
Che cosa viene in mente alla maggior parte delle persone quando si parla di Austria? Montagne, sci, capre, musica classica, arte e piccoli paesi immersi nella natura, magari con qualche sorgente termale.
E cosa succede se un piccolo team indie austriaco decide di raccogliere tutti questi luoghi comuni, li rende meno superficiali e li trasforma in una nuova eccentrica vacanza nelle Alpi centrali, dove si possono alternare piacevoli camminate a sminuzzamenti di piccoli demoni dispettosi?
Questo è Dungeons of Hinterberg, un action RPG con forti componenti puzzle game, sviluppato da Microbird Games e pronto a trasportare il giocatore in un fittizio paesino austriaco, dove l’esplorazione dei dungeon farà da padrona, assieme a momenti di relax e di esplorazione.
Già a prima vista, il progetto suscita la sua curiosità: promuovere la cultura e, soprattutto, le bellezze del proprio paese con un titolo simile è sì peculiare, ma sarà sufficiente per dargli lustro o ci saranno basi più solide e apprezzabili anche da coloro che con l’Austria non hanno familiarità?
TRAMA
Come già accennato, l’obiettivo di Microbird Games è di farci vivere una vacanza tra le vallate e le cime austriache e, per farlo, ci immedesimiamo in Luisa, una giovane ragazza stufa della sua vita a Vienna, costretta in un lavoro che proprio non le piace e desiderosa di vivere una nuova avventura.
Così inizia Dungeons of Hinterberg, con un salto nell’ignoto che percepiamo anche noi giocatori dal momento che all’inizio viene spiegato poco della realtà che ci circonda.
Siamo in un paesino dove regna la magia, in un modo così potente da creare portali che ci conducono in mondi distorti, pieni di enigmi e popolati da creature malevole.
Però ci chiediamo: da dove nasce la magia? Perché si ottengono determinati poteri e, soprattutto, perché sono apparsi improvvisamente tutti questi dungeon?

Ma non temete, non siamo di fronte a una copia carbone austriaca di Solo Leveling: la storia si prende il suo tempo, pone piano piano le sue rivelazioni, mettendoci nei panni di una giovane che, effettivamente, sino a quel momento non ne sapeva nulla di magia e creature mistiche.
La macro-trama si risolve, chiude alcuni degli interrogativi e ci regala un finale adeguato, per quanto abbastanza scontato e semplicistico.
Forse i più puntigliosi potrebbero criticare alcuni cavilli, dopotutto gran parte del sistema magico resta un mistero e, forse, è meglio così.
Dungeon of Hinterberg non vuole creare un worldbuilding approfondito, vuole regalare una determinata esperienza al giocatore, la quale trapela attraverso il personaggio di Luisa, con i suoi dubbi e le sue incertezze sulla vita che possono risuonare con molte persone.

Frequentemente si chiede se il suo lavoro da avvocato sia davvero la sua strada, oppure se c’è qualcosa di diverso che l’aspetta, magari un’alternativa che non ha ancora vagliato appieno.
Questa, per lei, non è solo una vacanza, ma un momento di riflessione, uno stacco completo dalla realtà che può consegnarle le risposte che cerca.
Esplorare dungeon e picchiare demoni pare abbastanza estrema come scelta, ma questo è il mondo che si presenta nel gioco, in cui chiunque può prendere in mano una spada e diventare un eroe per se stesso o per un pubblico più vasto.
Non è molto diverso da chi, durante le vacanze, intraprende scalate estreme o esplora luoghi pericolosi ed esotici, quasi come se, solo sfidando la vita, riuscisse ad apprezzarla appieno.

Tuttavia, Luisa non è l’unica persona senziente del titolo: altri personaggi popolano il paesino di Hinterberg, tra cacciatori, negozianti e anche semplici turisti mondani.
Ognuno ha il suo arco, seppur breve e semplice, e sono tutti discretamente caratterizzati in base al ruolo loro affidatogli.
Tutti, però, confluiscono nella vita del paesino e affrontano problemi non solo quotidiani, ma anche burocratici e ambientali, mostrando quanto sia facile rompere l’armonia creatasi dopo tanti anni.
Infatti vi è un altro tema che segna profondamente il titolo, ovvero quanto l’iperturismo possa cambiare una città o un paese, e quanto gli abitanti siano disposti ad adattarsi per seguire le nuove tendenze, talvolta sacrificando quanto dovrebbe essere davvero importante.

