Recensione doppia Yakuza Kiwami + Yakuza Kiwami 2 | Due ritorni leggendari su Nintendo Switch 2

Come accadde già nel 2016, quando SEGA sfruttò il successo di Yakuza 0 per rilanciare l’intera saga Like a Dragon attraverso dei remake dei primi due capitoli intitolati rispettivamente Kiwami e Kiwami 2, anche oggi la storia sembra ripetersi in un curioso déjà-vu.
I fan della serie sanno infatti bene che, proprio quest’anno, l’amato prequel è tornato sotto i riflettori con una Director’s Cut che, con i suoi pregi e difetti, ha saputo offrire un nuovo punto d’ingresso più moderno e accessibile a chi vuole avvicinarsi per la prima volta alle avventure del Clan Tojo.

Sotenbori in Yakuza Kiwami 2

E così come allora, anche questa volta il rilancio del resto della serie non si è fatto attendere, e Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2 sbarcano insieme per la prima volta su Nintendo Switch 2.
Si tratta senza dubbio di un’occasione ghiotta per il pubblico della grande N, che finora non aveva mai potuto approcciarsi al resto della saga, ma rimane un’opportunità decisamente interessante anche per molti giocatori italiani che possono finalmente vivere la storia del drago di Dojima con un tanto agognato adattamento ufficiale.

Rimane però la domanda più importante: come si comportano davvero questi due classici sulla nuova console Nintendo, e cosa offrono? Ecco quindi la nostra analisi delle versioni Nintendo Switch 2 di Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2!


YAKUZA KIWAMI

Dopo dieci anni trascorsi dietro le sbarre per un crimine mai commesso, Kiryu torna nelle strade illuminate di Kamurocho con lo scopo di ristabilire il suo nome, questa volta in una veste grafica tutta nuova. Yakuza Kiwami approda su Nintendo Switch 2 con un comparto grafico più pulito, una risoluzione sensibilmente superiore e una cura visiva che supera nettamente quella della versione pubblicata appena un mese fa su Nintendo Switch.

Preparatevi dunque a rivestire i panni del Drago di Dojima nella sua prima e leggendaria avventura, qui riproposta con la stessa trama che ha conquistato una generazione di fan e un sistema di combattimento che riprende fedelmente la struttura del prequel, con quattro stili di lotta differenti da padroneggiare.
A differenza della recente Director’s Cut di Yakuza 0, tuttavia, questa nuova edizione non introduce contenuti aggiuntivi né modifica la narrazione con scene extra… una scelta che, considerando i risultati passati, forse è in fin dei conti un bene.

Al contrario, le versioni proposte qui sono esattamente quelle che ricordavamo ma valorizzate da un comparto tecnico più solido con un framerate stabile a 60 FPS e, come anticipato, una traduzione completamente in italiano che rende l’esperienza più accessibile e coinvolgente per il pubblico nostrano.

Va però sottolineato che, nonostante i miglioramenti evidenti, stiamo parlando pur sempre di un port di un titolo con diversi anni alle spalle, presentando quindi una resa grafica e un’illuminazione che, per quanto migliorate, rivelano ancora diversi limiti. L’HUD e gli elementi 2D in particolare mostrano una definizione visiva decisamente inadeguata, con immagini sfocate e una resa che stona rispetto al resto dell’esperienza.
Detto questo, siamo comunque di fronte alla migliore versione mai uscita su console, dimostrando un netto passo avanti rispetto all’edizione per PS4.

E per chi aveva già acquistato il gioco sulla prima Switch? Purtroppo, anche questa volta non è previsto un vero e proprio upgrade pack; tuttavia, chi possiede la versione digitale del titolo sulla vecchia console riceverà automaticamente un forte sconto sull’edizione per Switch 2, danneggiando così chi aveva optato per il formato fisico e che si trova ora costretto a ricomprare il gioco a prezzo pieno.
Non ancora di certo il sistema ideale, ma comunque un netto passo avanti rispetto a quanto abbiamo visto con Sonic X Shadow Generations.

