Nel panorama delle IEM economiche capita spesso di imbattersi in modelli che promettono molto più di quanto riescano davvero a offrire: bassi esagerati, alti scintillanti, schede tecniche piene di numeri altisonanti. Ma la nostra esperienza con le Kiwi Ears Cadenza si è rivelata davvero diversa.
Appena le si infila nelle orecchie, la sensazione iniziale è quella di trovarsi davanti a qualcosa di essenziale, ma curato. Non urlano la loro presenza con bassi eccessivi o alti brillanti, eppure qualcosa nella loro leggerezza, nel suono limpido e bilanciato e nel fit immediato invoglia ad ascoltare ancora un brano, poi un altro, sino a non staccarsele più dalle orecchie.

Canzone dopo canzone, partita dopo partita, e provandole su vari device, è cresciuta la nostra curiosità: quanto riusciranno a sorprendere davvero queste IEM dal prezzo contenuto? E soprattutto, riusciranno a conquistare anche chi, abituato a modelli più costosi, tende a essere diffidente verso prodotti economici?
Con questa domanda ancora sospesa, il viaggio nell’ascolto delle Kiwi Ears Cadenza ha inizio: siamo pronti a svelare progressivamente se il loro equilibrio e la loro coerenza sonora valgono davvero più di quanto suggerisca il prezzo.
SPECIFICHE TECNICHE
Le Kiwi Ears Cadenza montano un driver dinamico da 10 mm, hanno impedenza di 32 ohm, sensibilità di 110 dB, risposta in frequenza da 20 Hz a 20 kHz e adottano una connessione 2-pin da 0,78 mm con jack da 3,5 mm. La scocca è in resina e il cavo è rimovibile.
Sulla carta non sembrano voler impressionare con soluzioni complesse o trovate particolari. E in realtà va benissimo così, perché qui il senso del prodotto non è nella spettacolarità tecnica, ma nella coerenza del progetto. È una IEM semplice, ben centrata e costruita con l’idea di offrire un ascolto piacevole e versatile, senza inutili complicazioni.
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Driver | Dinamico al berillio da 10 mm |
| Sensibilità | 110 dB SPL/mW |
| Risposta in frequenza | 20 Hz – 20 kHz |
| Impedenza | 32 Ω |
| Materiale scocca | Resina medical grade |
| Connessione cavo | 0,78 mm 2-pin |
| Jack | 3,5 mm |
| Prezzo di riferimento | circa 35 dollari / fascia sotto i 50 euro |
LA CONFEZIONE E IL CONTENUTO
La confezione è essenziale, pulita, senza particolari fronzoli, ma davvero curata, nella sua semplicità. All’interno si trova tutto il necessario per iniziare subito a usare le Cadenza: auricolari, cavo rimovibile e una buona quantità di gommini di tutte le taglie, con diverse opzioni di elasticità/colore, sufficienti per trovare abbastanza facilmente il fit giusto e, perché no, accontentare anche i palati più armocromatici. E a questo proposito, le Cadenza sono disponibili in quattro variabili di colore.
Esattamente come abbiamo riscontrato nella nostra recente recensione del DAC Kiwi Ears Allegro Mini, non abbiamo trovato una confezione e degli accessori pensati per impressionare; ma, come avevamo già scritto in quella review, non crediamo sia quello l’obiettivo. Tutto appare piuttosto funzionale, concreto, senza sprechi.

Anche il cavo rimovibile è un altro dettaglio che abbiamo apprezzato, dato che allunga la vita del prodotto. Insomma, non sarà uno di quelli che rimane impresso per qualità o finitura, ma fa il suo dovere e anche la sua figura, dal punto di vista visivo. È semplicemente adeguato, e per un prodotto di questo tipo può bastare; potreste anche cambiarlo prima della ”sua ora” con qualcosa di più resistente o performante, ma non otterreste benefici sensibili, almeno da un punto di vista sonoro.
Sempre a proposito della dotazione inclusa nella confezione delle Kiwi Ears Cadenza, inserire correttamente sia i gommini nelle cuffie e il jack nella presa a due poli universale non è complicatissimo, ma può richiedere un po’ di attenzione, soprattutto a chi si avvicina per la prima volta al mondo delle IEM. Non è nulla di impossibile, ma per un neofita può essere un piccolo esercizio di pazienza e precisione, sopratutto se sceglierete (come nel nostro caso) i gommini bianchi, che sono risultati abbastanza ostici.
ANALISI STRUTTURALE E COMFORT
Esteticamente le Cadenza sono molto gradevoli. La scocca in resina è leggera, ben rifinita e ha un aspetto più curato e originale di quanto ci si potrebbe aspettare da una IEM di questa fascia. Non trasmettono una sensazione premium nel senso più alto del termine, ma neppure quella di un prodotto economico generico. Anzi, danno l’idea di essere state progettate con un’attenzione generale parecchio alta, sotto tutti i punti di vista.