I nemici, invece, sono veri e propri minion, e non c’è nemmeno un bestiario consultabile per conoscerli meglio. Un vero peccato dal momento che molti si basano su creature folkloristiche austriache, un’occasione sprecata per far conoscere le leggende popolari locali a un pubblico più vasto.
GAMEPLAY
Il gameplay di Dungeons of Hinterberg si divide in due macro sezioni: i dungeon e il turismo esperienziale.
I dungeon sono la meccanica più complessa di tutto il gioco, per quanto “complesso” non sia proprio il termine adatto per questo titolo: sia il level design che il sistema di combattimento sono pensati per chi è neofita del genere, essendo basilari e facili da comprendere.
Gli attacchi sono due, leggero e pesante, come anche le abilità aggiunte, per quanto siano selezionabili da un rooster più ampio.
Persino livellare non è troppo arduo perché… non si fa. Per aumentare l’attacco e la difesa di Luisa, in modo da affrontare nemici sempre più tosti, basta trovare o acquistare l’equipaggiamento adeguato, le cui statistiche sono riportate in modo chiaro e preciso.

E non finisce qua: vi sono anche incantesimi, potenziamenti di attacco e difesa, effetti speciali, tutti equipaggiabili a gusto del giocatore che si trova del tutto libero nel dare maggior importanza a determinate statistiche piuttosto che ad altre.
Questi oggetti non saranno molti, ma sono sufficienti per cambiare strategie e approcci al combattimento, anche una volta ricominciato il gioco.
Tuttavia, all’interno dei dungeon non si sferza solamente di spada, in quanto le sezioni di combattimento sono ridotte rispetto ai puzzle che dovremo affrontare.
Ogni macro-area ci consegnerà due poteri magici con cui dovremo risolvere rompicapi man mano sempre più complessi, ma mai impossibili, con forse due sole eccezioni.

Questi poteri magici, ovviamente, saranno utilizzabili anche duranti gli scontri, creando combo interessanti e rendendo così il gameplay più vario.
Vi è da dire però che, per quanto siano abbastanza vari tra di loro, alcune sezioni, soprattutto nell’ultima macro-area, risultano più frustranti delle precedenti.
Sarà che i dungeon iniziano a diventare più lunghi, o che le idee migliori sono già state usate in precedenza, ma prendere in mano plasma e gelatine non è il massimo, soprattutto dopo lunghe e divertenti sezioni a cavallo di uno snowboard, data anche la precisione che viene richiesta.
Tuttavia si può chiudere un occhio, dal momento che nella maggior parte dei casi il gameplay riesce a rinnovarsi, aggiungendo elementi a puzzle già visti in precedenza e dando loro nuova forma, se non complessità.

È da segnalare, inoltre, come la difficoltà salga gradualmente, di livello in livello, accompagnando con dolcezza il giocatore nella sua conquista di tutti i dungeon.
Attenzione, ricordatevi che Dungeon of Hinterlberg è prima di tutto una vacanza alternativa, non un’esperienza di grinding e boss fight intricate e impossibili.
I più esperti del settore lo potrebbero ritenere troppo semplice, magari poco vario, soprattutto nei combattimenti, ma è proprio questo il punto: perché snervare l’utente se l’obiettivo è proprio proporgli un breve respiro dalla frenesia della vita quotidiana immergendolo in un tipica località austriaca tra i monti?
Perché sì, i dungeon sono solo parte della nostra vacanza, il resto lo viviamo passando dei piacevoli pomeriggi in paese, conoscendo i suoi abitanti o intrattenendoci con le attività proposte.

Infatti il giocatore può scegliere come gestire il suo tempo, soprattutto quando non è a Hinterberg: paradossalmente, si potrebbero passare intere sessioni di gioco a guardare il panorama, seduti sui tanti spot sparsi per le mappe, ignorando completamente i dungeon.
Momenti che, anche a fine del gameplay non saranno affatto inutili, dal momento che alcune zone ci potranno far aumentare determinate statistiche, tra salute e fama, utili nell’avanzamento del gioco.
Lo stesso di può dire delle nostre chiacchierate con i personaggi secondari, in quanto man mano che si accresce la familiarità, ci aiuteranno a sbloccare nuovi potenziamenti o abilità, tutti consultabili sulla guida interna al menu.
Questo perché, in una sola run, sarà impossibile raggiungere il livello più alto di amicizia con tutti, e saremo costretti a selezionare le nostre relazioni in base alle nostre esigenze.

