Recensione Crimson Desert | Pearl Abyss ci è andata molto vicino!

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Data di uscita
Marzo 19, 2026
Sviluppatore/Editore
Pearl Abyss
Disponibile per
PC, Sony PS5, Microsoft Xbox Series S/X
Il nostro Punteggio
8.5

Dopo l’articolo di Prime Impressioni pubblicato più di due settimane fa, siamo ora pronti per dirvi la nostra opinione definitiva in merito a Crimson Desert, un titolo di cui si è parlato tanto e che ha saputo dividere non solo coloro che avrebbero dovuto provarlo e giudicarlo, ma anche il “consumatore finale”.
Infatti, se non l’avete ancora fatto, vi invitiamo a leggere quanto abbiamo scritto precedentemente, soprattutto per non perdervi delle informazioni che eviteremo di ripetere in questa recensione.

Ve lo anticipiamo subito, l’ultima fatica di Pearl Abyss non è un’opera da dieci, però non significa che sia un prodotto superficiale, poco curato o approssimativo… no, no, tutt’altro!

Da tanto tempo non abbiamo provato un videogioco che ci lasciasse così impressionati e stupiti, e di contro anche un po’ perplessi per alcune meccaniche e scelte di gameplay, elementi che non gli permettono di posizionarsi sull’olimpo degli action/adventure, ma di avvicinarvisi comunque parecchio.
C’è qualcosa in Crimson Desert e riteniamo che anche i non appassionati del genere dovrebbero provarlo… e potrebbero apprezzarlo tanto.

Si tratta di un gioco che invita a prendersi il tempo necessario e si lascia godere nonostante sia un titolo impegnativo, che vi stimola a non lasciare nulla al caso; è maledettamente bello, a tratti imperfetto e potreste adorarlo alla follia.


OPEN WORLD ED ESPLORAZIONE

Pearl Abyss ha fatto centro creando un mondo enorme, vivo, che va scoperto ed è in grado di sorprendere chi lo percorre in lungo e largo.
La mappa e tutto ciò che la contraddistingue sono elementi che spingono al massimo il coinvolgimento e l’immersività, e fanno veramente la differenza in questo prodotto, nonostante quanto si temesse visti i primi trailer di gameplay.

Abbastanza banale e riduttivo paragonarlo a Zelda, Red Dead Redemption o altri titoli; certo, ne condivide alcuni aspetti, ma Crimson Desert è un’opera a sé, che spinge la curiosità del giocatore come solo i grandi capolavori del genere sanno fare.
Il fatto che questo titolo fosse nato come MMO e poi “tramutato” in un open world single player non lo riteniamo un errore o sbaglio, ma anzi il vero punto di forza della produzione.

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Quando esplorare è la priorità

Raramente ci è capitato di affrontare un titolo e cominciare a esplorarne il vastissimo open world soprattutto per necessità, e non solo per mera curiosità.
Kliff, il personaggio che controlleremo, dovrà compiere missioni, effettuare delle attività che non saranno mai fini a sé stesse, degli obiettivi che miglioreranno le sue abilità, l’equipaggiamento o saranno solo utili al contesto di gioco.

Le scoperte che faremo saranno collegate magari a eventi o episodi che potrebbero essere rivelati ore dopo, ma che nel momento in cui li affrontiamo ci permetteranno di accrescere il nostro inventario e “bagaglio tecnico”.
È un mondo che ci spinge a essere curiosi, a non andare di fretta, perché la fretta in Crimson Desert non porta da nessuna parte, ma anzi rovina parecchio l’esperienza.

Crimson Desert

La possibilità di utilizzare l’abilità del volo, domare un drago o ancora di poter usufruire dei teletrasporti per passare da una regione all’altra non vi permetterà di scoprire antri nascosti e affascinanti e, soprattutto, di potenziarvi e apprendere nuove abilità.
Vi riportiamo un valido esempio: per accedere ad alcune zone dovrete utilizzare la modalità stealth, usare la forza bruta (spesso controproducente) o, più semplicemente, avere l’abito adatto che vi permette di mimetizzarvi e ingannare i controlli all’accesso… ma l’abito va trovato e, per farlo, serve esplorare!

