Recensione Before I Go | Il racconto di una fine tra luci e ombre

before i go art 1000x1000
Data di uscita
Aprile 13, 2026
Disponibile per
PC (Steam), Nintendo Switch, PlayStation 5, Xbox Series S|X
Sviluppato da
J's Laboratory

Osservando l’andamento videoludico, risulta evidente come il settore sia ormai giunto a un punto in cui i piccoli studi possono esplorare tematiche abbastanza complicate da trasporre. È facile trovare uno spazio vitale per opere che vogliono sperimentare forme d’arte particolari, visioni che purtroppo molti tripla A non toccano.
È proprio in questo scenario che si staglia la figura di Jérome Coppens che, attraverso la sua etichetta J’s Laboratory, ha deciso di consegnare al mercato una fatica che non si limita a intrattenere, ma stabilisce un dialogo con chiunque abbia provato il peso del dolore di una perdita.

La pubblicazione di un titolo come Before I Go non rappresenta l’ennesima aggiunta a una libreria digitale, ma si configura come un atto di coraggio che invita il giocatore a rallentare in cerca di una realtà che sta lentamente sparendo nell’oblio. Affrontare un Metroidvania richiede al giocatore una predisposizione alla pazienza e all’ascolto, entrare in un ambiente che non offre risposte immediate, ma che preferisce porre domande attraverso i silenzi carichi di significato.

In questo articolo cercheremo di capire su come l’opera di Coppens riesca a camminare su un filo che separa il dolore della speranza, trasformando quello che a prima vista potrebbe sembrare un semplice viaggio in un’esperienza personale e toccante.


TRAMA

Il fulcro narrativo di Before I Go è rappresentato da un viaggio che, fin dai primi istanti, proietta il giocatore in un universo onirico e profondamente tormentato dove ogni elemento sembra raccontare storie di perdite e di una pace lontana. Al centro di questo scenario troviamo una creatura dall’aspetto alieno, una figura indifesa che dimostra l’innocenza di un ragazzo costretto a spostarsi attraverso un mondo che sta lentamente scivolando verso un’oscurità senza uscita.

Siamo guidati dal richiamo di un misterioso spirito che funge da luce attraverso un percorso di crescita e consapevolezza che mira all’accettazione della morte, come si è visto precedentemente. Questa sottospecie di infezione che ha colpito il mondo di Before I Go non è un semplice espediente estetico per giustificare la presenza di comodi nemici da sterminare, ma mostra come il senso di regressione e decadenza sia avvolto come una corda attorno all’ambientazione.

Nel corso dell’avventura, ci imbatteremo in diversi abitanti, i quali, attraverso dei dialoghi molto enigmatici, cercheranno di spiegare la natura di questa corruzione, commentando allo stesso tempo il percorso che il protagonista ha intrapreso fino ad ora, anche se la profondità dei dialoghi talvolta non regge il peso emotivo dell’intera produzione.

L’approccio narrativo scelto da Coppens si discosta quasi completamente dalle sequenze cinematografiche che spiegano tutto quanto, oppure a lunghi testi che raccontano del mondo di gioco, ma si affida invece alla narrazione ambientale e ai suoi simbolismi. Da un lato questa scelta è sicuramente apprezzata per chi ammira il lavoro estetico dello sviluppatore, dall’altro rischia di creare un senso di distacco nel giocatore che non si sofferma alla ricerca di informazioni sparse in un mondo così etereo.

Verso la conclusione del viaggio, si avverte il desiderio dell’opera di avere un climax potente, anche se gli incontri con le entità maggiori, esseri sfigurati dalla corruzione, spesso si riducono a scontri meccanici che non riescono a trasmettere il dolore della loro decadenza.


GAMEPLAY

Essendo un titolo che appartiene al genere dei Metroidvania, Before I Go si basa su una progressione non lineare che richiede al giocatore di esplorare l’ambiente circostante per prendere nuove abilità, come un dash che consente al protagonista di superare zone a cui prima era impossibile accedere. La fluidità del movimento è ben realizzata, poiché ogni salto e ogni manovra restituiscono un ottimo feedback, un fattore fondamentale quando si affronta una sezione platform, anche se a livello di animazioni poteva regalare qualcosa di più.

Un elemento che si distacca dai classici del genere è rappresentato dal sistema di combattimento, il quale permette di eseguire attacchi a distanza con rapidità, dipesa dalla velocità con cui l’utente preme i tasti, data l’assenza di un tempo di recupero tra un colpo e l’altro. Questa meccanica attribuisce un ritmo frenetico agli scontri, permettendo di abbattere i parassiti che infestano il mondo con violenza.

Nel corso dell’avventura, sbloccheremo poteri unici come la capacità di manipolare il tempo per rallentare i nemici e i proiettili in un determinato raggio, una risorsa che si rivela importante anche per risolvere enigmi ambientali che mettono alla prova l’intelligenza dello spettatore oltre che i nostri riflessi.

Il titolo non è esente da alcune scelte di design che generano frustrazione, in particolare per quanto riguarda la gestione dei checkpoint e i punti di salvataggio all’interno delle aree più avanzate del gioco. Esiste la possibilità di attivare dei punti di rientro temporanei consumando una preziosa risorsa raccolta durante l’esplorazione, i salvataggi permanenti sono posizionati in maniera tale che l’utente deve ripetere lunghe sezioni di gioco in caso di sconfitta.


COMPARTO ARTISTICO E TECNICO

Before I Go si rivela una piccola gemma riguardo il comparto artistico, capace di incantare grazie a uno stile che punta tutto sulla sobrietà delle linee e su una gestione cromatica interessante. Gli ambienti che compongono questo mondo sono caratterizzati da colori pastello, in contrasto con le ombre cupe, mettendo in evidenza la dicotomia tra innocenza e oscurità.
Ogni area del mondo possiede una propria identità visiva ben distinta, spaziando da foreste avvolte da una nebbia infinita a strutture decadenti, il tutto curato nei minimi dettagli.

Il comparto sonoro costruisce magistralmente un’atmosfera malinconica e oppressiva, rinunciando a volte a colonne sonore invadenti per concentrarsi su un design audio ambientale fatto di silenzi e sussurri dei mostri corrotti sparsi per la mappa.
Le melodie sono spesso delicate, sottolineando i momenti di maggiore impatto emotivo, e accompagnano il viaggio del protagonista senza mai sovrastare le sensazioni di isolamento e solitudine che sono il vero cuore dell’esperienza.

Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Coppens risulta bilanciato e rifinito, con prestazioni che si mantengono costanti sulla maggior parte delle configurazioni recenti garantendo fluidità, requisito indispensabile per un titolo che punta tutto sulla precisione dei movimenti. Bisogna segnalare però che, nelle situazioni dove i particellari diventano densi, si possono intravedere diversi scatti nelle animazioni, sebbene non vadano a compromettere la giocabilità dell’opera.


Ringraziamo J’s Laboratory per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

before i go mainart
BEFORE I GO (PC)
In conclusione
Possiamo affermare che Before I Go rappresenta una delle esperienze più coraggiose in questo metà 2026, pur portando con sé i segni di una produzione indipendente che ha scelto l'arte alla perfezione ludica. Ci troviamo di fronte a un titolo che, pur non rivoluzionando il genere dei Metroidvania, riesce a ritagliarsi uno spazio grazie a una direzione artistica che sfida i colossi del settore.
Pregi
Sistema di movimento fluido
Sistema di combattimento dinamico
Direzione artistica
Difetti
Gestione dei checkpoint sbilanciata
Narrazione e dialoghi non per tutti
7.2
Voto