Tuttavia, in questo entra in gioco il New Game +, in cui possiamo salvare i rapporti precedenti, che saranno mantenuti con i loro bonus sin dall’inizio del gioco, ed esplorarne di nuovi assieme alle storie personali dei singoli personaggi.
COMPARTO TECNICO
Se vi è una cosa per cui lodare il comparto artistico di Dungeons of Hinterberg è l’ottima trasposizione degli ambienti austriaci, in cui è stata aggiunta anche un pizzico di magia e colore.
Il paesino, per quanto inventato, ricorda piccoli villaggi sparsi per le valli nella sua commistione di elementi architettonici più rustici ed edifici in stile imperiale, mentre le macro-aree catapultano il giocatore dentro la natura austriaca, tra montagne dai prati lussureggianti, picchi innevati mozzafiato e rigogliose foreste.
L’unica zona, forse, a risultare un po’ anomala è Brünnelsumpf, l’ultima macro-area in cui le tonalità brillanti sono caratterizzate da colori contrastanti, consegnandoci uno stagno dove prevalgono i verdi e i gialli e creando così una miscela di sensazioni che solo La Berceuse di van Gogh riesce trasmettere.
Potrebbe trattarsi di una scelta consapevole ma, dati i precedenti, dall’area acquatica forse ci si sarebbe aspettato un lago dalle acque cristalline invece di una palude malsana.

Altra cifra stilistica del titolo è un buon uso del self-shading, che riesce ad amalgamare gli elementi ambientali più realistici con i personaggi decisamente più cartooneschi.
Inoltre, si adatta alla perfezione agli ambienti dei dungeon, luoghi dove una realtà frammentaria e onirica cerca di prendere forma, adattandosi alle aree che la ospitano.
Nonostante abbiano una loro caratura stilistica con un forte tocco personale, i personaggi spesso paiono delle “patate con gambe e braccia”, soprattutto in alcuni movimenti o posizioni.
Infatti le animazioni, per quanto fluide, talvolta risultano poco ispirate, in particolare quelle di evocazione di magie: la sua gestualità è priva di una certa dinamicità, che avrebbe dato maggior impatto ai suoi attacchi.

Sono meno ispirati anche i design dei nemici, in quanto appaiono letteralmente come delle melme viola con qualche elemento caratteristico, che sia una maschera, un cappello o le fattezze da capre dai colli oblunghi.
Sono abbastanza vari e aumentano di pari passo alla difficoltà, ma restano fin troppo semplicistici, anche a confronto dei personaggi umani, tutti ben caratterizzati e distinti tra di loro.
Il problema è ancor più presente con i boss di area che, oltre alle loro dimensioni imponenti, portano ben poco di unico e raro, risultando talvolta banalotti nonostante i loro nomi roboanti.
Il comparto sonoro è buono, per quanto non eccezionale. La colonna sonora, caratterizzata da semplici melodie, è un leggero sottofondo che accompagna il giocatore nella sua avventura-vacanza, permettendogli di assaporare anche i piccoli momenti di relax, dove la natura diviene sua unica compagna.

Lo stesso si può dire degli effetti sonori, che risultano ben azzeccati per ogni abilità e magia, soprattutto nei suoni più “gelatinosi e scivolosi”.
Il gioco scorre senza intoppi o bug, a meno che non il giocatore non li vada a cercare, incastrandosi in angolini bui o magari venendo schiacciato da un oggetto che non dovrebbe attraversare.
Tuttavia, nella sezione finale, vi è un pesante calo di frame, che rende tutti i movimenti “scattosi”, così come la telecamera, forse a causa di tutti gli elementi che vengono renderizzati in un’unica scena.
Note di demerito più leggere riguardano la resa della folla all’interno del paesino di Hinterberg che, oltre a presentare personaggi più che anonimi, in netto contrasto con quelli interagibili, svaniscono e appaiono nel nulla all’interno delle varie sezioni della mappa, sembrando dei fantasmi più che degli allegri turisti.

