Dopo due anni di attesa e quell’amaro in bocca per il cancellamento della precedente edizione, la famosa serie di Sports Interactive fa il suo ritorno, promettendo di colmare quel vuoto lasciato nel cuore di tutti gli appassionati. Non servono molte presentazioni, dato che stiamo parlando del simulatore manageriale calcistico più famoso di tutti i tempi: Football Manager 26 segna un passo importante nell’evoluzione della serie, che porta con sé tante novità ma anche tante criticità.
Questo nuovo capitolo arriva portando con sé una smisurata ambizione di rivoluzionare l’esperienza di gioco attraverso il passaggio al motore Unity, ma si trova a fare i conti non solo con le enormi aspettative accumulate durante due anni di attesa e problematiche molto più rilevanti, delle quali discuteremo qua sotto, nella nostra recensione.
La rivoluzione tecnica di Unity
La novità più evidente è il passaggio a Unity, primo motore grafico moderno nella storia della serie dopo trentatre anni. Per la prima volta infatti, Football Manager abbandona il proprio motore proprietario per abbracciare una soluzione capace di gettare le basi di un futuro solido alla saga. Questo cambiamento epocale non è una semplice verniciata estetica, ma una ricostruzione dalle fondamenta che impatta ogni aspetto del gioco, dalle animazioni all’interfaccia utente.
Il risultato grafico nelle partite sorprende in positivo sotto molteplici punti di vista, con le animazioni volumetriche rappresentano il salto qualitativo più evidente: catturate da Hawk-Eye Innovations utilizzando dati da partite reali, restituiscono movimenti più fluidi e naturali, specialmente nei gesti di preparazione a un tiro o un passaggio. I dettagli dei giocatori sono più proporzionati rispetto all’ammasso di poligoni delle passate edizioni, mentre il sistema di illuminazione dinamico introduce effetti realistici legati al momento della giornata.

Tuttavia, nonostante i progressi monumentali, il salto qualitativo rimane incompiuto e alcune limitazioni si fanno sentire dopo solo qualche ora di gioco. Il repertorio di animazioni e movimenti, sebbene notevolmente migliorato, risulta ancora numericamente limitato: le azioni si ripetono con una certa frequenza, rivelando come il database di animazioni non sia ancora particolarmente vasto. I modelli dei calciatori, sebbene migliorati, presentano ancora proporzioni “sporche” e difetti evidenti: capigliature impensabili, colore della pelle errato per molti giocatori reali, e una generale mancanza di somiglianza che toglie immersività. Inoltre, alcuni elementi come la pioggia risultano poco convincenti, mentre la resa dei movimenti della rete dovrebbe essere decisamente rivista.
Lo stesso discorso vale per un comparto audio che continua a essere il punto debole della serie. Gli effetti del pallone suonano poco naturali e l’assenza di una colonna sonora degna di nota si fa sentire pesantemente, al punto di farci preferire l’ascolto di una qualsiasi nostra playlist musicale. Nonostante i miglioramenti audio promessi per catturare l’emozione del gioco offensivo e la gioia dei gol, il risultato rimane, purtroppo, insufficiente.
La rivoluzione tattica
Il cuore pulsante dell’innovazione di FM26 risiede nella gestione tattica divisa tra fase “In Possesso” (IP) e “Out of Possession” (OOP). Questa separazione radicale rispecchia finalmente il calcio moderno, dove allenatori d’élite come Pep Guardiola e Jürgen Klopp modificano costantemente la forma della squadra in base al possesso palla. Il sistema permette di implementare due differenti schemi a seconda della fase di gioco: un 4-3-3 offensivo può diventare fluidamente un 4-1-4-1 difensivo, comprimendo il centrocampo per negare spazio agli avversari, proprio come nel calcio reale.

