Nel panorama dei beat ’em up moderni capita sempre più spesso di imbattersi in titoli capaci di coniugare con la stessa naturalezza nostalgia pura e freschezza creativa, e il titolo che recensiremo oggi, Marvel Cosmic Invasion, sviluppato da Tribute Games e pubblicato da Dotemu, non fa eccezione.
Chi ha assaporato la rinascita del picchiaduro a scorrimento, avvenuta anche grazie allo studio canadese e ai suoi bellissimi Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge e al recentissimo Absolum (che abbiamo recensito qui) , progetto che – pur diverso per atmosfere e impostazione – conferma la capacità del team di esplorare generi contigui al beat’em’up , saprà riconoscere in Marvel Cosmic Invasion la stessa passione per design, ritmo e fedeltà alle origini. Unito alla volontà di svecchiare la formula classica, ha dato ai nostalgici quel pizzico di modernità capace di sorprendere e intrigare.
Grazie al successo di quei titoli, Tribute Games ha infatti dimostrato di saper cogliere l’anima dei classici e rilanciarla con intelligenza, e con questo nuovo gioco sembra voler alzare ulteriormente l’asticella, passando a un’epica cosmica a base di “supermazzate” tutta nuova.
Il risultato è un’esplosione di energia arcade, che abbandona con decisione le patine cinematografiche dell’MCU per tornare alle radici più vivaci e fumettistiche dell’universo Marvel e dei tantissimi titoli a opera di Capcom, Data East, Konami e U.S. Gold che invasero le sale giochi negli anni ’90. Forte dell’eredità di capolavori come i beat’em’up del calibro di X-Men, The Punisher o Captain America & The Avengers e dei picchiaduro a incontri come Marvel Vs Capcom, X-Men: Children Of The Atom, Marvel Super Heroes e tantissimi altri , il gioco si presenta come una dichiarazione d’amore all’epoca d’oro dei cabinati e alle saghe più cosmiche dei fumetti.
Ma questa Cosmic Invasion sarà davvero imperdibile? Basteranno il carisma della sua pixel art, la fluidità degli attacchi o la scintillante colonna sonora per farne un’opera di culto?
Indossate maschera e tutina in spandex, urlate «Vendicatori, uniti!» a pieni polmoni e lanciatevi con noi nell’analisi certosina di questo coloratissimo picchiaduro a scorrimento!
VEDI ANNIHILUS E POI MUORI :
LA TRAMA DI MARVEL COSMIC INVASION
Marvel Cosmic Invasion imbastisce una storia semplice, adattissima al genere, ma che punta subito in alto con l’ambizione tipica dei grandi eventi fumettistici Marvel. Al centro di tutto c’è Annihilus, il tirannico signore della Zona Negativa, che scatena la sua colossale armata a base di insettoidi con una dichiarazione di intenti tanto semplice quanto devastante: far crollare il cosmo per assicurare il suo dominio. È un incipit che funziona perché non perde tempo a costruire tensione artificiale: l’universo Marvel è già invaso dalle forze di Annihilus , e il gioco vi catapulta dentro l’azione senza chiedere permesso.
La risposta degli eroi è altrettanto immediata. Quindici personaggi provenienti da ogni angolo del pantheon Marvel – da figure cosmiche come Nova e Silver Surfer a eroi terrestri come Spider-Man, Captain America e Wolverine – vengono riuniti in una task force improvvisata, quasi disperata. La narrazione trova un efficace punto di equilibrio proprio in questa eterogeneità: la collaborazione tra titani galattici e vigilanti urbani crea frizioni, battute e dialoghi più seriosi, che danno respiro ai brevi momenti narrativi tra un livello e l’altro.

Il viaggio narrativo è quanto di più vicino a una miniserie cosmica ci si possa aspettare da un beat ’em up. Si parte da un’iconica New York messa a ferro e fuoco, si passa attraverso l’Helicarrier dello S.H.I.E.L.D., e da lì l’avventura si apre su scenari sempre più vasti e pittoreschi: Asgard assediata, le Terre Selvagge sconvolte, il mondo dei simbionti Klyntar che ribolle sotto il dominio dell’onda invasiva, fino all’area blu della Luna. Ogni ambientazione introduce un frammento diverso dell’impatto dell’Onda Annihilation, raccontando senza troppi giri di parole l’estensione della battaglia.
La narrazione, pur rimanendo legata alla struttura lineare del genere, si prende qualche pausa per respirare attraverso brevi scene animate e dialoghi asciutti ma funzionali, che chiariscono gli spostamenti nel cosmo e spiegano perché gli eroi siano costretti a correre da una zona all’altra. A fare da collante c’è la Matrice Cosmica, un hub di collezionabili che include anche un’enciclopedia interna. Non rivoluziona il genere, ma rappresenta un tentativo sincero di conferire profondità a un racconto che, altrimenti, rischierebbe di farsi inghiottire dal ritmo indiavolato dei combattimenti.
UNA DANZA COSMICA A QUATTRO PUGNI:
IL GAMEPLAY
Il gameplay di Marvel Cosmic Invasion è costruito attorno a un’idea semplice ma efficace: un beat ’em up classico che non vuole reinventare il genere, ma renderlo più muscolare, più leggibile e più spettacolare. Ogni scontro è una piccola esplosione controllata di colpi, poteri e caos, in cui la fisicità delle animazioni e il feedback dei colpi fanno metà del lavoro.
Cosmic Invasion costruisce la sua identità sulla potenza delle varie mosse: colpi che “scrocchiano”, combo spettacolari ed effetti visivi decisamente appaganti. Tribute Games rimette in circolo la grammatica del picchiaduro a scorrimento, prendendo in prestito il ritmo e tantissime mosse dai vari picchiaduro a incontri della Capcom (guardate Iron Man e Spiderman per rendervene conto), ma senza limitarsi a replicare ciò che già conosciamo: l’arricchisce con un ritmo più moderno e una verticalità del combattimento che sorprende.

