Che siate un giocatore vecchia scuola che ha passato i pomeriggi su titoli come Theme Hospital o Sim City o che siate più giovani e vi siete approcciati a Clash of Clans e Mad Games Tycoon, avrete sicuramente provato almeno una volta a giocare a un gestionale.
L’idea di vedere i nostri insediamenti crescere è coinvolgente e ci porta a passare ore e ore a costruire palazzi e strutture cercando di renderle perfette e, soprattutto, efficienti.
Tuttavia, ben poche opere si concentrano sulle persone che abitano le nostre creazioni ridotte, la maggior parte delle volte, a semplici pedine utili solo a produrre quante più risorse possibile per raggiungere i nostri obiettivi.
Tra le tante che hanno provato a rivoltare questa formula c’è stato Frostpunk, capace di farci affezionare al nostro popolo e alle sue battaglie grazie alle tante microstorie che si consumavano attorno al nostro imponente generatore.
Il titolo di cui vi parleremo oggi è All Will Fall, sviluppato da All Parts Connected, che applicherà la medesima formula dello studio polacco a un universo post-apocalittico in cui l’acqua si è presa possesso della terra.
Riusciremo a far prosperare la nostra civiltà? Scopriamolo insieme!
Gameplay
La nostra partita inizierà con un gruppo di persone che naufragherà su un piccolo pezzo di cemento galleggiante e deciderà di renderlo la loro nuova casa.
Così inizieremo a gestire il gruppo di sopravvissuti, ordinandogli di raccogliere risorse per costruire strade, con cui raggiungere anche le piattaforme più lontane, oppure strutture sempre più avanzate, adatte a garantire loro la sopravvivenza.
Il titolo riprende le classiche caratteristiche dei city builder, ma amplia la loro struttura con delle idee nuove e innovative, e questo si vede innanzitutto da come vengono costruiti i centri abitati. Infatti, invece di erigere strutture in un ampio spazio vuoto sfruttando solamente elementi naturali, poniamo le nostre basi su fondamenta già esistenti che inevitabilmente condizioneranno l’aspetto finale della nostra città.

Questo ci porterà a creare metropoli dai toni più caotici e meno vicini alle simmetrie impeccabili che si potrebbero vedere in altri titoli dello stesso genere, adeguandosi perfettamente allo stile post-apocalittico dell’opera.
Ciò, però, non sarà un vero e proprio paletto per chiunque voglia creare città più gradevoli da un punto di vista estetico, dato che ci verranno comunque date delle decorazioni per migliorare il paesaggio, oltre alla possibilità di modificare lo spazio distruggendo parti delle strutture presistenti.
Tutto ciò di cui avremo bisogno per ingrandire la nostra nuova casa lo troveremo nel mare o accanto ai resti degli edifici, e dovremo essere noi a comandare i nostri cittadini, ordinandogli di raccogliere le risorse donate dall’acqua.
Tuttavia, non tutti saranno uguali e ognuno avrà la propria mansione specifica, ovvero sarà in grado di compiere azioni uniche, non consentite ad altri abitanti.

La nostra intera società sarà infatti divisa in tre classi sociali (i lavoratori, i marinai e gli ingegneri) e starà a noi dividere al meglio i loro compiti, in modo che possano lavorare in modo efficiente e senza creare alcun tipo di problema.
Tale efficienza deriverà anche da come tratteremo la loro specifica classe sociale: concedendo più acqua, più cibo o più pause a un ceto, i suoi componenti lavoreranno più velocemente e, con il progressivo aumento della loro felicità generale, sbloccheranno sempre nuovi potenziamenti che miglioreranno le loro prestazioni.
Oltre a questi effettivi privilegi, potremmo garantirci la felicità di una specifica categoria anche attraverso gli eventi che ci appariranno a schermo: facendo determinate scelte, ad esempio, potremo perdere la fiducia del popolo oppure guadagnarla, e starà a noi decidere come mantenere tutti soddisfatti o favorire delle determinate categorie.
Nel caso non riuscissimo a mantenere felici i nostri popolani, questi se ne andranno, lasciandoci con sempre meno braccia adatte al lavoro e, di conseguenza, la nostra città rischierà di decadere.

