Tra l’uscita della versione Nintendo Switch 2 di Super Mario Wonder e l’arrivo nelle sale dell’attesissimo Super Mario Galaxy Il Film, possiamo finalmente dire di essere entrati nel pieno delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario dell’idraulico più famoso del mondo!
E mentre il film sta dividendo pubblico e critica, oggi vogliamo concentrarci sulla componente videoludica del franchise che torna sotto i riflettori grazie all’espansione “Tutti al Parco Bellabel”, pensata per arricchire ulteriormente quello che molti già considerano il miglior capitolo moderno della saga.
Super Mario Bros. Wonder, d’altronde, resta uno dei titoli più creativi e sorprendenti mai realizzati da Nintendo, che ha finalmente liberato il lato 2D dell’IP dall’estetica troppo classica e priva di espressività che lo accompagnava fin dai tempi del Nintendo DS.
Con una reputazione così alta, però, le aspettative per qualsiasi nuovo contenuto sono inevitabilmente enormi. Riuscirà, quindi, questa espansione a mantenere lo stesso livello qualitativo e a offrire motivi effettivamente validi per tornare a esplorare il Regno dei Fiori?
Scopritelo nella nostra recensione!
Le novità dell’espansione
Prima ancora di entrare nel vivo di quello che possiamo tranquillamente definire un vero e proprio DLC completo, è necessario dedicare spazio a una breve panoramica informativa su alcuni dei nuovi contenuti introdotti. Parliamo in particolare dei due nuovi personaggi giocabili, Rosalinda e Sfavillotto, arrivati nel Regno dei Fiori giusto in tempo per accompagnare il loro debutto cinematografico.
Rosalinda, in termini di gameplay, non si discosta particolarmente dagli altri protagonisti già disponibili, configurandosi di fatto come una nuova skin giocabile priva di novità ma comunque gradita e impreziosita da animazioni eleganti oltre che da una presenza scenica sempre piacevole da osservare.

Abbiamo più da dire, invece, sull’introduzione di Sfavillotto. Il piccolo assistente della principessa funziona infatti come un’ulteriore modalità facile che si affianca a personaggi come Ruboniglio e Yoshi: infatti, non può subire danni e contribuisce principalmente a rendere il percorso più sicuro per gli altri giocatori.
Il personaggio funzionerà come un puntatore che si muove libero sullo schermo e rapidamente nell’area di gioco, pensato esclusivamente per il secondo giocatore, diventando di fatto l’opzione ideale per chi vuole partecipare senza affrontare direttamente le difficoltà del platform (insomma, il classico personaggio che viene affidato al fratellino più piccolo).
Troviamo anche una nuova modalità assistita che rende completamente impossibile subire danni con qualsiasi personaggio selezionato, e persino le cadute fuori dalla mappa vengono immediatamente annullate grazie all’intervento di un fiore elica che riporta automaticamente il giocatore con i piedi per terra.
Se da un lato è sempre positivo avere più opzioni accessibili a tutti, soprattutto in un titolo pensato anche per un pubblico molto giovane, dall’altro non possiamo fare a meno di chiederci se fosse davvero necessario aggiungere ulteriori personaggi invincibili e persino un’intera modalità in cui è impossibile morire.
Tra le novità dell’espansione troviamo anche un nuovo power-up, perfettamente in tema con il resto del DLC, che trasformerà Mario e i suoi amici in un… fiore! In questa forma sarà possibile eseguire un doppio salto, fluttuare brevemente (in maniera simile alla trasformazione scoiattolo vista in New Super Mario Bros. U) e persino lanciare enormi fiori verso l’alto per colpire nemici altrimenti irraggiungibili.

