Da sempre, l’immaginario Lovecraftiano è di immensa ispirazione per gli artisti, sia nel cinema horror, con opere come Re-animator o in the Mouth of Madness, che nei videogiochi, con titoli che ne prendono ispirazione come World of Horror e altri che invece ne adattano alcune storie concedendosi qualche libertà creativa, come Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth.
Queste, hanno sempre raccolto un pubblico vastissimo grazie alle figure ormai celebri – della narrativa di Lovecraft – che ne fanno da protagonista e a un sempre più crescente interesse verso l’elevated horror.
Oggi vi parleremo di Cthulhu: The Cosmic Abyss, un titolo sviluppato da Big Bad Wolf (The Council, Vampire the Masquerade: Swansong) che farà vestire i panni di un investigatore alle prese con un caso per riportare alla luce le atrocità commesse da un gruppo di cultisti.
Riusciremo a scoprire la verità sul mito di Cthulhu? Scopriamolo insieme!
Trama
Dopo un faticoso viaggio nelle paludi, l’investigatore Noah assieme a una sua collega arriverà a casa di Mei, una giovane studiosa che presto scopriremo essere entrata a far parte di un culto.
Dopo numerose ricerche apparentemente senza risultati, arriveremo a scoprire che una mega-corporazione potrebbe essere la traccia giusta da seguire per scoprire il destino della ragazza, e forse dell’umanità intera.
Esplorando i meandri della stazione di ricerca sommersa, arriveremo a scoprire sempre di più sugli scienziati che vi abitavano, i loro pensieri e le loro preoccupazioni, per poi arrivare alla loro tragica fine.

Man mano che ci addentreremo nella storia della Ocean-I, scopriremo sempre di più anche su ciò che li ha portati, specialmente il loro egocentrico capitano, a morire per mano dei riti per risvegliare Cthulhu: completeremo il loro lavoro o lo seppelliremo una volta per tutte? La scelta sarà solo nelle nostre mani.
La trama riprende ovviamente l’immaginario dei miti di Lovecraft nelle storie del ciclo di Cthulhu, ampliando questi con un soggetto completamente originale ma che finisce sempre per cascare nei tipici stereotipi di questo tipo di adattamenti.

Permane, infatti, la storia di un gruppo di persone precedentemente estranee a tutto ciò ma che finisce per entrarne in contatto e, inevitabilmente, impazzire nel tentativo di risvegliare l’antico.
La parte sicuramente più interessante che possiamo notare la modalità di narrazione, guarderemo l’avanzare degli eventi attraverso occhi terzi, qualcuno che non ha mai avuto a che fare con nessuno dei membri dell’equipaggio, il detective Noah, ma che arriverà presto a essere coinvolto nella loro storia e nelle loro azioni.

Il problema però si vedrà proprio nella costruzione del nostro protagonista e dei personaggi che lo circonderanno: questi infatti appariranno sempre come figure quasi abbozzate, con cui sarà difficile empatizzare e, di conseguenza, sentirci coinvolti nella loro storia.
In alcuni momenti sembra quasi come se venissimo catapultati in un racconto di cui dovremmo già conoscere i protagonisti, per via della mole di spiegazioni sul loro passato che appaiono quasi come rimandi, ma così non è, portandoci ad assumere i panni di un personaggio che ci sembrerà di non conoscere mai adeguatamente.

Lo stesso si vede anche nello sviluppo del World Building, del quale ci vengono accennati alcuni dettagli e che potremo scoprire di più attraverso documenti e registrazioni, ma che non verrà mai pienamente approfondito, finendo per apparire solo come uno sfondo irrilevante agli orrori ben più grandi che affronteremo.
Aiutati dalla nostra fidata AI Kay, ci ritroveremo faccia a faccia con ciò che ha dilaniato la psiche degli studiosi, e saremo noi i prossimi che dovranno fare i conti con mostruosità fuori dalla nostra comprensione.

