si sono concessi molta più libertà creativa con espressioni disturbanti, grottesche e quasi cartoonesche che però funzionano alla perfezione nel contesto.

Decisamente più riuscita è invece la resa delle ambientazioni, che rappresenta forse il vero punto di svolta della serie, dove lo stile inaugurato con What If…? viene spinto al massimo delle sue potenzialità per regalare scenari suggestivi che oseremo definire tra i migliori mai visti in una produzione animata Marvel.
Tutto ciò grazie soprattutto ad un ottimo uso di colori e dell’illuminazione, che riesce a catturare perfettamente l’atmosfera di ogni sequenza e valorizza tanto i momenti più cupi quanto quelli più action e cinematografici.


Ringraziamo Marvel Studios per averci permesso di vedere la serie in anteprima al fine di realizzare questa recensione.

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MARVEL ZOMBIES
IN CONCLUSIONE
Marvel Zombies si rivela un prodotto sorprendente e, pur con i suoi difetti, rappresenta un passo audace per i Marvel Studios nel settore dell’animazione. La serie riesce a offrire quell’esperienza “evento” che molti fan attendevano da anni, mettendo finalmente sotto i riflettori eroi spesso rimasti in secondo piano in un contesto crudo, violento e colmo di tensione, dove nessuno è mai davvero al sicuro. Tuttavia, il racconto soffre di una trama eccessivamente lineare, priva di un reale approfondimento tematico, e di un utilizzo limitato dei volti più iconici dell’universo Marvel. Difetti che potrebbero ridurre l’appeal per un pubblico generalista, ma che non tolgono valore a un progetto destinato a incuriosire gli appassionati più accaniti.
Pregi
L’universo Marvel come non lo avete mai visto
Il cast di personaggi scelti è ottimo e interessante
Sequenze action brutali e spettacolari
Atmosfera tesa e sempre imprevedibile
Difetti
Trama lineare e a tratti banale
I personaggi risultano poco espressivi
Sfruttamento limitato di alcune figure iconiche
7.5
Voto