Front Mission è una serie che a noi di STW Games sta particolarmente a cuore, in fondo ne abbiamo già parlato più volte su queste pagine digitali in occasione dei diversi remake, quindi con l’arrivo del terzo capitolo della saga sunuove piattaforme abbiamo deciso di affrontare ancora una volta questo interessante universo narrativo.
Avevamo già recensito Front Mission 3 Remake alla sua uscita su Switch lo scorso Giugno (recensione che potete trovare qui), perciò se siete interessati ad uno sguardo minuzioso sulle meccaniche e sulla trama del gioco vi invitiamo a recuperare l’articolo originale. Oggi invece ci concentreremo principalmente sulle differenze, per evidenziare se, effettivamente, MegaPixel Studio e Forever Entertainment hanno messo mano agli evidenti difetti di quello che era un titolo che non ci aveva particolarmente entusiasmato.

Non che fosse uno dei remake peggiori a cui avessimo messo mano ma, guardiamo in faccia la realtà, Front Mission 3 era ed è ancora oggi uno dei tattici mecha più amati dai giocatori per una valanga di motivi e per questo ci saremmo aspettati un trattamento certosino nel ripresentare il titolo più famoso di questa serie fantascientifica.
Stavolta è stata data la giusta importanza al gioco presentato o ci troviamo davanti semplicemente lo stesso titolo da ricomprare su piattaforme diverse?
Scopriamolo assieme nella recensione di oggi.
Incipit narrativo
Durante una vera e propria Guerra Fredda tra la OCU (Oceanian Cooperative Union) e la Repubblica di Da Han Zhon, diversi spostamenti militari hanno obbligato il resto del mondo a schierarsi da una parte o dall’altra.
Sullo sfondo di una corsa agli armamenti che, sembra puntare sempre di più su armi biologiche e virus, facciamo la conoscenza del protagonista del gioco Kazuki Takemura, dopo una rapida missione di tutorial perciò ci vengono presentati due percorsi narrativi completamente distinti l’uno dall’altro e che metteranno Kazuki a contatto con i due schieramenti principali del conflitto.
Questa narrativa con doppio punto di vista è davvero avvincente nonostante uno dei percorsi sia chiaramente più interessante dell’altro tuttavia, in precedenza ci eravamo lamentati del fatto che molte scene di tensione o anche solo alcune delle spiegazioni delle complesse manovre fantapolitiche soffrissero per via di un adattamento pessimo sia in inglese che italiano.
Questa situazione purtroppo non è stata per niente riconosciuta e ci ritroviamo tra le mani lo stesso identico testo della versione Switch, con ancora frasi sconnesse, parole mancanti e periodi privi di un vero significato.

Ci rendiamo conto che Front Mission 3 presenta una bella mole di testo e che nel 2026 non è per niente scontato ricevere anche solo un adattamento nella nostra lingua, però questo di sicuro non è il modo di farlo e ,anzi, ci rattrista il fatto che nonostante i mesi di distanza dall’uscita originale non sia cambiato niente.
La trama rimane godibile in ogni caso perché i fondamenti della storia originale sono rimasti effettivamente invariati, però preparatevi ad avere spesso l’immersione completamente distrutta da evidenti errori di traduzione.
Il tutto risulta particolarmente grave nel momento in cui la maggior parte del worldbuilding viene presentato sotto forma di finte pagine Web da poter visitare tra una schermaglia e l’altra, nonostante questo internet fittizio sia reso particolarmente bene grazie ad articoli sugli argomenti più disparati e persino mini-giochi di Hacking, ci troveremo comunque principalmente a dover leggere pagine su pagine di testo che varia dal semplicemente blando allo scritto proprio male.
Gameplay
Il gameplay si suddivide sempre nello stesso modo: cutscene, una schermaglia di combattimento e un intervallo di tempo libero in cui esplorare internet, oppure personalizzare il proprio mech o parlare coi diversi NPC con un sistema da Visual Novel molto limitato.
Le battaglie riescono ad essere intrattenenti anche se, come al solito, sono completamente basate su un sistema di RNG, non potendo scegliere appunto quale parte attaccare dei robot avversari il tutto viene lasciato al caso, quindi potrebbero non far impazzire tutti gli appassionati di strategici.
Il sistema di personalizzazione dei propri mecha, invece, risulta parecchio complesso con menu interi dedicati a statistiche da poter cambiare e nuove parti da poter equipaggiare. Inutile nascondere che questa è una delle meccaniche davvero curate del titolo, anche se i cambiamenti estetici da poter apportare sono davvero pochi.
In ogni caso al contrario della versione Switch, che presentava dei caricamenti importanti durante i turni delle unità nemiche, adesso i combattimenti sembrano progredire più spediti grazie alla velocità maggiore di calcolo delle console su cui è sbarcato il gioco.

