Recensione Gears Of War : Reloaded | Una mano di vernice fresca su un grande classico

Il vento ululava tra le mura consumate della Slab, la prigione di massima sicurezza della città di Jacinto. Corridoi impregnati di muffa e morte, dove il tempo stesso sembrava essersi arreso. Marcus Fenix sedeva nella sua cella, lo sguardo perso tra ricordi e rimorsi. Un eroe dimenticato, un soldato condannato, lasciato a marcire mentre il mondo bruciava.

Un boato improvviso fece tremare le fondamenta: qualcosa scavava, qualcosa saliva; dal buio dei condotti, Locuste fameliche piombarono tra le sbarre, dilaniando guardie e detenuti.
La guerra che Marcus aveva lasciato fuori era venuta a prenderlo.
All’improvviso, un colpo secco: la porta della sua cella cedette in un lampo di metallo e fumo; “Alzati, Gear” disse una voce familiare, Dominic Santiago, armato del suo lancer e pronto a tutto.

Marcus afferrò l’armatura, la sentì pesante ma confortevole, un caldo e rassicurante abbraccio d’acciaio. “Non ho tempo per spiegarti,” disse Dom, “l’Orda è qui.” E in mezzo a quell’inferno, Marcus tornava a essere ciò che era sempre stato.
Un COG. Pronto a combattere.

Si ritorna in pista: ecco il trailer di Gear Of Wars Reloaded. No, non vi sbagliate, quello sopra è proprio il logo Playstation.

A diciannove anni dal suo debutto, Gears of War torna con Reloaded, una remastered che glorifica il ricordo di uno dei capolavori della Xbox 360.
Gears of War: Reloaded è quindi il ritorno di un classico che molti conoscono bene, lo stesso gioco ma con una veste grafica parzialmente rivista, e finalmente disponibile anche per le console marchiate Sony.

Torniamo su Sera, tra corridoi devastati e campi di battaglia pieni di coperture, questa volta con texture e dettagli aggiornati al 2025. Le meccaniche sono quelle che hanno reso famoso il gioco, dal sistema di copertura agli scontri serrati a cui si aggiungono tutti gli upgrade introdotti nel 2015 dalla precedente remaster (la Ultimate Edition). Troviamo dunque dei contenuti aggiuntivi alla campagna singleplayer e opzioni multiplayer che si affiancano alle modalità storiche, pronte a far rivivere vecchie faide e crearne di nuove.

Ma basterà dare una svecchiata al lato tecnico del gioco e aggiungere degli update di una prima riedizione di dieci anni fa per rendere GOW: Reloaded un must-have anche per chi ha già giocato per anni a questa gloriosa saga? Venite a scoprirlo nella nostra recensione.


TRAMA

Gears Of War: Reloaded è ambientato sul pianeta Sera, abitato da una civiltà umana un tempo fiorente ma ormai devastato da secoli di guerra.
Dopo il conflitto per l’energia Imulsion, l’umanità è stata travolta dal Giorno dell’Emersione: l’istante in cui una razza sotterranea precedentemente sconosciuta, le Locuste, è emersa per annientare ogni forma di vita in superficie.

La storia segue Marcus Fenix, un ex soldato COG (Coalition of Ordered Governments), imprigionato in un carcere militare di massima sicurezza per aver disobbedito a un ordine durante una missione cruciale, nel tentativo di salvare suo padre. All’inizio del gioco, viene liberato dal compagno e amico Dominic Santiago e reintegrato nell’esercito dei Gears, mentre la guerra contro l’Orda è ormai disperata.

Marcus si unisce alla Squadra Delta, composta tra gli altri anche da Damon Baird e Augustus Cole, e la loro missione è di consegnare il Risonatore a risonanza sismica, un dispositivo capace di mappare i tunnel delle Locuste così da colpirli direttamente nel cuore della loro rete sotterranea.
Il viaggio li porterà attraverso città distrutte, antiche biblioteche, fabbriche e persino i resti dell’imponente Fiume Imulsion, e affronteranno migliaia di creature mostruose come i Berserker e i colossali Corpser, scoprendo che l’orrore dei Locust è più vasto e organizzato di quanto immaginassero.

La storica campagna di GOW ritorna in tutta la sua gloria dunque, arricchita da cinque capitoli extra che estendono il quinto atto, inizialmente rilasciati solo nella versione PC del gioco. Tra le aggiunte spicca un nuovo (non proprio) boss che offre una sfida in più agli appassionati, ma al di là di questa novità non si trattano comunque di contenuti in grado, da soli, di giustificarne una riedizione.
Una sensazione che trova conferma anche esaminando gli altri aspetti del gioco, dove l’offerta complessiva, pur solida, non brilla per quantità di reali novità.


