Epomaker non è certo un nome nuovo per chi segue la nostra redazione o è appassionato di periferiche da gaming; dopo aver conquistato una fetta importante del mercato delle tastiere meccaniche con proposte aggressive e ricche di funzionalità, il brand cinese ha deciso infine di estendere la portata delle sue proposte con un paio di mouse dal budget competitivo.
Il protagonista di questa recensione, il CarbonX, è un dispositivo che punta dritto al cuore del segmento esports con una scocca in autentica fibra di carbonio e un peso che si attesta attorno ai 50 grammi.

Un prodotto ambizioso ed una dichiarazione d’intenti da parte dell’azienda, che ci ha permesso di analizzarne un sample.
Packaging
La confezione del CarbonX si presenta curata ma senza fronzoli, in linea con la filosofia del prodotto. L’imballaggio protegge adeguatamente il mouse con inserti sagomati, e al suo interno troviamo:

- Mouse Epomaker CarbonX
- Cavo USB-A a USB-C in paracord
- Ricevitore wireless 2.4 GHz
- Piedini PTFE di ricambio
- Manualistica e garanzia
La presenza dei piedini di scorta è un tocco apprezzabile, soprattutto considerando che si tratta di un componente soggetto ad un’inevitabile usura. Meno convincente, invece, la scelta del dongle: è di dimensioni più generose rispetto ai classici nano-receiver e, soprattutto, non è presente alcun alloggiamento dedicato all’interno del mouse per il suo trasporto. Un dettaglio che, per chi si muove spesso con la propria postazione, può risultare scomodo.
Il cavo in paracord è flessibile, leggero e praticamente non oppone resistenza ai movimenti: un dettaglio che, in modalità cablata, restituisce una sensazione molto vicina al wireless.
Design e materiali
Il nostro primo impatto con il CarbonX ci ha lasciati davvero sorpresi: si è talmente abituati ad associare la solidità a un certo peso che un mouse così leggero sembra quasi irreale. Eppure la costruzione non tradisce, e la scocca in fibra di carbonio è rigida, non flette nemmeno applicando una pressione decisa, e non produce scricchiolii di alcun tipo.
Un risultato sicuramente notevole per un dispositivo che, dati alla mano, si ferma a circa 50 grammi di peso.