Anche le animazioni di attacco risultano più fluide e alcuni effetti visivi sembrano esser stati cambiati, ma sono differenze tanto minime da poterli attribuire più alla effettiva prestazione grafica del port che a delle vere correzioni coscienziose.
Insomma la verità è che Front Mission 3 Remake aveva aggiunto poco e niente a giugno e così è rimasto anche adesso, il gioco è virtualmente lo stesso di vent’anni fa tranne la nuova veste grafica, ma il comparto artistico riesce davvero a giustificarne l’acquisto?
Comparto artistico e tecnico
Il comparto artistico è pessimo.
Ragazzi durante la nostra recensione originale abbiamo usato effettivamente toni più pacati non volendoci esporre troppo sulla questione, complimentando il design dei Vanzer e la loro presenza scenica per esempio, ma tutti i complimenti fatti a questo titolo sono complimenti fatti all’originale e non a questo nuovo colpo di vernice.
Abbiamo usato parole vaghe per descrivere gli sfondi tridimensionali, pensando che parte del problema fosse la scarsa potenza della Switch, ma anche sulla nuova generazione di console semplicemente questi sfondi non funzionano.
Sembrano usciti da un gioco mobile e l’unica vera grazia a salvarli un minimo sono gli effetti particellari di alcune ambientazioni, persino in quel caso però le texture dei Mecha mancano di qualsiasi tipo di tridimensionalità facendoli sembrare piatti e poco curati.

Tutto il comparto artistico ha un che di amatoriale, quasi come se fosse il primo gioco a cui gli sviluppatori mettono mano per dare una svecchiata, ma sappiamo perfettamente che non è così.
Questi problemi erano presenti fin dal lancio e invece di migliorare sui punti che sono stati pesantemente criticati, ci troviamo tra le mani un port che riesce solo a gettare una triste lente di ingrandimento su quelli che sono palesi scivoloni grafici.
Come ciliegina sulla torta c’è il fatto che alla sua uscita a giugno, Front Mission 3 Remake aveva fatto parlare anche per il presunto uso di IA, non avevamo preso una posizione ferrea ma la verità era ed è evidente.
La maggior parte dei personaggi presentano ombre sbavate sul viso, molte delle pagine internet fittizie hanno rappresentazioni di persone con delle pose discutibili e dita e braccia in più.

Insomma vogliamo dire che è il lavoro di un essere umano? Perfetto, ma ciò non migliora la situazione. Lascia davvero tanto a desiderare e considerando che è un problema facilmente risolvibile, possiamo solo trarre la conclusione che in occasione del port non si siano presi la briga di farlo nonostante i mesi di lavoro in più per poterlo portare sulla generazione corrente.
Dopo una sfilza di remake e remaster stellari lo scorso anno, è palese che si può pretendere molto di più da un remake di uno degli strategici mecha più amati di sempre.
La colonna sonora invece rimane estremamente orecchiabile grazie anche al nuovo arrangiamento già presentato con la versione Switch, che riesce ad accompagnare egregiamente tutta l’avventura, in più c’è la possibilità di passare da una colonna sonora all’altra senza alcuna restrizione permettendoci di godere sia delle OST originali che delle nuove.
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