Recensione Hifiman Audivina LE | Chiusa in teoria, aperta di fatto

Dopo aver trascorso gli ultimi mesi ad esplorare con minuzia la proposta di cuffie magnetoplanari targate Hifiman, è arrivato il momento di dedicare la nostra attenzione ad un modello piuttosto peculiare all’interno della gamma dell’azienda cinese: le Audivina LE. Si tratta della rivisitazione in chiave più accessibile della controversa Audivina originale, un paio di cuffie over-ear chiuse che all’epoca del lancio divise fortemente le opinioni degli appassionati, complice una firma sonora atipica e un prezzo di listino impegnativo.

Con le Audivina LE, Hifiman sembra voler ricominciare da zero, proponendo un prodotto dal costo nettamente inferiore e dalla progettazione profondamente rivista, pur mantenendo l’ispirazione acustica che contraddistingueva il modello precedente.
Un tentativo di redenzione o semplicemente un’evoluzione naturale della formula?

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Scopriamolo in questa recensione!


Packaging

Anche in questo caso ci troviamo di fronte alla confezione in cartone ecologico che Hifiman ha ormai adottato trasversalmente su tutta la propria gamma, dai modelli entry-level fino alle proposte di fascia più elevata. Una scelta che non entusiasma dal punto di vista estetico ma che testimonia una sensibilità ambientale certamente apprezzabile.

Aperta la confezione, la prima sorpresa riguarda la dotazione di cavi, insolitamente generosa per gli standard dell’azienda. Troveremo infatti tre cavi distinti: uno terminato in jack da 3,5mm della lunghezza di circa un metro e ottanta, uno con connettore da 6,35mm e uno con terminazione XLR bilanciata a quattro pin, questi ultimi due dalla lunghezza di circa tre metri ciascuno. Si tratta di un corredo che solitamente Hifiman riserva ai modelli ben più costosi, e non possiamo che accoglierlo con piacere. Completano il contenuto della scatola una custodia semi-rigida, la documentazione di garanzia e il manuale.

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Purtroppo, i cavi inclusi, pur essendo funzionali e sufficientemente flessibili grazie al rivestimento in gomma, non brillano per finiture: le terminazioni sono interamente in materiale plastico, prive di quegli inserti metallici che avrebbero conferito un tocco di qualità percepita superiore.


Design e comfort

A prima vista, le Audivina LE conservano la silhouette della sorella maggiore: i grandi padiglioni circolari con il logo Hifiman in argento e la caratteristica piega centrale del guscio sono elementi immediatamente riconoscibili per chi conosce il modello originale.
I padiglioni sono realizzati in polimero rigido anziché nei materiali più pregiati dell’Audivina, una scelta progettuale che non è dettata esclusivamente dal contenimento dei costi. Il polimero consente infatti di modellare con maggiore precisione la geometria interna delle coppe, aspetto fondamentale per il controllo delle riflessioni acustiche e della risonanza all’interno di una struttura sigillata. Il risultato è un guscio dalla texture curata e dall’aspetto industriale, meno lussuoso ma ugualmente solido e funzionale.

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L’archetto è stato completamente riprogettato rispetto al modello precedente, adottando la struttura composita di seconda generazione che Hifiman ha introdotto contestualmente anche su altri prodotti recenti. Il peso complessivo si attesta sui 449 grammi, un valore che sulla carta potrebbe destare qualche preoccupazione ma che nella pratica risulta gestito in maniera più che adeguata dalla distribuzione uniforme della pressione sulla testa. I cuscinetti, realizzati in similpelle ecologica, si fissano ai padiglioni tramite un sistema a velcro che ne semplifica enormemente la sostituzione rispetto ai tradizionali agganci a pressione utilizzati su altri modelli. Una soluzione che troviamo particolarmente pratica e che ci auguriamo venga adottata più spesso dall’azienda. La profondità interna è generosa, permettendo alle orecchie di trovare spazio senza entrare in contatto con la superficie dei driver, un aspetto che contribuisce notevolmente al comfort nelle sessioni prolungate.

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La forza di serraggio ci è parsa leggermente più pronunciata rispetto ad altri modelli aperti della stessa Hifiman, probabilmente una conseguenza dello spessore maggiorato delle coppe e dei cuscinetti necessari per garantire l’isolamento passivo. Nulla di particolarmente fastidioso, ma chi possiede una testa di certe dimensioni potrebbe riscontrare qualche fastidio.
Trattandosi di una cuffia chiusa, l’isolamento passivo si attesta su livelli discreti: con la musica in riproduzione anche a volume contenuto, i rumori dell’ambiente circostante vengono efficacemente attenuati, rendendo queste Audivina LE adatte all’utilizzo in contesti dove una cuffia aperta risulterebbe inadeguata. La dispersione sonora verso l’esterno è minima e non dovrebbe rappresentare un problema neppure in spazi condivisi.