Anche sul piano del comfort ci hanno convinto. Sono leggere, si inseriscono bene e una volta trovati i tip giusti si lasciano indossare per molto tempo senza creare fastidio. Chiaramente il fit resta sempre una questione personale e dipende molto dalla forma dell’orecchio, ma nel complesso ci sembrano tra quelle IEM che riescono ad adattarsi bene alla maggior parte degli utenti.
ANALISI DELLE PRESTAZIONI SONORE
Il suono delle Kiwi Ears Cadenza, insieme al prezzo di circa 30€, è il motivo principale per cui vale la pena prenderle in considerazione. Non sono auricolari costruiti per impressionare con frequenze artificiosamente pompate, ma per suonare bene in modo credibile e naturale. E da questo punto di vista l’azienda cinese ha assolutamente fatto centro.
Il dettaglio sonoro delle Kiwi Ears Cadenza è davvero molto buono, sopratutto se pilotate da DAC o schede audio di fascia medio/alta. La gamma bassa è presente, ben controllata e sufficientemente profonda, ma non invade mai il resto della scena. Non siamo davanti a una IEM pensata per chi cerca un basso enorme o particolarmente ”pompato”. Qui le frequenze low lavorano più di precisione che di esuberanza, e personalmente, considerando anche che il resto della collezione di cuffie di chi scrive è bass oriented, va benissimo così, perché lascia respirare molto meglio il resto della gamma sonora.

I medi sono probabilmente la parte meglio riuscita del tuning. Le voci suonano pulite, naturali, ben leggibili, senza quella sensazione artificiale che spesso rovina le IEM entry level. C’è una buona presenza, ma non c’è invadenza. È una resa che funziona molto bene con pop, acustica, jazz, cantautorato e in generale con tutta la musica che vive davvero nel medio, oltre che risultare davvero piacevoli per podcast e parlato.
La gamma alta è rifinita abbastanza bene, anche se non la definiremmo il vero punto di forza del prodotto. Non è particolarmente aggressiva, e questo è un pregio importante, soprattutto nelle sessioni lunghe, dove l’effetto “radiolina d’epoca” può diventare pesante. Allo stesso tempo non è neanche la più ariosa o scintillante che abbia sentito in questa fascia. Rimane comunque una resa molto equilibrata, civile, se vogliamo.
Per quanto riguarda la separazione tra le varie frequenze è più che dignitosa e l’escursione sonora, pur non essendo enorme, restituisce comunque una sensazione piacevole di apertura. Non fanno gridare al miracolo, ma non ne hanno bisogno. Il loro valore sta nel modo in cui mettono insieme tutto con coerenza senza impastare il suono, come tantissime soluzioni audio di fascia molto più alta.

Un altro aspetto che noterete subito è l’isolamento acustico. Le Cadenza riescono a schermare efficacemente i rumori esterni, permettendovi di immergervi nella musica anche in ambienti discretamente rumorosi. Questa caratteristica le rende ideali non solo per l’ascolto in mobilità, ma anche per sessioni di lavoro o studio senza distrazioni, e contribuisce a far emergere la chiarezza del suono in ogni gamma.
Per quanto riguarda le prove pratiche, le abbiamo testate con il sopracitato DAC portatile Allegro Mini, sempre di Kiwi Ears, sia su smartphone sia su PC tramite un adattatore USB-C. In questa configurazione, la risposta è risultata adeguata, coerente con la fascia economica del DAC, anche se a volumi molto elevati si percepisce una leggera tendenza alla distorsione e (soprattutto su smartphone) la tendenza a recepire diversi rumori di fondo causati da interferenze elettromagnetiche, cosa che non è capitata con altre cuffie/IEM e che ci ha un po’ sconcertato.

Con la nostra scheda audio dedicata M-Audio Air 192-4, le Cadenza hanno invece mostrato un suono molto più cristallino e nessuno strano ronzio, convincendoci sia a livello musicale sia per uso gaming e fruizione di contenuti video.
Abbiamo anche provato gli auricolari con diversi bassi elettrici e un amp modeler Positive Grid Spark 2, per tutti i chitarristi e i bassisti alla ricerca di un paio di IEM, e bisogna ammettere che questo è il frangente dove più ci hanno stupito, confermandosi a sorpresa come un set ideale per suonare o ascoltare senza fare rumore, trasformandole nelle vostre IEM di riferimento quando volete fare pratica senza disturbare.

LeKiwi Ears Cadenza sono riuscite a restituire in modo impeccabile le caratteristiche sonore di ogni modello di basso a nostra disposizione, mantenendo intatte le frequenze che rendono unico ciascun strumento, senza mai appiattire il suono. Allo stesso tempo hanno riprodotto con precisione ogni simulazione di amplificatore ed effetto disponibile sia sull’amp modeler sia nella nostra catena di effetti fisici, conferendo anche a sonorità parecchio distorte o particolari una sensazione di equilibrio e naturalezza che non ci aspettavamo da delle IEM di questa fascia, in particolar modo per quest’utilizzo.
Da sottolineare anche come, utilizzando le funzioni di metronomo o la cassa bluetooth per suonare dietro a basi o brani completi, le Kiwi Ears siano state in grado di riprodurre tutto con estrema chiarezza, senza mai impastare il suono né far perdere dettaglio alla base o allo strumento.
Siamo ora molto curiosi di provarle in sala prove, abbinate a un radiomicrofono da palco dotato di presa jack, per verificare se le proprietà di isolamento acustico che abbiamo riscontrato durante i test riusciranno a reggere il nostro batterista pestone e a garantire lo stesso feeling e precisione che siamo riusciti a percepire comodamente a casa.
Ringraziamo Kiwi Ears per averci inviato un sample dei suoi prodotti per realizzare questo contenuto.
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