Si tratta indubbiamente di una forma divertente che facilità immensamente le sezioni platform, ma la cui utilità risulta piuttosto limitata in quanto potrà essere utilizzata esclusivamente nei nuovi livelli introdotti con l’espansione.
E sebbene sia presente anche una spilla che permette di convertire qualsiasi altro power-up nella forma fiore, questa verrà ottenuta solo nelle fasi finali del DLC quando la maggior parte dell’avventura principale sarà ormai completata, rendendola praticamente superflua se non per chi intende rigiocare i livelli già affrontati.
In totale onestà, dal punto di vista del bilanciamento, non ci aspettavamo diversamente ma resta comunque un peccato vedere una trasformazione così interessante relegata solo a pochi momenti specifici dell’esperienza.
Un mare di contenuti da completare
Andando ora nel vivo dei contenuti più interessanti, è bene precisare che questi si dividono tra esperienze pensate per il gioco offline single player e modalità invece interamente dedicate al multiplayer.
Entrambe sono collegate a due aree distinte del Parco Bellabel, la nuova zona introdotta con l’espansione, che funge da vero e proprio mondo aggiuntivo pur senza presentare livelli giocabili.
Questa volta il nostro obiettivo sarà invece quello di inseguire i Bowserotti, tornati a tormentare Mario e i suoi amici, per recuperare i caratteristici Fiori Bellabel che donavano al parco la sua melodia e che ora sono stati rubati. I caratteristici antagonisti compariranno nei vari mondi presso alcune tende allestite da Captain Toad, dalle quali potremo accedere a livelli inediti che, dopo una breve sezione platform, culmineranno in uno scontro diretto contro i Bowserotti.

Dimenticate però le boss fight ripetitive viste nei capitoli più infami della serie New; in Super Mario Bros. Wonder ogni Bowserotto sarà influenzato dal Fiore Wonder, ottenendo poteri estremamente caotici e perfettamente in linea con quanto visto nella campagna principale.
Così Wendy si trasformerà in un enorme pesce, Roy diventerà un fantasma al comando di un galeotto gigantesco e Ludwig assumerà le sembianze di una vera e propria divinità greca. Questa creatività si riflette anche nel gameplay delle battaglie, tutte diverse tra loro e sorprendentemente inventive, al punto da mettere nell’ombra le boss fight di Bowser Jr. presenti nel gioco base.
E in effetti, è proprio questo ciò di cui il gioco aveva bisogno. Se infatti uno degli aspetti più deboli dell’esperienza erano le battaglie contro i boss, l’aggiunta di questi nuovi livelli riesce finalmente a colmare uno dei limiti più evidenti del titolo andando a intervenire sull’unico elemento che nella versione base ci aveva sempre fatto storcere il naso
Le nuove boss fight risultano inoltre perfettamente integrabili nell’avventura principale man mano che si avanza, contribuendo a migliorare ulteriormente quella che, a nostro parere, resta una delle migliori esperienze mai vissute con l’idraulico baffuto.

In aggiunta, l’espansione introduce anche un vero e proprio mare di sfide extra pensate per mettere alla prova i giocatori con challenge basate sul soddisfare determinati requisiti: in alcune dovremo eliminare tutti i nemici nel minor tempo possibile, in altre evitarli completamente mentre corriamo verso il traguardo, mentre altre ancora ci chiederanno di raccogliere ogni singola moneta lungo il percorso.
Si tratta di una moltitudine di livelli inediti capaci di tenervi impegnati a lungo nel tentativo di completarli, e non mancano inoltre rematch contro i Bowserotti in versioni potenziate fino ad arrivare a sfide che richiederanno addirittura di sconfiggerli senza subire alcun danno.
In breve, chi cerca qualcosa di più di una semplice passeggiata nel parco troverà pane per i propri denti con circa sei ore di contenuti offline tra nuove boss fight e ben 74 sfide extra.

