Draw Me A Pixel, sviluppatore francese nato nel 2017, torna sulla scena videoludica a sei anni dall’uscita del primo progetto, There Is No Game: Wrong Dimension, con Crushed In Time.
Il titolo cerca di dare nuova linfa alle avventure grafiche “punta e clicca“, immergendo il giocatore in un’atmosfera umoristica e al contempo misteriosa.
Per questo motivo, il team ha deciso in primis di puntare sul gameplay con un sistema che potremmo definire “tira e molla“, decisamente fuori dagli schemi per risolvere gli enigmi a cui il genere ci ha abituato.
Inoltre, la scelta di utilizzare come personaggi principali l’investigatore Sherlock Holmes e il suo fedele collaboratore Dottor Watson mira a rendere l’esperienza investigativa carica di “British humor“.
Il gioco, però, non si pone come obiettivo quello di stravolgere il genere, bensì ridefinirne un po’ le meccaniche e rendere l’utente il vero e unico protagonista; per scoprire se Draw Me A Pixel ci è riuscita, continuate a leggere la nostra recensione.
TRAMA E NARRAZIONE
L’incipit narrativo si svela al giocatore nel video iniziale: uno studio di sviluppo, durante la creazione del suo gioco, riscontra parecchi problemi e la confusione e il disordine regnano sovrani.
Sarà quindi compito nostro introdurci tra le linee di comando del “codice” per collaborare con i protagonisti e cercare di districarne la complicata matassa.
Un gioco… nel gioco
L’opera si sviluppa e progredisce all’interno di sé stessa, ed è qui che incontreremo i primi personaggi con cui interagiremo, Holmes e Watson (già presenti come NPC nel titolo precedente), ma con il proseguimento dell’avventura se ne paleseranno anche altri, ognuno dotato di caratteristiche e peculiarità proprie.
Torniamo, però, all’inizio: l’investigatore e il suo collaboratore riceveranno una lettera misteriosa da una donna a loro sconosciuta, che poi si rivelerà essere Emma Files, scienziata tanto affascinante quanto caparbia, e che farà perdere la testa al dottore.

Con il suo aiuto e quello di altri interpreti, il gruppo di bizzarri eroi cercherà di riparare l’architettura logica del gioco e, per farlo, dovrà spostarsi nel tempo, all’interno delle sue varie fasi di sviluppo, risolvendo enigmi ed indovinelli tramite la nostra collaborazione e attraverso le loro “abilità“, così da riportare l’ordine e tornare, quindi, alla loro miglior trasposizione videoludica.
Crushed in Time è un vero e proprio viaggio all’interno dell’opera stessa; un racconto moderno, un’idea originale, fuori dal comune e che abbiamo decisamente apprezzato.
Comic cartoon
Lo stile narrativo di Crushed In Time pesca a piene mani dai cartoni animati con una spiccata vena comica; vena comica che ben si nota negli ottimi video di intermezzo, che avranno il compito di raccontarci avvenimenti e successivi sviluppi, ma che aiutano anche il giocatore a immergersi nell’avventura.
Oltre a ciò, i due attori principali, Holmes e Watson, sono ben distanti dallo stereotipo comune che decine di film e serie TV ci hanno sempre presentato nel corso degli anni.

Il detective appare un po’ distratto, non proprio così geniale, tanto che si prende meriti non suoi per le risoluzioni degli enigmi, palesemente dovute alla fortuna o all’abilità degli altri; Watson, invece, poco paziente e riflessivo, non perde occasione per bacchettare il collega e lasciarsi andare a reazioni poco affini al suo rinomato aplomb.
Il rapporto tra i due farà nascere situazioni abbastanza comiche che ci hanno strappato più di un sorriso, anche grazie alla cerchia di comprimari abbastanza pittoreschi, che permettono all’opera di Draw Me A Pixel di risultare mai noiosa o banale.
GAMEPLAY E PROGRESSIONE
Come accennato nell’introduzione, Crushed In Time vuole riportare un po’ di “freschezza“ nel panorama delle avventure punta e clicca, di cui se ne sentiva effettivamente un po’ la necessità.
Per farlo, gli sviluppatori hanno deciso di mettere mano al gameplay, ridimensionando il suo modello tradizionale: nel gioco, infatti, non si punta e clicca, bensì si seleziona e rilascia, una piccola ma sostanziale differenza.
Tira… e molla!
Un solo comando, quello di selezionare un elemento sullo schermo e, tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse, tirarlo come una molla per spostarlo, trasformarlo o farlo interagire con altri elementi.
Un gesto all’apparenza semplice, ma costante all’interno del gioco, così ben pensato che aprirà al giocatore un vero e proprio ventaglio di possibilità.