Dalla combinazione dei ruoli “In Possesso” e “Non in Possesso” emerge una rappresentazione tattica dinamica che finalmente cattura l’essenza del calcio moderno. Per i meno esperti o per chi preferisce la semplicità, rimane possibile impostare lo stesso schema per entrambe le fasi, ma dedicare tempo al cambio automatico della formazione offre risvolti straordinari in termini di flessibilità tattica. Un’ottima funzionalità che abbiamo apprezzato davvero tanto nel corso dei nostri campionati e che aggiunge profondità e varietà al gameplay.
Un’altra novità che abbiamo accolto a braccia aperte è rappresentata dal nuovo Tactical Visualiser, uno strumento fondamentale e rivoluzionario che offre rappresentazioni grafiche delle scelte tattiche con dati su tiri, ricezione passaggi, transizioni offensive e ritmo di gioco. Il campo viene diviso in tre zone verticali (terzo difensivo, terzo centrale, terzo offensivo), mostrando come la formazione si trasforma organicamente durante la progressione del gioco.

Il Visualiser rivela cambiamenti posizionali che in passato rimanevano nascosti, permettendo a noi allenatori di comprendere esattamente come le proprie scelte tattiche si manifestano sul campo. L’integrazione diretta con il Data Hub consente di effettuare aggiustamenti tattici basati sulle statistiche del match come xA (expected assists) e xG (expected goals) senza abbandonare la schermata delle tattiche.
Piangiamo purtroppo i Touchline Shouts (le urla dalla propria area tecnica presenti da anni) che sono stati completamente rimossi senza piani di reintroduzione nel prossimo futuro. Al loro posto, il sistema di doppia formazione offre controllo superiore sul comportamento della squadra in differenti stati di gioco: invece di urlare “Dateci dentro”, si progetta una formazione OOP più aggressiva in partenza.
Contenuti e licenze
Sul fronte licenze, FM26 presenta la suite più grande mai vista nella serie, con delle partnership storiche con FIFA e la Premier League. La collaborazione FIFA porta le licenze ufficiali per le Coppe del Mondo maschili e femminili, inclusa la FIFA World Cup 26. La Premier League arriva finalmente su licenza completa con loghi, divise e fotografie reali, anche se mancano le licenze per squadre italiane iconiche come Milan, Inter, Napoli, Lazio e Atalanta, mentre la modalità completa per la gestione nazionali sarà disponibile solo con un aggiornamento gratuito in futuro. Una grave assenza per ciò che in passato erano considerate feature standard al lancio e che ha deluso non pochi fan, noi compresi.
L’arrivo del calcio femminile inoltre rappresenta un’aggiunta monumentale, ricercata fin dal lontano 2021 ma che viene introdotta solamente ora, con oltre 36.000 giocatrici e membri dello staff attraverso circa 4.000 club, con 14 campionati giocabili in 11 nazioni. Il calcio femminile può vantare dettagli tecnici al pari della controparte maschile, con sessioni dedicate di motion capture effettuate su calciatrici reali per garantire animazioni accurate, mentre le dinamiche di gioco e di mercato sono state modellate specificamente per il contesto femminile: contratti sono più brevi, le clausole rescissorie meno comuni, il mercato dominato da operazioni a parametro zero, riflettendo la realtà del calcio del gentil sesso.
Scouting e mercato
Il comparto trasferimenti vede l’introduzione di TransferRoom, sistema ispirato alla piattaforma reale utilizzata dai club professionisti che promette di rendere le trattative più intuitive e strategiche. Una delle aggiunte più interessanti riguarda le negoziazioni: prima di formulare un’offerta ufficiale, è ora possibile parlare direttamente con l’agente del giocatore per sondare le richieste economiche e la disponibilità al trasferimento. Questo approccio preliminare evita di sprecare tempo in trattative destinate al fallimento e permette di costruire una rete di contatti preziosa.