Infine, questa espansione si rivela un vero e proprio El Dorado per gli amanti del completismo e per chi desidera portare a termine i propri giochi al 100% con ogni possibile ricompensa: parliamo di nuove spille, emoticon da utilizzare online e ben 148 abbellimenti con cui personalizzare il Parco Bellabel. Saranno inoltre presenti diversi strumenti musicali da collezionare per formare una vera e propria banda, così da rendere l’area ancora più vivace.
Tutti questi elementi potranno essere ottenuti tramite un sistema simil-gacha legato ai fiori e alle fontane del parco, dove sarà possibile utilizzare dell’acqua speciale per far sbocciare le nostre tanto agognate ricompense.
Progredendo nelle sfide aumenterà anche la quantità d’acqua ottenuta, così come partecipando ai minigiochi online e locali (che vedremo fra poco nella recensione), riuscendo ad allungare nettamente la longevità dell’espansione per chi vuole spremere ogni singolo contenuto disponibile.
Va però detto che molte di queste ricompense non sono poi così interessanti, e il farming necessario per ottenerle tutte rischia di trasformare la rigiocabilità in una ripetizione poco stimolante e più vicina alla noia.
Il multiplayer del Parco Bellabel
Arriviamo quindi infine ai contenuti multiplayer che l’espansione ha da offrire, suddivisi ancora una volta in due principali categorie: una serie di minigiochi locali (che saranno disponibili anche attraverso gamechat), pensati sia in chiave competitiva che cooperativa, e un secondo gruppo di attività affrontabili esclusivamente online insieme ai propri amici.
È però necessario chiarire fin da subito che, anche nelle modalità online, non è presente alcun sistema di matchmaking e sarà quindi possibile giocare soltanto invitando amici già presenti nella propria lista, escludendo completamente la possibilità di unirsi a partite con altri giocatori casuali.
Questo significa che, qualora non abbiate conoscenti in possesso del gioco o anche semplicemente del DLC, una parte consistente dei contenuti risulterà di fatto inaccessibile. Allo stesso modo, nei momenti in cui nessuno dei vostri amici sarà disponibile, non esisterà alcuna alternativa per accedere alle modalità online.

Una scelta che appare difficile da giustificare nel panorama attuale, dove la possibilità di giocare con utenti sconosciuti rappresenta ormai uno standard in titoli simili.
A rendere la situazione ancora più limitante contribuisce inoltre la decisione di relegare molti minigiochi esclusivamente al multiplayer locale, restringendo ulteriormente le opportunità di fruizione per chi desidera semplicemente divertirsi con le nuove modalità introdotte.
Passando ora alla qualità effettiva dei minigiochi, dobbiamo ammettere che molte delle attività proposte si sono rivelate davvero divertenti e ben costruite, al punto da averci spinto a rigiocarle più volte. Questo vale soprattutto per le modalità locali, che si avvicinano più a un vero e proprio party game che a un classico platformer grazie anche a sfide capaci di valorizzare personaggi che magari difficilmente avremmo scelto durante l’avventura principale.

Meno interessanti risultano invece i minigiochi online che, oltre a essere numericamente inferiori, soffrono di una certa ripetitività: a eccezione di un paio più riusciti, la maggior parte delle modalità si riduce a semplici gare di velocità contro gli altri giocatori prive però di differenze sufficienti per risultare davvero distintive.
La loro stessa natura di percorsi da completare nel minor tempo possibile porta inoltre a sessioni estremamente brevi, tanto che sarà possibile provarle tutte nell’arco di pochi minuti.
Sicuramente l’idea alla base di questi contenuti resta comunque decisamente valida e non possiamo negare di esserci divertiti con buona parte delle attività proposte (soprattutto in locale) tanto da immaginare di tornarci anche in futuro, ma allo stesso tempo è innegabile che l’esecuzione non sia stata proprio delle migliori.

Ci auguriamo quindi che Nintendo possa intervenire con aggiornamenti futuri, introducendo magari un sistema di matchmaking online capace di rendere queste sfide più accessibili e longeve. Allo stato attuale, infatti, questo lato del Parco Bellabel finisce per apparire più come un contenuto accessorio pensato solo per arricchire ulteriormente l’offerta dell’espansione piuttosto che come uno dei suoi punti di forza principali.
Ringraziamo Nintendo per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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