La forma è simmetrica, di dimensioni medio-compatte, pensata per adattarsi a impugnature di tipo palm, claw e fingertip. La larghezza al centro si attesta sui 62 mm, un valore in linea con i riferimenti del segmento esport, che la rende ideale per mani di taglia piccola e media. Chi ha mani particolarmente grandi potrebbe trovarla un po’ stretta, ed è un aspetto da tenere in considerazione prima dell’acquisto.
La superficie in fibra di carbonio ha una finitura opaca con una trama leggermente ruvida che offre un grip naturale, senza bisogno di rivestimenti gommati o costosi trattamenti aggiuntivi.
Le perforazioni interessano la parte superiore e il fondo della scocca, mentre i fianchi restano pieni. Grazie a questa scelta progettuale, il giocatore ottiene il vantaggio del peso ridotto e di una certa ventilazione senza sacrificare il grip sui lati. Di contro, le aperture espongono l’interno a polvere e residui, un aspetto fisiologico di tutti i mouse con design forato che richiede una manutenzione periodica ed una particolare attenzione alla pulizia generale della postazione.
Scheda tecnica
Di seguito, le specifiche tecniche dell’Epomaker CarbonX:
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Sensore | PixArt PAW3950 |
| DPI massimo | 30.000 |
| Polling rate | Fino a 8000 Hz (cablata e 2.4 GHz) / 125 Hz (Bluetooth) |
| Switch principali | Omron ottici (70 milioni di click) |
| Controller | Nordic 52840 |
| Dimensioni | 118 × 62,2 × 39,6 mm |
| Peso | ~50 g (misurato ~46 g in alcuni sample) |
| Scocca | Fibra di carbonio perforata |
| Piedini | PTFE |
| Connettività | Tri-mode: USB-C, Wireless 2.4 GHz, Bluetooth 5.0 |
| Batteria | 300 mAh ricaricabile |
| LOD (Lift-off distance) | Regolabile (0,7 / 1 / 2 mm) |
| Latenza | 0,35 ms (cablata), 0,4 ms (2.4 GHz), ~10 ms (BT) |
| Pulsanti | 2 principali + 2 laterali + rotella + DPI |
| Software | Web-based (nessuna installazione richiesta) |
| Compatibilità | Windows, macOS, Linux |
| Prezzo indicativo | ~72,95 € (store ufficiale Epomaker) |
Esperienza d’uso
Al di là delle considerazioni positive sul design, è sul campo che il CarbonX dimostra di valere il prezzo del biglietto. Il sensore PixArt PAW3950, capace di raggiungere i 30.000 DPI con un IPS di 750 e un’accelerazione di 50g, è quanto di più avanzato si possa trovare oggi in un mouse da gaming. Il tracking è impeccabile su qualsiasi superficie testata, preciso e coerente anche nei movimenti più rapidi. La lift-off distance regolabile su tre livelli (0,7, 1 e 2 mm) aggiunge un ulteriore grado di personalizzazione che alcuni giocatori competitivi apprezzeranno.
Il polling rate raggiunge gli 8000 Hz sia in modalità cablata che wireless 2.4 GHz, un valore che colloca il CarbonX nella fascia più alta del mercato. A frequenze così elevate, la differenza rispetto ai tradizionali 1000 Hz si avverte soprattutto negli sparatutto in prima persona e su monitor ad alto refresh-rate, contesto in cui la fluidità del cursore e la reattività nella mira assumono un peso determinante. Va però segnalato che l’utilizzo costante a 8000 Hz incide sensibilmente sull’autonomia della batteria: un compromesso da valutare in base alle proprie priorità. I click principali, affidati a switch ottici Omron da 70 milioni di attuazioni, sono netti e reattivi, puntando ad un feeling è bilanciato ed un feedback tattile pulito.
I pulsanti laterali, i soliti due dei mouse da esports, sono ben posizionati e offrono un’attuazione decisa, anche se chi ha pollici particolarmente larghi potrebbe trovarli leggermente contenuti nelle dimensioni.
Anche la rotella è di buona qualità, compatta, con gradini ben definiti e una sensazione tattile precisa. Oltre ad essere notevolmente silenziosa, lo step è controllato e mai impreciso, il che la rende perfettamente adeguata sia per la navigazione che per l’uso in gioco.
Lo scorrimento sulla superficie è affidato a piedini in PTFE che, nella loro funzione di base, svolgono il compito egregiamente anche su superfici non particolarmente indicate.
Connettività e autonomia
Il CarbonX offre tre modalità di connessione: cavo USB-C tramite il cavo in paracord incluso, wireless a 2.4 GHz e Bluetooth 5.0. In modalità cablata e 2.4 GHz la latenza dichiarata è rispettivamente di 0,35 e 0,4 ms, valori perfettamente in linea con lo standard competitivo e che si sono mostrati affidabili nel nostro provato. Il Bluetooth, con circa 10 ms, si presta invece ad un utilizzo produttivo o casual.
Una nota non particolarmente positiva, sfortunatamente, è la batteria. Con una capacità di 300 mAh, l’autonomia non è di certo il punto forte del CarbonX ed in condizioni di utilizzo intenso con polling rate elevato, si raggiungono circa uno-due giorni di sessioni di gioco prima di dover ricorrere alla ricarica. Abbassando il polling rate a 1000 Hz e con un uso più moderato, si può arrivare anche a una settimana. Ad ogni modo, la ricarica completa richiede un’oretta o due e quindi il problema non si pone più di tanto, pur rimanendo un difetto da considerare.
Software

Un aspetto interessante riguarda la gestione software: Epomaker ha optato per un’interfaccia interamente web-based, accessibile tramite browser senza alcuna necessità di installare alcun driver o applicazione. Dall’applicativo è possibile regolare DPI, polling rate, lift-off distance, rimappare i pulsanti e creare macro.
L’approccio è funzionale e immediato, ma non privo di limiti. L’interfaccia è spartana e non sempre intuitiva, e la visualizzazione del livello della batteria non offre una percentuale precisa. Per un prodotto che punta al segmento enthusiast, ci si aspetterebbe qualcosa di più rifinito, ma il fatto di non dover installare software proprietario è comunque un punto a favore per chi preferisce mantenere il sistema leggero e privo del solito bloat aziendale.
Ringraziamo Epomaker per averci fornito un sample del prodotto per realizzare questa recensione.
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