Essendo il remake del primo capitolo della saga in ordine di uscita, Kiwami rappresenta senza dubbio anche un ottimo punto d’ingresso per i nuovi arrivati ma, per chi vuole immergersi nella narrazione con ancora più contesto e impatto emotivo, raccomandiamo comunque di iniziare da Yakuza 0.


YAKUZA KIWAMI 2

La situazione cambia radicalmente con Yakuza Kiwami 2, in quanto dopotutto parliamo di un titolo costruito su fondamenta completamente diverse sia sul fronte del gameplay che, soprattutto, grafico. Pur essendo un seguito diretto di Kiwami, il gioco originariamente è uscito infatti dopo Yakuza 6 e sfrutta quindi l’allora nuovo Dragon Engine, con tutte le evoluzioni estetiche e strutturali che ne derivano.

Il cambiamento più evidente lo si trova subito già nel sistema di combattimento, molto più diretto e lineare rispetto al predecessore, che non si basa più sulla scelta dello stile più adatto ma su diverse catene di combo attuabili.
Ma ad evolversi è, ovviamente, soprattutto l’impatto visivo, offrendo una resa grafica sensibilmente superiore con modelli decisamente più realistici e una cura al dettaglio che i capitoli precedenti non avevano mai raggiunto.

Tutte queste caratteristiche sono state trasposte perfettamente anche nella versione per  Nintendo Switch 2 che vanta una risoluzione più elevata, un’immagine nettamente più pulita, una gestione della luce più accurata e conserva intatta la fisica degli oggetti e degli effetti particellari tipici del gioco.
Yakuza Kiwami 2 si presenta quindi senza dubbio come un titolo visivamente superiore al suo predecessore, ma questo salto estetico porta con sé anche un prezzo significativo a livello di prestazioni.

Il gioco gira infatti solo a 30 FPS massimi, presentando quindi movimenti meno reattivi e animazioni più lente che purtroppo incidono non poco sul ritmo complessivo del gameplay. Si tratta comunque di un esito prevedibile, in quanto il gioco non è mai stato progettato per operare stabilmente a 60 FPS, e lo sblocco del framerate comporterebbe probabilmente problemi ben più gravi alle meccaniche interne.
Tuttavia, è innegabile che la sensazione generale rimane quella di un’esperienza meno fluida rispetto a quanto ci si aspetterebbe oggi su una console di nuova generazione.

Ben più gravi, invece, sono i frequenti cali al di sotto dello stesso framerate specialmente nelle aree più dense di Kamurocho e Sotenbori, dove la scena si riempie di personaggi, luci ed effetti. Se questo può risultare semplicemente fastidioso durante l’esplorazione, diventa invece frustrante quando accade in determinati eventi e minigiochi che richiedono una precisione assoluta, dove anche un singolo stutter può compromettere l’esito dell’azione.
A peggiorare e purtroppo concludere il quadro, ritorna inoltre lo stesso difetto già riscontrato in Yakuza Kiwami, con una sfocatura evidente negli elementi 2D e nell’interfaccia del gioco.


Ringraziamo Sega e Cosmocover per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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YAKUZA KIWAMI + YAKUZA KIWAMI 2 (SWITCH 2)
IN CONCLUSIONE
Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2 su Nintendo Switch 2 rappresentano una proposta estremamente allettante tanto per chi ha già assaggiato il ritorno della serie con la Director’s Cut di Yakuza 0, quanto per chi desidera scoprire, finalmente anche in italiano, una delle saghe più amate della storia recente di SEGA. Nonostante alcune imperfezioni, soprattutto sul fronte delle prestazioni e dell’HUD, queste due versioni segnano un passo avanti significativo rispetto al passato e offrono un’esperienza complessivamente solida per scoprire le prime avventure di Kazuma Kiryu anche in portatile.
Pregi
Due classici modernizzati e riportati in vita
Finalmente in italiano
Notevole pulizia visiva e miglioramento grafico
Difetti
Diversi cali di framerate, soprattutto in Kiwami 2
L’HUD di gioco risulta sfocata
8
Voto