Specifiche tecniche e prezzo

CaratteristicaDettaglio
TipologiaOver-ear circumaurale, closed-back
TrasduttorePlanare magnetico con Stealth Magnets e diaframma Neo Supernano (NsD)
Risposta in frequenza5 Hz – 55 kHz
Impedenza nominale20 Ω
Sensibilità96 dB
Peso449 g
Connettori sulle coppeDoppio jack 3,5 mm (tip positivo)
Cavi inclusi3,5 mm SE (~1,8 m), 6,35 mm SE (~3 m), XLR 4 pin bilanciato (~3 m)
CuscinettiSimilpelle ecologica e tessuto tecnico, fissaggio a velcro
Prezzo indicativo399 USD (~370/420 EUR a seconda del rivenditore)

Le specifiche tecniche delle Audivina LE rivelano un prodotto che, pur collocandosi in una fascia di prezzo decisamente più abbordabile rispetto ai quasi 2000 dollari richiesti per acquistare l’Audivina originale al lancio, non rinuncia al cuore tecnologico che ha reso Hifiman un punto di riferimento nel panorama delle magnetoplanari.
Il driver integra il diaframma Neo Supernano, caratterizzato da uno spessore nell’ordine dei micron che garantisce una risposta estremamente rapida e una risoluzione elevata, specialmente sulle frequenze medio-alte. Ritroviamo inoltre la tecnologia Stealth Magnets, in cui i bordi arrotondati dei magneti sono progettati per minimizzare le turbolenze sonore e le interferenze, contribuendo ad una riproduzione teoricamente più pulita e priva di colorazioni indesiderate.

Un aspetto interessante riguarda la progettazione acustica delle coppe, che Hifiman dichiara ispirata all’acustica del Bayreuth Festspielhaus, il celebre teatro d’opera tedesco rinomato per la sua straordinaria resa sonora. Al di là del fascino evocativo di questo paragone, il principio di fondo è quello di sfruttare la geometria interna delle coppe sigillate per ampliare la percezione spaziale del suono, mitigando al contempo le tipiche problematiche delle cuffie chiuse come la risonanza interna e l’effetto di compressione del soundstage.

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L’impedenza particolarmente contenuta di soli 20 Ω potrebbe far pensare ad una cuffia facilmente pilotabile da qualsiasi sorgente. La realtà è, come al solito, sfumata… nonostante la bassa impedenza, la sensibilità non è fra le più generose e nella nostra esperienza queste Audivina LE necessitano di un amplificatore capace di erogare una corrente adeguata per esprimersi al meglio delle loro possibilità. Con sorgenti dalla potenza limitata, il volume raggiungibile potrebbe risultare insufficiente e la dinamica complessiva ne risentirebbe in maniera apprezzabile. Il prezzo di listino di 399 dollari americani colloca le Audivina LE in una fascia particolarmente ricca di competizione, dove la concorrenza non manca né all’interno della stessa gamma Hifiman (pensiamo alle Edition XV, proposte al medesimo prezzo ma in configurazione aperta) né da parte di altri produttori.


Qualità sonora

Per i nostri test abbiamo utilizzato un AMP-DAC Serenade della iFi e un FiiO KA13. L’esperienza di ascolto che ha portato alla stesura di questa recensione si è concentrata in una particolare playlist in FLAC contenente brani di molteplici generi musicali che spaziano dagli anni ’70 fino ad oggi.

La prima impressione che le Audivina LE restituiscono è quella di una cuffia che si distanzia in maniera piuttosto netta dalla firma sonora tradizionalmente associata ai prodotti Hifiman. Laddove ci si aspetterebbe la consueta brillantezza nelle frequenze superiori, queste cuffie sorprendono per una presentazione complessivamente più misurata e controllata, con un equilibrio tonale che tende verso il basso piuttosto che verso l’eccesso di energia nei registri più acuti. Va specificato che queste Audivina LE richiedono un rodaggio di alcune ore prima di esprimere il proprio potenziale sonoro nella sua interezza. Nelle prime sessioni di ascolto, la presentazione ci è parsa leggermente congestionata e priva di quella fluidità che ha poi conquistato con il passare del tempo.

Bassi

Le frequenze più profonde delle Audivina LE si distinguono per una presenza fisica e corposa che non è affatto scontata in una cuffia magnetoplanare chiusa di questa fascia di prezzo.
L’estensione verso le frequenze sub è apprezzabile: le note più gravi vengono riprodotte con un senso di profondità che permette di percepire non soltanto il suono ma anche la sua componente fisica, specialmente con generi che fanno un uso generoso delle frequenze più basse come l’elettronica e il rock moderno. Il controllo è notevole e il decadimento rapido, caratteristiche tipiche dei driver planari che anche in questo caso non vengono meno.

