Nel segmento dei mouse da gaming pochi nomi possono vantare la medesima reputazione che Logitech si è costruita nel tempo con la propria linea Pro X Superlight, divenuta nel giro di appena un paio di generazioni una sorta di metro di paragone per qualunque prodotto ambisca al titolo di periferica competitiva per eccellenza. Un dominio cementificato sulla leggerezza, sulla pulizia della forma e su una scheda tecnica raramente incline al compromesso, capace di mettere d’accordo tanto i professionisti dell’esport quanto la vasta platea di appassionati.
Con la variante DEX, l’azienda prova a smarcarsi dalla tradizionale impostazione ambidestra che aveva accompagnato l’intera serie, proponendo per la prima volta una sagomatura ergonomica e asimmetrica pensata esplicitamente per la mano destra. Un cambio di rotta sicuramente studiato a tavolino, che conserva però intatto il cuore tecnologico della Superlight 2, vale a dire il sensore HERO 2, gli switch LIGHTFORCE, la connettività LIGHTSPEED e il polling rate fino a 8 kHz.

Sarà riuscita Logitech a confezionare un’alternativa ergonomica senza tradire la filosofia che ha reso celebre l’intera gamma?
Scopriamolo in questa recensione!
Packaging
La confezione del Pro X Superlight 2 DEX abbraccia la consueta sobrietà che contraddistingue la gamma alta di Logitech, lontana dagli unboxing scenografici di aziende come Lamzu, ma perfettamente coerente con l’indole essenziale del prodotto.

Una volta sollevato il coperchio troviamo il mouse adagiato nel proprio alloggiamento, accompagnato dal ricevitore LIGHTSPEED, dal cavo da USB-A a USB-C per il collegamento cablato e la ricarica, dall’adattatore di prolunga per il ricevitore e dalla consueta manualistica. La dotazione, come si intuisce, copre lo stretto indispensabile e nulla più. L’adattatore di prolunga, in particolare, si rivela un accessorio tutt’altro che superfluo, poiché consente di avvicinare il ricevitore alla postazione riducendo al minimo le possibili interferenze e migliorando la stabilità del collegamento wireless.
L’unica osservazione negativa che ci sentiamo di avanzare riguarda l’assenza di un set di grip adesivi all’interno della confezione, un accessorio che in prodotti di pari fascia viene ormai dato quasi per scontato e che, vista la natura di questa proposta, avrebbe trovato più di una buona ragione per essere incluso.
Design e qualità costruttiva
Come anticipato, la forma è l’aspetto in cui questo DEX si distingue maggiormente dal resto della serie: laddove i modelli precedenti puntavano su una silhouette bassa e perfettamente simmetrica, questa versione adotta una scocca ergonomica e asimmetrica, con la gobba centrale leggermente spostata e un fianco sinistro sagomato per accogliere il pollice in maniera naturale. Il risultato è un mouse che riempie il palmo, indirizzandosi senza ambiguità a chi cerca un sostegno più marcato durante le sessioni prolungate. La conseguenza negativa, ovviamente, è l’esclusione totale dei mancini, che in questa proposta non trovano alcuna accoglienza.