Anche l’utilizzo di particolari armi, abilità o l’indossare alcune armature possono rendere il combattimento con determinati boss decisamente più semplice, ma sono elementi che vanno scoperti e indossati/attivati.
Questo fa comprendere quanto il titolo fonde la propria esperienza sull’esplorazione e la ricerca, dei pilastri quasi fondamentali, che non andrebbero ignorati per pigrizia.

Parola d’ordine: varietà!

Nella nostra esperienza di gioco non ci siamo mai annoiati, il pensiero “uffa, mi tocca percorrere 3 km a cavallo per raggiungere quella zona” non si è mai palesato nella nostra mente.
Questo perché, transitando attraverso le spettacolari lande, foreste, villaggi, non solo si resta meravigliati della bellezza dell’ambiente e della libertà che si respira, ma vorremo scoprire cosa ha da nascondere una determinata area, perché sappiamo già che quello che troveremo ci sarà utile in futuro o per qualcosa che ci siamo lasciati alle spalle.

Varietà ambientale e contenutistica quindi non fine a sé stessa, ma che Pearl Abyss ha saputo portare a livelli altissimi e che spingerà il giocatore a voler esplorare, provare e scoprire anche al termine della quest principale.
Ci sono anche tante attività secondarie, ma quasi mai inutili e altre (come la pesca, il gioco d’azzardo o arredare casa) quasi terziarie, che servono ad alleggerire il ritmo o distrarsi un po’, ma volendo potrete anche evitarle.

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Il fulcro dell’esperienza, quindi, non risiede tanto nel comparto narrativo o nella storia (come avremo modo di analizzare nel paragrafo successivo), ma nell’esplorazione che è preponderante e che non lascia mai nulla al caso, ma assorbe completamente il giocatore nel vasto mondo di gioco.


TRAMA E NARRAZIONE

È probabilmente l’aspetto che ci ha convinto di meno e la storia, di fondo, pesca un po’ qua e là dai kolossal storici/fantasy, avvalendosi di una narrazione solo a tratti esaltante ma, nella maggior parte dei casi, poco ispirata.
Controlleremo Kliff, appartenente alla tribù dei Mantogrigio, un guerriero che sa usare molto bene le armi e le mani; con il proseguo dell’avventura conosceremo e potremo utilizzare anche altri due personaggi (Oongka e Damiane), che rivestiranno comunque un ruolo inferiore rispetto al protagonista.

Lui è un uomo di poche parole, poco incline al dialogo… se non lo stretto necessario per comprendere cosa c’è bisogno di fare, ma c’è una caratteristica che ci ha colpito e che da troppo tempo mancava in un action/adventure.
Infatti il nostro eroe è una persona semplice, uno che dovrà partire dal basso, guadagnarsi il rispetto e crearsi una reputazione dopo che la sua fazione viene attaccata e dispersa dalla tribù degli Orsi Neri.

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Quindi, scordatevi Kratos diGod Of War, Jin Sakay diGhost Of Sushima o lo slayer di Demon’s Souls… giusto per citarne alcuni: non ci troviamo di fronte ad uno spavaldo e cinico guerriero senza macchia ma, al contrario, a una creatura con un cuore grande.
Dalle piccole azioni, come aiutare un mendicante, un bambino a cui è sfuggito il gatto o una famiglia in difficoltà, passerà a sfidare enormi creature e guidare un esercito di cavalieri, e non per diritto acquisito, ma perché quel diritto se l’è guadagnato con il tempo e con il duro lavoro.

