Recensione Bubble Bobble Sugar Dungeons | Un ritorno decisamente… amaro!

Data di uscita
Novembre 27, 2025
Sviluppatore
Taito
Disponibile per
PC (Steam), Nintendo Switch, Sony PlayStation 5
Il nostro Punteggio
4.5

Nel 1986 laTaito Corporation lanciò sul mercato il primo, iconico capitolo di Bubble Bobble, un puzzle adventure in cui due draghetti spara bolle affrontano svariati nemici attraverso una serie di livelli con difficoltà crescente.
Da allora, e in quasi quarant’anni di storia, l’IP ha saputo rilanciarsi e rinnovarsi attraverso la capacità creativa della software house giapponese.

Grandi successi, come le serie di Rainbow Island o Puzzle Bubble, sono riusciti nel tempo ad essere apprezzati sia dai vecchi fan del brand che dalle nuove generazioni.
A distanza di sei anni dall’ultimo gioco, Bubble Bobble Friends pubblicato per Nintendo Switch e Sony PS4, ritorna sulla scena videoludica con Bubble Bobble Sugar Dungeons.

Questa volta, però, lo sviluppatore adotta un approccio decisamente diverso dal solito, strizzando l’occhio non solo al genere puzzle/arcade, ma anche agli elementi tipici dei roguelike e dei metroidvania, in cui la progressione è scandita dall’acquisizione di abilità e potenziamenti necessari per accedere a nuove aree e avanzare nel gioco.
Il risultato finale non è molto convincente, con solo pochi spunti buoni e tanti difetti.


TRAMA E NARRAZIONE

Sebbene la storia non sia mai stata il vero punto di forza della serie Bubble Bobble, ne daremo almeno un accenno al fine di segnalare la prima grande differenza tra l’ultimo prodotto della Taito e i precedenti capitoli.

Bubble Bobble Sugar Dungeons

Il protagonista, un draghetto di nome Bub, si risveglia in un misterioso laboratorio capitanato dallo scienziato Dolcen, il quale gli affida una missione con lo scopo di sfruttarne le abilità. Il suo incarico sarà raccogliere tutti i tesori nascosti tra i profondi e diversificati dungeon e labirintici castelli.
Per raggiungere l’obiettivo, non dovremmo soltanto limitarci ad affrontare un susseguirsi di livelli che, a differenza dei giochi passati, vengono generati in modo procedurale, ma anche avventurarci in mappe caratterizzate da uscite multiple.

È sicuramente una buona idea di base che, non curandosi molto della storia, fa immergere subito il giocatore nel gameplay. Tuttavia, ci farà anche comprendere la grande mancanza del compagno di avventure di Bub.
Infatti Bob, suo fidato amico, non sarà presente, comportando anche l’assenza della modalità cooperativa in locale che da sempre rappresenta un punto di forza della serie.

Questa scelta rimane difficile da comprendere e, a nostro avviso, limita il titolo non tanto a livello di storyline ma, come vedremo nel prossimo paragrafo, soprattutto a livello di gameplay.


GAMEPLAY E LONGEVITÀ

Come accennato in precedenza, Bubble Bobble Sugar Dungeons è un puzzle/arcade che fa della semplicità il suo punto di forza. I comandi che il giocatore si troverà a utilizzare maggiormente sono i seguenti: un pulsante per sparare le bolle, un altro per saltare ed il tasto RB per utilizzare l’abilità speciale.

Tale approccio ci fa tuffare immediatamente in un’esperienza che non ha mai deluso e che, dopo quarant’anni, funziona ancora piuttosto bene.
Quello che ha sempre caratterizzato la serie è la varietà dei livelli, dei nemici e dei boss, che sono in grado di generare una sfida ben bilanciata e, tutto sommato, appagante.

La Taito, in questo nuovo capitolo, ha voluto però aggiungere alcune novità e soprattutto variare i meccanismi di gioco, con un risultato finale che non ci ha convinto appieno ma, piuttosto, deluso.

Diversificazione o approssimazione?

Lo sviluppatore, nel tentativo di diversificare il gameplay rispetto ai giochi precedenti, ha inserito due nuove modalità principali.
La prima è Labirinti, che richiama vagamente il modello classico e richiede di superare una sequenza casuale di livelli; la seconda è Castello, che consente invece di esplorare una magione a caccia di boss e forzieri. Entrambe le modalità prevedono il completamento di diverse missioni e la raccolta di risorse con cui sbloccare e creare oggetti.

Nella modalità Labirinti troveremo diversi livelli con una sequenza del tutto casuale e avremo una sola vita per superarli tutti, cosa che risulta irritante soprattutto in fase avanzata.
Se moriremo, dovremo ricominciare dall’inizio: questo rende l’esperienza abbastanza demotivante oltre che estremamente ripetitiva.

Nella modalità Castello dovremmo invece affrontare una serie di stage che, con delle uscite multiple che portano sempre a quello successivo, ci conducono infine al boss finale.
In questa modalità ogni tanto saranno presenti dei portali che avranno la funzione, in caso di sconfitta, di teletrasportarci nello stage appena superato, evitando così di rifare tutti i livelli dall’inizio.