GAMEPLAY

Sul fronte gameplay, l’anima di Gears of War è rimasta pressoché invariata, e affermando questo stiamo usando un modo elegante per dire che siamo di fronte allo stesso identico gioco di allora, senza il minimo tentativo di introdurre qualche meccanica che lo svecchi. I protagonisti si muovono con la consueta pesantezza, le dinamiche di combattimento ruotano intorno a un uso massiccio delle coperture (non dimentichiamo che si tratta del primo vero “cover shooter” ) e il ritmo rimane volutamente più cadenzato e ragionato rispetto agli sparatutto in terza persona e prima persona di nuova generazione.

Per chi si è formato con titoli più rapidi e frenetici, questo approccio può sembrare inizialmente legnoso: il movimento e i controlli – sia su controller che su tastiera e mouse – appaiono macchinosi, quasi ingombranti, e richiedono un certo periodo di adattamento prima di poter essere apprezzati davvero. E certe meccaniche, su tutte il lancio delle assurdamente grosse granate esponendoci ai colpi dei nemici che inoltre devono essere selezionate manualmente come arma e non tirabili con la semplice pressione di un tasto dedicato, appaiono veramente invecchiate male.

Ma per noi vecchietti, un’esperienza meno “Fortnite” , più tattica e accorpata a quel senso di fisicità estrema – d’altronde, muoviamo 150 impossibili chili di muscoli e acciaio – rappresenta gran parte del fascino del gioco, insieme al design caratteristico di personaggi, ambientazioni, armi e nemici.
È una sensazione unica, che restituisce al combattimento un’immediatezza brutale e un impatto che pochi titoli moderni riescono a replicare. Ad esempio, nelle opinioni di chi scrive, in parte (ma non completamente) ci riesce Space Marine 2, ma anche il feeling che genera la pesantezza dei colpi di Kratos nei due ultimi God Of War è innegabilmente simile.

Nel bene e nel male, però, il gioco è tutto qui, e al di là di qualche sezione più spettacolare, l’esperienza si riduce essenzialmente a una successione di scontri tra coperture, intervallati da brevi momenti di esplorazione tra le rovine urbane. Si cammina per qualche minuto tra palazzi sventrati, strade devastate e scenari desolati, solo per ritrovarsi poco dopo in un’altra arena dove il copione si ripete: ripararsi, sparare, avanzare di qualche metro, ripararsi di nuovo.

È un loop che definisce l’identità stessa del primo Gears of War, e che può risultare tanto appagante quanto monotono, e chi ama questo approccio metodico e la tensione tattica che ne deriva, troverà pane per i suoi denti; chi invece cerca varietà, libertà d’azione o un ritmo più dinamico finirà per percepirlo come un’esperienza rigida e, col passare delle ore, persino stancante. In definitiva, è uno di quei giochi che si amano senza riserve o si abbandonano per frustrazione: non esistono vie di mezzo.

Ma, onestamente, c’era davvero bisogno di quella che, sin dal primo trailer, è stata definita da fan e addetti ai lavori come una “remaster della remastered”? Più che un reale passo avanti, sembra – per usare un altro eufemismo – un’operazione commerciale totalmente predatoria, nel tentativo (a nostro parere quantomeno di dubbia realizzabilità) di colpire il target delle nuove generazioni di giocatori, ma soprattutto di cavalcare la nostalgia dello zoccolo duro degli utenti PlayStation.

La verità è che la sola, vera novità di questo Reloaded è proprio il debutto del titolo sulla console Sony, evento storico per una saga nata e cresciuta come simbolo della piattaforma Xbox. Un’apertura importante, certo, ma che lascia comunque il dubbio: non sarebbe stato meglio tentare di proporre qualcosa di nuovo, come pare voglia fare il nuovo capitolo di GOW, cioè E-Day ? O quantomeno, arricchire l’esperienza con contenuti inediti e significativi, invece di limitarsi a un lifting grafico e qualche ritocco qua e là? Anche rilasciare direttamente una remaster con pochi ma significativi miglioramenti, ma dei primi tre giochi della serie di GOW , ci pare un’idea decisamente migliore e più valevole dei nostri sudati risparmi.

C’è però la buona notizia che, per noi che abbiamo giocato e rigiocato questo episodio sino alla nausea, questo aggiornamento è gratuito se si possiede in qualsiasi store la copia originale della Gears Of War: Ultimate Edition (sfortunatamente doveva essere acquistata prima del 5 Maggio 2025).


MULTIPLAYER

In Gears of War: Reloaded, il comparto multiplayer unisce il meglio delle modalità classiche con alcune novità pensate per arricchire l’esperienza. Alle modalità classiche, come quella Cooperativa, il Deathmatch e la Execution, si aggiungono quelle presenti nella precedente riedizione: King of the Hill, Team Deathmatch e 1V1 Gnasher Shotgun, che mantengono intatta la tensione tattica e il ritmo che hanno reso celebre la saga, dove ogni scontro richiede posizionamento accurato, uso intelligente delle coperture e coordinazione con la squadra, e risulta ancora oggi dannatamente divertente, soprattutto se accompagnati da un team affiatato.