Per evitare ciò, sarà utile cercare di venirgli incontro in ogni momento possibile, anche quando dovremo sprecare risorse o fare scelte che non condividiamo, tutto per stabilire il nostro comando o anche solo per mantenerli soddisfatti.
Questa feature finisce per essere molto interessante, mostrandosi capace di aggiungere un certo livello di profondità e, soprattutto, di difficoltà a un titolo che altrimenti avrebbe una struttura molto classica.
Purtroppo non sempre viene sfruttata al meglio e molte scelte hanno conseguenze non ben gestite: ad esempio, quando ci viene proposto di accogliere dei nuovi coloni nella nostra città, se rifiutiamo, la fiducia nel nostro popolo decadrà.
Dunque, ogni scelta che faremo avrà delle ripercussioni dirette sul nostro gameplay, anche quando non è necessario che si venga puniti, finendo per aggiungere un’ulteriore difficoltà che apparirà artificiale.

Il motivo per cui non sempre converrà prendere nuovi lavoratori è che questi inizialmente non faranno nulla per noi, bensì passeranno un po’ di tempo senza raccogliere oggetti o costruire strutture, ma comunque consumando cibo e acqua, portandoci a preferire il loro allontanamento.
Legati a ciò, vi sono anche alcuni problemi nella gestione delle risorse: nonostante si costruiscano più strutture atte alla raccolta di cibo o acqua, la richiesta sarà sempre troppo alta rispetto alle quantità che saremo in grado di produrre, facendoci rimanere costantemente sul filo del rasoio, soprattutto all’inizio del gioco.
Inoltre, non tutto ci verrà spiegato a dovere e alcuni fattori verranno omessi, ad esempio come conservare l’elettricità, obbligandocia cercare da soli ciò che potrà aiutarci.
Questo si nota soprattutto quando non riusciremo a raggiungere alcuni oggetti particolari, pur creando strade per i nostri personaggi: il gioco ci dirà semplicemente che non sono raggiungibili, senza evidenziare quali siano gli effettivi ostacoli.

Nonostante all’apparenza lo spazio ci potrà apparire esiguo e privo di elementi da scoprire, vi saranno molte cose da fare e, attraverso la progressione, potremo sbloccare strutture sempre più avanzate e migliorare le condizioni della nostra piccola società.
Altra nota di merito è la rapida progressione del gioco: infatti in sole poche ore avremo già la possibilità di sfruttare l’energia elettrica e di utilizzare edifici complessi, creando un gameplay essenzialmente privo di punti morti e capace di tenere il giocatore sempre in allerta.
Comparto artistico e tecnico
All Will Fall presenta un marcato stile grafico tendente al cartoon, che fa un grande uso di colori accesi, oltre che di illustrazioni deliziose per le diverse richieste del nostro popolo.
Forse il punto più lodevole dell’opera è la sua soundtrack, poiché vi sono un gran numero di ost che sfruttano uno stile catchy, ma al contempo malinconico, capaci di metterci nei panni della popolazione che riesce a vedere un futuro radioso nonostante la tragedia che sta vivendo.

Inoltre, vi è un’ampia varietà di tracce che si adatta ai vari problemi che incontreremo, come condizioni meteorologiche estreme o scarsità di risorse, garantendoci una grande immersione nel gameplay.
Quanto al comparto tecnico, il titolo sin dal suo lancio non ha presentato problemi di prestazioni o bug, mantenendosi stabile durante ogni sessione; l’opera è giocabile anche su macchine di fascia medio-bassa grazie alla semplicità dello stile e alla varietà di preset grafici disponibili.
Ringraziamo SandboxStrategies per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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