Il dato che più colpisce resta tuttavia il peso, fermo a circa 60 grammi nonostante l’assenza di qualsiasi alleggerimento a nido d’ape sulla scocca. Logitech rinuncia infatti alle forature che molti concorrenti adottano per limare grammi preziosi, scegliendo un guscio pieno e compatto che trasmette una sensazione di solidità davvero convincente. Durante il nostro provato non abbiamo notato scricchiolii, flessioni o cigolii di sorta, a conferma di un assemblaggio eseguito con la cura che ci si attende da un prodotto di questo livello.
La finitura superficiale è opaca e gradevole al tatto, capace di restituire una presa sicura nella maggior parte delle condizioni, anche se le mani particolarmente soggette a sudorazione potrebbero avvertire l’esigenza di un grip aggiuntivo. La rotella centrale presenta una gommatura con tacche ben definite e un feedback puntuale, mentre i due tasti laterali si collocano in una posizione comoda per il pollice. A completare il quadro interviene un unico, discreto LED di stato, scelta in piena sintonia con la filosofia del prodotto, che rinuncia consapevolmente a qualsiasi “tamarrata” RGB in nome del contenimento del peso e dei consumi.
Sul fondo trovano posto i pattini in PTFE puro, ampi e generosamente dimensionati, l’interruttore di accensione, l’incavo del sensore HERO 2 e la porta USB-C anteriore per la ricarica e l’utilizzo cablato.
Specifiche e prezzo
Riportiamo di seguito le caratteristiche tecniche principali del Logitech Pro X Superlight 2 DEX:
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Tipologia | Mouse da gaming wireless, forma ergonomica asimmetrica |
| Mano | Destra |
| Sensore | Logitech HERO 2 (ottico) |
| Risoluzione | Fino a 44.000 DPI |
| Velocità di tracciamento | 888 IPS |
| Accelerazione | 88 G |
| Switch principali | LIGHTFORCE ibridi (componente ottica e meccanica), 70 milioni di click dichiarati |
| Tasti programmabili | 5 |
| Connettività | LIGHTSPEED wireless, cablata via USB-C |
| Polling rate | Fino a 8.000 Hz |
| Pattini | PTFE puro senza additivi |
| Illuminazione | Assente, solo LED di stato |
| Batteria | Fino a 95 ore (con polling contenuto) |
| Ricarica | USB-C |
| Dimensioni | Circa 125,8 × 67,7 × 40 mm |
| Peso | Circa 60 g |
| Compatibilità | PC Windows / macOS |
Il prezzo di listino si attesta attorno ai 140 euro presso i principali rivenditori europei. Si tratta, senza troppi giri di parole, di un investimento importante e riservato a pochi, che colloca il DEX nella fascia premium del mercato e lo mette in concorrenza diretta tanto con la stessa Superlight 2 in versione simmetrica, oggi reperibile a cifre più contenute, quanto con proposte agguerrite come il Razer Viper V3 Pro.
Una precisazione doverosa riguarda il rapporto fra polling rate e autonomia. Il valore di 95 ore dichiarato dal produttore va inteso in condizioni di polling rate contenute: spingendo il collegamento senza fili fino agli 8 kHz, la durata della batteria si riduce in maniera sensibile, scendendo a poche decine di ore. È una conseguenza scontata per questa tipologia di periferiche e non un difetto in senso stretto, ma è opportuno che il lettore ne sia consapevole prima di dare per assodata l’autonomia massima pubblicizzata.
Sensore, switch e prestazioni
Il fulcro tecnologico del DEX risiede nel sensore HERO 2, lo stesso fiore all’occhiello che equipaggia la Superlight 2 e che rappresenta l’attuale punta di diamante della produzione Logitech. Con una risoluzione che si spinge fino a 44.000 DPI, una velocità di tracciamento di 888 IPS e una tolleranza all’accelerazione di 88 G, Logitech garantisce un rilevamento del movimento impeccabile, privo di interpolazioni, accelerazioni indesiderate o filtraggi che possano alterare l’esperienza d’utilizzo.
Sia chiaro, la stragrande maggioranza degli utenti non sfiorerà mai i limiti superiori di questa scheda tecnica, ma la generosità del margine disponibile è di per sé una garanzia di affidabilità.

