
Il ritorno di Inazuma Eleven: Victory Road arriva dopo un’assenza lunga e irregolare, che ha trasformato questa uscita in qualcosa di più complesso rispetto a un semplice nuovo capitolo: è un test concreto per il brand, soprattutto nel panorama videoludico attuale.
Questo nuovo capitolo si inserisce nella lunga collana di giochi di Inazuma Eleven, che ha iniziato la sua storia nel 2008 , per poi espandersi in manga e serie anime, e propone un mix di contenuti classici unito a novità strutturali.
Infatti, Victory Road è un soccer RPG, un videogioco di ruolo sportivo incentrato sul calcio, sviluppato e pubblicato da Level-5, che combina esplorazione e narrazione con partite, gestione della squadra e modalità multigiocatore.
Nel suo impianto complessivo, il titolo si propone come un progetto ambizioso, chiamato a bilanciare il peso della tradizione con la necessità di rinnovarsi, come dichiarato più volte dalla stessa casa di produzione.

Una promessa che investe non solo la struttura narrativa, ma anche il ritmo dell’esperienza e il modo in cui il giocatore viene accompagnato lungo la progressione .
Dunque, Inazuma Eleven: Victory Road riuscirà a dimostrare di poter reggere il confronto, dopo tutti questi anni, con gli altri prodotti odierni o resterà solo il ritorno di una serie amata, senza grandi aspettative?
Narrazione
Inazuma Eleven: Victory Road introduce una nuova storia autonoma, con un protagonista inedito e un cast completamente rinnovato, scelta confermata da Level-5 per rendere il gioco accessibile anche a chi non ha mai seguito la saga originale. Si tratta, dunque, di una rottura consapevole rispetto ai capitoli precedenti, storicamente legati a personaggi e archi narrativi già consolidati, pensata per offrire qualcosa di diverso sia ai fan sia ai neofiti.
La Modalità Storia si svolge 25 anni dopo gli eventi del primo capitolo della saga e ci troviamo in un contesto sociale ben diverso: lo sport, rispetto al passato, ha perso gran parte della sua influenza culturale.
Il nostro protagonista, Destin Billows, si trova infatti suo malgrado coinvolto nel mondo del calcio ma, attraverso la rivalità con Harper Evans, un talento emergente della Raimon Junior High, e gli incontri con altri personaggi, riuscirà a comprendere cosa sia la passione per il calcio, il valore della competizione e il ruolo dello sport come collante di relazioni personali e crescita collettiva.

La struttura narrativa di Inazuma Eleven: Victory Road alterna le sequenze di dialogo alle partite di calcio, proposte come elemento cardine della trama più che come eventi isolati. Questo equilibrio tra narrazione e competizione sportiva è pensato per mantenere il giocatore coinvolto nella trama, facendo sì che le vittorie e le sconfitte sui campi non siano semplici risultati numerici, ma tessere di un percorso di crescita personale e collettiva.
La progressione mantiene una struttura fortemente guidata che richiama i capitoli classici, ma con una messa in scena più moderna e una maggiore attenzione alla caratterizzazione: infatti, rispetto ai titoli precedenti, la narrazione risulta più frammentata e cinematografica, meno incentrata sull’accumulo di eventi e più sulla costruzione tematica del mondo e dei personaggi.
È un approccio che divide, ma testimonia la volontà di Level-5 di reinterpretare la serie senza limitarsi a ripeterne la formula originale.

Nel complesso, la storia di Inazuma Eleven: Victory Road riesce a funzionare, soprattutto quando accetta di non vivere solo di nostalgia e prova a costruire un percorso autonomo, semplice ma coerente, capace di dare un senso al susseguirsi delle partite senza appesantire inutilmente il ritmo. Non è una narrazione particolarmente sorprendente o matura, ma sostiene solidamente l’esperienza e motiva il giocatore a proseguire, senza mai risultare un semplice pretesto.
I limiti emergono quando il racconto sceglie strade troppo prevedibili o si affida a dinamiche già viste all’interno della serie, ma nel complesso il lavoro svolto è più onesto che ambizioso. Una storia che non ridefinisce Inazuma Eleven, ma che non indebolisce il gioco nel suo complesso, offrendo ai giocatori di vecchia data un’esperienza nostalgica e non ripetitiva.
Modalità Chronicle e Ri-Storia
Oltre alla campagna principale, Inazuma Eleven: Victory Road offre svariate modalità sorprendentemente articolate, pensate per abbracciare sia i nuovi giocatori sia chi ha seguito la serie fin dalle origini. La distinzione più netta è quella tra Story Mode e Chronicle Mode: per quanto profondamente diverse per obiettivi, ritmo e struttura, convivono senza sovrapporsi e rappresentano due anime complementari del progetto.
La Chronicle Mode, infatti, è una modalità separata e mastodontica che consente di attraversare l’intera saga, affrontando squadre e incontri iconici provenienti da tutti i capitoli precedenti. Qui l’obiettivo non è seguire una trama lineare, ma costruire e potenziare il proprio team reclutando personaggi storici dopo aver affrontato sfide e obiettivi specifici, il che rende Victory Road non solo un nuovo capitolo, ma anche una celebrazione sistematica dell’intero franchise.