In base alle scelte che faremo e a come ci approcceremo al culto, la nostra corruzione diminuirà o aumenterà, e ciò ci permetterà di arrivare ad uno dei sei finali disponibili all’interno della storia. Ciò è sicuramente un aspetto molto gradito che aiuta anche ad aumentare la rigiocabilità del titolo, dal momento che per prendere una determinata strada dovremo fare dei puzzle completamente differenti, non riuscirà tuttavia a eccellere per via della scrittura della storia.
L’avanzamento del male dentro di noi non avrà alcun effetto sul nostro protagonista, che apparirà sempre come preoccupato o disgustato da ciò che vedrà nonostante sia lui stesso a compiere quelle azioni, quando sarebbe stato più interessante vedere una crescita del personaggio in base alle nostre scelte.
Gameplay
Il gameplay riprende molte delle caratteristiche distintive dei classici puzzle game walking sim, con un grande focus sull’esplorazione e sulla ricerca di oggetti per completare gli enigmi e proseguire nella nostra esplorazione.
Per trovare gli elementi necessari verrà in nostro aiuto Key, l’AI che in ogni momento accompagnerà il protagonista, aiutandolo e permettendogli di utilizzare il sonar.

Attraverso quest’ultimo, potremo inserire delle frequenze che ci permetteranno di trovare più facilmente gli oggetti necessari, tuttavia più di una volta finirà per passare dall’essere una valida risorsa a essere il nostro più grande nemico.
La portata del sonar è infatti limitata e non sempre riuscirà a captare molti elementi, sia lontani che vicini, obbligandoci spesso a girare in tondo ripetutamente alla ricerca di oggetti che non ci vengono mostrati o che vengono mostrati solo a volte, rendendo l’esperienza decisamente frustrante.

Anche la costruzione stessa dei puzzle non è delle più eccellenti, vengono alternati momenti in cui non ci vengono dati abbastanza elementi per capire cosa fare, se non tramite i consigli della nostra AI, ad altri in cui l’unica cosa che ci verrà richiesta sarà vagare con il sonar per trovare un oggetto per porlo al posto giusto.
Tuttavia, non mancano delle idee intriganti che vengono applicate ottimamente al gameplay: prima fra tutte è la gestione degli indizi, che potremo consultare in qualsiasi momento all’interno della cripta.

Una volta che raccoglieremo un oggetto importante, lo aggiungeremo ai nostri dati e, spesso, ci faremo anche delle domande a riguardo sulla loro natura. Saremo noi giocatori a dover guardare tutte le informazioni in nostro possesso e a collegarle fra loro, sia per rispondere ai nostri quesiti che per sbloccare informazioni essenziali al proseguimento della storia, facendoci calare in prima persona nel vivo dell’investigazione.

Oltre a questo, durante l’esplorazione avremo modo di trovare diversi artefatti antichi che saranno in grado di darci dei veri e propri bonus all’interno della nostra partita, come la possibilità di aumentare il raggio dello scanner.
Questi saranno molto utili ma non potranno essere utilizzati tutti insieme, starà infatti a noi decidere come utilizzare lo “spazio mentale” disponibile e quali favorire, stando soprattutto attenti alla diffusione della corruzione, che potrà rendere alcune delle abilità inutilizzabili.
Comparto artistico
È all’interno del suo comparto artistico che Cthulhu: The Cosmic Abyss mostra i suoi più grandi pregi, aspetto che possiamo notare specialmente nella resa di ogni ambiente: ogni stanza è curata nei minimi dettagli, adornata con particolari quasi invisibili ma che aiutano a creare un mondo più ricco e coinvolgente.
Seppur l’opera adotti uno stile realistico per la resa dei paesaggi, l’imponenza e la creatività di questi non passa inosservata e non esiterà a lasciarci più volte a bocca aperta.
La soundtrack non avrà caratteristiche distintive, riprendendo lo stile della musica legata al cinema horror odierno, caratterizzato da ost atte ad esprimere l’oppressione del protagonista, riuscendo però ad essere comunque gradevole e a rendere ancor più terrificanti gli abissi dell’opera.

Anche dal punto di vista del comparto tecnico non ci sono stati problemi, se non qualche bug minore occasionale risolto semplicemente riavviando il gioco.
Inoltre, nonostante il suo utilizzo di Unreal Engine 5, il titolo può essere giocato ottimamente anche su macchine di fascia media, ma vi invitiamo comunque a verificare se le vostre specifiche siano adatte per giocare al meglio il titolo.
Ringraziamo Nacon per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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