Da tempo immemore, negli spazi occidentali vi è una certa tendenza a mistificare l’oriente e a vederlo come insieme di luoghi esotici lontani dalla nostra quotidianità e capaci di donarci sensazioni che non avremmo mai potuto provare nel nostro piccolo.
Anche nel presente, ovunque volgiamo lo sguardo possiamo vedere il content creator di turno parlare dei suoi mirabolanti viaggi, ma anche locali che parlano della loro vita o che magari cercano disperatamente di allontanare noi perfidi turisti.
Questo sentimento in particolare è soprattutto diretto verso il Giappone, patria di tutte le nostre odierne passioni e da sempre romanzato e apprezzato in tutto il mondo.
Ciò ha dato vita a un’interminabile serie di libri sul Giappone da parte di chi non ha mai vissuto il paese, o chi l’ha attraversato da turista, e questa passione emerge anche sotto altre forme d’arte.
Tuttavia, se in alcune opere si vede l’intento di capitalizzare su questi luoghi e specialmente sulla loro cultura, in altre si nota un genuino rispetto e apprezzamento per queste, rivelandosi delle piacevoli esperienze anche per chi il Giappone lo vive davvero.
Oggi vi parleremo di InKONBINI, titolo sviluppato da Nagai Industries, che ci porterà nei panni di una ragazza presa dal suo lavoro come cassiera proprio in un minimarket nel Giappone degli anni ’90.
Riusciremo a trovare delle nuove esperienze nella monotonia del nostro lavoro? Scopriamolo insieme!
Trama
In una calda estate nel Giappone del 1990, una ragazza di nome Makoto Hayakawa si ritroverà a diventare cassiera in un konbini, un piccolo supermercato giapponese, durante il turno di notte.
Dietro la cassa dell’Honki Ponki, incontreremo tanti nuovi volti e potremo anche cambiare la vita di alcuni di questi, oltre ad aderire alle nostre mansioni giornaliere e a chiamare ogni tanto la nostra zietta, proprietaria del negozio.
Nonostante la semplicità della trama e la sua relativa staticità, essendo che non vi sarà mai una progressione vera e propria del personaggio, questa sarà capace soprattutto di farci affezionare ai suoi protagonisti.
Qui possiamo vedere il più grande pregio di InKONBINI, dal momento che ciascuno dei visitatori del nostro negozio sarà un personaggio ben scritto e non sarà difficile per noi interessarci alle loro vicende e ai loro drammi.

InKONBINI infatti si basa proprio sulle interazioni che avremo con loro e, così come ciò che diremo loro, sia gli oggetti che consiglieremo di comprare sia il tempo che passeremo insieme influenzerà poi il destino di ognuno di loro.
Anche questo aspetto è reso in modo entusiasmante, mostrando un finale diverso per ognuno dei personaggi in base a cosa faremo durante le giornate e se sbagliaremo o meno i loro ordini.
Inoltre, nonostante la conclusione per la nostra protagonista sarà quasi sempre la medesima, quelli dei restanti clienti risulteranno molto soddisfacenti.
Tuttavia, questo col tempo si rivelerà essere quasi un’arma a doppio taglio: l’opera si basa interamente su quanto apprezziamo le piccole cose nella vita quotidiana, specialmente le storie a cui ci approcciamo parlando con delle persone nuove, ma ciò non appare in modo altrettanto efficace nel corso della storia.
Non incontreremo mai personaggi con i quali non interagiremo affatto o che ci diranno solo piccolezze sulla loro giornata; al contrario, ogni persona che varcherà la porta dell’Honki Ponki sarà un personaggio essenziale della storia e del quale scopriremo sia il passato che gli attuali problemi.

Ciò finisce ben presto con l’annoiare il giocatore, che in ogni momento si troverà a dover leggere dialoghi spesso troppo pomposi che danno al giocatore un’esperienza diversa da quella promessa e, a lungo andare, anche poco profonda.
Tuttavia, la caratterizzazione in InKONBINI non avrà solo ombre, dato che il titolo riuscirà a rendere molto apprezzabili persino personaggi che vedremo mai: attraverso i quaderni o tramite il telefono potremo ascoltare le loro voci e imparare a conoscerli sempre di più nel corso della nostra settimana di lavoro, rendendoli tanto interessanti quanto quelli che faranno parte della storia.
Gameplay
La nostra routine rispecchierà il gameplay tipico dei titoli simulativi ambientati nei supermercati, nei quali avremo un determinato numero di obiettivi giornalieri, come rifornire gli scaffali e risolvere piccoli problemi quotidiani.
Nel gioco, non ci sarà un orario preciso entro il quale dovremo finire l’allestimento, infatti potremo prenderci tutto il tempo necessario per fare le cose a modo nostro e far sì che tutto sia in ordine prima dell’apertura, un aspetto che sicuramente sarà apprezzato da chi pone molta cura nell’ordine e nella personalizzazione del negozio.