Ogni personaggio del roster — dai grandi classici ai protagonisti più insoliti come Cosmic Ghost Rider o Beta Ray Bill — possiede un moveset unico, pensato per trasmettereidentità prima ancora che potenza.
Le combo concatenabili, gli attacchi aerei, il volo (per alcuni personaggi come Nova o Iron Man) le schivate direzionali e le Ultimate tematiche trasformano il combattimento in un piccolo spettacolo personale: Rocket che piazza gadget esplosivi e trappole su tutto il campo di battaglia,Capitan America con il suo scudo impenetrabile, She Hulk , che in Cosmic Invasion svolge il ruolo di Zangief della situazione. Intendiamoci, non è un sistema di fighting complesso come quello di un Marvel Vs Capcom, non dovrete imparare centinaia di combo e finisher, ma sorprende quanto lasci margini di studio: timing, cancellazioni, juggling, gestione dei nemici a distanza. Il gioco ricompensa chi va oltre il button mashing, pur rimanendo accessibile.
Un dettaglio, anche questo preso dai fighting game ad incontri, che dà ulteriore profondità al sistema, è la possibilità di gestire due personaggi in simultanea, alternandoli al volo con una meccanica detta Cosmic Swap. Non si tratta solo di un cambio estetico o di un “personaggio di riserva”: è un vero e proprio strumento tattico che permette di costruire combo ibride, iniziando una sequenza con un eroe e concludendola con l’altro e soprattutto di interrompere attacchi nemici e spezzarne prese devastanti.
L’alternanza diventa quindi un’estensione naturale dei moveset, un modo per mantenere il flusso del combattimento sempre vivo e per correggere gli errori in tempo reale, trasformando ogni livello in un piccolo esperimento di sinergie, che diventa ancora più ampio in modalità cooperativa, dove quattro giocatori possono controllare un totale di otto eroi, trasformando il campo di battaglia in un vero e proprio inferno per gli sgherri del tiranno della Zona Negativa.

Ogni livello della campagna culmina poi in uno scontro con un boss unico e tematico, trasformando ogni tappa del viaggio in una piccola mini-epopea all’interno della guerra galattica. Questi incontri non sono semplici barriere da superare: richiedono spesso una comprensione profonda delle meccaniche viste fino a quel punto, combinando pattern, fasi multiple e la necessità di sfruttare al meglio il sistema Cosmic Swap tra i due eroi in squadra. Alcuni boss punteranno sulla velocità e sulla reattività, altri su zone di arena che cambiano nel corso della lotta, e altri ancora su minions che entrano e escono continuamente dalla mischia, creando un ritmo molto diverso rispetto agli scontri standard contro orde di nemici.
I LIVELLI
Questa varietà di approcci si riflette anche nella costruzione dei livelli stessi: pur mantenendo una struttura classica da beat ’em up, ognuno dei sedici livelli narrativamente connessi della Modalità Storia ha una personalità visiva e meccaniche distintive, con il proprio ritmo, sfide e sfumature estetiche che evitano – almeno nelle prime ore – la sensazione di ripetitività tipica del genere.

