Nel grande oceano di uscite estive, i titoli appartenenti a quelle che tradizionalmente etichettiamo come nicchie rischiano di passare inosservati, lasciando una traccia visibile soltanto ad un pubblico selezionato di giocatori appassionati.
Questo potrebbe essere il caso di Eriksholm: The Stolen Dream, un gioco stealth isometrico con una forte predisposizione alla narrativa che ci ha totalmente stregati per le sue tante, tantissime qualità.

Volendo dare il nostro contributo nello spezzare questo ciclo di ingiuste disattenzioni, siamo qui per parlarvi approfonditamente del gioco, nella speranza che possiate darvi una chance!
Narrazione
Nonostante il gameplay e le ambientazioni rubino la scena nelle pagine dedicate alla descrizione del prodotto, la narrazione è indubbiamente il cuore pulsante di Eriksholm.
Il racconto, che mescola con grande maestria toni drammatici e cupe atmosfere distopiche, ci tiene fin da subito ad avvicinarci emotivamente ai suoi molteplici protagonisti.
Hanna, personaggio centrale nelle vicende, è presentata come una giovane orfana immersa in un mondo feroce quanto pieno di sorprese: lasciata sola con suo fratello, viene presto coinvolta in una fuga dalle forze dell’ordine che tentano di braccarla in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo.
Ed è così che la vicenda personale del suo dramma familiare si intreccia con la solidarietà degli abitanti della città e dei reietti, trasformando l’opera in un racconto di ribellione collettiva contro l’oppressione tirannica.

Per quanto non si possa dire che la trama mantenga lo stesso mordente dall’inizio alla fine, abbiamo davvero apprezzato le 13 ore passate a mettere i bastoni fra le ruote ad un numero crescente di agenti di polizia.
Il finale, frammento di trama che abbiamo particolarmente gradito, chiude in maniera abbastanza soddisfacente le vicende, lasciando però numerosi interrogativi su cui costruire (si spera) il futuro dell’IP.
Anche i personaggi secondari sono tratteggiati con una certa cura: i dialoghi e i documenti collezionabili impreziosiscono la scrittura, donandogli momenti di genuina umanità e, talvolta, di spiccata ironia.
Scrittura che non potrebbe funzionare altrettanto bene nelle mani di un cast di doppiatori/attori non all’altezza, cosa di cui fortunatamente questo titolo non deve assolutamente preoccuparsi. Le cutscenes, seppur presenti in modo limitato, sono infatti realizzate in maniera impressionante per un titolo di questo budget, colpendo sia per pura resa tecnica che per recitazione.
Gameplay
Eriksholm si presenta come un’avventura stealth tattica a visuale isometrica con il controllo simultaneo di più personaggi, ciascuno dotato di un proprio set di abilità.
Inizialmente si impersona solo Hanna, la quale sfrutterà la sua spiccata agilità per nascondersi nell’ombra e stordire i nemici con dardi soporiferi. Nel corso del gioco si aggiungono presto Alva, che lancia sassi per distrarre gli avversari o sopprimere le fonti di luce, e Sebastian, l’operaio possente capace di sbarazzarsi delle guardie con la forza bruta.
La vera sfida risiede proprio nello sfruttare al momento giusto le abilità di tutti e tre: ciascun livello è infatti un intricato puzzle a tema stealth. Non stupisce quindi constatere che i momenti migliori del gioco si realizzano proprio quando si è costretti ad orchestrare delle azioni sofisticate simultaneamente con i tre protagonisti per tirarci fuori dalle situazioni più disperate.

Se tutto questo potrebbe portarvi ad immaginare un titolo dalla grande libertà d’approccio, rimarrete sfortunatamente delusi, essendo in verità piuttosto lineare e rigoroso nel raggiungimento dell’unica soluzione predisposta dagli sviluppatori.
Il minimo passo falso potrebbe infatti portare alla resa del protagonista e al game over istantaneo, per cui alcune sezioni si trasformano facilmente in un trial & error potenzialmente frustrante.
A mitigare questa condizione vi è un sistema di salvataggio rapido molto generoso, che si incastra ad un bilanciamento dei diversi scenari quasi sempre impeccabile.
Il risultato è da apprezzare in un titolo che scorre quasi sempre fluidamente, scandito da meccaniche ben congegnate che vengono aggiunte costantemente, supportate da una varietà eccezionale di ambientazioni strabilianti da vedere ed esplorare.
Comparto tecnico ed artistico
Uno dei maggiori pregi di Eriksholm è senza ombra di dubbio il suo impatto visivo, una vera dimostrazione di ciò che un comparto artistico raffinato può generare a contatto con uno strumento tecnico all’ultimo grido come l’Unreal Engine 5.
La visuale isometrica contribuisce fortemente alla creazione di questa costante sensazione di meraviglia e stupore per ciò che le varie ambientazioni hanno da offrire in termini di dettaglio, fra paesaggi urbani strepitosi e giochi di luce di grande carisma ed impatto.

L’estetica, a metà fra il gotico del nord Europa e lo steampunk alla Dishonored, è fra le più credibili e curate degli ultimi anni e, se inizialmente temevamo potesse risultare “una delle tante”, in realtà si è rivelato qualcosa di speciale. Per sua stessa intenzione, non troverete design particolarmente coraggiosi o fuori di testa, puntando invece il tutto sulla immersione in un mondo di gioco con alcuni tratti fantasiosi ma totalmente verosimile.
Una nota positiva anche sul sonoro, per doppiaggio, ambientazione ma anche accompagnamento musicale. Per quanto non vi siano delle tracce di grande spicco, la soundtrack si rifà perfettamente alle situazioni di tensione e di fuga rocambolesca che caratterizzano la maggior parte delle sezioni di gameplay.
Prestazioni e resa tecnica
Su PlayStation 5, la piattaforma su cui abbiamo completato il nostro playthrough, il gioco si è dimostrato totalmente stabile attorno ai 60FPS, ad eccezione delle cutscenes prerenderizzate a 30.
Pur non potendo parlare della versione PC per effettuare paragoni diretti, la versione console è davvero splendida da vedere, ed i giocatori potranno facilmente riconoscere in Eriksholm tutti i meriti di un titolo veramente next-gen.
Ringraziamo Keymailer per averci fornito una chiave del gioco in anteprima per realizzare questa recensione.
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