La peculiarità di InKONBINI risiede anche nel fatto che, avendo il turno di notte, non saremo obbligati a rifornire il negozio di giorno in giorno, e quindi potremo anche solo focalizzarci sulle richieste dei clienti.
Soddisfare quest’ultime sarà il focus principale del titolo, non dandoci neanche la possibilità di proseguire se prima non rispondiamo ai loro bisogni.
Per la maggior parte del tempo ci verrà solo chiesto di trovare determinati oggetti e consegnarli ai clienti, magari prodotti che ci siamo scordati di mettere sugli scaffali o che semplicemente non riescono a vedere o raggiungere; tuttavia ci saranno spesso richieste più particolari, in cui dovremo essere noi giocatori a capire il bisogno del personaggio e a fornirgli l’elemento corretto.
Non avremo mai un malus in caso non riuscissimo a trovare l’oggetto giusto, ma questo avrà delle conseguenze sul finale, come accennato prima.

Il fatto che non ci siano punizioni effettive per i nostri errori è un punto a favore dell’opera, soprattutto nel caso stiate cercando un’esperienza rilassante e senza sfide, anche se sarebbe stato bello avere più interazioni con i vari personaggi.
Oltre alle richieste che ci verranno proposte, ogni giorno nello sgabuzzino potremo trovare diversi messaggi lasciati dai dipendenti del turno precedente in cui ci indicheranno cosa fare, come fare ordinazioni o risolvere qualche problema che hanno riscontrato di mattina.
Anche questi ultimi non saranno obbligatori, ma completando le missioni potremo non solo vedere nuovi dialoghi e disegni sulla lavagnetta, ma anche ottenere degli achievement sempre ben graditi.
A colmare il vuoto della notte nel nostro konbini ci saranno anche vari piccoli easter egg come un numero da chiamare per ascoltare storie horror da brividi, diversi oggetti da trovare e persino una macchina Gachapon tutta nostra.

Quest’ultima in particolare è un’aggiunta molto apprezzata e soprattutto azzeccata, essendo che ogni giorno potremo trovare nuovi gadget per ampliare la nostra collezione e confrontarli con uno dei personaggi del gioco, un ragazzino che cerca disperatamente la figure più rara.
Tutte le attività aggiuntive sono decisamente gradite, dal momento che senza il rischio sarebbe stato quello di ritrovarsi con troppo tempo libero e poca varietà; al contrario, la ricchezza dei contenuti contribuisce a dare ritmo e dinamismo all’esperienza complessiva.
Comparto artistico e tecnico
L’utilizzo del cel-shading e lo stile che prende molta ispirazione dall’immaginario dei manga, fa da padrone al titolo, che viene abbellito anche da una palette deliziosa composta da colori caldi e invitanti.
Una scelta un po’ peculiare nell’art style di InKONBINI lo si può vedere nei font: viene infatti utilizzata una lingua fittizia che richiama visivamente i kanji giapponesi, pur essendo priva di un reale significato.
Sebbene questa scelta non rappresenti di per sé un difetto (anzi, evidenzia una cura ulteriore nella costruzione dell’art style) manca però un reale collegamento con la trama e il contesto di gioco, in quanto il titolo è ambientato in un Giappone realistico e curato nei suoi elementi distintivi.
A riportarci pienamente nell’atmosfera ci pensa però la splendida soundtrack, capace di accompagnare e valorizzare ogni serata di gioco.

Questa riprenderà in tutto e per tutto lo stile city pop anni ’90, il sottogenere di pop giapponese che spopolò negli anni ’80 e che negli ultimi anni ha ripreso un grande interesse, adornando le nostre sessioni con ost che difficilmente ci scapperanno dalla testa.
Quanto al comparto tecnico, durante le nostre sessioni abbiamo riscontrato qualche piccolo problema e crash improvvisi, ma nulla che ha eccessivamente compromesso la nostra esperienza di gioco.
Inoltre, InKONBINI riesce a girare tranquillamente anche su macchine di fascia medio-bassa, grazie al suo art style semplice e ai pochi elementi da renderizzare.
Ringraziamo Serenity Forge per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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