E badate bene che viene scelto proprio per questo scelto da alcune entità che governano l’Abisso, un’area che si cela chilometri sopra il mondo conosciuto e che ne tiene in mano le sue redini e i suoi delicati equilibri.
Ai “piani alti” sono preoccupati perché qualcuno con malevoli intenzioni vuole sfruttare i poteri che si celano al suo interno e plasmarli per soggiogare l’intero continente di Peywel .

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Sarà quindi compito dell’umile ma abile Kliff tentare di salvare e riportare la pace sulla terra e vendicarsi definitivamente degli Orsi Neri e di chi li guida.
Per fare questo non servirà soltanto la sua forza bruta, ma sarà necessario recuperare i Mantogrigio dispersi e soprattutto creare alleanze con altre fazioni per generare un esercito in grado di affrontare le battaglie che ci attendono.

Alcuni momenti epici, ma poco ispirato

Nell’articolo di Prime Impressioni avevamo scritto che, dopo le prime venti ore di gioco, non ci aveva entusiasmato ma, proseguendo nell’avventura, la storia fortunatamente comincia a prendere quota, diventare più interessante e, nella fase centrale e finale, anche decisamente epica.
Tuttavia la sensazione di déjà-vu resta comunque palpabile e ci accompagnerà per tutte le quasi cento ore necessarie a terminare la quest principale.

Quello che complica un po’ la situazione è anche una narrazione che a volte risulta frammentaria, confusionaria o che dà un po’ per scontato che si conoscano tutte le fazioni e i personaggi; va anche aggiunto che, trattandosi di un mondo enorme, non è così semplice ricordarsi dei collegamenti con le vicende che li riguardano.
Una menzione particolare va alle cutscenes, che ci hanno convinto per qualità e anche per il doppiaggio in inglese, un po’ meno per la traduzione in italiano che non è esente da errori e inesattezze.

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In termini di storyline e narrazione riteniamo quindi l’opera di Pearl Abyss solo sufficientemente coinvolgente ed immersiva, che si salva per l’eroe umile proposto e per alcuni momenti epici, ma non è certo il suo punto di forza.


GAMEPLAY E PROGRESSIONE

Crimson Desert riesce a farsi apprezzare per un combat system e un level design ben realizzati, anche se alcune meccaniche e scelte relative ai comandi non ci hanno convinto appieno.
Tuttavia lo sviluppatore si è prodigato per rilasciare diverse patch che vanno a migliorare un’esperienza un po’ troppo “legnosa” e a tratti complessa, soprattutto nei primi giorni di gioco.

Ora, a distanza di quasi un mese, il titolo risulta finalmente godibile sia nelle fasi di esplorazione, con movimenti bel realizzati, un input lag corretto e comandi reattivi, che in quelle relative ai combattimenti (decisamente esaltanti) e puzzle solving.
Resta comunque il fatto che Pearl Abyss, come avevamo espresso nelle Prime Impressioni, ha voluto inserire delle meccaniche che, di base, non sono sempre facilmente intuibili e richiedono tempo per essere metabolizzate.

Combat system: un punto di forza

Kliff e gli altri personaggi che avremo modo di controllare avranno la possibilità di sfruttare tutte le proprie abilità in fase di combattimento sia con le armi che a mani nude e la sensazione che avevamo avuto nelle prime ore di gioco si è concretizzata con il passare del tempo e con il potenziamento dei nostri protagonisti.
Possiamo affermare che si tratta di uno degli aspetti più convincenti della produzione e siamo rimasti sorpresi nel vedere cosa si riesce a fare durante gli scontri con i nemici: evoluzioni in aria, piroette, prese, utilizzo delle abilità e combo a tratti devastanti, il tutto premendo il tasto R1 (attacco leggero) o R2 (pesante) e associandolo poi con A,B, X e Y.

Un punto di eccellenza è il parry, che vi darà la possibilità di contrattaccare e liberarvi dell’aggressore e che risulterà molto preciso anche nelle fasi con più avversari su schermo.
Per quello che concerne le boss fight, le abbiamo trovate esaltanti in alcuni casi e in altri un po’ frustranti, complice un bilanciamento della difficoltà non sempre azzeccato: alcuni tendono infatti ad aggredire da parecchio lontano, lasciandovi poco tempo di reazione.