La scelta di inserire due tipi di esplorazioni differenti non coincide purtroppo con l’idea di qualità delle medesime. In linea generale, Bubble Bobble Sugar Dungeons sembra infatti abbastanza approssimativo e, come vedremo nei paragrafi successivi, affiancato ad un livello di difficoltà mal calibrato, oltre che ad un sistema di potenziamenti e abilità rivedibili.

Materiali, potenziamenti e abilità

Il vero problema del gioco è da ritrovare soprattutto nella gestione dei potenziamenti e abilità che potremo acquisire durante l’avventura.
Alcuni di essi, necessari per poter proseguire, appariranno bloccati fino a quando non avremo completato determinate missioni. Peccato che, soprattutto in fase avanzata, queste risultino irrealizzabili, come ad esempio “superare quaranta livelli in cento secondi, senza mai morire” con la penalità di ricominciare dall’inizio.

Un altro difetto riscontrato in Bubble Bobble Sugar Dungeons riguarda il fatto che nei vari stage e labirinti c’è l’effettiva possibilità di raccogliere i materiali necessari ad aumentare le abilità del nostro draghetto, ma queste ultime rimarranno inutilizzate fino a quando non avremo sbloccato le missioni che ci vengono proposte.
Questa gestione abbastanza confusionaria e priva di un senso logico rischia di annoiare e frustrare il giocatore.

Rimane interessante l’idea di poter creare, con i materiali acquisiti, anche dei consumabili come bolle speciali di acqua, fuoco e fulmini, o ciambelle che ci permettono di tornare all’hub di gestione del personaggio o di saltare i livelli.
Da notare però che, nonostante l’inventario pieno di risorse, ci è possibile portarne soltanto cinque, di cui solo una piazzabile nello slot attivo: il tutto risulta poco funzionale oltre che abbastanza irritante.

Difficoltà mal calibrata

Bubble Bobble Sugar Dungeons ha dei difetti che tendono a demotivare, frustrare e soprattutto rendere l’esperienza di gioco mal bilanciata a livello di difficoltà.
Quest’ultima risulta infatti elevata, non tanto per l’abilità che del giocatore nell’affrontare i livelli, ma per scelte e decisioni discutibili da parte dello sviluppatore, come inserire sfide e missioni oggettivamente “no sense”.

Inoltre, l’intelligenza artificiale dei nemici di Bubble Bobble Sugar Dungeons risulta decisamente bassa e priva di “mordente”; ognuno di essi eseguirà lo stesso pattern di movimenti che, una volta memorizzato, ci permetterà di muoverci e colpirli senza troppi problemi.
Diventa quindi possibile passare da un livello al successivo senza sconfiggere neanche un nemico, ma bensì evitandolo, azione motivata dal fatto che, con il cronometro che scorre e molti livelli da superare, non ci si può permettere perdite di tempo.

Sono comunque presenti e funzionanti le classiche meccaniche da puzzle/arcade, ma solo nel momento in cui vengono lasciate libere di esprimersi. È un peccato, però, che siano state inserite in un contesto di gioco molto più stressante in cui, nella maggior parte dei casi, conviene muoversi velocemente e passare al livello seguente.


COMPARTO TECNICO

Concludiamo questa recensione analizzando brevemente il comparto tecnico del gioco.
Ci troviamo di fronte ad un classico platform con grafica bidimensionale, in quanto la Taito non ha voluto stravolgerlo rispetto ai precedenti capitoli.

Bubble Bobble Sugar Dungeons rimane interessante dal punto di vista creativo. Gli stage sono molto colorati e, come anche indicato nel titolo, richiamano il mondo dei dolci, delle caramelle e dello zucchero.
La trama e la narrazione si avvalgono delle classiche scene di intermezzo in stile fumetto, le quali sono funzionali allo scopo ma visivamente poco appaganti.

Le musiche hanno dei motivetti molto piacevoli, le quali rimangono spesso e volentieri impresse nella testa del giocatore: questo vale anche per l’effettistica e le voci dei protagonisti, che risultano simpatiche e creano la giusta atmosfera.
Bubble Bobble Sugar Dungeons, molto leggero a livello di specifiche, è perfettamente godibile anche su PC poco prestanti e ottimo per essere giocato con handheld e quindi in mobilità.


Ringraziamo Press Engine per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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Bubble Bobble Sugar Dungeons (PC)
In conclusione
Non ci siamo! Il ritorno di Bubble Bobble, al contrario di quello che dice il titolo, risulta decisamente amaro. Taito, nel cercare di creare ed aggiungere qualcosa ad un gameplay ormai consolidato, perde di vista la semplicità e immediatezza del brand. Inserire elementi roguelike, potenziamenti ed abilità, senza una logica ben definita e soprattutto equilibrata, rende l'esperienza decisamente frustrante e a tratti irritante. Inspiegabile l'assenza di Bob, quindi della modalità cooperativa, da sempre un must degli amanti della serie. Non tutte le ciambelle escono con il buco… e Sugar Dungeons ne è un perfetto esempio.
Pregi
Il ritorno di Bubble Bobble
Grafica e audio d'atmosfera
Difetti
Manca Bob… niente coop locale
Gestione potenziamenti ed abilità rivedibile
Difficoltà mal bilanciata
A tratti frustrante, poco longevo
4.5
Voto