Anche se la nostra preferenza è andata alla campagna cooperativa, il multiplayer di Gears of War: Reloaded ci ha mostrato subito quanto possa essere appagante anche l’esperienza competitiva.
A una (anche qui) sostanzialmente immutata formula si affianca il supporto al cross-play tra PS5, Xbox e PC, che amplia le possibilità di matchmaking e rende le partite più competitive e dinamiche. Vengono anche aggiunte mappe extra, presenti originariamente solo su PC, permettendo di esplorare scenari diversi e sperimentare approcci alternativi, offrendo sia ai veterani che ai nuovi giocatori qualche stimolo in più.


SEZIONE TECNICA

Se ci siamo lamentati della carenza di aggiunte ai contenuti, Gear Of Wars: Reloaded rappresenta invece un netto passo avanti sul piano tecnico, portando da questo punto di vista l’esperienza di questo titolo a livelli moderni.
La campagna gira in 4K a 60 FPS su console, mentre su PC possiamo godere di performance ancora migliori (con tutte le opzioni al massimo abbiamo raggiunto senza problemi i 175 fps in UWQHD su una 4080 Super) e meno input lag; va segnalata anche l’assenza di caricamenti, che rendono l’esperienza ancora più fluida e godibile.

Inoltre la remastered beneficia di una grafica più curata e un sistema di illuminazione moderno, che rende ogni scenario più vivido e dettagliato. Texture e modelli sono stati aggiornati in 4K, con effetti visivi avanzati, illuminazione più realistica, ombre più profonde e riflessi più naturali, conferendo ai paesaggi devastati e ai combattimenti un impatto visivo sorprendente e, con un ottimo supporto a HDR, Dolby Vision aumenta ulteriormente l’immersione.

Quasi tutte le animazioni di Reloaded si mantengono sorprendentemente solide e convincenti, soprattutto considerando l’età del titolo originale. I movimenti dei personaggi durante gli scontri a fuoco e gli sventramenti con la motosega del lancer sono davvero soddisfacenti, contribuendo all’impatto visivo e tattico dei combattimenti.
Tuttavia, ci sono alcuni dettagli che tradiscono l’età del gioco: ad esempio in certe situazioni i personaggi sembrano scivolare in maniera innaturale per raggiungere la copertura.

Nelle note negative non ci è davvero piaciuto doverci destreggiare, nel 2025, tra le righe di un file .ini o dover cambiare la lingua del sistema operativo per impostare l’audio in inglese e i sottotitoli in italiano. A peggiorare le cose, nonostante le versioni dei giochi Microsoft su Steam sono solitamente esenti da questo tipo di problemi, in Gears of War: Reloaded non è così.

Nota (letteralmente) di colore: non sappiamo se sia un effetto voluto o se verrà corretto al day one con un fix, ma l’inizio della campagna (e per fortuna solamente questo), ambientato nella prigione di massima sicurezza di Jacinto, sfoggia quella tipica patina verde/grigia che caratterizzava molti giochi di fine anni 2000 e inizio anni 2010.

Il colore dominante, un po’ urban, smorto e polveroso, ricorda titoli come Fallout 3, Army of Two e Call of Duty: Modern Warfare. Un dettaglio che strappa un sorriso nostalgico ai veterani del genere, ma che allo stesso tempo evidenzia quanto il design visivo e le palette cromatiche siano cambiate negli ultimi quindici anni. In qualche modo, è un piccolo anacronismo che aggiunge carattere all’ambientazione, ma fa anche pensare a quanto certe scelte stilistiche siano ormai datate.


Gears Of War: Reloaded è attualmente disponibile per: PCPs5 ed Xbox Series S /X .
Ringraziamo Microsoft per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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Gears Of War: Reloaded (PC)
In Conclusione
Dare un voto a Gears of War: Reloaded non è stato semplice. Il gameplay rimane solido, divertente e fedele all’originale, capace di trasmettere ancora oggi la fisicità e la tensione tattica che hanno reso celebre la saga. Tuttavia, le novità introdotte sono per lo più tecniche o cosmetiche: il miglioramento grafico, il supporto al cross-play e qualche mappa aggiuntiva non riescono a trasformare il titolo in un must-have per chi ha già vissuto la campagna e il multiplayer per anni. Nel complesso, Reloaded appare più come un tentativo di monetizzare la nostalgia e proporre la saga al popolo Playstation e alle nuove generazioni di giocatori, oltre a mantenere viva la serie in attesa del prossimo capitolo, che come un vero titolo. Un’esperienza che va amata per quello che è, ma difficilmente chi conosce già il gioco originale sarà interessato all'acquisto a prezzo intero.
Pregi
Gameplay originale ancora solido, con un feeling unico
Combattimenti tattici e coinvolgenti
Grafica aggiornata in 4K con frame rate sbloccato, HDR e Dolby Vision
Multiplayer competitivo divertente, con supporto al cross-play e mappe extra
Campagna cooperativa sempre godibile
Difetti
Nessuna novità sostanziale, soprattutto a livello di contenuti
Alcune animazioni datate
Alcune meccaniche vanno decisamente rimodernate
6.8
Voto