Recensione Hank: Drowning On Dry Land | Un noir pieno di paradossi temporali

Data di uscita
Gennaio 13, 2026
Disponibile per:
PC
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Entrare nel mondo di Hank: Drowning On Dry Land significa intraprendere un viaggio verso una realtà dove il tempo non è un alleato prezioso, bensì un nemico immortale capace di scoraggiare persino il protagonista.
L’approccio creativo di My Next Games si distacca dalle narrazioni eroiche tradizionali per abbracciare un’estetica decadente e senza speranza, capace di trasformare l’intera avventura in un fumetto noir intriso di pessimismo e in cui il tempo rappresenta l’unica, paradossale via di salvezza.

Questa produzione ha scelto di trattare la narrazione in maniera essenziale, concentrando tutta la forza espressiva in un formato che ricorda i capitoli di una serie animata, ideale per chi cerca un impatto immediato.
La figura del singolare Hank non nasce dal nulla, ma rappresenta l’evoluzione di un personaggio già coltivato attraverso i titoli precedenti, permettendo a questo nuovo episodio di saltare le presentazioni superflue per colpire il giocatore con una posta in gioco profondamente intima.

In questa recensione esploreremo e analizzeremo l’ultima fatica dedicata a questo supereroe travolto dai propri fantasmi, sviscerando ogni sfumatura di un’opera breve ma densa, nel bene e nel male.


TRAMA

La narrazione di questo capitolo ci trascina nel mezzo della vita turbolenta di Hank, un vigilante che sembra aver smarrito la propria vita tra l’alcool e il continuo rimuginare sul proprio passato.
Il giocatore si trova immerso in un’atmosfera che ricorda le storie più cupe di Batman, dove l’eroismo non è una virtù ma una necessità dettata dalla sopravvivenza in un contesto urbano distorto e malandato.

La vicenda prende vita all’interno di una tavola calda dall’aspetto tradizionale e vissuto, un luogo dove il nostro protagonista sperava di trovare un momento di pace prima di essere trascinato in un gioco mortale orchestrato dalla sua nemesi, il misterioso Unraveler.
Questo antagonista, un vero compositore di caos bizzarro e goffo, avvelena Hank segretamente dando inizio a una serie di eventi che metteranno a dura prova la sua sanità mentale.

Il cattivo non si accontenta di eliminare il suo bersaglio in maniera semplice e pulita, ma decide di sottoporlo a un test di abilità con il solo scopo di punirlo per aver sprecato i suoi poteri di manipolazione temporale. Hank, a questo punto, dovrà dimostrare a se stesso di poter essere ancora quella figura eroica che credeva di aver sepolto sotto strati di insoddisfazione personale e scetticismo.

Il tono di tutto il racconto passa dal drammatico al grottesco, regalando al giocatore momenti di pura confusione narrativa che tuttavia si incastrano perfettamente nella logica di un mondo che sembra sul punto di implodere su se stesso.
Le conversazioni con Unraveler non sono solo dei semplici intermezzi, ma rappresentano una parte integrante della trama che si evolve in base alle scelte e alle azioni intraprese.

Nonostante l’opera sia troppo breve, la caratterizzazione dell’eroe Hank emerge preponderante, dipingendo un uomo spezzato che cerca disperatamente una redenzione forse non meritata a pieno, ma per la quale è disposto a sfidare qualsiasi lasso temporale.


GAMEPLAY

Dal punto di vista del gameplay, l’opera di My Next Games si configura come un puzzle game 2.5D che rinuncia al combattimento diretto per concentrarsi esclusivamente sulla risoluzione di complessi enigmi.
Il centro dell’intera esperienza risiede nella capacità dell’eroe di manipolare lo scorrere del tempo, permettendoci di accelerare verso il futuro o di riavvolgere gli eventi trascorsi per correggere mosse sbagliate o per scoprire nuovi percorsi.

Questo potere non deve però essere visto come un aiuto per facilitare la progressione, poiché il gioco introduce una variabile pericolosa rappresentata dal paradosso temporale, la quale si verifica ogni volta che entriamo in contatto con una nostra versione passata.
L’utilizzo dei portali temporali disseminati nei livelli aggiunge strategia, costringendo il giocatore a pianificare ogni singolo movimento per evitare che le azioni precedenti possano ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo.

Ad esempio, dopo aver utilizzato un interruttore per aprire una porta distante, il giocatore deve sfruttare il portale per tornare nel passato e scattare verso il passaggio aperto: il pericolo risiede nel commettere questa azione senza incrociare la traiettoria dell’Hank passato, ancora impegnato a risolvere l’enigma.
Oltre alla gestione dei paradossi, il titolo introduce elementi di disturbo costanti come la presenza di un cane che ci costringe a riconsiderare la velocità con cui eseguiamo le nostre scelte.

La seconda parte dell’avventura devia bruscamente verso una sezione più frenetica a bordo di un carrello da miniera, dove i riflessi vengono messi alla prova costantemente.
Alla fine dell’avventura, al giocatore viene assegnato un punteggio basato sull’efficienza e sulla velocità, spronando l’utente a rigiocare i livelli per trovare una traiettoria perfetta con lo scopo di superare i propri limiti.


COMPARTO ARTISTICO E TECNICO

Dal punto di vista artistico, Hank: Drowning On Dry Land rappresenta una piccola gemma che riesce a catturare l’attenzione fin dai primi istanti grazie a una direzione artistica ispirata e coerente con le atmosfere noir. Le immagini che compongono le cutscene sembrano prese direttamente dalle pagine di un fumetto, con un tratto sbavato e ricco di dettagli.

Il colore gioca un ruolo fondamentale nell’aspetto visivo del gioco, contrapponendo tonalità scure e cupe a schizzi di verde acido, viola e rosso come inchiostro impazzito.
Le animazioni, sebbene essenziali per rispettare la natura del progetto, godono di una fluidità che esalta la sensazione di trovarsi all’interno di un cartone animato dai toni maturi.

Il comparto sonoro merita un plauso per l’eccellente lavoro svolto nel doppiaggio dei protagonisti, che riescono a infondere credibilità a dialoghi spesso surreali.
Da notare anche come la musica ambientale e strumentale venga influenzata dal potere di Hank, accelerando o rallentando il ritmo in base alla nostra gestione del tempo.

Tuttavia, emergono delle incertezze dal punto di vista tecnico che potrebbero rovinare l’esperienza dei giocatori più esigenti, specialmente per quanto riguarda la stabilità generale del prodotto. Purtroppo, abbiamo assistito ad episodi di crash improvvisi ma non così gravi da creare frustrazioni all’utente finale e, in linea generale, non sono stati riscontrati bug così gravi da compromettere il software stesso.


Ringraziamo TILT Games per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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Hank: Drowning On Dry Land
HANK: DROWNING ON DRY LAND (PC)
In conclusione
Hank: Drowning On Dry Land è un'esperienza intellettuale di spessore che, nonostante una longevità purtroppo contenuta, riesce a catturare e a trasmettere la visione dell'eroe in balia di sé stesso. Sebbene ci siano delle incertezze sul lato tecnico, non invalidano la qualità complessiva di un titolo che brilla per coraggio e solidità delle meccaniche di base.
Pregi
Direzione artistica eccezionale
Meccanica dei paradossi temporali ben integrata
Caratterizzazione del protagonista
Difetti
Troppo breve
Qualche incertezza tecnica
7.3
Voto