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È necessario studiare comunque il nemico, comprenderne i pattern di movimento, scoprire quali sono i suoi punti deboli e quale arma/abilità impiegare per abbatterlo più efficacemente.
Segnaliamo infine che con le ultime patch è stata corretta la telecamera la quale, nelle fasi più concitate dei combattimenti, a volte non riusciva a seguire bene l’azione, ed è stato affinato anche il centering sul nemico.

Abilità, potenziamenti e apprendimento

Saranno tre gli alberi delle abilità in cui il nostro protagonista potrà crescere e migliorare: energia, spirito e salute, nulla di troppo complicato o eccessivamente profondo, ma ben implementato e funzionale al gameplay.
Per accrescerle sarà necessario recuperare dei manufatti che potremo trovare in fase di esplorazione risolvendo alcuni puzzle o terminando determinate missioni.

Kliff , inoltre, potrà imbracciare nuove armi e potenziarle per renderle più performanti, o aumentare la propria difesa con corazze e scudi migliori.
Quello che però abbiamo trovato sorprendente è che saremo in grado di apprendere anche dai nostri nemici, soprattutto quelli più impegnativi e coriacei.

Esattamente come succede in fase di esplorazione, in cui potremo imparare nuove abilità, anche in quelle di combattimento verremo a conoscenza di mosse e attacchi dell’avversario o del boss di turno.
Una volta apprese, saremo in grado di replicarle e questo renderà il combat system sempre diverso e più coinvolgente.

Un mondo decisamente enigmatico

Un altro aspetto che abbiamo particolarmente apprezzato in Crimson Desert è la presenza di molti puzzle, composti principalmente da tre tipologie: i classici all’interno delle dimore o strutture, gli ambientali e infine quelli che si trovano nell’Abisso.
Il grado di difficoltà varia abbastanza, alcuni li potremo definire abbastanza semplici, altri decisamente più complessi, soprattutto in quelli ambientali e nell’Abisso, in cui viene richiesta molta attenzione e un buon spirito di osservazione.

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Ciò che a volte non facilita la loro risoluzione è il sistema di controllo, che presuppone l’utilizzo di comandi non intuitivi, come la pressione degli stick analogici (L3 e R3), non proprio di facile attuazione.
Comunque basterà un po’ di dedizione, pazienza e soprattutto osservare molto bene la mappa circostante per poter comprendere il meccanismo, concentrarsi sui movimenti con il controller e quindi risolverli.

Interazione e telecamera: bene, ma migliorabile

Il gioco ci darà la possibilità di interagire con l’ambiente e con una marea di oggetti dislocati sulla mappa; sarete sostanzialmente in grado di afferrare praticamente ogni cosa, che sia un arbusto, un fiore, una cavalletta o, all’interno di una struttura, quasi tutti i complementi di arredo come porte, finestre e botole.

Il tasto dedicato a questa azione è X e servirà tenerlo premuto nel momento in cui il nostro sguardo si posizionerà su quello che si vuole raccogliere.
La presenza di molti elementi sullo schermo comporterà che la telecamera, a volte, riconoscerà a fatica quello di vostro interesse sbagliando quindi la selezione, nulla di problematico in quanto avremo un inventario abbastanza generoso che ci permette di scartare ciò che non ci serve.

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Il comando con X è associato anche ad altre azioni, come ad esempio il salto con il semplice tocco, oppure l’arrampicata di fronte a una parete tenendolo premuto o il montare a cavallo, quando ci troviamo vicino ad esso.
Questo potrebbe, in alcuni casi, generare un po’ di confusione nelle fasi di interazione, andando a selezionare l’azione sbagliata ma, come scritto in precedenza, serve solo un po’ di pazienza per poter “addomesticare” il gamepad e osservare con un minimo di attenzione l’ambiente circostante.

