Recensione Cloverpit | Let’s go gambling!

Il gioco d’azzardo è sicuramente uno dei “passatempi” più longevi appartenenti al nostro tempo, risultando pratica comune sin dal 3000 A.C., e ancora oggi continua a “mietere vittime” con sempre più persone che perdono i guadagni d una vita nella speranza di raddoppiarli con pochi sforzi.
Questo perché da sempre è la ricchezza a guidare gli uomini, comandando le loro vite, e non c’è nulla di meglio dell’idea di poter scalare gli status sociali con solo un po’ di fortuna e poche monete.

A tal riguardo, una delle forme più comuni e sfruttate di gioco d’azzardo sono le slot machine, macchinette sviluppate apposta con l’intento di catturare il malcapitato nella gabbia della dipendenza anche a causa del loro funzionamento estremamente semplice: non basta altro che mettere delle monete e premere un bottone per vedere forme dai colori sgargianti decidere le sorti delle nostre vite.
Oggi vi parleremo quindi di Cloverpit, un inusuale roguelite che ci permetterà di usare una slot machine senza la paura di sprecare i nostri sudati risparmi, ma con la stessa abilità nel crearci dipendenza.

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Sarà quindi riuscito Panik Arcade a farci sviluppare la ludopatia? Scopriamolo insieme!


Trama

Cloverpit non sarà provvisto di una vera e propria trama, sfruttando invece un semplice incipit per trasportarci all’interno dell’universo di gioco: interpreteremo un uomo comune, bloccato senza motivo all’interno di una stanza con dentro solo una slot, un ATM, un negozio di stranezze e un telefono che, sin dal primo momento in cui metteremo piede nella stanza, ci metterà in contatto con un’entità demoniaca.
Verremo quindi obbligati a guadagnare sempre più soldi e, nel caso in cui non riusciremo a raggiungere una determinata deadline, la nostra pena sarà nient’altro che la morte.

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Ciò che rende però interessante la trama di Cloverpit sarà l’universo che viene costruito attorno, colmo di stranezze inspiegabili che si accumuleranno man mano che proseguiremo nel gioco.
Andando avanti e guadagnando grandi somme arriveremo a scoprire sempre più dettagli sul mondo nel quale siamo capitati, seppur piccolo che sia, ma la sua entità ci rimarrà sempre nascosta e starà al giocatore dare una spiegazione a tutto ciò che lo circonda.


Gameplay

Il gameplay, al contrario, sarà il punto focale del titolo e l’aspetto sul quale si baserà tutta la lore dell’opera. Tutto ruoterà attorno alla slot machine che avrà il medesimo funzionamento di quelle davvero esistenti: ogni volta che tireremo giù la manopola, i simboli presenti sullo schermo cambieranno e, in base a come questi si disporranno e se avremo delle combinazioni fra di loro, guadagneremo una specifica somma.

Essendo che, solo con la slot, sarà alquanto difficile ottenere i soldi necessari, avremo la possibilità di acquistare potenziamenti che cambieranno spesso radicalmente la nostra esperienza di gioco, risultando essenziale saperli sfruttare a dovere affinché ci permettano di massimizzare i guadagni.
Più andremo avanti e faremo o vedremo cose nuove, più troveremo nuovi oggetti che saranno poi acquistabili nel negozio, portandoci a nuove run sempre più stimolanti per via delle differenze dovute alla causalità degli upgrade disponibili.

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Tuttavia è inevitabile che, dopo numerosi tentativi fallimentari, riusciremo ad arrivare alla scoperta di un determinato set di oggetti che ci permetterà di vincere pressappoco in ogni nostro obiettivo. Questo ci porterà a seguire sempre la medesima tattica e a non avere motivo di sperimentare con altre combinazioni, specialmente perché non ci saranno nemmeno tante alternative per raggiungere determinate somme. Infatti, se da un lato avremo una vasta gamma di oggetti e potenziamenti da cui attingere, solo pochi di questi saranno effettivamente utili a tal punto da permetterci di proseguire.

Per il resto, la struttura del titolo in sé è quella di un tipico roguelite, con le sue run che dipendono principalmente dal nostro uso dei jolly a disposizione, ma ciò che lo distingue dalla grande maggioranza di titoli simili presenti sul mercato si trova nell’uso del precedentemente citato telefono.
Al raggiungimento di ogni somma di denaro prefissata, una voce misteriosa ci chiamerà e ci darà la possibilità di scegliere fra 3 modificatori permanenti che saranno anche profondamente legati al nostro utilizzo degli oggetti, in modo da cambiare completamente le sorti della nostra partita.

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Ovviamente, non saranno presenti solamente bonus e oggetti che ci aiuteranno ad andare avanti ma anche meccaniche che hanno come unico scopo quello di rovinare la nostra salita al successo, con alcune che ci porteranno a perdere ogni singolo centesimo sudato all’interno della giocata.
Possiamo tuttavia trovare anche oggetti che ci permettono di subire meno la portata di questo malus, ma l’idea di poter trovare un qualcosa di così destabilizzante contribuisce ad infondere della paura nel giocatore e a migliorare così l’esperienza complessiva di gioco e la sua generale atmosfera.

In caso non riusciremo a raggiungere la somma necessaria a proseguire nelle 3 giocate disponibili, avremo pochi secondi per trovare qualche barlume di speranza attorno a noi per guadagnare il necessario prima di cadere in un grande baratro che ci porterà inevitabilmente alla morte. Quei 20 secondi prima della fine saranno sia molto utili nel caso avremo qualche bonus ancora sfruttabile, ma saranno anche molto opprimenti e ci infonderanno un terrore non indifferente.


Comparto artistico e tecnico

Dal punto di vista artistico, Cloverpit sfrutta una resa grafica in stile PS1 che risalta i suoi colori cupi in totale opposizione a quelli vividi e luccicanti della slot machine, creando un mondo oppressivo attorno al protagonista anche per la piccolezza dello stesso (che sarà poco più grande di uno scantinato). Ciò porta il giocatore a focalizzarsi sempre più sulla machina, quasi per fuggire e trovare riparo dal terrificante ambiente che sta alle nostre spalle.

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La soundtrack di Cloverpit sarà molto particolare, quasi del tutto assente. Gli unici rumori ad occupare le nostre orecchie saranno i suoni eccessivamente allegri della nostra slot e l’opprimente rumore di una ventola, che gira senza sosta sopra di noi pronta a colmare quel vuoto presente nella stanza qualvolta smetteremo di giocare. Il titolo ci porta così completamente all’interno della slot, rendendo la stanza in cui ci troviamo un totale vuoto che non vale la pena di essere vissuto in nessun modo, e che esiste solo in virtù della macchina.


Ringraziamo PressEngine per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questo articolo.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

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In conclusione...
Cloverpit è un titolo che ci terrà sicuramente impegnati per molto tempo, soprattutto grazie alla presenza di cose sempre nuove all'interno di ogni run. Dopo diverse sessioni arriveremo inevitabilmente alla noia, per via della struttura stessa del titolo, ma sarà comunque difficile allontanarsi dalla macchinetta
Pregi
Crea dipendenza (ed è il suo obiettivo!)
Tanti potenziamenti sbloccabili e run sempre varie…
Stile grafico opprimente che ci mette completamente nel Mood desiderato
Difetti
Ma una volta trovata la giusta combinazione sarà difficile staccarcisi, rendendo l'esperienza più monotona
8.5
Voto