Lo scouting è stato rinnovato con ricerche parametrate su ruoli In Possesso e Out of Possession, aumentandone la precisione. Tuttavia, trovare giocatori è diventato più difficile, dato che il sistema di filtri è più complicato da padroneggiare e inserire i parametri corretti richiede maggiore familiarità. Nonostante questi miglioramenti, le trattative mostrano ancora rigidità eccessiva, con squadre inamovibili anche per differenze minime nelle richieste e le interazioni con stampa e rosa presentano poche novità sostanziali, risultando ripetitive.
Una dashboard poco intuitiva
L’interfaccia di Football Manager 26 è stata completamente ridisegnata con uno stile a blocchi più moderno e social, che punta ad attrarre un pubblico più giovane e a svecchiare radicalmente l’aspetto del gioco. Il cuore della nuova UI è il Portal, un hub di informazioni centrale che combina il vecchio Home e l’Inbox in un’unica entità. Questo centro di comando presenta tutti i messaggi con filtri migliorati (Tutti, Nuovi, Non Letti), un pannello azioni potenziato per le decisioni, un menù a tendina per i consigli rapidi dello staff, integrazione dei prossimi incontri, un’istantanea del calendario su due settimane, un feed di notizie globali, e accesso rapido a risultati e informazioni di campionato.

Purtroppo, non è tutto oro ciò che luccica e, al netto di un sistema che in teoria dovrebbe semplificare l’esperienza, ci ritroviamo invece con una dashboard completamente scombussolata e ricca di bug frequenti. Processi che in FM24 richiedevano due o tre clic ora esigono percorsi giganteschi e innaturali, tradendo uno sviluppo orientato maggiormente verso versioni mobile e console piuttosto che PC, con menu poco reattivi e divisione delle sottocategorie confusa. Insomma, a farne le spese è stata la funzionalità, che risulta pesantemente sacrificata sull’altare dell’estetica moderna.
Anche la navigazione dei menu interni alla partita è estremamente macchinosa. Ad esempio le statistiche, prima liberamente osservabili e personalizzabili, ora richiedono multipli clic per informazioni normalissime, oppure basti pensare che non è possibile aprire la scheda di un giocatore cliccando il nome dalle tattiche durante la partita, una strana regressione in un capitolo che celebra un rilancio tecnico.
E i veterani?
I più navigati non faticheranno a orientarsi nel gameplay di base, con la possibilità di importare salvataggi da FM23 e FM24 garantendo continuità nelle carriere già iniziate. Il magnetismo che rende il gioco capace di rubare notti intere rimane intatto, anche se FM26 risulta nel complesso più lento e avanzare nel calendario richiede più tempo reale, con schermate di caricamento più lunghe.

Questa maggiore lentezza rende la progressione un po’ più noiosa per i vecchi giocatori abituati a ritmi più sostenuti, soprattutto perché per valutare appieno le dinamiche di squadra e le gerarchie interne è necessario procedere significativamente nel calendario, dato che le prime settimane non sono sufficienti.
Se i più esperti non troveranno problemi nel gameplay, saranno purtroppo costretti ad una vera e propria ri-alfabetizzazione. Abituati ad anni di navigazione con menù laterali e shortcut memorizzati istintivamente, abbiamo dovuto reimparare percorsi che ci sembrano innaturali, mentre il nuovo sistema di doppia formazione richiede di pensare alla squadra in due fasi distinte, un cambio inizialmente opprimente. Per i più esperti, le novità sostanziali si contano su una mano, con molti elementi rimasti immutati dopo due anni di attesa e altrettanti rimossi con promesse di reintroduzione, come le modalità Complete-A-Club, Challenge Mode, Versus Mode, Fantasy Draft.
Ancora troppe problematiche tecniche
Ciò che non riusciamo ancora a spiegarci è come sia possibile pubblicare, in seguito a due anni di sviluppo, un gioco con una rifinitura tecnica così approssimativa. La versione da noi testata pullulava di svariati bug e glitch grafici, con riquadri invisibili, clic a vuoto, schermate che impiegano diversi secondi per caricarsi e comandi si bloccano in modo randomico. Basti pensare che anche il forum ufficiale conta oltre 5.000 segnalazioni tra crash e problemi di UI, per non parlare invece delle attuale valutazione nella pagina Steam.
Questa instabilità compromette gravemente l’esperienza, generando incertezza continua su cosa sia intenzionale, e cosa sia effettivamente un errore, come ad esempio gran parte del testo eccessivamente piccolo. Tuttavia, la profonda dedizione del team di sviluppo costituisce una garanzia storica, ed è lecito attendersi che questi problemi diverranno presto un ricordo grazie a futuri aggiornamenti correttivi.
Ringraziamo SEGA e Cosmocover per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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