Nessun inventario, nessun menù a tendina o scomparsa, o icone caratteristiche delle opere di questo genere; tutto quello che avremo modo di “tirare e mollare“, che si tratti di Sherlock, Watson, degli altri personaggi, oppure di un qualsiasi oggetto dell’ambiente circostante, potrà essere sfruttato come sopra descritto.
Ovviamente è presente una logica, o meglio, starà a noi giocatori comprenderla, così da risolvere tutti gli innumerevoli enigmi che compongono il gioco.
Cervellotico al punto giusto
Se il gameplay potrebbe sembrare alla lunga un po’ ripetitivo, in realtà così non è, anche grazie ai puzzle ambientali e agli indovinelli di cui è permeato Crushed In Time; Draw Me A Pixel si è proprio impegnata per sfornare un prodotto in cui la componente enigmatica sia l’assoluta protagonista.
Ogni scenario inizia con delle sfide semplici, basate su poche meccaniche (anche per far prendere confidenza con i comandi), e piano piano spinge il giocatore verso un livello di difficoltà sempre più elevato.


Come in ogni buona avventura grafica che si rispetti, sarà fondamentale osservare gli ambienti, i loro elementi e capire come questi possano essere utili alla risoluzione degli enigmi; a volte servirà effettuare una sequenza corretta di azioni, in altre sarà necessario combinare più oggetti o ancora muovere i personaggi o scenari per svelarne altri nascosti.
La varietà di situazioni e relative possibilità di interazione è veramente ampia e solo in pochissimi casi la risoluzione di un puzzle ci è sembrata relativamente semplice, tanto che, secondo noi, l’opera saprà sicuramente soddisfare anche i palati più esigenti e avvezzi al genere.
Ammettiamo che, in alcune circostanze, ci siamo trovati un po’ in difficoltà nel comprendere cosa dovessimo esattamente fare per risolvere l’enigma; avremo comunque la possibilità di utilizzare diversi aiuti in grado di consigliarci quale azione intraprendere o elemento utilizzare.
Per completare tutti i capitoli dell’avventura e raggiungere i titoli di coda noi abbiamo impiegato circa dodici ore, ma si tratta comunque di un dato soggettivo che può variare da giocatore a giocatore.
COMPARTO TECNICO
Chiudiamo questa recensione analizzando l’aspetto grafico e sonoro dell’opera che, nonostante non faccia gridare al miracolo, ci ha piacevolmente colpito grazie soprattutto allo stile estetico che ricalca a tutti gli effetti quello di un cartone animato.
Il gioco è costituito da ambienti e personaggi stilizzati, colorati, che sembrano usciti da un episodio di Hanna-Barbera degli anni ottanta; una grafica leggera, semplice ma accattivante e funzionale allo scopo di ricreare un mondo buffo, un po’ confusionario, ma dannatamente immersivo.

Ben realizzati sia i protagonisti principali, ma anche i personaggi secondari, ognuno di essi caratterizzato da una “personalità appariscente” e animazioni proprie e uniche.
Gli ambienti esterni ed interni, invece, non risultano particolarmente dettagliati, limitandosi a contenere gli elementi necessari al gameplay e alla risoluzione dei puzzle e degli enigmi.
Menzione particolare per il comparto audio che risulta decisamente coinvolgente sia per quanto concerne le musiche e l’effettistica, sia per il doppiaggio in inglese molto ben realizzato; il gioco inoltre è stato interamente sottotitolato in lingua italiana.
Infine segnaliamo che Crushed In Time non richiede risorse di sistema elevate per essere giocato, ed è quindi godibilissimo anche su notebook, handheld e PC meno performanti.
Ringraziamo COSMOCOVER per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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