La varietà dei livelli in Marvel Cosmic Invasion si fa sentire fin dai primi istanti: si va dalle prigioni di Genosha, affollate di prigionieri mutanti (da salvare) e Sentinelle, alla Wakanda invasa da Klaw e dagli insettoidi, fino all’Helicarrier dello S.H.I.E.L.D., danneggiato dall’attacco dell’A.I.M., probabilmente la zona più indicativa della differenziazione di gameplay. Qui il livello si divide in due fasi: nella prima bisogna fare attenzione a non cadere nei numerosi buchi del pavimento del mezzo creatisi durante i combattimenti tra le due fazioni, lanciandoci invece i tanti sgherri di M.O.D.O.K. per facilitarsi la vita. Nella seconda parte entrano in gioco torrette fisse attivabili a pugni, utili a sfoltire le orde di avversari in maniera strategica.
Questo tipo di design dimostra come il gioco non si limiti a proporre semplici combattimenti a scorrimento, ma sappia combinare ambientazioni dinamiche e interattive con il sistema di combo e ilCosmic Swap, offrendo ai giocatori la possibilità di sperimentare approcci diversi a seconda del duo scelto e della situazione in campo.
Nella modalità Arcade, questi stessi livelli vengono riproposti in un formato più essenziale, in dodici stage dove il focus è posto sulla purezza del combattimento e della scalata al punteggio, con percorsi snelliti da dialoghi e sbocchi narrativi, ma mantenendo l’ossatura degli scontri con i tanti minions e contro i boss.
SBLOCCABILI E RIGIOCABILITA’
Oltre al gameplay frenetico e ai livelli spettacolari, Marvel Cosmic Invasion premia la curiosità e la sperimentazione con un sistema di sbloccabili che arricchisce progressivamente l’esperienza. I giocatori possono ottenere voci enciclopediche, skin alternative, brani della colonna sonora e modificatori che cambiano il gameplay nella Arcade Mode (vite illimitate, duplicati di personaggi, nemici più forti, difficoltà personalizzate) .
Questi contenuti si sbloccano attraverso i cubi della Matrice Cosmica, raccolti durante i livelli e/o completando le varie sfide della Modalità Storia. Tutti i personaggi acquisiscono inoltre punti esperienza durante i combattimenti e, al termine di ogni area, la coppia di eroi prescelta — che può essere cambiata prima dell’inizio di ogni stage— può aumentare di livello, incrementando statistiche come punti salute e punti “mana”, utili per le supermosse.

Nonostante la ricchezza di contenuti sbloccabili e il sistema di potenziamento dei personaggi però, qualsiasi velleità di estrema rigiocabilità va a scontrarsi con la limitata struttura e numero dei livelli. La Modalità Storia conta infatti sempre e comunque sedici zone, e per quanto siano ben caratterizzate, visivamente distintive e ricche di interazioni, il loro numero ridotto finisce per farsi sentire dopo un paio di partite, rendendo ridondante l’esperienza, soprattutto se si punta a potenziare al massimo ogni eroe del roster. A questo si aggiunge la poca varietà dei nemici, con molte ondate che riciclano gli stessi modelli e pattern, un elemento che tende a rendere alcuni scontri più prevedibili e meno stimolanti, specialmente nelle fasi avanzate della campagna o nelle run Arcade, figuriamoci dopo una nuova partita.
Un approccio come questo poteva fare felicissimi i gamer negli anni ’90, e un gioco del genere sarebbe stato considerato privo di difetti quando i titoli erano pochi, costosi e ogni contenuto extra rappresentava una vera ricompensa, ma al giorno d’oggi è improbabile che i giocatori rigiochino lo stesso videogioco per decine di volte solo per sbloccare un costume di colore diverso o la voce enciclopedica di un personaggio già noto. Ci si può quindi chiedere se, in fondo, non sarebbe stato meglio mantenere le cose più semplici, offrendo ai player un picchiaduro a scorrimento immediato e divertente, senza diluire eccessivamente il contenuto.
ANALISI TECNICA:
GRAFICA, ANIMAZIONI E COLONNA SONORA
Dal punto di vista tecnico, Marvel Cosmic Invasion mostra subito la cura con cui Tribute Games ha lavorato su grafica e animazioni, riuscendo anche in questo frangente a fondere uno stile retrò con dettagli moderni. La direzione artistica punta su colori vividi, scenari ricchi di particolari e design dei personaggi immediatamente riconoscibili, capace di restituire l’impatto visivo dei fumetti e delle trasposizioni cinematografiche, senza sacrificare la chiarezza durante le battaglie più frenetiche.
Oltre al design, anche le animazioni dei personaggi sono fluide e reattive: combo, attacchi aerei e Ultimate hanno un peso visivo e sonoro, con effetti che rendono ogni colpo soddisfacente, mentre i nemici, pur non estremamente vari nella tipologia, risultano leggibili e coerenti con il ritmo di gioco.

Il comparto sonoro gioca un ruolo altrettanto centrale nel definire l’esperienza: la colonna sonora è energica e dinamica, ritornando sui lidi di Marvel Vs Capcom, con tracce chiptune dalle fortissime influenze epic metal e synthwave. Battaglie frenetiche sono accompagnate da brani che richiamano il sound dei classici beat ’em up anni ’90, con chitarre elettriche midi, sintetizzatori e percussioni incalzanti, mentre le fasi narrative presentano motivi più epici o atmosferici, capaci di dare respiro agli scontri.
Gli effetti audio, dalle esplosioni ai colpi pesanti, dalle schivate agli attacchi a distanza, sono precisi e soddisfacenti, dando una sensazione tattile delle botte e della fisicità dei personaggi. Il doppiaggio, seppur limitato, è efficace e funzionale: poche frasi iconiche e commenti durante le Ultimate (come il “BERSERKER BARRAGE!” gridato a gran voce da Wolverine) bastano a dare personalità ai personaggi ed epicità e peso all’azione, senza appesantirla né distrarre il giocatore dalla frenesia della battaglia.
Ringraziamo Cosmocover per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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