Recensione Chained Echoes | Uno sguardo al passato, mirando al futuro

Il mondo del gaming indipendente si è rivelato come un terreno adatto per quegli sviluppatori che, spinti dalla nostalgia per le generazioni videoludiche passate, desiderano riscoprire e rievocare le formule che un tempo venivano considerate vere e proprie opere d’arte del settore.
L’obiettivo di queste produzioni non è soltanto quello di riproporre le meccaniche iconiche ma di prestare attenzione a non creare semplici copie senz’arte né parte, un rischio fin troppo comune.

In un panorama in cui molti titoli si sono limitati a un’imitazione dei JRPG leggendari come Chrono Trigger e i primi Final Fantasy, finendo per essere soltanto degli omaggi superficiali, il lavoro di Matthias Linda con Chained Echoes trova un equilibrio quasi perfetto. La sua opera non è soltanto una citazione nostalgica dell’età d’oro del genere, ma si propone come una vera e propria evoluzione capace di innovare attraverso meccaniche di gioco originali e una narrazione più complessa e profonda.

Imbracciamo dunque le nostre armi e diamo il via a questa nuova recensione!


Destini incatenati

La trama di Chained Echoes si svolge nel continente di Valandis, una terra purtroppo lacerata da un conflitto senza fine che vede contrapposte le tre nazioni rivali di Taryn, Gravos ed Escanya, in cui il giocatore viene catapultato nel vivo dell’azione attraverso un il risveglio all’interno di un’aeronave.
Fin dai primi momenti prenderemo parte della vita di Glenn, un giovane mercenario, che si trova al centro di un avvenimento destinato a cambiare per sempre la storia di Valandis: l’esplosione del Grande Grimorio.

Questo cristallo magico, se spezzato, causa l’estinzione di un’intera nazione e l’atto di Glenn, seppur comandato da un mandante ignoto, non solo pone fine a un contrasto millenario portando una pace apparente nel mondo, ma lo lascia incatenato al pesante fardello delle vite che ha spezzato.
Il trauma iniziale delinea un percorso narrativo ben delineato, un elemento così importante da trasformare il protagonista, portandolo a una maturità inaspettata e rendendolo capace di toccare corde emotive profonde come il complesso processo di recuperare la propria vita dopo un evento traumatico.

Chained Echoes

Man mano che la storia progredisce, la narrazione si arricchisce notevolmente grazie all’introduzione di numerosi personaggi ben caratterizzati che, sebbene provengano da diverse zone del mondo, sono tutti legati da una catena di eventi che unisce i loro destini in modo indissolubile. È proprio l’assenza di un protagonista unico e dominante a elevare l’importanza del gruppo, creando un’esperienza in cui ogni membro contribuisce in maniera significativa a plasmare non solo la propria storia, ma anche il plot principale.

Sebbene la narrazione affronti temi maturi come la geopolitica, che per alcuni videogiocatori potrebbe apparire complessa e rischiosa per l’attenzione preposta verso il prodotto, è importante sottolineare che Chained Echoes non è un titolo da giocare di fretta; prende invece tutto il tempo necessario per collocare ogni singolo pezzo della sua narrazione intricata, anche se in alcuni casi specifici potrebbe non fornire risposte concrete, creando molte domande irrisolte nel giocatore.


Si va in Overdrive!

Il sistema di gioco di Chained Echoes rappresenta uno dei punti di forza dell’esperienza, poiché offre una netta complessità grazie ad un mix interessante di meccaniche classiche e moderne che lo rendono una boccata d’aria fresca nel panorama dei JRPG a turni.
A differenza di molti titoli del genere presenti sul mercato, che spesso utilizzano il grind eccessivo come motore principale per la progressione dei personaggi, il gioco in questione sradica del tutto questo concetto e lo sostituisce con un approccio che premia la strategia e la ponderazione di ogni mossa.

La meccanica più importante da citare è sicuramente il sistema Overdrive, un indicatore posizionato nell’HUD che determina l’efficacia delle azioni durante il combattimento.