Chi tuttavia è alla ricerca di un impatto viscerale nelle frequenze sub potrebbe riscontrare un certo calo di enfasi al di sotto dei 30 Hz, aspetto che è comune alla quasi totalità delle cuffie di questa tipologia. Nel complesso, la resa delle basse frequenze ci ha convinto, proponendo un bilanciamento fra corpo, velocità e controllo che si adatta con disinvoltura ad una varietà molto ampia di generi.

Medi

La gamma media delle Audivina LE si presenta pulita, trasparente e leggermente proiettata in avanti, una caratteristica che conferisce alle voci una buona dose di presenza e immediatezza all’interno del palcoscenico sonoro.
Salendo verso la regione dei medio-alti, si avverte un incremento di energia che dona al suono una certa vivacità, seguito da un leggero arretramento nella zona dei 3-4 kHz che contribuisce a mantenere la presentazione complessivamente rilassata e poco affaticante. In alcune registrazioni, specialmente quelle con una forte componente vocale, il timbro può risultare leggermente sottile, mancando di quella pienezza e corposità che gli ascoltatori più esigenti potrebbero desiderare.

Nel confronto con altri modelli della stessa Hifiman, le frequenze medie delle Audivina LE ci sono parse meno analitiche e taglienti, a favore di una resa più morbida e rilassata che, se da un lato sacrifica un pizzico di incisività, dall’altro guadagna in termini di piacevolezza durante le sessioni di ascolto prolungate.

Alti

È proprio nel comportamento delle frequenze alte che le Audivina LE mostrano il distacco più significativo dalla tradizione sonora di Hifiman. Chi ha letto le nostre precedenti analisi dei modelli dell’azienda saprà che la brillantezza talvolta eccessiva degli acuti è stata storicamente uno degli aspetti più divisivi dei loro prodotti. Ebbene, con queste Audivina LE la situazione cambia in maniera apprezzabile. Gli alti si presentano definiti, ariosi e dotati di una buona estensione, con un senso di dettaglio che permette di cogliere le sfumature delle registrazioni senza incorrere in quella sibilanza che ha caratterizzato altri modelli.

Soundstage e imaging

Eccoci giunti a quello che è probabilmente l’aspetto più sorprendente e meritevole di questa cuffia. In una configurazione chiusa, dove le aspettative in termini di ampiezza del palcoscenico sonoro sono naturalmente ridimensionate, le Audivina LE riescono a restituire una spazialità che sfida apertamente molte concorrenti aperte nella medesima fascia di prezzo.

L’ampiezza laterale è notevole, la profondità convincente e la capacità di creare una tridimensionalità credibile è fra le migliori che abbiamo riscontrato in una cuffia chiusa. La progettazione acustica dei padiglioni sembra funzionare egregiamente nel creare una percezione di spazio che va ben oltre i confini fisici delle coppe.

Anche la separazione fra gli strumenti raggiunge livelli di tutto rispetto, permettendo di individuare con discreta facilità la posizione di ciascun elemento all’interno della scena sonora. Non siamo ai livelli delle migliori cuffie aperte dell’azienda, come le Arya o le Sundara Open-Back, ma per una configurazione sigillata il risultato è francamente eccellente.


Ringraziamo Hifiman per averci fornito un sample di queste cuffie per la recensione!
Seguiteci sul  nostro sito web per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

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Hifiman Audivina LE
In conclusione...
Le Hifiman Audivina LE rappresentano un tentativo riuscito di rendere accessibile la formula della cuffia chiusa planare ad alte prestazioni, correggendo nel contempo le criticità che avevano penalizzato il modello originale. Con un palcoscenico sonoro che sfida le convenzioni della tipologia chiusa, una firma timbrica equilibrata e una dotazione di cavi superiore alla media, queste cuffie si rivolgono a chi desidera un ascolto analitico e coinvolgente senza rinunciare all'isolamento dall'ambiente circostante. Qualche compromesso nella pienezza timbrica dei medi e la necessità imprescindibile di un amplificatore adeguato sono gli unici aspetti a cui prestare attenzione.
Pregi
Soundstage eccezionale per una cuffia chiusa
Firma sonora equilibrata e poco affaticante
Dotazione quantitativamente generosa
Bassi corposi e controllati
Cuscinetti a velcro facilmente sostituibili e buon isolamento acustico
Difetti
Richiede un amplificatore capace per dare il meglio
Timbrica dei medi occasionalmente sottile
Escursione dell'archetto limitata
Perde alcune delle qualità tecniche di Hifiman
8
Voto