Infine, è presente anche la cosiddetta Ri-Storia (Re-Story), che però non è una modalità autonoma, bensì una funzione aggiuntiva introdotta tramite l’aggiornamento ufficiale di dicembre, che consente di rivivere porzioni della Story Mode già completate. Questa aggiunta risponde a una richiesta storica dei fan e offre maggiore flessibilità narrativa senza alterare la struttura originale della campagna.
Inserita come espansione e non come pilastro del gioco, la Re-Story dimostra che Victory Road è un progetto in continua evoluzione, rifinito anche dopo l’uscita per migliorare l’esperienza complessiva. Una scelta intelligente, che rafforza la longevità del titolo senza snaturarne l’impianto originale, dando al contempo ascolto ai fan storici.
Gameplay (PS5)
Inazuma Eleven: Victory Road combina tattiche calcistiche con elementi da gioco di ruolo in modo più organico rispetto ai capitoli classici, offrendo durante le partite una buona dose di strategia e azione, alternata sapientemente all’esplorazione, ai dialoghi e ai match veri e propri. Questo approccio si discosta nettamente dalla struttura a menù e dalle transizioni più rigide tipiche dei vecchi titoli per console portatili, rendendo l’esperienza complessiva più fluida e più vicina alle aspettative di un pubblico abituato ai giochi sportivi moderni.
La sensazione al pad su PS5 riflette questa evoluzione: i comandi rispondono più rapidamente e le dinamiche di gioco sembrano privilegiare la gestione tattica rispetto alla mera esecuzione di mosse speciali, allontanandosi dalla sensazione “giocattolosa” tipica della saga. Infatti, durante le partite, Inazuma Eleven: Victory Road punta a un ritmo meno spezzettato e a una maggiore continuità dell’azione, che riducono le frequenti interruzioni presenti nei vecchi Inazuma Eleven.

Le abilità speciali restano centrali, ma vengono inserite in un contesto più leggibile e ordinato, in cui il giocatore è spinto a ragionare sulla disposizione in campo e sul momento giusto in cui intervenire.
Comparto tecnico artistico
La direzione artistica di Inazuma Eleven: Victory Road punta chiaramente a un compromesso tra continuità e rinnovamento, mantenendo l’estetica anime e adattandola a modelli tridimensionali pensati per una console domestica come la PS5. Colori saturi, linee pulite e personaggi fortemente stilizzati rimangono centrali, ma il risultato appare meno iconico rispetto al passato, soprattutto se confrontato con l’immediatezza grafica dei capitoli per Nintendo DS e 3DS.
Il passaggio a un’estetica completamente tridimensionale comporta inevitabilmente una perdita di charme bidimensionale, e non sempre la resa finale riesce a compensarla. Le migliorie tecniche sono evidenti, ma l’identità artistica appare meno incisiva, come se l’ambizione di modernizzare la serie avesse finito per attenuare alcune caratteristiche più riconoscibili.

I modelli tridimensionali dei personaggi mostrano un livello di dettaglio coerente con lo stile scelto, ma risultano piuttosto semplici rispetto agli standard attuali delle produzioni per console. Volti, corpi e proporzioni rispettano il character design originale, tuttavia la rigidità di alcune pose statiche tradisce un’impostazione ancora legata a una filosofia più vicina al mobile che alle produzioni AAA.
Durante le partite, le animazioni delle tecniche speciali rappresentano il momento di maggiore impatto visivo, grazie a effetti scenografici evidenti e a una regia più dinamica rispetto alle azioni standard. Al contrario, i movimenti di base sul campo e le transizioni tra un’azione e l’altra risultano talvolta poco fluidi, creando un netto contrasto tra la spettacolarità delle mosse e la semplicità dell’animazione ordinaria.

Dal punto di vista delle prestazioni su PS5, Inazuma Eleven: Victory Road si presenta come un’esperienza complessivamente stabile, con caricamenti rapidi e una fluidità generale adeguata. Non emergono criticità evidenti durante le partite o nelle fasi esplorative, ma al contempo il titolo non sembra sfruttare appieno le capacità hardware della console.
Il salto generazionale rispetto ai capitoli precedenti è quindi più funzionale, con una resa tecnica che si limita a garantire solidità più che a stupire. In questo senso, Victory Road appare come un prodotto tecnicamente corretto ma conservativo, che sfrutta la potenza della PS5 per stabilizzare l’esperienza senza trasformarla radicalmente.
Ringraziamo Kadokawa per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