Gli switch principali adottano la tecnologia LIGHTFORCE, soluzione ibrida che fonde la prontezza della rilevazione ottica con la sensazione tattile e la corposità tipiche di un interruttore meccanico tradizionale. Il risultato è una pressione netta, reattiva e piacevolmente definita, accompagnata da una resistenza dichiarata di 70 milioni di azionamenti che mette al riparo da preoccupazioni sulla longevità nel lungo periodo. La latenza di click rilevata si è dimostrata fra le più contenute dell’intera categoria, attestandosi su valori prossimi agli 0,125 millisecondi, dato che nella pratica si traduce in una risposta che possiamo definire assolutamente istantanea.
Anche i due tasti laterali restituiscono un feedback asciutto e privo di tentennamenti, mentre la rotella propone una scansione ben percepibile e un click centrale dalla buona consistenza.
In sintesi, la pulsantiera trasmette quella sensazione di prontezza e affidabilità che ci si attende da uno strumento concepito per il gioco ai massimi livelli.
Connettività e batteria
Sul fronte della connessione, il DEX affida tutto alla tecnologia LIGHTSPEED, il protocollo wireless proprietario di Logitech che da anni rappresenta un riferimento per stabilità e reattività. Nel corso del nostro periodo di prova il collegamento si è dimostrato saldo e privo di incertezze, capace di restituire una sensazione di immediatezza che nulla ha da invidiare al cablato, soprattutto una volta sfruttato l’adattatore di prolunga per portare il ricevitore in prossimità della configurazione. In alternativa, resta sempre disponibile la connessione fisica tramite il cavo USB-C, che funge anche da modalità di ricarica e che consente di proseguire il gioco senza interruzioni mentre la batteria si rimette in funzione.
Il mouse spinge il polling rate senza fili fino agli 8 kHz, un valore standard per un prodotto di fascia alta, ma che si traduce in una frequenza di aggiornamento ben 8 volte superiore alle soluzioni tradizionali. Va segnalata l’assenza della connessione Bluetooth, scelta in linea con la vocazione puramente votata al gaming del prodotto, che rinuncia consapevolmente alla versatilità multidispositivo tipica delle periferiche orientate alla produttività.
L’autonomia conferma quanto anticipato in sede di specifiche. Con una frequenza di report contenuta la batteria arriva a coprire fino a 95 ore di utilizzo, dato di tutto rispetto che permette di affrontare settimane di sessioni senza preoccuparsi della ricarica. Alzando il polling fino agli 8 kHz, tuttavia, la durata si contrae in modo marcato, riducendosi a poche decine di ore e imponendo cicli di ricarica molto più frequenti. Sta dunque all’utente individuare il proprio equilibrio fra reattività massima e durata, consapevole che la ricarica rapida via USB-C e la possibilità di giocare con il cavo collegato attenuano comunque qualsiasi disagio.
Software
La gestione del DEX passa, come da tradizione Logitech, attraverso la suite G HUB, ambiente che consente di intervenire sulla rimappatura dei cinque tasti, sulla creazione di macro, sulla regolazione dei livelli di DPI, sulla scelta della frequenza di polling e sulla calibrazione indipendente degli assi X e Y, oltre a offrire la regolazione della soglia di distacco dal piano e la sincronizzazione delle impostazioni con altre periferiche della casa. La possibilità di salvare i profili nella memoria interna del mouse permette inoltre di portare con sé le proprie configurazioni anche su postazioni differenti senza dover riscaricare il programma.


Merita una menzione la funzione G-Shift, che consente di raddoppiare le assegnazioni disponibili mantenendo premuto un tasto designato, espediente prezioso su un mouse che, votato alla pulizia della forma, dispone di un numero contenuto di pulsanti. Proprio su questo punto va avanzata una considerazione: l’assenza di un tasto dedicato e immediatamente accessibile per il cambio al volo della sensibilità potrebbe far storcere il naso a chi è abituato a passare rapidamente fra preset diversi, costringendo a una configurazione tramite software.
Nel suo complesso, G HUB si conferma uno strumento completo e profondo nelle opzioni, anche se non sempre impeccabile sotto il profilo della fluidità e dell’immediatezza, con qualche rigidità di troppo che chi ha già frequentato l’ecosistema Logitech conosce bene. Nulla che ne comprometta la sostanza, ma un’interfaccia più snella sarebbe senz’altro auspicabile.
Utilizzo e impressioni
Abbiamo impiegato il Pro X Superlight 2 DEX come periferica principale per un paio di settimane, alternando sessioni intense di sparatutto competitivi a un utilizzo più disteso fra produttività e navigazione, così da valutarne il comportamento in ogni contesto.
La prima impressione, ampiamente confermata con il passare delle ore, è quella di un mouse che riesce a farsi dimenticare nel senso più positivo del termine. La leggerezza di appena 60 grammi, unita a una scocca solida e priva di forature, restituisce una maneggevolezza che agevola l’utilizzo, mentre la nuova sagomatura ergonomica accoglie la mano destra con un sostegno che la versione simmetrica non era in grado di offrire. Chi predilige una presa palmare o semi ad artiglio troverà nel DEX un alleato particolarmente confortevole nelle sessioni di lunga durata.

Sul versante prestazionale, il sensore HERO 2 traccia con precisione chirurgica, gli switch LIGHTFORCE rispondono con prontezza esemplare e la combinazione fra leggerezza, scorrevolezza dei pattini in PTFE e stabilità del collegamento LIGHTSPEED concorre a un’esperienza di mira sempre fluida e appagante. I pattini, ampi e ben rifiniti, garantiscono uno scorrimento omogeneo sulla maggior parte delle superfici, restituendo quella prevedibilità nei micro aggiustamenti che fa la differenza in un prodotto premium.
Resta qualche aspetto sul quale è giusto richiamare l’attenzione del potenziale acquirente. La natura rigorosamente per destrimani esclude a priori i mancini, la dotazione priva di grip adesivi penalizza chi soffre di sudorazione. ed il numero contenuto di tasti limita la versatilità per chi proviene da mouse più ricchi di comandi.
Ringraziamo Logitech per averci fornito un sample del prodotto per realizzare questa recensione.
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