Ogni abilità magica o fisica spinge la barra verso la zona rossa, ovvero lo stato di Overheat, che penalizza l’intera squadra con un danno maggiore subito e una riduzione dell’efficacia delle abilità. Per restare nella zona verde, il punto ottimale che garantisce un bonus a difesa e attacco e riduce il costo delle abilità, il giocatore è costretto a utilizzare tattiche specifiche o a impiegare determinate tipologie di skill, che vengono segnalate in modo random dal sistema. Questa dinamica porta il giocatore a massimizzare i propri bonus variando costantemente le proprie abilità a disposizione, impedendogli di cadere nell’abitudine di ripetere la mossa più forte o la stessa sequenza di comandi.

Un’altra meccanica innovativa che va ad impreziosire ulteriormente il combattimento è la possibilità di effettuare lo switch dei personaggi durante la battaglia, passando tra una squadra attiva di quattro membri e una di riserva, permettendo così di sfruttare al meglio i turni e di sostituire i membri con la stamina bassa.

Inoltre, una barra delle Ultra Abilità è presente al di sopra della vita del party, che si carica man mano che si infligge e si subisce danno, consentendo di sferrare colpi devastanti finali, offrendo una mossa in più da giocare nei momenti di maggiore difficoltà.
Anche il sistema di progressione dei personaggi si discosta dai classici, scambiando i livelli con un approccio basato sui Frammenti del Grimorio, delle pietre rare che si ottengono dopo aver sconfitto un boss o terminato una missione principale e che consentono di sbloccare nuove abilità attive, passive o potenziamenti alle statistiche.

Questa impostazione non solo impedisce un levelling eccessivo, mantenendo un equilibrio costante della difficoltà, ma valorizza ogni scelta del giocatore, spingendolo a personalizzare le proprie build in modo da sfruttare anche gli Emblemi di Classe, oggetti che garantiscono accesso a nuove abilità solo per una classe specifica.

Non meno rilevante è la presenza delle Sky Armors, mech da combattimento che una volta sbloccati aprono a un nuovo modo di esplorare il mondo di gioco e, soprattutto, introducono nuove strategie di combattimento per evitare che l’esperienza diventi ripetitiva.


Un’estetica che incanta

L’estetica di Chained Echoes non si limita a replicare lo stile dei JRPG di un tempo, ma si percepisce che la pixel art del gioco è curata con grande passione e ogni singolo sprite è stato realizzato con precisione. Anche le animazioni risultano fluide e piene di dettagli, rendendo il mondo di gioco incredibilmente vivo grazie agli sfondi illustrati con maestria che fondono lo stile fantasy con influenze steampunk riprese dai mech, offrendo così degli scenari visivamente ammalianti.

Dal punto di vista sonoro, la colonna sonora è di alto livello, muovendosi in equilibrio tra melodie che richiamano altre opere e brani originali e riconoscibili, con temi musicali che si adattano perfettamente a ogni situazione: dalla tranquillità dell’esplorazione alla frenesia della battaglia.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, l’ottimizzazione generale del titolo è eccellente, poiché durante le oltre 30 ore di gioco non abbiamo riscontrato bug grafici o artefatti in grado di interrompere l’esperienza di gioco.


Ringraziamo Keymailer per averci fornito una chiave del loro gioco per realizzare questa recensione.
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Chained Echoes
CHAINED ECHOES (PC)
In conclusione
Chained Echoes non è soltanto un omaggio agli JRPG, ma una vera e propria evoluzione che guarda al passato. Dalla complessità strategica guidata dal sistema Overdrive al fascino visivo di una pixel art curata nei minimi dettagli, ogni aspetto del gioco contribuisce a creare un'avventura epica. Se si è alla ricerca di un JRPG che sappia essere moderno e adatto ai nuovi, Chained Echoes è un treno da non perdere.
Pregi
Una trama articolata e profonda
Meccaniche moderne che migliorano l'esperienza
Comparto artistico impeccabile
Grind eccessivo non presente
Difetti
Domande irrisolte riguardo punti di trama
9
Voto