Oltre a questo, vi è la possibilità di comprare delle skin collezionabili per Luisa, al costo della moneta di gioco, ma i nuovi abiti e tagli di capelli non appariranno in tutte le cutscene.
Da segnalare l’assenza dell’italiano tra le lingue disponibili: se volete recuperare il titolo, sarete costretti a sfruttare il vostro inglese, francese o spagnolo, oppure tedesco, se volete completamente immergervi nell’atmosfera.
DLC
In data 13 Marzo 2025 Microbird Games ha rilasciato un mini DLC per Dungeons of Hinterberg, ovvero Episode Renaud, un aggiunta completamente gratuita che offre ai giocatori una breve esperienza nei panni di uno degli altri cacciatori, Renaud appunto.
La storia è ambientata poco prima che Luisa arrivi a Hinterberg e veda il già citato Renaud assunto dal sindaco Meyer per chiudere degli squarci magici apparsi all’interno del paese.
L’uomo, tuttavia, è fatto di tutt’altra pasta rispetto alla giovane: è un solitario, qualcuno che ha deciso di vestire i panni del guerriero duro e distaccato, pronto a salvare il mondo dagli influssi malvagi della magia.
Per quanto breve, il DLC è farcito dei suoi monologhi interiori, in cui è ovvio quanto ingigantisca la sua persona e il suo ruolo, sviluppando riflessioni che rischiano di risultare comiche per quanto lui esageri nel suo filosofeggiare.

In parole povere, l’uomo ci crede troppo, tanto da lasciarsi alle spalle una sorella disperata, ritrovatasi a gestire il patrimonio di famiglia senza il suo supporto.
Il resto della trama è abbastanza semplice: entra nello squarcio, elimina radice cattiva, ripeti l’operazione per sette volte; poco viene aggiunto agli altri personaggi, anche perché non sarà possibile conversare con loro, se non con il sindaco e la sua assistente, ma solo durante le cutscene.
In realtà, tutto il gameplay è molto ridotto rispetto al gioco completo, restano solo le meccaniche principali di combattimento e i puzzle interni ai mini dungeon, togliendo persino potenziamenti e chest, se non in rari casi.
Anche gli squarci sono molto brevi da esplorare, con enigmi semplici per quanto meno entusiasmanti dei precedenti: pare ovvio che, pur di dare un pizzico di novità a questa esperienza, si è cercato di sfruttare nuove combinazioni di poteri magici, ma spesso le accoppiate non sono molto felici.

I puzzle parecchie volte rischiano di divenire frustranti a causa delle meccaniche scelte, dimostrando come tali “incantesimi” fossero ben pensati solamente in combo al titolo principale.
Fortunatamente, la sofferenza dura poco, essendo gli squarci “proto dungeon in formazione”, anche se dà l’idea di un’occasione sprecata per sperimentare qualcosa di nuovo.
Lo stesso si può dire per gli asset, tutti riciclati e combinati all’interno di alte mura diroccate, giustificati dalla trama stessa siccome “sono dei dungeon effettivi in formazione, quindi si stanno ancora cercando” (semi-cit).
In conclusione, Episode Renaud è una piccola aggiunta alla trama principale che, però, di interessante porta solo il protagonista, con i suoi dubbi e paranoie, accollandosi un gameplay che, se il DLC non fosse durato un’oretta e mezza, sarebbe risultato ridondante e pesante.
EIN SCHONER URLAUB
Dungeons of Hinterberg è una piccola gemma indie, adatta a chi vuole prendersi anche solo un’oretta di pausa dalla vita, capace di trasportarti in una dimensione dove tutto procede più lentamente e senza troppe preoccupazioni, persino nelle ultime battute di gioco, dove la trama diventa più incalzante.
La trama non solo indaga nell’introspezione personale, senza mai approfondirla troppo, ma anche le difficoltà che un piccolo paesino può incontrare, tra cambiamenti interni, rispetto dell’ambiente e piccole rivalità di quartiere.
È un gioco perfetto per i neofiti degli action RPG, ma anche per chi, dopo vari progetti mediocri, vuole godersi un buon puzzle game ambientale, vario negli schemi.
Se l’obiettivo del team era quello di dare lustro al proprio paese e di farlo conoscere a un pubblico più ampio, si può dire che l’esperimento sia pienamente risuscito e gli si augura di tornare presto con altri titoli simili.
Microbirds Games, toll gemacht.
Ringraziamo Microbirds Games per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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