Longevità pressoché infinita?

Diamo qualche numero: quasi cento ore per la quest principale, ma se vorremo approfondire quelle secondarie e di fazione, ingrandire e gestire l’accampamento dei Mantogrigio, trovare i manufatti e potenziare al massimo il nostro eroe si sforano tranquillamente le duecento, anche di più se ci si lascia andare alla miriadi di attività ludiche.
Inoltre, Pearl Abyss ha acquisito esperienza con la loro precedente IP e questo li ha portati a creare qualcosa che, potenzialmente, potrebbe avere a livello contenutistico un futuro più che roseo.

La base iniziale di Crimson Desert permette agli sviluppatori di poter ampliare ulteriormente la mappa e l’esperienza di gioco con nuovi contenuti e DLC.
A quasi un mese dall’uscita del titolo, sono già state distribuite molte patch e correzioni, ascoltata la community e cercato di affinare e migliorare il gioco e, anzi, proprio mentre scriviamo, è stata annunciata una roadmap che entro il mese di giugno porterà il rematch con i boss, la selezione della difficoltà e nuove sfide.

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Questo fa pensare che il prodotto non verrà assolutamente abbandonato a sé stesso ma, al contrario, potrà essere ampliato e vivere di tante fresche novità tutte da scoprire.
Sarà interessante vedere quindi quali saranno gli sviluppi in merito ad un’opera che, già allo stato attuale, possiamo considerare estremamente longeva.


COMPARTO TECNICO

Chiudiamo questa ampia recensione parlando del comparto tecnico.
In realtà, rispetto a quanto già scritto nell’articolo di Prime Impressioni non abbiamo molto da aggiungere: il gioco, visivamente parlando, si conferma assolutamente spettacolare sia per quello che concerne tutte le ambientazioni che per la caratterizzazione dei protagonisti, personaggi secondari, nemici e boss.

Rispetto alla nostra prima prova, le numerose patch che lo sviluppatore ha rilasciato in queste settimane hanno ulteriormente migliorato l’effettistica dei particellari e ora sia il fuoco che l’acqua risultano più realistici.
Ci sono stati miglioramenti anche per il framerate, stabile nelle fasi più concitate dell’azione oltre a provocare molte meno compenetrazioni e generazione di texture, ed è stato implementato anche il nuovo DLSS 4.5 di Nvidia.

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Infine, con l’ultimo aggiornamento, i possessori di schede grafiche Intel ARC  potranno finalmente godersi l’opera di Pearl Abyss sfruttando l’XESS.
Insomma, Crimson Desert è un titolo che possiamo definire un’opera d’arte per ciò che concerne il design, la qualità e caratterizzazione dei numerosi modelli ed il dettaglio di tutti gli ambienti e biomi, tenendo conto anche di quanto sia ampio e variegato.


Ringraziamo Pearl Abyss per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni






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Crimson Desert (PC)
In conclusione
Pearl Abyss ci è andata molto vicino: sarebbe bastata una storia un po' piu' ispirata ed alcune meccaniche di gameplay meno articolate e ci saremmo trovati di fronte ad un autentico capolavoro. Un ottimo gioco comunque, un prodotto che consigliamo anche ai non appassionati del genere e che sa immergere il giocatore in un open world immenso ed esaltarlo attraverso un combat system solido e dinamico. Sarete invogliati a giocarlo anche dopo aver terminato la quest principale per godervi il suo mondo con ore di attività e puro divertimento. E attenzione, perché ci sono tutti i presupposti affinché lo sviluppatore possa espanderlo e migliorarlo ulteriormente.
Pregi
Open world immenso, vivo e dinamico
Esplorazione profonda ed immersiva
Eroe umile e momenti della trama epici
Combat system esaltante
Graficamente sopraffino
Estremamente longevo
Difetti
Nel complesso storia poco ispirata e narrazione un po' confusionaria
Alcune meccaniche e comandi poco intuitivi
8.5
Voto